Biografia Figlio di un conduttore di chiatte, Michel Serres entrò nell'École navale nel 1949 e nella École normale supérieure nel 1952. Dopo gli studi di filosofia consegue l'agrégation de philosophie. Trascorse i successivi anni come ufficiale di marina, prima di ricevere il suo dottorato nel 1968 e cominciare a insegnare a Parigi.
Da bambino, Serres fu testimone di prima mano della violenza e della devastazione della guerra: "Vidi il mio primo cadavere a sei anni", raccontò a Bruno Latour. Ha studiato la matematica e la scienza all'ombra dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Queste esperienze formative, lo portarono a rifuggire coerentemente da un tipo di produzione scientifica basata sui modelli della guerra, del sospetto, e della critica.
Nel corso dei successivi venti anni, Serres si guadagnò una reputazione come rigoroso docente di linguistica e come l'autore di scritti dalla prosa incredibilmente bella e enigmatica, così dipendenti da quella sonorità della lingua francese, che è praticamente intraducibile.
Nel 1990, Serres è stato nominato all'Académie française, in segno della sua posizione, uno dei più importanti intellettuali della Francia. Nel mondo anglosassone, Serres è forse più conosciuto per il suo insegnamento presso la Stanford University e per la sua influenza verso alcuni giovani intellettuali come Bruno Latour e Steven Connor.
Pensiero Sviluppò i suoi soggetti partendo da diverse fonti, come il passaggio a nord-ovest, dal concetto di parassita, o dall'esplosione dello Space Shuttle Challenger. Serres, più in generale, è interessato allo sviluppo di una filosofia della scienza che non si basi su un metalinguaggio in cui una sola disciplina della scienza sia privilegiata e definita. Per fare questo si basa sul concetto di scambio e di incrocio tra le discipline, piuttosto che sull'insediamento di una come dominante. Per questo motivo Serres ha invocato la figura di Hermes (nelle sue opere precedenti) e degli angeli (in più recenti studi), come messaggeri che si spostano avanti e indietro tra i domini.
Serres è un sostenitore del libero accesso alla conoscenza, in particolare di Wikipedia Michel Serres su Wikipedia, martedì 27 febbraio 2007..
Filosofia di Michel Serres
Nonostante sia possibile cogliere molteplici affinità tra la filosofia di Michel Serres e alcune tematiche fondanti, tipiche del post-umano, egli non si è mai dichiarato apertamente post-umanista. Le caratteristiche del suo pensiero infatti, tra cui la mancata adesione a qualsiasi tipo di scuola filosofica, lo caratterizzano come un pensatore "no logo", ovvero un pensatore che non può essere imbrigliato in alcuna formazione filosofica specifica. I suoi interessi, infatti, sono di carattere trans e post disciplinare e non permettono di inquadrare la sua figura come aderente ad alcuna determinata scuola di pensiero. In ogni caso, la filosofia di Serres è caratterizzata da alcune grandi tematiche, che sono utili a dare delle coordinate alla filosofia del post- umano e a riempire di contenuti la relativa riflessione sul post- umano, ancora in costruzione.
La filosofia di Michel Serres infatti è segnata da un carattere anticipatorio rispetto ad alcune tematiche tipiche della nostra era dell'antropocene, tra cui, la tematica ecologista, il recupero degli oggetti, la critica al pensiero marxista e la tematica del corpo come discrimine con la corrente di pensiero dell'umanesimo.
Il pensiero e la formazione di Serres sono in continuo scambio, interrelazione, ibridazione e relazionalità dialogica con le tematiche post-umaniste, e una delle sue ultime riflessioni, come quella sull' ominescenza, rendono il pensiero di Serres totalmente affine alle riflessioni sull'uomo del post-umano.
Caratteristiche principali Date le peculiarità del pensiero di Michel Serres risulta difficile inquadrarlo in determinate correnti.
