La crisi di Agadir, detta anche seconda crisi marocchina, fu determinata nel 1911 dall'opposizione tedesca al tentativo della Francia di instaurare un protettorato sul Marocco. La reazione della Germania si manifestò con l'invio della nave cannoniera Panther nel porto marocchino di Agadir. La crisi si aggravò per la rivendicazione tedesca, in cambio di un protettorato francese sul Marocco, del Congo francese.

La crisi arrivò all'apice e terminò per l'intervento della Gran Bretagna che, condannando la politica della Germania, la portò a cedere e ad accettare come compenso solo una piccola parte del Congo francese. In questo modo la Gran Bretagna concluse il suo processo di avvicinamento politico alla Francia iniziato con lEntente cordiale. Meno di un anno dopo, il 30 marzo 1912, con il trattato di Fez il Marocco accettava definitivamente il protettorato francese.

Contesto storico La crisi di Tangeri e la Conferenza di Algeciras

Con l'accordo dellEntente cordiale del 1904 tra Francia e Gran Bretagna, la Francia ebbe il nulla osta da parte della Gran Bretagna ad allargare la propria influenza sul Marocco. Ai primi cenni di attuazione del piano, però, La Germania contestò la decisione e nel 1905 scoppiò la crisi di Tangeri, durante la quale la Germania sostenne l'indipendenza marocchina e il 31 marzo 1905, l'imperatore tedesco Guglielmo II in una visita a Tangeri dichiarò la propria solidarietà al sultano Mulay 'Abd al-'Aziz. Inizialmente Guglielmo II non era favorevole alla visita, definendola un atto politico grave, ma fu poi convinto a partire dal suo Cancelliere Bernhard von Bülow..

Questa crisi diplomatica si concluse con la decisione di riunire una conferenza internazionale che si tenne ad Algeciras nel 1906. In questa sede fu stabilito che la gestione delle forze di polizia, delle frontiere, delle dogane, e della Banca centrale del Marocco fosse affidata alla Spagna e alla Francia. Fu tuttavia il colonialismo francese ad esercitare maggiormente il potere sulle autorità marocchine, portando ad una sconfitta diplomatica della Germania.

I rapporti franco-tedeschi

Con la Conferenza di Algeciras del 1906, la Francia otteneva il primo successo diplomatico per la colonizzazione del Marocco: dopo mesi di tensione scaturiti dalla crisi di Tangeri, la Germania accettava infatti la parziale ingerenza francese negli affari del Paese nordafricano.

Di fronte al tentativo di Parigi di chiudere definitivamente la questione del Marocco instaurandovi un protettorato, nell'ottobre del 1908 l'imperatore Guglielmo II decise che la Germania non aveva alcuna probabilità di mantenere la propria posizione e sarebbe quindi stato meglio ridurre al minimo i danni: «Per noi non c'è nulla da fare, il Marocco è destinato a diventare francese… La nostra politica marocchina si è finora rivelata un fallimento»..

Questa politica di desistenza portò alcuni vantaggi economici: le industrie francesi Schneider-Creusot e il complesso tedesco della Krupp si accordarono per lo sfruttamento dei giacimenti minerari marocchini e il 9 febbraio 1909 fu stipulato un trattato coloniale franco-tedesco. Con questo accordo la Germania riconosceva la particolare posizione della Francia nel Paese e da parte loro i francesi si impegnavano a rispettare gli interessi economici tedeschi. Tuttavia nel 1911 i francesi si resero conto che un processo pacifico di colonizzazione sarebbe durato troppo tempo e soltanto con un intervento armato avrebbero potuto imporre un protettorato sul Marocco.

Il finanziere Joseph Caillaux, divenuto ministro delle finanze a marzo, era disposto ad arrivare oltre e a servirsi dell'accordo del 1909 come punto di partenza per giungere ad una riconciliazione franco-tedesca a spese della Gran Bretagna. Nel corso di negoziati segreti, Caillaux ventilò al ministro degli esteri tedesco Alfred von Kiderlen-Waechter la prospettiva di un generoso compenso alla Germania se questa avesse lasciato mano libera alla Francia sul Marocco..

