Il caso giudiziario, che riguardava la responsabilità penale delle persone coinvolte, suscitò grande attenzione mediatica, ben oltre i confini della Germania. L'avvenimento, che divenne noto alla stampa tedesca come l'esorcismo di Klingenberg, portò alla condanna dei preti e dei genitori della ragazza per omicidio colposo, oltre che ad importanti cambiamenti nella pratica dell'esorcismo all'interno della Chiesa Cattolica in Germania.
La storia di Anneliese è stato il soggetto di diversi documentari e lungometraggi, tra cui il pluripremiato film Requiem di Hans-Christian Schmid del 2006 e The Exorcism of Emily Rose del 2005.
La famiglia Anneliese Michel nacque in una famiglia fortemente cattolica nella città vinicola di Klingenberg am Main, una località anch'essa profondamente religiosa, nella Bassa Franconia.
Il padre di Anneliese, Josef Michel, proveniva da una vecchia famiglia borghese e artigiana di Klingenberg. Stando al desiderio di sua madre, una donna profondamente religiosa le cui tre sorelle erano suore, sarebbe dovuto diventare prete; in realtà, dopo un apprendistato di tre anni come falegname nell'attività dei suoi genitori, fu arruolato prima nel Reichsarbeitsdienst, poi nella Wehrmacht e fu infine inviato sui fronti occidentale e orientale durante la Seconda guerra mondiale. Tornato dalla prigionia statunitense nell'estate del 1945, frequentò la scuola di edilizia a Monaco e superò l'esame di maestro artigiano nel 1948, al fine di prendere le redini dell'azienda di famiglia. Le convinzioni religiose del padre furono influenzate dalle apparizioni di Fatima, dal medium bavarese Alois Irlmaier, dalla mistica Barbara Weigand e da concezioni tipiche delle correnti tradizionaliste cattoliche.
La madre di Anneliese, Anna Michel, era impiegata nell'ufficio di suo padre a Leiblfing quando incontrò Josef Michel. Il fidanzamento fu organizzato tramite la diocesi di Würzburg dalla nonna paterna di Anneliese e i due giovani si sposarono nel 1950. La madre di Anneliese portò nella relazione coniugale una figlia illegittima nata nel 1948. Ciò alimentò diverse voci nel vicinato, secondo cui il matrimonio sarebbe stato concluso in cambio di un pagamento a favore della famiglia Michel. Sembra anche che circolasse la voce che la bambina fosse in realtà figlia di un ecclesiastico cattolico. La bambina morì per via di un tumore ai reni nel 1956, ma in quanto figlia illegittima non fu sepolta nella tomba di famiglia, bensì presso il muro del cimitero, in una tomba separata.
Infanzia, giovinezza e malattia mentale Anneliese ebbe tre sorelle minori, nate nel 1954, 1956 e 1957.
Fin da bambina soffrì di salute precaria e mostrò poca resistenza alle malattie. Dal 1959 frequentò la scuola elementare a Klingenberg, per poi trasferirsi al ginnasio Karl-Theodor-von-Dalberg di Aschaffenburg per la scuola secondaria. In quel periodo fu membro di un club sportivo e ricevette lezioni di pianoforte e fisarmonica. Già allora era fortemente influenzata dalla religione, andava a messa più volte la settimana, pregava regolarmente recitando il rosario e occasionalmente dormiva sul pavimento, per espiare le colpe degli altri. Era descritta da coloro che la circondavano come amichevole e socievole, ma anche seria e introversa. Esibiva anche una persistente pietà religiosa e teneva discorsi religiosi come opera di evangelizzazione.
Nel settembre 1968, Anneliese fu colpita dal suo primo attacco epilettico. Un successivo attacco seguì nell'agosto 1969 e fu l'occasione per un esame neurologico. Dopo un elettroencefalogramma (EEG) le fu diagnosticato un disturbo epilettico cerebrale. Poco tempo dopo contrasse la polmonite e la tubercolosi.