Il suo infatti risulta essere al tempo stesso un pensiero "no logo", letteralmente senza luogo, aspetto questo che rende impossibile collocarlo in delimitate categorie filosofiche di pensiero e ipertestuale, ovvero, caratterizzato da un andamento fatto di passaggi e di diramazioni costanti, di carattere reticolare e non lineare, che rendono strettamente correlati e interrelati tutti i nodi di una stessa riflessione.
Un'altra caratteristica del pensiero serresiano è il suo carattere trans e post-disciplinare, che permette di partire da competenze specialistiche in alcuni ambiti disciplinari ma di non fermarsi all'approfondimento di un solo determinato studio, bensì spingere a trovare una sintesi, una trasversalità tra le varie discipline.
Lo stesso Michel Serres si è auto definito uno "specialista generalista", ovvero un autore che non disprezza lo specialismo disciplinare ma che nello stesso ricerca un "generalismo", dei punti chiave, dei passaggi, delle interferenze tra i diversi contesti delle discipline canoniche.
La concezione di una costante unione tra studi di carattere tematicamente differente, quali le scienze umane (storia, letteratura, psicologia, ecc.) e le scienze dure (biologia, fisica, matematica, geometria, ecc.), nella filosofia serresiana assume metaforicamente il nome di passaggio a nord-ovest, un passaggio difficilmente trovato e realizzato tra contesti che la tradizione classica indicava come separati.
Il tentativo di superare le dicotomie e i dualismi e concepire l'insieme nella sua complessità, senza trascurare il particolare è un'ulteriore affinità con le tematiche del post-umano.
Esiste infatti nella concezione filosofica di Serres la consapevolezza che l'umanità intera all'inizio degli anni cinquanta e sessanta stia vivendo in un mondo nuovo e che si stia affacciando al mondo un uomo nuovo, che vada ripensato con una serie di nuovi strumenti concettuali, elaborati per l'occasione. Sono dunque necessarie per Serres, una nuova istruzione e una nuova formazione in vista della nuova era che si prospetta.
Il procedimento filosofico: tra metodo ed esodo Secondo Michel Serres, il pensiero filosofico possiede un ruolo di anticipazione del futuro, tanto che esiste una corrispondenza esatta tra i due termini, "pensare" e "anticipare". Pensare corrisponde a gettare le basi per un futuro nuovo e per dare contenuti a questa riflessione è necessario:
1) Cogliere la novità, ovvero prendere coscienza di un cambiamento oggettivo della condizione umana e del presente dell'umanità (del crollo della famiglia patriarcale, dell'industrializzazione estrema, del crollo dell'agricoltura, della laicizzazione, ecc.);
2) Tematizzare il cambiamento, costruendo se necessario strumenti nuovi per modificare l'avvenire;
3) Declinare la tematizzazione, dunque pensare e costruire un futuro per l'umanità e per tutto il mondo esistente, dato che l'uomo è intervallato con natura, tecnologia e animali, oltre che con altri uomini.
La concezione universale e cosmista di Serres rimette dunque al centro, come oggetto della riflessione filosofica la totalità del mondo, considerandola come una inter-implicazione tra singolare e generale. Secondo tale concezione, arrivare all'universale è possibile soltanto rispettando il particolare.
La modalità di avanzamento del pensiero di Serres è dunque di tipo procedurale.
Un pensiero che va a piccoli passi, evitando una sintesi di tipo dialettico, ma procedendo gradualmente, prestando attenzione ai singoli passaggi.
Il pensiero si lascia trascinare nell'esplorazione dei differenti sentieri, nelle deviazioni. Non c'è un'idea fondativa, determinante di metodo, alla maniera di Cartesio o della scienza classica, bensì è un procedimento di correlazione continua e rinnovata tra:
- metodo
- esodo.
La concezione filosofica di Serres unisce l'idea generale di un percorso, necessaria per poter tenere di vista l'obiettivo principale, con un percorso secondario che non trascura i vari aspetti del cammino, si lascia andare all'esodo, devia dalla linea principale per porre attenzione ai singoli aspetti della realtà, dato che tutto ha la dignità di essere conosciuto.
