Il Duomo vecchio, ufficialmente concattedrale invernale di Santa Maria Assunta, anche detta popolarmente La Rotonda,. è uno dei principali edifici di culto nonché concattedrale di Brescia, titolo che divide con l'adiacente Duomo nuovo.

Costruito a partire dall'XI secolo sopra una precedente basilica, ha subito numerosi ampliamenti e modifiche strutturali nel corso dei secoli, mantenendo tuttavia l'originale struttura romanica, che la rende uno dei più importanti esempi di rotonde in Italia, nonché come una dei più significativi esempi dell'architettura romanica lombarda.Danilo Allegri, Gaetano Panazza, 1974

L'edificio contiene anche numerose e importanti opere, fra le quali spiccano un sepolcro di Bonino da Campione, l'organo di Giangiacomo Antegnati, il sarcofago marmoreo di Berardo Maggi e il ciclo di tele del Moretto e del Romanino realizzato per la cappella del Santissimo Sacramento della basilica di San Pietro de Dom, qui trasferite dopo la sua demolizione. Di grande importanza è anche la cripta ipogea, risalente al VI secolo ma restaurata nell'VIII secolo. Al V-VI secolo risalgono i resti di alcuni mosaici a pavimento.

Storia

Una complessa stratificazione

L'area su cui sorge l'edificio del Duomo vecchio ha una complessa storia e stratificazione storica:. infatti, alcuni scavi condotti alla fine del XIX secolo, così come ulteriori indagini archeologiche compiute nel XX secolo, hanno evidenziato in corrispondenza della stessa chiesa l'esistenza di vani e strutture d'età romana, appartenenti forse a un edificio termale del I-III secolo d.C., a ovest del quale scorreva un cardo viario..

In seguito, probabilmente già in età paleocristiana, ebbe inizio la costruzione dell'antica basilica di Santa Maria Maggiore de Dom, un edificio costruito, con ogni probabilità, nel VII secolo e approssimativamente coevo all'adiacente basilica di San Pietro de Dom, sostituita dal Duomo nuovo in età moderna. La basilica di Santa Maria Maggiore era di pianta longitudinale e lunga circa 33-36 metri: senza transetto e a vano unico, doveva inoltre essere uscita verosimilmente distrutta o molto danneggiata dall'incendio che devastò la città nel 1095.Paolo Guerrini, 1986 Ritrovamenti di mosaici d'età paleocristiana in loco sono significativi e testimoniano la presenza e la donazione effettuata da tale "Syrus Diaconus", come riportato da un lacerto musivo.

Studi compiuti negli ultimi anni del Novecento hanno concluso che il cantiere della nuova cattedrale dovette essere già avviato, più o meno largamente, prima del grande incendio e che quest'ultimo, pertanto, si limitò a confermare definitivamente la sorte della basilica paleocristiana. Nella prima metà del XII secolo la nuova cattedrale doveva essere compiuta, conservando di Santa Maria Maggiore solamente la cripta sottostante.

Vicende storiche e architettoniche Verso la fine del Duecento, Berardo Maggi, vescovo e primo signore di Brescia, opera un ampliamento del presbiterio (che fino ad allora era a pianta rettangolare, chiusa da tre absidi) e fa decorare gli interni, ma non si è certi se l'intervento riguardò le sole volte di copertura del deambulatorio oppure anche le pareti e la cupola centraleGaetano Panazza, 2005. Lavori più imponenti vengono messi in pratica nella stessa zona fra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento per mano di Bernardino da Martinengo, che prolunga notevolmente il presbiterio a est (1490), coprendolo con volta a crociera di carattere ancora gotico. Al cantiere partecipa anche Filippo Grassi, futuro direttore del cantiere di palazzo della Loggia. Nella stessa circostanza viene inoltre aggiunto il transetto, completandolo con la cappella delle Sante Croci sul lato sinistro (1495). Il nuovo presbiterio vede la partecipazione di Gasparo Cairano nella realizzazione delle chiavi di volta, mentre Vincenzo Civerchio ne affresca le pareti con le Storie della Vergine, in seguito perdute. All'indomani del tragico sacco di Brescia per opera dell'esercito di Gaston de Foix-Nemours, nel 1512, il comune di Brescia decide di dedicare maggiori sforzi all'abbellimento della chiesa: nel 1518 viene installato l'organo di Giovanni da Pinerolo, decorato con ante dipinte da Floriano Ferramola e dal Moretto conservate nella chiesa di Santa Maria Assunta in Valvendra a Lovere. Nel 1536 lo strumento è già sostituito da quello ancora presente, opera monumentale di Giangiacomo Antegnati, che viene arricchito da ante realizzate dal Romanino, poi nel Duomo nuovo.

Dal 1571 ha inizio il riordino degli interni secondo le direttive della Controriforma, affidato all'architetto Giovanni Maria Piantavigna. È stata inoltre appena vinta, il 7 ottobre, la Battaglia di Lepanto dalle forze della Repubblica di Venezia, dominante sulla città: era il giorno dedicato a santa Giustina di Padova e la costruzione di cappelle a lei dedicate si diffonde velocemente in tutti i territori della Repubblica. Il Piantavigna, per ragioni di simmetria con la già presente cappella delle Sante Croci, posiziona la nuova cappella di Santa Giustina sul lato destro del transetto, che cambierà poi intitolazione come cappella del Santissimo Sacramento. Inoltre, ristruttura la cappella delle Sante Croci e fa ridipingere il transetto da Tommaso Sandrino e Francesco Giugno, la cui opera è giunta fino a noi a tratti. La cappella delle Sante Croci, fra l'altro, subirà un ulteriore e definitivo restauro nei primi anni il Seicento. Infine, sposta l'ingresso originario della concattedrale e lo pone dov'è tuttora.

