Biografia Ha insegnato filosofia morale all'Università di Tolosa, quindi etnografia sociale e religiosa alla Sorbona di Parigi, nonché è stato direttore di studi alla VI sezione dell'École pratique des hautes études di Parigi.

Bastide pone l'accento sulle dinamiche tipiche della società coinvolte in fenomeni di forte e prolungato contatto culturale; come Georges Balandier parla di una doppia causa di cambiamento: interna (un cambiamento che avviene all'interno della società ed è frutto delle sue contraddizioni) ed esterna (per Bastide è la pressione che il passato coloniale può esercitare sul presente.)

Per questo motivo la ricerca antropologica non dovrà limitarsi allo studio della considerazione del presente di una società, bensì osservare la situazione globale in cui confluiscono presente, passato e futuro.

Studiando le comunità dei discendenti degli ex schiavi africani in Brasile inaugura la sociologia della malattia mentale; questa ha origine dallo sradicamento culturale e chi è affetto da questa patologia presenta un'affezione maniacale alla religione d'origine di fatto, sviluppando un meccanismo di difesa, così la bastardizzazione culturale forma un conflitto fra più culture diverse.

Si occupa delle religioni sincretiche nate dall'incontro fra religioni originarie africane con quelle americane e cristiana. Queste religioni nascono dall'incorporazione di simboli, idee e credenze estranee alla religione africana, considerata tuttavia autentica. In Memoria collettiva e sociologia del bricolage («Mémoire collective et sociologie du bricolage», L'Année sociologique, 1970, ripreso in Bastidiana, 1994) l'antropologo analizza il funzionamento di questi culti. Generalmente essi si appellano ad uno sradicamento collettivo, che ha generato l'impossibilità dell'esistenza di un'unica identità; per colmare questo vuoto devono mischiare i vari elementi originari e qualora non diano un risultato soddisfacente, prendere alcuni elementi da altre tradizioni comuni, bianche o indigene, attribuendo ad esse un nuovo significato.

Questa analisi ha dato l'occasione all'autore di coniare il termine "acculturazione" con la prospettiva dinamista, che ha l'obbligo morale di instaurare un rapporto di cooperazione fra l'osservatore e l'osservato, al fine di comprendere i valori, i conflitti e le rappresentazioni.

Opere in italiano Il Brasile, Milano: Garzanti, 1964 Usi e significati del termine struttura nelle scienze umane e sociali (a cura di), Milano: Bompiani, 1965 Le Americhe nere. Le culture africane nel Nuovo Mondo, prefazione di Vittorio Lanternari, Firenze: Sansoni, 1970 Noi e gli altri. I luoghi di incontro e di separazione culturali e razziali, Milano: Jaca Book, 1971 Sociologia e psicanalisi, Bari: Dedalo, 1972 Antropologia applicata, Torino: Boringhieri, 1975 Sociologia e psicologia del misticismo, Roma: Newton Compton, 1975 Sogno, trance e follia, Milano: Jaca Book, 1976 Schiava. La donna di colore in America Latina (a cura di), Milano: Mazzotta, 1977 Colonialismo e neocolonialismo, vol. 19 di Henri-Charles Puech (a cura di), Storia delle religioni, Roma-Bari: Laterza, 1978 Il sacro selvaggio e altri scritti, prefazione di Henri Desroche, Milano: Jaca Book, 1979 Sociologia delle malattie mentali, Firenze: La Nuova Italia, 1981 Memoria collettiva e sociologia del bricolage, a cura di Teresa Grande, Roma: Armando, 2013

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