L'universale nasce dalla messa in tensione delle singolarità, che permette di ricostruire la realtà stessa, come molteplicità.
Serres non adotta un atteggiamento monista (basato sulla concezione di un fondamento unico che spieghi la realtà), né un atteggiamento dualista (basato sulla concezione che esista una contrapposizione dialettica tra due principi che costituiscono la realtà), né tanto meno un atteggiamento pluralista (basato sulla concezione di una serie di principi che costituiscono la realtà), bensì concepisce la realtà come pluristratificata, ovvero come una molteplicità che si costruisce mediante la sovrapposizione di più strati, che interagiscono tra loro. Inoltre egli non concepisce una temporalità lineare, bensì una percolazione temporale, non concepisce una razionalità lineare che compie un cammino causale, di causa effetto, bensì un pensiero che devia dai propri tracciati, per poi tornare nella linea principale.
Secondo tale prospettiva dunque non è possibile parlare della realtà né come di un puro disordine caotico, né come di un ordine che non lascia spazio a "sacche" di caos.
Esiste una strada, come indirizzo verso la quale muoversi ma non è possibile trascurare le deviazioni.
La deviazione, la randonné, la biforcazione è un momento di novità, di abbandono della via conosciuta in una prospettiva di apertura all'ignoto.
Secondo Serres l'invenzione avviene proprio quando l'uomo devia dal tracciato, uscendo da un meccanismo di ripetizione e di riproduzione dell'identico, per aprirsi al diverso, al nuovo.
Significativa in Serres dunque l'uscita dall'equilibrio, dalla staticità. Il puro equilibrio è paragonato alla stasi, all'immobilismo.
Nella concezione serresiana della realtà avviene un superamento della dicotomia stessa tra quiete, come staticità e movimento come trasformazione e tale superamento è identificato dall'adozione della parola metastaticità, identificata come quiete e movimento nella quiete al tempo stesso.
La metastaticità rappresenta la condizione della realtà stessa. L'ordine è per Michel Serres è una pura contingenza e comunque non è lo stato normale delle cose.
Il superamento delle dicotomie come quiete e movimento, ordine e disordine, caos e necessità, e l'adozione di una particolare serie di nozioni che vengono dagli apporti delle nuove scienze contemporanee, rappresentano un'ulteriore somiglianza con le tematiche del post-umano.
Le nuove discipline scientifiche contemporanee a Michel Serres, le scienze del complesso (tra cui etologia, paleoantropologia, etologia cognitiva, ecc.) infatti si basano sull'idea di strutture dialogiche che costituiscono la realtà e sul superamento di un modello causale e sostanzialistico di scienza, fondato sulla necessità e sul determinismo.
Fenomeni che secondo la scienza classica sono elementi di disturbo, aspetti non scientifici e che non hanno dignità di esserne elementi costitutivi, come ad esempio l'imprevedibilità, il caos, l'irreversibilità, sono elementi fondanti nella concezione filosofica di Serres, come nelle scienze del complesso.
La rilettura dei grandi classici Seguendo la concezione filosofica di un passaggio a nord-ovest e dunque di un possibile collegamento tra scienze dure (biologia, chimica, fisica) e scienze umane (letteratura, filosofia, psicologia, ecc.), nel corso della sua vita e della sua carriera filosofica, Serres ha intrapreso un'opera di rilettura di classici di tradizione letteraria, applicando però una chiave interpretativa nuova, di carattere scientifico.
Tra i testi riletti sono presenti:
-Alcuni scritti di Leibniz
- Alcune opere di Verne e Zola
- Il De rerum natura di Lucrezio.
La rilettura del De rerum natura Le riflessioni sullo studio che Serres fa di Lucrezio, sono contenute all'interno di un'opera del 1980, dal titolo Lucrezio e l'origine della fisica.