Cavallino arrì arrò è una filastrocca popolare italiana, e fa parte di una tradizione che risale almeno alla seconda metà del secolo XIX, attestata, ad esempio, nel Novo dizionario universale della lingua italiana di Policarpo PetrocchiPolicarpo Petrocchi, Novo dizionario universale della lingua italiana, Milano, Fratelli Treves, 1887-1891, ad vocem "molino".
Descrizione Presenta testi leggermente variabili nel tempo e nei luoghiM. G. Profeti, Luis Vélez de Guevara. La Serrana de la Vera. La montagna della Vera. Ediz. italiana e spagnola Alinea Editrice, 2010, p.237, reperibili in raccolte di filastrocche per bambini, ma presenti anche in testi letterari. Il termine "Arri" è "voce di incitamento che si dà agli animali da tiro e da soma...di probabile formazione onomatopeica", usata già dal due-trecento e documentata nel provenzale, spagnolo, portoghese e araboSalvatore Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana, I, Torino, Utet, 1961, p. 686. L'interiezione "arrò" è attestata, come elemento della filastrocca, nella Grammatica degli italiani di Ciro Trabalza e Ettore AllodoliCiro Trabalza, Ettore Allodoli, La grammatica degli italiani, Firenze, Le Monnier, 1950, p. 277 (1ª ed. 1933).
Cavallino arrò arrò per la biada che ti do, per i ferri che ti metto per andare a san Francesco, san Francesco vola via, cavallino via via.
Versioni
In area toscana La tradizione popolare versiliese tramanda due versioni di "Cavallino arrì arrò" che differiscono tra loro leggermente nel primo verso, pur essendo simili nella prima metà ad altre versioni riportate dai libri per bambini, mentre la seconda metà sembra originale. Ogni verso è ritmato in quattro tempi identici, che vengono scanditi dalla mamma facendo saltellare il bambino sulle ginocchia, per imitare il passo del cavallo. Il testo è:
In una versione di Valdelsa o del Casentino, il primo verso è rovesciato: Arri arri, cavallinoGiuseppe Pitrè, Salvatore Salomone-Marino Archivio per lo studio delle tradizioni popolari, Volume 12, Forni, 1893, p.476; Pitrè, ivi (vol.13), p.53.
In area meridionale Nelle versioni dell'Italia meridionale il "cavallino" è più spesso "cavalluccio"Canti popolari delle Provincie Meridionali raccolti da Antonio Casetti e Vittorio Imbriani, vol. II, Roma, E. Loescher, 1872, pp. 404-5. Arri arri cavalluccio è il titolo di una celebre canzone napoletana di Sergio Rendine e Vincenzo De Crescenzo incisa e portata al successo da Franco Ricci.
Nella letteratura La filastrocca compare in diverse narrazioni novecentesche, tra le quali si ricordano In magna Sila di Nicola MisasiSoveria Mannelli, Rubbettino, 2003, p. 62 (1ª ed. Roma : A. Sammaruga e C., 1883) , Lemmonio Boreo di Ardengo Soffici Firenze, Vallecchi, 1920, p. 26 (1ª ed. Firenze, La Voce, 1912), Quartiere Vittoria di Ugo DettoreVenezia, Marsilio, 1982, p. 119 (1ª ed. Milano, Bompiani, 1936), Il tappeto verde di Vasco Pratolini Roma, Editori Riuniti, 1981, p. 29 (1ª ed. Firenze, Vallecchi, 1941).
Note
Voci correlate Ambarabà ciccì coccò Eeny, meeny, miny, moe Il pulcino Pio Trenta giorni ha novembre
Categoria:Filastrocche