Macerata Campania è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta in Campania.
Geografia fisica Territorio Il comune di Macerata Campania è localizzato a 6 km ad ovest da Caserta e a 30 km a nord da Napoli. Sorge nella bassa valle del fiume Volturno, a sud di quest'ultimo e a nord dei Regi Lagni, nella vasta Pianura Campana, chiusa a nord est dalla catena dei Monti Tifatini, nei pressi dei canali di bonifica dell'antico fiume Clanio costituiti dal Lagno Gorgone, Lagno Vecchio e Lagno di Sant'Andrea. Il comune, situato logisticamente nel triangolo Caserta - Santa Maria Capua Vetere - Marcianise, confina con Casagiove, Casapulla, Curti, Marcianise, Portico di Caserta, Recale e Santa Maria Capua Vetere. Macerata Campania è ben collegata e distante circa 1 km con il tratto della Via Nazionale Appia che collega Santa Maria Capua Vetere a Caserta, lungo il quale si trova il casello autostradale "Caserta Nord" dell'Autostrada A1 - E45 e l'accesso alla Variante di Caserta SS 700 che attraversa i comuni di Maddaloni, Caserta, Casagiove, San Prisco e Santa Maria Capua Vetere.
Clima La zona pianeggiante in cui è collocato il comune di Macerata Campania è la più estesa della Campania e di ciò risente anche il clima. La parte che va dalla costa sino ai primi monti che circondano il comune maceratese e la vicina Caserta risente dei benefici influssi del mare, che si fanno sentire soprattutto in inverno con temperature miti e maggiore umidità e conseguente clima moderatamente afoso nei mesi estivi. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, stimato dalla Stazione meteorologica di Caserta, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +9,6 °C con un indice di nevosità molto basso; quella dei mesi più caldi, luglio e agosto, è di +26,3 °C con temperature massime spesso superiori ai +30 °C e punte di 36-38 °C.
Origini del nome Il toponimo Macerata riflette il latino maceria (per maceries), già al V secolo d.C., nel senso di città abbattuta, ridotta in macerie, distruttaPasquale Capuano, , omniamaceratacampania.itRenzo Ambrogio, , De Agostini, 2006.. È da ritenere che ciò sia legato all'evento della distruzione della città di Capua antica e dei suoi casali da parte dei Vandali, guidati da Genserico. I superstiti che si assunsero l'onere della ricostruzione, quasi certamente, utilizzarono il termine Villa Macerata (borgata distrutta) per indicare il luogo in cui erano vissuti e in cui avevano in animo di ritornare a vivere. Questo toponimo, forse per semplicità di linguaggio e di scrittura si contrasse in Macerata. Fino al 1862 il comune conservò la denominazione di Macerata, la quale fu cambiata con Regio Decreto n. 903 del 12 ottobre 1862 in Macerata Marcianise, inserito nella provincia di Terra di Lavoro. Con Regio Decreto n. 2185 del 19 novembre 1925 il comune di Macerata Marcianise ottenne l'autorizzazione a cambiare la propria denominazione in Macerata Campania. Dal 1º gennaio 1929, per disposizione del Regio Decreto n. 2548 del 18 ottobre 1928, a seguito della soppressione della provincia di Terra di Lavoro, il comune di Macerata Campania e il vicino comune di Portico di Caserta furono riuniti in un unico comune denominato Casalba, dal nome dell'antica frazione di Macerata, con sede municipale a Macerata Campania ed inserito nella provincia di Napoli. Successivamente, con Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 192 del 29 marzo 1946, si dispose la ricostituzione dei due comuni, Portico di Caserta e Macerata Campania, e dal 30 giugno 1946 essi riacquistarono la propria autonomia e il territorio pertinente ed inseriti nella neonata provincia di CasertaAdriana Caprio, Anna Giordano, Marcello Natale, , Guida Editori, 2003.. Il 21 novembre 2012 il consiglio comunale di Macerata Campania ha approvato la proposta di deliberasantantuono.it, , 2012. che dà al comune la denominazione tipica di Paese della Pastellessa, che rimarca il forte legame con la musica a Pastellessa, tradizione nata esclusivamente a Macerata Campania in epoca antica (XIII secolo).
