Il giaguaro (Panthera onca ) è una grossa specie della famiglia Felidae, unico rappresentante vivente del genere Panthera originario delle Americhe.

Con una lunghezza (coda esclusa) che può raggiungere i 185 cm e un peso che può toccare i 158 kg, è il più grande felide del continente americano e il terzo in assoluto per dimensioni, dopo la tigre e il leone. Il suo manto caratteristico presenta una colorazione di fondo dal giallo pallido al marroncino ricoperta da macchie che si dispongono a formare rosette sui fianchi, sebbene alcuni esemplari melanici presentino un manto interamente nero. Il potente morso del giaguaro gli consente di perforare il carapace di tartarughe e testuggini e di utilizzare un insolito modo per uccidere le prede, mordendo direttamente il cranio dei mammiferi tra le orecchie per sferrare un colpo fatale al cervello.

Gli antenati del giaguaro attuale probabilmente raggiunsero le Americhe dall'Eurasia durante il Pleistocene inferiore attraverso il ponte di terra che un tempo attraversava lo stretto di Bering. Attualmente, l'areale della specie si estende dagli Stati Uniti sud-occidentali al Paraguay e all'Argentina settentrionale, attraverso il Messico, gran parte dell'America centrale e la foresta amazzonica. Abita una gran varietà di terreni forestali e aperti, ma predilige habitat costituiti da foreste pluviali di latifoglie tropicali e subtropicali, zone umide e aree boschive. È un eccellente nuotatore ed è per lo più un superpredatore solitario e opportunista che tende imboscate alle prede. Si tratta di una specie chiave, che svolge un ruolo importante nella stabilizzazione degli ecosistemi e nella regolazione delle popolazioni di prede.

Il giaguaro è minacciato dalla distruzione e dalla frammentazione dell'habitat, dal bracconaggio per il commercio illegale di alcune parti del corpo e dalle uccisioni in situazioni di conflitto tra uomini e fauna selvatica, soprattutto ad opera degli allevatori dell'America centrale e meridionale. Figura tra le «specie prossime alla minaccia» (Near Threatened) sulla lista rossa della IUCN dal 2002; si ritiene che la popolazione sia diminuita a partire dalla fine degli anni '90. Gli studiosi hanno individuato 51 aree prioritarie per la conservazione della specie (indicate come JCU, Jaguar Conservation Units); queste, dislocate in 36 distinte regioni geografiche che vanno dal Messico all'Argentina, sono vaste aree in cui vivono almeno 50 esemplari in età riproduttiva.

Il giaguaro ebbe un posto di rilievo nella mitologia delle popolazioni indigene delle Americhe, comprese le civiltà azteche e maya.

Etimologia Probabilmente, la parola giaguaro deriva dal termine tupi-guaraní yaguara, che significa "bestia selvatica che abbatte la preda con un balzo". I popoli indigeni della Guyana lo chiamano jaguareté. L'appellativo specifico onca deriva dalla parola portoghese onça, che indicava un felino maculato del Brasile non meglio identificato di dimensioni superiori a quelle di una lince (cfr. l'epiteto specifico uncia del leopardo delle nevi). Panthera, invece, è la forma latinizzata del greco antico pánthēr (πάνθηρ).

Tassonomia ed evoluzione Tassonomia Nel 1758, Carlo Linneo descrisse il giaguaro nella sua opera Systema Naturae e gli diede il nome scientifico Felis onca. Tra il XIX e il XX secolo, vari esemplari tipo sono serviti da base per la descrizione di un certo numero di sottospecie. Nel 1939, Reginald Innes Pocock ne riconobbe otto in base all'origine geografica e alla morfologia del cranio. Pocock non aveva accesso a un numero sufficiente di esemplari zoologici per valutare seriamente la validità del loro stato di sottospecie, ma espresse ugualmente dubbi riguardo alcune di esse. Un successivo riesame del suo lavoro suggerì che si dovessero riconoscere come tali solo tre sottospecie; la descrizione di P. o. palustris, ad esempio, si basava sull'esame di un cranio fossile.