Durante il suo soggiorno di sei mesi, da marzo ad agosto 1970, in un sanatorio nella regione tedesca dell'Allgovia, furono documentate diverse crisi epilettiche. Fu lì che, stando a quanto riportato da un'autrice, ebbe per la prima volta apparizioni di volti demoniaci e allucinazioni uditive. Tuttavia, nella corrispondenza di Anneliese che risale a questo periodo, non v'è traccia alcuna di queste esperienze. Inoltre sembra commentare gli attacchi epilettici in maniera molto obiettiva e senza alludere ad alcunché di soprannaturale. Al ritorno dal sanatorio, Anneliese dovette essere trasferita in una nuova classe scolastica a causa del tempo perso. Di conseguenza, si isolò visibilmente e iniziò a soffrire di depressione, mentre il suo rendimento scolastico calò significativamente.
L'adolescenza di Anneliese fu fortemente plasmata dalla rigida disciplina della casa paterna. Per ragioni di natura morale la madre proibì alla figlia sedicenne di avere contatti con il suo primo fidanzato, di partecipare a eventi di ballo e di visitare le sue amiche.
Nella primavera del 1973, Anneliese si sarebbe lamentata per la prima volta di un continuo bussare nell'armadio, sotto il pavimento e sopra il soffitto. Inoltre, avrebbe udito delle voci che le parlavano dall'inferno. Nel settembre 1973 descrisse questi avvenimenti anche a un medico, che li interpretò come l'inizio di una psicosi paranoide. Nello stesso anno, accompagnata da grandi ansie di fallimento, superò l'esame di maturità.
Nel semestre invernale del 1973 iniziò a studiare alla facoltà di Pedagogia dell’Università di Würzburg. Si trasferì quindi nel novembre dello stesso anno al Ferdinandeum, un seminario di studi cattolico con annesso dormitorio. A Würzburg, già nel novembre 1973, si lasciò visitare presso il policlinico neurologico universitario. Durante l'esame, dichiarò di aver sofferto di attacchi quasi quotidiani dal 1972, che si presentavano sotto forma di assenze (un tipo di crisi epilettica non compulsiva, che consiste in una fugace perdita di coscienza). Fu fatta una diagnosi di "depressione nevrotica in progressione" e la diagnosi di epilessia fu supportata anche da un nuovo EEG. Un ulteriore EEG nella primavera del 1974 rivelò nuovamente un danno cerebrale nella regione temporale sinistra, che molto probabilmente era all'origine degli attacchi.
Nel novembre 1975 Anneliese superò con successo l'esame per ottenere la licenza per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole tedesche. La sua tesi d'esame, che inviò nel maggio 1976, si intitolava "La rivalutazione del timore come compito pedagogico-religioso" (in tedesco: Die Aufarbeitung der Angst als religionspädagogische Aufgabe). Tuttavia, a questo punto non era più in condizioni di salute tali da poterci lavorare adeguatamente.
Ad Anneliese furono prescritti dei farmaci a partire dall'autunno 1970 fino a poco prima della sua morte, che avrebbero dovuto ridurre il rischio di crisi epilettiche. La terapia farmacologica determinò qualche miglioramento delle sue condizioni, ma non è tuttora chiaro se Anneliese abbia di fatto assunto questi farmaci in modo corretto e regolare. A questo proposito vi sono notevoli dubbi, dato che le quantità prescritte erano spesso troppo piccole rispetto a quanto sarebbe stato effettivamente necessario.
