Il Teatrino di Vetriano è un teatro nella frazione di Vetriano, presso Pescaglia.

Storia Nel piccolo borgo di Vetriano, il teatro ha sempre avuto un posto. Anticamente, al primo piano di una stalla, vi venivano rappresentati i Maggi. Tuttavia fu solo grazie alla generosa donazione dell’ingegner Virgilio Biagini, che il paese poté avere per la prima volta un teatro vero e proprio. Il 10 febbraio 1889, il notaio Luigi Bandoni in Lucca redasse l’atto di donazione di un fienile, di proprietà Biagini, con l’onere “che venga ridotto all’uso di un teatro per l’istruzione e l’incremento degli abitanti di detta Sezione e non altrimenti”. Nell'atto fu specificato che la cessione avrebbe avuto pieno effetto giuridico con la costituzione di una "società" per la costruzione della sede, vhe si concretizzò in solo sei giorni, il 16 febbraio 1889, come "Società per edificare il Teatro di Vetriano". Fu costituita da 22 soci, che si tassarono due lire per ciascuno, quindi circa 50 centesimi al mese, fintanto che la costruzione non fosse terminata e la prima opera rappresentata.

La struttura fu adattata a teatro in stile all'italiana, con due file di balconate, in un anno, tra 1890 e 1891. Sembra che gli originari costruttori si ispirassero ai teatrini giocattolo in legno o cartone, usati all'epoca. All'inizio chiamato semplicemente Teatrino di Vetriano, fu dedicato in seguito al maestro Alfredo Catalani. Tra il 1890 e il 1960 furono messi in scena lavori teatrali recitati dai paesani, spesso su testi scritti da loro stessi. Era consuetudine che gli spettatori si portassero la sedia da casa. Furono gli anni più attivi del teatrino. Vi era, allora, una filodrammatica, dedicata a Dario Niccodemi, e una filarmonica, a Giacomo Puccini. Il teatrino vedeva l’alternarsi di drammi e commedie.

Negli anni 1960, a causa della dispersione dei membri del sodalizio, il teatrino cadde in un lento e progressivo abbandono. Dissesto statico, deperimento del manto di copertura, deterioramento delle decorazioni pittoriche, usi impropri della struttura, lo ridussero a un rudere inagibile e pericoloso.

Nel 1982 gli eredi dell’ing. Biagini donarono il 51% della proprietà del teatro al Comune di Pescaglia, nell'ottica di agevolare il recupero. Il giro di boa nella storia del teatrino si ebbe però realmente nel novembre del 1997, quando gli eredi Biagini donarono la restante quota di proprietà del 49% al FAI. Nel 1998 fu stipulata una convenzione tra il FAI e il Comune di Pescaglia diretta alla concessione al Fondo della quota del 51% della proprietà pubblica in uso gratuito per 99 anni, rinnovabile. Il FAI si impegnò a provvedere al restauro, intrapreso in modo filologico con la collaborazione dell'architetto Guglielmo Mozzoni, e alla conservazione del teatrino, riservandosi l’uso e lo sfruttamento del bene e assumendone gli oneri di gestione.

L’inaugurazione del teatrino, completamente ristrutturato, ebbe luogo sabato 28 settembre 2002, con una cerimonia ufficiale del presidente del Senato Marcello Pera. Il giorno seguente, Alessandro Benvenuti tenne la performance inaugurale. Dallo stesso anno, la gestione del complesso fu affidata interamente alla sovrintendente Loredana Cipriani Ciabatti, coadiuvata dalla custode Cristina Guastucci. Nel 2003 il teatrino vinse il "Premio di architettura teatrale" per il miglior restauro filologico, insieme al teatro “La Fenice” di Venezia.

Restauro Il teatrino di Vetriano ha subìto un restauro conservativo e filologico, al fine di renderlo di nuovo pienamente attivo nel panorama culturale, che interessò anche alcune proprietà confinanti, acquistate dal FAI per ricavare locali di servizio e spazi accessori richiesti dalla normativa e dalle esigenze funzionali (il guardaroba, tre bagni per il pubblico, due camerini per gli attori, due bagni con doccia per gli artisti, l’uscita di sicurezza posteriore, la sartoria -guardaroba nel porticato a piano terra). La ristrutturazione esterna è stata diretta soprattutto al consolidamento della struttura, con il ripristino della scala a chiocciola che porta al terrazzo e il restauro della statua dello gnomo lanterna.

All’interno vi fu un consolidamento dei due ordini di balconate, restituendo loro l’originaria struttura lignea, previa rimozione delle travi e mensole di rinforzo in ferro. Il pavimento della platea venne rivestito in legno massello con ottimi risultati per l’acustica. Il restauro ha riguardato anche le decorazioni pittoriche e le tele dipinte, con delicati e complessi interventi, e il sipario in cotone dipinto.

Completamente nuovi, invece, il boccascena, le installazioni tecniche di palcoscenico, un impianto di rilevamento incendi, un moderno impianto elettrico, con quadro di regia e postazione a distanza dei comandi di scena. Il vecchio lampadario a carburo è stato ritrovato e trasformato in elettrico, reintegrato con coppe di vetro d’epoca.