Nel 2005, venivano ancora considerati taxa validi nove sottospecie, elencate qui sotto con il corrispondente olotipo:

P. o. onca , un esemplare proveniente dal Brasile; P. o. peruviana , un cranio proveniente dal Perù; P. o. hernandesii , un esemplare proveniente da Mazatlán, in Messico; P. o. palustris , una mandibola fossile rinvenuta nelle Sierras Pampeanas del distretto di Córdova, in Argentina; P. o. centralis , il cranio di un maschio proveniente da Talamanca, in Costa Rica; P. o. goldmani , una pelle proveniente da Yohatlan nello stato di Campeche, in Messico; P. o. paraguensis , il cranio di un maschio proveniente dal Paraguay; P. o. arizonensis , la pelle e il cranio di un maschio proveniente dalle vicinanze di Cibecue, in Arizona; P. o. veraecruscis , il cranio di un maschio proveniente da San Andrés Tuxtla, in Messico.

Reginald Innes Pocock inserì il giaguaro nel genere Panthera e notò che esso condivideva diverse caratteristiche morfologiche con il leopardo (P. pardus). Lo zoologo, pertanto, giunse alla conclusione che le due specie dovevano essere strettamente imparentate. Di recente, le ricerche sui dati morfologici e genetici hanno indicato che la specie presenta una variazione clinale nord-sud tra le popolazioni, ma non hanno riscontrato alcuna prova di differenziazione sottospecifica. Le analisi del DNA di 84 esemplari di giaguaro provenienti dall'America meridionale ha rivelato che in passato il flusso genico tra le popolazioni della Colombia era molto elevato. Dal 2017, il giaguaro è considerato un taxon monotipico.

Evoluzione

Gli studiosi ritengono che la linea evolutiva Panthera si sia separata geneticamente dal progenitore comune dei Felidi in un periodo che varia, a seconda delle stime, tra 9,32 e 4,47 milioni di anni fa e 11,75 e 0,97 milioni di anni fa, e che il genere abbia avuto origine molto probabilmente nell'Asia centro-settentrionale. Alcune analisi genetiche collocano il giaguaro come specie sorella del leone, dal quale si sarebbe separato tra 3,46 e 1,22 milioni di anni fa, mentre altre ricerche collocano il leone più prossimo al leopardo.

Sembra che la linea evolutiva del giaguaro abbia avuto origine in Africa e che da qui si sia diffusa in Eurasia tra 1,95 e 1,77 milioni di anni fa. La specie attuale potrebbe discendere da Panthera gombaszoegensis, che si pensa abbia raggiunto il continente americano attraverso la Beringia, il ponte di terra che all'epoca collegava le due sponde dello stretto di Bering. In America settentrionale sono stati rinvenuti fossili di giaguaro moderno risalenti a oltre anni fa. I risultati dell'analisi del DNA mitocondriale di 37 giaguari indicano che le popolazioni attuali si siano evolute tra e anni fa nel nord dell'America meridionale e successivamente abbiano ricolonizzato l'America centrale e settentrionale dopo che la specie era scomparsa da queste zone durante il Pleistocene superiore.

I ritrovamenti fossili hanno rivelato l'esistenza di due distinte sottospecie estinte di giaguaro, una nordamericana, P. o. augusta, e una sudamericana, P. o. mesembrina.

Relazioni filogenetiche del giaguaro come risultano dalle analisi del

DNA nucleare:

DNA mitocondriale:

Descrizione

Il giaguaro è un felide dalla struttura compatta e muscolosa. È il più grande felide delle Americhe, nonché il terzo in assoluto: solo la tigre e il leone presentano dimensioni maggiori. Misura 68–76 cm di altezza al garrese, ma il peso e le dimensioni variano considerevolmente: anche se la maggior parte degli esemplari rientra nel range compreso tra 56 e 96 kg, sono stati documentati maschi di dimensioni eccezionali che raggiungevano i 160 kg. D'altro canto, le femmine più piccole pesano circa 36 kg. Il dimorfismo sessuale è evidente: le femmine sono del 10-20% più piccole dei maschi. La lunghezza dal naso alla base della coda varia tra 112 e 185 cm. La coda misura 45–75 cm ed è la più corta tra quelle di tutti i grandi felini. Le zampe, molto muscolose, sono più corte di quelle delle altre specie del genere Panthera di dimensioni corporee simili.