I restauri ottocenteschi ad opera di Luigi Arcioni A ridosso della fine del XIX secolo furono avviati i cantieri per il restauro del duomo vecchio, supervisionati e diretti dall'architetto Luigi Arcioni.. Egli ebbe modo di compiere interventi ben mirati volti alla sistemazione del luogo di culto, come per esempio rabberciare le coperture interne della cattedrale, ricostruire l'originario ingresso romanico ribassato a doppia entrata: rimarcò inoltre la posizione dei pilastri ricoprendoli ed evidenziando anche il pavimento dell'ambulacro; riportò alla luce l'antica cripta di san Filastrio, fino ad allora sigillata ed utilizzata come fossa comune, ricostruendone gli ingressi; riscoprì tra l'altro le fondamenta della precedente cattedrale, la basilica di Santa Maria Maggiore de Dom, segnandone il perimetro nella pavimentazione mediante l'uso di pietre più scure e riportandone anche alla luce alcuni mosaici pavimentali..

In generale, inoltre, compì una risistemazione degli arredi liturgici, isolandoli e facendoli risaltare per valorizzarne ulteriormente la valenza simbolica e culturale; operazione, questa, compiuta in egual modo anche per l'arca di Berardo Maggi.. Il restauro del duomo vecchio si configurava dunque come una riqualificazione complessiva dell'edificio chiesastico e voleva restituire alla comunità la stessa struttura con un nuovo compito: avendo essa perso il ruolo di cattedrale cittadina a favore del duomo nuovo, le era assai più consona una veste museografica, di contenitore di opere d'arte e di storia della città...Questa nuova vocazione del duomo vecchio avrebbe trovato finale compimento nella mostra di arte sacra organizzata al suo interno nel corso del 1904

Le vicende novecentesche Alla fine del Novecento gli affreschi del transetto vengono ripuliti e restaurati, soprattutto per rimediare ai costanti problemi di umidità che affliggono l'edificioArticolo su Il popolo di Brescia, 1929. Nei primi mesi il 2010, inoltre, dopo una serie di piogge abbondanti, il problema ha raggiunto l'apice con l'inondazione della cripta, rimasta sommersa sotto una decina di centimetri d'acqua per alcune settimane. Una certa soluzione sembra essere stata fornita da opere di coibentazione dei muri interrati, messe in pratica durante l'estate del 2010.

Struttura

Come già detto, sia per le sue caratteristiche costruttive ed architettoniche, sia per l'altissimo grado di conservazione delle strutture originarie, il duomo vecchio di Brescia si posiziona fra i più tradizionali e importanti esempi di rotonde romaniche in ItaliaValentino Volta, Renata Salvarani, 2008. L'aspetto attuale è comunque frutto di due ampliamenti: uno della fine del Quattrocento, che aggiunse il presbiterio e l'abside sul fondo, e uno praticato durante la seconda metà del Cinquecento, che completò il transetto e praticò altri interventi. Anche la già citata cripta è estremamente significativa, essendo essa risalente al VI secolo.

Esterno L'esterno del Duomo vecchio non è pienamente apprezzabile a causa del considerevole innalzamento della piazza del Duomo. La grande struttura cilindrica di epoca romanica è composta di blocchi regolari di medolo, marmo di botticino, interrotti da monofore con archi a tutto sesto disposte su tre diversi livelli: il primo sulle pareti del deambulatorio, il secondo alla base del cilindro centrale, il terzo, molto fitto, sulla sommità di quest'ultimo, dove le monofore sono sostituite, in direzione nord, sud e est, da oculi circolari. In questa fascia, le monofore presentano anche una tripla strombatura digradante verso l'interno. Il cilindro centrale, inoltre, è decorato da leggere e sottili lesene disposte a intervalli regolari e coronato da un fregio a denti di sega in cotto con archetti, tipico dell'arte decorativa del periodo.

Sul fronte principale, in asse con il presbiterio interno, si trova l'ingresso alla concattedrale, che fu aperto nel 1571 in sostituzione di quello inferiore all'epoca ormai definitivamente interrato, che si può ancora vedere dall'interno. Al di sopra dell'ingresso si alzava il campanile del duomo, ma un malaugurato ingrandimento del portale, effettuato nel Seicento, portò al crollo della torre nel 1708.. Il campanile, è ben visibile in solamente due raffigurazioni: un dipinto di Francesco Maffei, conservato all'interno della basilica, e la miniatura in copertina allEstimo della città di Brescia del 1588, che raffigura il lato est di piazza del Duomo con il Broletto, la Basilica di San Pietro de Dom e appunto il Duomo vecchio con il campanileEstimo della città di Brescia. Dalle immagini si evince che si trattasse di una tradizionale torre campanaria romanica, approssimativamente molto simile al campanile della chiesa di San Giorgio, sebbene molto più alta. L'attuale ingresso è decorato da un portale in marmo in moderato gusto barocco, con timpano semicircolare sul portale e cimasa a coronamento del corpo d'ingresso.

Sul lato destro del Duomo si apre un'area dove, attraverso uno sterro, è stato riproposto il livello originario che aveva la piazza al momento della costruzione della concattedrale. In questa zona si può osservare un'arcata decorata da conci di pietra e mattoni alternati: si tratta dell'ingresso destro del nartece originario che fungeva da accesso al Duomo, il quale era, pertanto, privo di ingresso frontale. L'altro ingresso del nartece, posto simmetricamente a quello visibile, rimane interrato sotto la piazza.