L'adozione di una sedia o di un fiore Il restauro e il mantenimento del teatrino è stato sovvenzionato da varie iniziative benefiche; le più originali sono state senz'altro quelle legate all’adozione delle sedie del teatro e, in seguito, di fiori di legno.

Le sedie del Teatrino assomigliano a quelle impagliate che, originariamente, gli abitanti si portavano da casa per assistere agli spettacoli. Nel periodo dell’inaugurazione, per reperire ulteriori fondi, Loredana Ciabatti lanciò un’iniziativa tra i negozi di Via Fillungo a Lucca, volta all’adozione di una sedia del teatrino più piccolo del mondo, che vennero poi realizzate a Milano a partire da un disegno dello scomparso architetto Angiolo Mazzoni.

Un aneddoto interessante è che nel corso di una festa al Palazzo Ducale di Lucca, per il teatrino di Vetriano, una sedia fu regalata all’ospite di onore, Curtney Kennedy, che volle cambiare il nome per inserire quello della Fondazione Robert Kennedy.

Una volta esaurite le necessità di sedute, per estendere ad altre persone o enti la possibilità di essere sostenitori venne suggerita una nuova iniziativa: la dedica di fiori in legno, realizzati da falegnami locali e già attaccati nella parte bassa delle pareti della platea (oggi invece collocati nella biglietteria).

Descrizione Il teatrino, denominato "La Bomboniera" dagli abitanti della zona, è effettivamente è una rarità architettonica, che presenta elementi di pregio e una vivace opportunità di attività culturali. La struttura è piccolissima: misura 71 m² totali e ha solo 85 posti, dimensioni che gli hanno consentito di vincere, nel 1997, il Guinness dei Primati come "Teatro storico pubblico più piccolo del mondo". È importante l'accento sulla funzione da sempre pubblica del teatro, poiché esistono nel mondo teatrini anche più piccoli, magari ospitati in palazzi storici o residenze private, destinati anche a poche o pochissime persone come pubblico, ma in quel caso sovvensionati dalla ricchezza dei proprietari, piuttosto che da una comunità. Il primato viene inoltre calcolato sulla superficie, che è un dato oggettivo, non sul numero dei posti (che possono variare in base alla dimesnione e alla disposizione delle sedute).

L’esterno presenta un semplice portale di ingresso e la finestrella della biglietteria, affacciata direttamente sulla strada e ingentilita da una grata in ferro battuto. Il Liberty è richiamato dallaa scala a chiocciola, che conduce a un terrazzamento sul quale si apre l’accesso alle due balconate interne del teatro, ornato dalla statua di uno gnomo reggi-lampione, testimonianza storica dell’epoca in cui il cemento era utilizzato come materiale da modellare.

La vera particolarità del teatrino si ha, però, all’interno, dove una struttura lignea decorata costituisce il palco, con le minuscole quinte, e le gallerie a sbalzo sulla platea rettangolare. Anche il fatto di avere, in uno spazio così piccolo, due ordini di balconate in legno, decorate con pannelli dipinti con stemmi, ghirlande, maschere e motivi trompe l’oeil di traforo ligneo, è un dato molto particolare e raro. Il soffitto non manca di decorazioni, in calce, con specchiature di differente stile, contenenti festoni, mascheroni, fiocchi e rose.

Il sipario, in cotone dipinto, riporta un’allegoria delle arti con i simboli della pittura, della musica, della poesia (Arti sorelle), motivi floreali e un motto centrale che recita: “Progredi et honeste delectare”.

Lo scenario è diverso dagli altri teatri per il fatto che è stretto e molto profondo. Il restauro del teatro si è esteso fino al recupero dei quattro fondali scenici, che rappresentano scene diverse: la piazza, la reggia, un interno, il bosco. Sulla parete di fondo del palcoscenico, un fondale dipinto a calce rappresenta un castello in un paesaggio marino, che ricorda il castello di Lerici.

Eventi, visite, attività nel teatrino di Vetriano Il teatrino è visitabile previa prenotazione.

Per quanto riguarda la programmazione, il teatrino ha ospitato negli anni numerosi lavori di teatro e musica. Vi hanno recitato grandi attori, come Gabriele Lavia, Alessandro Benvenuti, Eros Pagni. Tra le importanti collaborazioni, fondamentale è quella con la Scala, risalente al 2008, per la messa in scena di riduzioni d’opera, come la Tosca di Puccini (2008), cui seguì nel 2011 la Madama Butterfly.

Inoltre sono nate collaborazioni con la Fondazione Festival Pucciniano e la Fondazione Cerratelli. In primavera e autunno, il Teatrino offre una piccola programmazione di tre spettacoli. Al di fuori della funzione “scenica”, che è quella più attinente alla natura del luogo, il Teatrino è stato sede di meeting aziendali, matrimoni civili e altri eventi privati.

Note

Bibliografia Tiziano Suffredini, Il teatrino di Vetriano: storia della nascita... e della rinascita del più piccolo teatro storico pubblico del mondo, Lucca, 2003. Romolo Ciabatti (a cura di), Il Teatrino di Vetriano: storia di un recupero, Lucca, 2003.

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