L'intervento francese e la prudenza di Guglielmo II

Negli stessi anni, Bou Hmara, pretendente al trono del Marocco, fra il 1902 e il 1909, estese la sua sfera d'influenza nella parte orientale del sultanato, in particolare nella città di Oujda e nei suoi sobborghi. L'azione portò alla rivolta delle tribù del Marocco orientale. che nel marzo del 1911 arrivò alla capitale del sultanato, Fès. Nello stesso anno, la Francia, sostenendo di voler prevenire una guerra civile e di rafforzare l'autorità del sultano, intervenne su più larga scala, e il 21 maggio truppe francesi, sotto il comando del generale Charles Émile Moinier (1855-1919), entrarono in Marocco e occuparono Fès e Rabat con la giustificazione di dover proteggere le vite e le proprietà degli europeiL'azione francese allarmò, tuttavia, la Spagna che, vedendo i propri interessi minacciati dalla presenza militare francese, il 5 giugno allertò le proprie truppe per occupare Larache e Ksar El Kebir. Vedi ..

A questo punto il ministro degli esteri Kiderlen intervenne spingendo il cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg ad occupare un porto del Marocco per costringere Parigi a riprendere i negoziati. Venne scelto il porto di Agadir.. Ma Guglielmo II respinse tale idea, dimostrandosi molto scettico sulla linea in politica estera seguita dal suo governo..

Guglielmo II, infatti, non sembrava entusiasta di aprire una nuova crisi internazionale, e in questo fu dissuaso anche dal re d'Inghilterra Giorgio V. Nello stesso maggio 1911 infatti Guglielmo II, a conclusione della sua visita per l'inaugurazione del monumento alla regina Vittoria a Londra, chiese a Giorgio V se i metodi francesi si conciliavano con il patto di Algeciras. Secondo quanto ricorda Guglielmo nelle sue memorie «il re rispose che, secondo lui, il concordato [di Algeciras], effettivamente, non esisteva più; la miglior cosa da farsi era di porlo in dimenticanza. In realtà, i francesi, aveva aggiunto [Giorgio V], al Marocco non facevano niente di dissimile da quello che gli inglesi a loro volta avevano fatto in Egitto. […] non rimaneva che riconoscere il fatto compiuto dell'occupazione, e venire ad accomodamenti con la Francia per delle garanzie commerciali»..

La crisi L'intervento navale tedesco

Di diversa opinione e con altri progetti, il 19 giugno 1911, il ministro tedesco Kiderlen richiese alla compagnia tedesca Hamburg-Marokko di raccogliere delle firme fra le aziende che avevano interessi in Marocco affinché chiedessero protezione ufficiale. Due giorni dopo, tale petizione venne consegnata. Così, durante la settimana delle regate a Kiel, Kiderlen comunicò a Guglielmo II che aveva intenzione di ordinare alla nave cannoniera Panther, di ritorno dall'Africa occidentale, di fare rotta verso Agadir col suo equipaggio di 125 uomini. Il Kaiser dapprima dissentì, ma poi cedette..

Il ministro degli esteri Kiderlen aveva originariamente progettato di inviare ben due incrociatori ad Agadir e due a Mogador (oggi Essaouira), ma le navi non erano disponibili per tempo e lo scopo della missione non venne comunque mai spiegato alle autorità navali tedesche.. Per giustificare polticamente l'azione, il ministro chiese al direttore della compagnia Hamburg-Marokko-Gesellschaft, Wilhelm Regendanz (1882-1955) di far raccogliere delle firme tra le aziende che avevano interessi in Marocco affinché chiedessero una protezione ufficiale.

Nei giorni seguenti, il 21 e il 22 giugno, nella città termale tedesca di Bad Kissingen, Kiderlen ebbe un lungo colloquio con l'ambasciatore francese Jules Cambon (1845-1935). In Francia, intanto, il 21 maggio era morto in un incidente aereo il ministro della guerra Maurice Berteaux (1852-1911). Questa fatalità portò il 27 giugno alla formazione di un nuovo governo presieduto da Joseph Caillaux, sempre ben disposto verso la Germania. Durante i colloqui l'idea della compensazione fu subito discussa. I tedeschi chiedevano l'intero Congo Francese: la richiesta apparve sproporzionata..