Gli esorcismi Dopo che Anneliese aveva sofferto di crisi epilettiche per diversi anni e dopo che, stando ad alcuni biografi, si era già lamentata anche di apparizioni demoniache, la guida di un pellegrinaggio presso San Damiano (un luogo di culto mariano a San Giorgio Piacentino non riconosciuto dalla Chiesa cattolica) si convinse che Anneliese stesse soffrendo di una crisi di fede. Si dice che, quando la ragazza prese parte per la prima volta ad un pellegrinaggio di questo tipo, organizzato nell'estate del 1973 da questa guida, dimostrò una grande avversione per tutti gli oggetti di culto religioso. Su istigazione della guida, Anneliese si presentò ad un ecclesiastico di Aschaffenburg, che tuttavia non rilevò alcuna prova di possessione. Tuttavia il cappellano del luogo organizzò un incontro con il sacerdote Ernst Alt, che all'epoca era il parroco di Etzleben, e che inizialmente fu dell'opinione che la ragazza avrebbe dovuto ricorrere nuovamente alle attenzioni mediche. Poiché la guida del pellegrinaggio non credeva ancora in una spiegazione di natura psicologica, entrò in contatto con padre Adolf Rodewyk, che sulla base delle descrizioni fornite credette di riconoscere i segni di una possessione demoniaca. Quale autore di due opere fondamentali nel campo della demonologia, il gesuita Rodewyk era considerato negli ambienti cattolici come un esperto indiscusso di possessione ed esorcismo. Inoltre aveva spesso praticato egli stesso esorcismi ed era consulente in materia di demonologia presso la conferenza episcopale tedesca.
A partire dall'autunno 1973, Ernst Alt incontrò Anneliese inizialmente ogni due settimane e successivamente una volta al mese, fino al novembre 1974. Nel corso di questi colloqui, nel settembre 1974, Alt propose la diagnosi spirituale di "infestazione" (termine che denota la condizione in cui si ritiene che i demoni non abbiano ancora impossessato la persona interessata, ma si limitino solo a molestarla) ed esortò Anneliese a scegliere un confessore che la potesse aiutare con i propri insegnamenti a condurre una vita religiosa più disciplinata. Anneliese si decise a scegliere Ernst Alt stesso. La diagnosi di infestazione non turbò particolarmente Anneliese e i suoi genitori, dal momento che rifiutavano di accettare una spiegazione puramente medica della sua malattia e cercavano piuttosto rifugio in un'interpretazione religiosa dei sintomi.
Il 1º luglio 1975, Ernst Alt officiò il primo esorcismo (un cosiddetto exorcismus probativus), al quale, secondo gli osservatori, Anneliese reagì strappando un rosario. Fu intorno a questo periodo che Anneliese si trasferì nuovamente a casa dei genitori, dal momento che era troppo indebolita dai continui attacchi e dalla sopravvenuta perdita di peso per poter continuare gli studi. Su richiesta di Ernst Alt, il vescovo di Würzburg, Josef Stangl, diede il proprio consenso ad officiare per la prima volta il rito dell'esorcismo minore, che fu eseguito il 3 agosto. Da questo momento in poi, lo stato mentale di Anneliese si aggravò rapidamente: non dormiva quasi mai, soffriva di forte irrequietezza, urlava e delirava, iniziò a digiunare, ma mangiava insetti e beveva urina. Secondo il suo stesso resoconto degli eventi, Ernst Alt avrebbe raccomandato a questo punto il ricovero in un ospedale psichiatrico, cosa che era tuttavia inaccettabile per Anneliese e i suoi genitori. I genitori in particolare temevano che questo le avrebbe precluso una carriera da insegnante.
All'inizio di settembre, Adolf Rodewyk visitò Anneliese e stese una perizia per il vescovo Stangl, in cui raccomandava il ricorso al rito dell'esorcismo maggiore. Come esorcista fu nominato padre Arnold Renz, che accettò. A quel tempo era parroco a Schippach (frazione del comune di Elsenfeld) e membro dell'ordine dei Salvatoriani. Arnold Renz aveva guadagnato una certa notorietà negli ambienti ecclesiastici dell'epoca per essersi pronunciato enfaticamente a favore della beatificazione della mistica Barbara Weigand, morta a Schippach.