La battaglia di Kursk, in tedesco nota con il suo nome in codice di Unternehmen Zitadelle (Operazione Cittadella), (battaglia presso Kursk), si svolse nel quadro della terza offensiva estiva sferrata dai tedeschi il 5 luglio 1943. sul fronte orientale durante la seconda guerra mondiale e nella quale avvenne la più grande battaglia di mezzi corazzati della storia.

Lo scontro vide opporsi le forze tedesche della Wehrmacht, integrate da quattro divisioni delle Waffen-SS, e quelle dell'Armata Rossa sovietica e si risolse, dopo dieci giorni di violenti combattimenti, con un'importante vittoria delle forze sovietiche, che vanificò il successo tedesco, precedentemente ottenuto nella terza battaglia di Char'kov, e consegnò definitivamente l'iniziativa delle operazioni sul fronte orientale all'Armata Rossa.

Antefatti L'inverno tra il 1942 e il 1943 si era concluso con il grande successo sovietico nel settore meridionale del fronte orientale: infatti, la seconda offensiva estiva tedesca, mirante a conquistare l'importante città di Stalingrado e a impadronirsi dei giacimenti petroliferi del Caucaso, era rovinosamente fallita con la resa della 6ª Armata e la cattura del suo comandante, il feldmaresciallo Friedrich Paulus, al termine della battaglia di Stalingrado, dove le forze dell'Asse persero più di mezzo milione di uomini, tra morti, prigionieri e dispersi., e con il ritiro dellHeeresgruppe B, comandato dal feldmaresciallo Maximilian von Weichs, permettendo così all'Armata Rossa di riprendere in mano l'iniziativa e di annullare le conquiste realizzate in estate dalla Wehrmacht.

Sotto l'azione di comando del feldmaresciallo Erich von Manstein, le forze tedesche riuscirono ad arginare la spinta sovietica con una serie di contrattacchi nel settore di Char'kov e tali successi contribuirono a stabilizzare la situazione. I tedeschi infatti riuscirono a mantenere il fronte a occidente del fiume Mius mentre a sud, nella testa di ponte del Kuban', la 17ª Armata, comandata dal generale Richard Ruoff, mantenne le sue posizioni, continuando ad assicurare l'accesso alla Crimea e coprendo il lato sud dello schieramento tedesco., impedendo ai sovietici di chiudere la breccia a Rostov ed eliminando il pericolo che l'intero Heeresgruppe B fosse tagliato fuori., e infine, con il mantenimento della città di Orël a nord e la riconquista di Char'kov e di Belgorod a sud, di acquisire due importanti posizioni di fiancheggiamento ai lati dello schieramento sovietico, consentendo una possibile manovra a tenaglia nella zona di Kursk..

La possibilità di tale manovra traeva origine dalla nuova conformazione del fronte, venutasi a creare al termine della controffensiva di von Manstein, prima che il disgelo bloccasse le operazioni a causa del fango; le truppe sovietiche infatti, dopo il ritiro della 40ª Armata, comandata dal generale Kirill Semënovič Moskalenko, da Char'kov, riconquistata il 15 marzo 1943 dalla divisione Großdeutschland, comandata dal generale Hermann Balck., avevano mantenuto il controllo di un ampio saliente, esteso per circa 180 chilometri e profondo circa 100, nella zona circostante la città di Kursk, e tale saliente si collocava tra lHeeresgruppe Mitte, comandato dal feldmaresciallo Günther von Kluge, e lHeeresgruppe Süd, comandato dallo stesso von Manstein; ai due vertici del saliente si trovavano la città di Orël a nord e la città di Char'kov a sud, distanti rispettivamente 130 e 200 chilometri da Kursk..

La situazione tedesca La riorganizzazione della Panzerwaffe

Gli eventi bellici che si erano succeduti dal primo anno del conflitto tedesco sovietico avevano imposto all'industria tedesca la necessità della progettazione e della costruzione di nuovi e più potenti mezzi corazzati, da contrapporre a quelli a disposizione dell'Armata Rossa, soprattutto a carri armati quale il T-34 che, fino a quel momento, si era dimostrato superiore come armamento, corazzatura e semplicità di progettazione.

La nuova generazione di panzer, iniziata alla fine del 1941 con la versione F2 del Panzer IV e proseguita con la progettazione del carro pesante Tiger da 57 tonnellate nel 1942, prevedeva la costruzione di un carro medio, del peso non superiore a 45 tonnellate, denominato Panther, il cui disegno venne presentato a Hitler il 23 gennaio 1942 e approvato nel maggio dello stesso anno., mentre i Panzerabwehr, i reparti controcarro, in massima parte ancora legati al concetto di cannone trainato., furono potenziati con la produzione di un cacciacarri da 70 tonnellate denominato Ferdinand e di un cannone controcarro semovente denominato Nashorn, entrambi armati con un cannone da 88 mm.. Oltre alla progettazione di nuovi mezzi corazzati venne previsto un riammodernamento dell'artiglieria, con la costruzione di due pezzi semoventi: il primo, montato sullo scafo del Panzer II, denominato Wespe, e il secondo, montato sullo scafo del Panzer IV, denominato Hummel., e il potenziamento di mezzi quali il Panzer III, che avrebbe dovuto essere equipaggiato con il cannone 7,5 cm KwK L/24. Il cannone d'assalto Sturmgeschütz III, evolutosi in un efficace mezzo di contrasto ai blindati avversari, fu rinnovato con la versione Ausf. F equipaggiata con il cannone 7,5 cm StuK 40 L/43, oltre a una corazzatura frontale incrementata a 100 mm..