Storia La sua storia è legata, per le origini, con quella di Capua antica, corrispondente all'attuale Santa Maria Capua Vetere, essendo stata parte di quest'ultima per lunghissimi secoli, fino all'anno 841 (anno dell'invasione dei saraceni, che distrussero Capua antica). Di qui la storia di una popolazione che fu dominata da longobardi, normanni, svevi, angioini e aragonesi. Secondo Francesco GranataFrancesco Granata, , Napoli, 1752. la città di Capua antica si estendeva in un territorio di circa sei miglia e che al suo tempo, nel XVIII secolo, era occupato dai casali di S. Maria Maggiore, S. Pietro in Corpo, Curti, Macerata e S. Andrea de' Lagni. In particolare presso la cappella della Beata Vergine delle Grazie di Macerata Campania sorgeva la Porta Atellana di Capua antica dalla quale partiva la Via Atellana, che conducendo a destra dell'allora casale di Macerata congiungeva Capua antica ad AtellaMariano De Laurentiis, , Napoli, 1826.Francesco Granata, , Napoli, 1752..
Simboli Il comune di Macerata Campania ha un proprio stemma di colore azzurro, composto da una mucca in argento, con la testa di fronte, ferma sulla pianura di colore verde, con una fascia in oro. Il gonfalone comunale, invece, è costituito da un drappo giallo, riccamente ornato di ricami d'argento e raffigurante lo stemma sormontato dalla denominazione del Comune centrata (cioè convessa verso l'alto) in argento. Sia lo stemma che il gonfalone sono stati concessi con DPR del 25 marzo 1998 e sono definiti all'articolo 4 c. 2 dello statuto comunale.
Monumenti e luoghi d'interesse I luoghi di maggiore interesse presenti a Macerata Campania sono quelli a carattere storico-religioso, tra i quali figurano diverse chiese.
Chiesa abbaziale San Martino Vescovo
In mancanza di documenti certi si deve ritenere che la chiesa possa essere sorta prima dell'anno 688Gabriele Jannelli, , Stabilimento tipografico di G. Goja, Napoli, 1858., comunque prima del 935, anno di nascita del santo maceratese Stefano MinicilloPasquale Capuano, , omniamaceratacampania.it.
Si procedette al restauro della chiesa dalle fondamenta nel 1608Vincenzo Capuano, , omniamaceratacampania.it.
Nel corso degli anni la chiesa ha subito continui cambiamenti: la struttura attuale si deve al parroco Biagio Iodice, in carica dal 1921 al 1936Pasquale Capuano, , omniamaceratacampania.it.
Sulla cantoria in controfacciata, si trova l'organo a canne Tamburini opus 230Daniele Michelotto, , michelotto-organi.com costruito nel 1941 riutilizzando la cassa e parte del materiale fonico del precedente strumento. L'organo è a trasmissione mista, meccanica per il manuale, meccanico-tubolare per la pedaliera e pneumatica per i registri, ed ha la consolle in cantoria con un'unica tastiera di 58 note e pedaliera concava di 30 note.
Altri edifici religiosi Chiesa di San Marcello in Caturano (XIII secolo) Chiesa della Madonna delle Grazie, nella frazione Casalba
Società Nel 2001I dati sono riferiti al censimento dell'anno 2001. il numero dei residenti era pari a abitanti.
Dal 1951 al 2001 il comune di Macerata Campania ha avuto un incremento di quasi abitanti.
La popolazione residente al 1º gennaio 2011 ha toccato quota abitanti, maturando una crescita di circa il 7% negli ultimi 10 anni.
Evoluzione demografica
Religione La maggior parte dei maceratesi crede nel cristianesimo attraverso le dottrina del cattolicesimo e il comune appartiene all'arcidiocesi di Capua. Sono presenti, inoltre, sul territorio comunità di testimoni di Geova, evangelici e musulmani.
Santo patrono Il santo patrono di Macerata Campania è San Martino vescovo di Tours, a cui è dedicata l'abbazia del paese.
