La niña santa è un film del 2004 diretto da Lucrecia Martel, presentato in concorso al 57º Festival di Cannes.

Trama All'Hotel Termas, un albergo fatiscente nella cittadina argentina di La Ciénaga, le amiche adolescenti Amalia e Josefina iniziano ad esplorare la loro sessualità appena sbocciata, cercando di conciliarla con il loro fervente cattolicesimo. Amalia vive con la madre divorziata, proprietaria dell'hotel, e suo zio Freddy. In questo periodo, nella mente di Amalia, gli impulsi spirituali e sessuali si mescolano inestricabilmente.

All'hotel si svolge un convegno di medici. Un giorno, nella calca che assiste all'esibizione di un musicista che suona il theremin, il dottor Jano, convegnista e ospite dell'albergo, molesta sessualmente Amalia. La ragazza è sconvolta, ma prende l'azione dell'uomo come un segno che il Cielo le ha dato una missione: redimere il dottor Jano dal suo comportamento inappropriato. Successivamente, il medico sposato e di mezza età diviene l'oggetto del desiderio di Amalia, che incomincia a spiarlo.

Alla fine, mentre il convegno volge al termine, Amalia e Josefina sono mostrate insieme nella piscina dell'albergo, lasciando lo spettatore nell'incertezza su ciò che sia successo tra Amalia e il medico.

Produzione La sceneggiatrice e regista Lucrecia Martel ha dichiarato: "Il film non è rigorosamente autobiografico, ma ciò che vi ho inserito è la mia esperienza personale della vita, i miei ricordi. Da adolescente ero una persona molto religiosa. Pensavo di avere una relazione speciale con Dio, o con qualsiasi cosa ci fosse lassù. Ora non credo più nei miracoli, ma credo nell'emozione che provi davanti a un miracolo – l'emozione di qualcosa d'inaspettato che viene rivelato a te."

La Martel usò varie inquadrature fisse o di stacco per separare fisicamente spazi e scene del film.

Il film fu interamente girato a Salta, la città natale della Martel in Argentina.

Distribuzione Il film uscì in Argentina il 6 maggio 2004. Fu ammesso in concorso e presentato internazionalmente al Festival di Cannes 2004 il 16 maggio.

Il film fu proiettato anche in altri festival cinematografici, tra i quali quello di Karlovy Vary, di Toronto, di Helsinki, di Londra, di Hong Kong, e di Reykjavík.

Esordì negli Stati Uniti al New York Film Festival il 10 ottobre 2004, e al Seattle International Film Festival il 20 maggio 2005. La Fine Line Features le diede una distribuzione limitata il 29 aprile 2005.

Critica A. O. Scott, critico cinematografico del New York Times, definì il film "un'opera seconda elusiva, febbrile e tuttavia affascinante." Apprezzò anche l'approccio artistico della regista Martel ai film, e scrisse: "Il suo stile visivo è similmente obliquo, quando inquadra i personaggi attraverso porte semiaperte, ad angoli insoliti e movimenti di camera asimmetrici. La signora Martel esplora i misteri dei sensi fino a un livello che è in qualche modo sconcertante. [I sensi] sono gli strumenti che abbiamo per conoscere noi stessi, gli altri e il mondo, ma ci portano anche fuori strada, portandoci dolore, piaceri e confusione in egual misura."

Kevin Thomas, critico del Los Angeles Times, scrisse: "[Il film] rivela lo stile, la visione e la sicurezza che sono i segni di una regista di vaglia." Disse anche della regista Martel: "un'artista raffinata e un'acuta osservatrice, la Martel gestisce un ampio cast con una facilità che fa il paio con la sua abilità narrativa, entro la quale fluiscono facilmente e implicitamente l'indagine psicologica e il commento sociale."

La critica Ruthe Stein scrisse: "La Martel è brava specialmente nel rendere un ambiente claustrofobico, e lascia saggiamente ambigua la questione sulla complicità del medico nello stato delirante di Amalia. Egli non riesce ad accorgersi che sta iniziando a pedinarlo – un'indicazione della casualità dell'atto commesso con l'accompagnamento di un theremin."

Il film ha un tasso d'approvazione del 77% su Rotten Tomatoes, sulla base di 62 recensioni. L'opinione del sito recita: "Questo provocante dramma lirico mescola temi di sessualità proibita e fede nella redenzione con un tocco di umanesimo in uno stile memorabile, per quanto disorientante." Su Metacritic, ha una media pesata di 75/100, sulla base di recensioni di critici, cosa che indica giudizi "generalmente favorevoli".

Riconoscimenti 2004 - Premio Clarín Miglior regista a Lucrecia Martel Miglior attrice esordiente a Julieta Zylberberg 2004 - São Paulo International Film Festival Menzione d'onore, Critics' Award a Lucrecia Martel. 2004 - Festival di Cannes Candidatura alla Palma d'oro a Lucrecia Martel 2005 - Asociación de Cronistas Cinematográficos de la Argentina Candidatura al Condor d'argento alla migliore fotografia a Félix Monti Candidatura al Condor d'argento ai migliori costumi a Julio Suárez Candidatura al Condor d'argento alla miglior attrice esordiente a María Alche Candidatura al Condor d'argento alla miglior attrice non protagonista a Julieta Zylberberg

L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha indicato tra i trenta film chiave del primo decennio del XXI secolo.

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Film drammatici Categoria:Film diretti da Lucrecia Martel