Il 1º luglio 1911, pertanto, la cannoniera tedesca Panther apparve al largo del porto di Agadir., con il pretesto di proteggere gli interessi economici tedeschi. Lo stesso giorno i vari governi interessati furono informati dalla Germania che la nave era lì per proteggere la vita "di alcuni mercanti amburghesi che risiedevano nella zona" e le aziende tedesche situate a sud del Marocco. Cosa abbastanza improbabile dato che Agadir era un porto chiuso e inaccessibile ai commercianti europei fin dal 1881. Il 4 luglio la Gran Bretagna fece partire una lettera di richiesta di chiarimenti alla Germania.

Le reazioni iniziali

In Germania le reazioni furono contrastanti: i giornali nazionalisti inneggiarono alla guerraSui giornali tedeschi questo intervento fu celebrato con entusiasmo con titoli come "Westmarokko deutsch!"(Marocco occidentale tedesco!), Hurra, eine Tat! (Evviva, un'azione!), Wann werden wir marschieren? (Quando marceremo?). Vedi ., mentre i socialisti protestavano contro la politica militarista del governoL'esecutivo del Partito Socialdemocratico tedesco invitò invece a protestare contro l'imperialismo, contro "le attività degli sciovinisti" e a manifestare per la pace. Vedi . Nel settembre dello stesso 1911 il congresso del partito approvò una risoluzione che stabiliva l'impegno da parte della classe operaia tedesca a prevenire una guerra mondiale. Vedi . Dall'altro lato dello schieramento il neo-presidente del Consiglio francese Joseph Caillaux era perplesso. Mentre la sua nomina a primo ministro lo aveva messo in una migliore posizione per svolgere la sua politica di riconciliazione con la Germania, sapeva bene quale impopolarità avrebbe suscitato in Francia e nel suo governo tale politica.

A Berlino, Kiderlen, dopo un invito francese ad avanzare le sue richieste, il 15 luglio propose che in cambio della rinuncia a ogni pretesa sul Marocco, la Germania ricevesse l'intero Congo francese e avvertì il cancelliere Bethman che, per ottenere tanto, Berlino doveva far sentire tutto il suo peso.. Apparve chiaro che il governo tedesco aveva intenzione, con il Camerun che già possedeva, di porre le basi per un impero coloniale in Africa equatoriale, e che voleva indebolire l'Entente Cordiale mediante l'accomodamento con la Francia.

Quando Guglielmo II venne a conoscenza della portata della richiesta del suo ministro era in crociera in Norvegia. Ebbe subito la sensazione che una guerra con la Francia fosse alle porte e pensò di tornare in patria: «Non posso infatti permettere al mio governo di assumere un atteggiamento simile, senza che io sia sul luogo per esaminare attentamente le conseguenze, e prendervi parte. Sarebbe imperdonabile, non mi farebbe apparire altro che un sovrano costituzionale. Le roi s'amuse!Il re si diverte! (in francese). Guglielmo II cita il titolo di un dramma di Victor Hugo per descrivere l'imbarazzo di trovarsi in crociera mentre in Germania saliva la tensione per la crisi. E nel frattempo ci stiamo incamminando verso la mobilitazione. Una cosa del genere non deve avvenire in mia assenza»..

In effetti, per tutta la storia, Kiderlen-Waechter non aveva fatto altro che intimorire la Francia e, per utilizzare al riguardo qualsiasi mezzo, il ministro tedesco pensando che le dichiarazioni rese in una lettera d'amore fossero più veritiere dei documenti ufficiali, fece trapelare delle sue confidenze rese ad una donna con la quale aveva trascorso una vacanza in Svizzera, la misteriosa “Madame Jonina”. Nella lettera confessava che la Germania, per il Marocco, avrebbe combattuto una guerra contro la Francia.

Il discorso di Lloyd George