Anche la quantità della produzione di armamenti visse un nuovo impulso dopo che, a seguito della morte dell'allora ministro per gli armamenti e la produzione bellica Fritz Todt, avvenuta l'8 febbraio 1942 in un incidente aereo, la carica venne assunta da Albert Speer e, sotto la sua direzione, la produzione bellica aumentò sensibilmente, arrivando a raddoppiare il numero di 350 carri armati e a quadruplicare il numero di cinquanta cannoni d'assalto costruiti ogni mese fino all'inizio del 1942., progresso compiuto nonostante che le scorte di materie prime in Germania cominciassero a scarseggiare, difficoltà che sarebbe ulteriormente accresciuta dopo l'estate del 1943, a seguito del blocco dell'importazione di tungsteno da parte del Portogallo, che rese critica anche la costruzione di munizioni ad "anima dura"..

Gli intenti di Hitler

Il 17 febbraio 1943 il generale Heinz Guderian venne richiamato in servizio da Hitler, dopo che questi lo aveva sollevato da ogni incarico il 20 dicembre 1941, venendo nominato Generalinspekteur der Panzertruppen, ispettore generale delle truppe corazzate; egli venne informato sulla situazione militare del fronte orientale dal generale Erich Buschenhagen, comandante della 15ª divisione di fanteria, e dal generale Ernst-August Köstring, comandante della piazza di Winnica, riunione nella quale egli venne a conoscenza anche del mutato atteggiamento della popolazione ucraina, passato da amichevole a ostile, a causa dei metodi adottati dal Reichskommissar Erich Koch durante l'occupazione., e il 28 febbraio 1943 furono ufficialmente diramate da Hitler le direttive di servizio sul suo nuovo incarico..

Iniziato immediatamente a riorganizzare la Panzerwaffe Guderian ebbe presto modo di constatare che qualsiasi operazione offensiva su vasta scala sarebbe stata inattuabile, così come parimenti inattuabile sarebbe stata una "difesa rigida" su un fronte di circa 700 chilometri, nel quale lHeeresgruppe Süd disponeva di sole 41 divisioni delle quali l'Armata Rossa, forte di un numero di unità e di mezzi assolutamente superiore, avrebbe avuto facilmente ragione se avesse attaccato in più punti e simultaneamente.. Il feldmaresciallo von Manstein, diversamente dal feldmaresciallo Gerd von Rundstedt, comandante del fronte occidentale, il quale auspicava una lunga ritirata allo scopo di "scuotersi di dosso i sovietici"., sostenne la necessità di una "difesa elastica", basata su successi territorialmente limitati, determinati da operazioni di movimento compatibili con le forze delle quali i tedeschi disponevano, lasciando ai sovietici l'iniziativa e passando all'attacco nel momento in cui la situazione si fosse presentata favorevole; questa, a suo dire, sarebbe stata l'unica possibilità di evitare una disfatta militare che avrebbe portato alla resa incondizionata della Germania, intento dichiarato dagli Alleati nel gennaio del 1943 durante la conferenza di Casablanca..

Le diverse teorie esposte dai militari si scontrarono tuttavia con la volontà di Hitler, da un lato mirante sia a respingere l'idea di un ripiegamento sulla linea dei fiumi Duma e Dnepr, con il conseguente abbandono delle ricche risorse provenienti dalla parte industriale e mineraria dell'Ucraina, che la possibilità di una pace separata con l'Unione Sovietica, proibendo al ministro degli esteri Joachim von Ribbentrop di cercare contatti diplomatici con gli Stati neutrali., e dall'altro, dopo i successi ottenuti a Char'kov e a Belgorod, con il desiderio di mantenere l'iniziativa che, a suo pensare, avrebbe consentito alle forze tedesche, una volta eliminato il saliente di Kursk, di riprendere decisamente la marcia verso est, intento affiancato da quello del piano che prevedeva un attacco definitivo contro Leningrado.

Gli avvenimenti intercorsi nei primi mesi del 1943 avevano comunque portato Hitler a riconsiderare il ruolo dei suoi comandanti; il principio del Führerprinzip infatti aveva avuto come conseguenza, oltre alla sconfitta sul fronte sud, l'allontanamento di ufficiali di valore come il feldmaresciallo Fedor von Bock, comandante dellHeeresgruppe Mitte durante l'operazione Barbarossa, e quindi, nella primavera del 1943, egli ritenne di conferire nuovamente loro una maggiore libertà di azione, della quale erano stati sostanzialmente privati dopo il 1940, consentendo che fosse il nuovo capo di stato maggiore dell'esercito, il generale Kurt Zeitzler, insieme ai comandanti del fronte orientale, a decidere le modalità dell'azione contro il saliente di Kursk.. La situazione delle forze tedesche, soprattutto quelle corazzate, essenziali per manovre rapide e decisive come quella che si pensava di effettuare nel saliente di Kursk, era tuttavia molto critica; dall'inizio della guerra infatti si era assistito a una progressiva diminuzione dell'organico delle divisioni corazzate, sia per quanto riguardava il numero dei battaglioni, inizialmente quattro durante la campagna di Francia, poi diminuiti a tre durante l'operazione Barbarossa e infine a due, che per il relativo numero di panzer, sceso dagli iniziali 22 fino a 17 od a 14, e tale situazione era resa ancora più grave dal costante rafforzamento delle truppe sovietiche, ormai in grado di schierare un numero di soldati quattro volte superiore a quello tedesco, mentre le fabbriche negli Urali erano in grado di consegnare all'Armata Rossa fino a nuovi carri armati al mese..