Un'ulteriore variabilità delle dimensioni è stata riscontrata a seconda della regione e dell'habitat: esse, infatti, tendono ad aumentare procedendo da nord a sud. I giaguari della riserva della biosfera Chamela-Cuixmala, sulla costa pacifica del Messico centrale, pesano circa 50 kg, più o meno quanto una femmina di puma (Puma concolor); quelli del Venezuela e del Brasile sono molto più grandi, con un peso medio che si aggira sui 95 kg nei maschi e sui 56–78 kg nelle femmine.

Il colore di fondo dei giaguari varia tra tonalità di giallo-ocra, giallo, cannella e arancio-fulvo, con parti inferiori bianche o tendenti al crema. Il corpo è ricoperto di grandi macchie nere squadrate o a forma di rosetta, con centro più scuro rispetto al colore di fondo e solitamente racchiudente anche punti neri; piccole macchie nere sono a volte anche interposte tra le macchie grandi. Gli arti posteriori e le parti inferiori sono coperte di grandi chiazze e macchie nere piene, mentre macchie piene più piccole coprono le spalle, la testa e la faccia. Le orecchie sono corte e arrotondate, con dorsi neri e una zona centrale biancastra. Questa colorazione funge da camuffamento nelle aree caratterizzate da una fitta vegetazione e da un'ombreggiatura irregolare. I giaguari che vivono nelle foreste sono spesso più scuri e notevolmente più piccoli di quelli che vivono negli ambienti aperti, probabilmente a causa del minor numero di grandi prede erbivore nelle aree forestali.

Il giaguaro somiglia molto al leopardo, ma ha generalmente una corporatura più robusta, con zampe più tozze e una testa più squadrata. Inoltre, ha macchie più grandi e a rosetta, tipicamente dotate di punti interni. Possiede mascelle potenti, in grado di produrre il terzo morso più forte tra i panterini dopo la tigre e il leone. Sulla punta del canino è stata registrata una forza media di 887,0 newton e un quoziente di forza di 118,6. Un giaguaro di 100 kg può infliggere un morso di 4,939 kN di potenza in corrispondenza dei canini e di 6,922 kN dei carnassiali.

Variazioni cromatiche I giaguari melanici sono noti anche come pantere nere. La forma nera è meno comune di quella maculata. La loro presenza è stata documentata sia in America centrale che meridionale. Nel giaguaro il melanismo è dovuto a delezioni nel gene del recettore della melanocortina 1 e viene ereditato attraverso un allele dominante.

Nel 2004, una fototrappola sulle montagne della Sierra Madre Occidentale ha catturato le immagini del primo giaguaro nero documentato nel Messico settentrionale. Altri giaguari neri sono stati segnalati nella riserva biologica Alberto Manuel Brenes in Costa Rica, sulle montagne della Cordigliera di Talamanca, nel parco nazionale Barbilla e nella parte orientale di Panama.

Distribuzione e habitat

Nel XIX secolo, era ancora possibile avvistare il giaguaro lungo il North Platte in Colorado e sulle coste della Louisiana. Nel 1919 ne furono segnalati avvistamenti nella regione di Monterey, in California. Nel 1999, il suo areale storico agli inizi del XX secolo venne stimato in di km², dagli Stati Uniti meridionali all'Argentina meridionale. Agli inizi del XXI secolo, l'areale si era ridotto a circa km²: la specie era divenuta piuttosto rara soprattutto negli Stati Uniti meridionali, nel Messico settentrionale, nel Brasile settentrionale e nell'Argentina meridionale. Attualmente il suo areale, esteso dal Messico all'America meridionale, comprende Belize, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Costa Rica (dove è particolarmente diffuso nella penisola di Osa), Panama, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname, Guyana francese, Ecuador, Perù, Bolivia, Brasile, Paraguay e Argentina. È considerato localmente estinto in El Salvador e Uruguay.

Di tanto in tanto dei giaguari vengono avvistati in Arizona, Nuovo Messico e Texas. Tra il 2012 e il 2015, un maschio senza dimora fissa è stato segnalato in 23 diverse località delle Santa Rita Mountains.