Feste religiose e tradizioni
Sant'Antuono (ovvero Sant'Antonio Abate) La festa più importante e amata dai maceratesi è quella dedicata a Sant'Antonio Abate, meglio noto come Sant'Antuono, che ricorre ogni anno il 17 gennaio, coinvolgendo l'intero comune. Il 17 gennaio e nei giorni che precedono questa data si organizza la caratteristica sfilata delle Battuglie di Pastellessa, ovvero dei Carri di Sant'Antuono cioè carri allegorici a forma di barche le cui origini si perdono nel tempo; su questi carri i componenti, detti bottari di Macerata Campania, percuotono armonicamente botti, tini e falci, che utilizzati come dei veri e propri strumenti musicali da percussione producono la caratteristica sonorità meceratese, denominata appunto Pastellessa (o Pastellesse)santantuono.it, , Macerata Campania.. Il termine Pastellessa deriva dalla past'e'llessa, ovvero la pasta con le castagne lesse, piatto tipico di Macerata Campania cucinato abitualmente nel giorno dedicato a Sant'Antuono il 17 gennaio. Macerata Campania conta oltre 20 Battuglie di Pastellessa. Molto spesso questi "carri" vengono costruiti in maniera da sembrare dei vascelli rifacendosi all'antica leggenda per cui Sant'Antuono avrebbe compiuto il suo viaggio dall'Africa su una barca. La popolazione del luogo è molto attaccata alla tradizione della sfilata, cui ogni anno prendono parte più di 1500 percussionisti (i bottari di Macerata Campania rappresentano oltre il 15% della popolazione); sulle Battuglie di Pastellessa viene riproposta l'antica musica a Pastellessa, nata a Macerata Campania in epoca antica (XIII secolo), e gli strumenti utilizzati sono derivati da attrezzi per i lavori nei campi (botti, tini e falci) a causa del legame di tale festività con ancestrali ricorrenze pagane legate alla celebrazione della rinnovata fertilità della madre terra in concomitanza con i cicli astronomici che, fin dalla notte dei tempi, hanno influenzato il calendario delle pratiche agricole. In aggiunta il rito conserva un valore apotropaico, secondo la convinzione che i fuochi tradizionali e i rumori ossessivi e ruvidi prodotti dagli 'strumenti' potessero spaventare e allontanare le presenze maligne che si credevano proliferate tutt'intorno durante la lunga notte invernale.
Paese della Pastellessa
Il 21 novembre 2012 il Consiglio Comunale di Macerata Campania ha approvato la proposta di delibera che riconosce la "Festa di Sant'Antuono" (ovvero la "Festa in onore di Sant'Antonio Abate") e le espressioni culturali ad essa inerenti, come la Pastellessa, nata esclusivamente a Macerata Campania in epoca antica (XIII secolo) e definita suo "Patrimonio culturale immateriale". Viene inoltre dichiarata Macerata Campania "Paese della Pastellessa", come nuova denominazione tipica del Comune.
Alcune immagini della Festa di Sant'Antuono
Santo Stefano Minicillo a Macerata
La festa dedicata a Santo Stefano Minicillo, nato a Macerata Campania nell'anno 935, viene svolta ad inizio luglio, di solito coincidente con la prima domenica, presso la chiesa abbaziale di San Martino Vescovo e coinvolge il Comune di Macerata Campania, ad esclusione delle due frazioni. In questa occasione la statua del Santo viene portata, dalla chiesa abbaziale di San Martino Vescovo, in processione per le vie del paese. Questi festeggiamenti durano dai tre ai quattro giorni.
Madonna delle Grazie a Casalba La festa dedicata alla Madonna delle Grazie, santa patrona della frazione Casalba, viene svolta il 2 luglio presso l'omonima chiesa della frazione maceratese di Casalba. Questa festa coinvolge essenzialmente la frazione Casalba e precede di qualche giorno quella dedicata a Santo Stefano Minicillo: di solito la fine di questa festa coincide con l'inizio della successiva. Questi festeggiamenti durano dai tre ai quattro giorni.
San Marcello martire a Caturano