LAdriatica di Navigazione è stata una società dell'IRI - Finmare. Costituita nel 1936, traeva le sue origini dall'Adriatica Società Anonima di Navigazione, compagnia costituita nel 1932 riunendo alcune compagnie di navigazione private: Società San Marco, Costiera di Fiume, Zaratina, Nautica di Fiume, S.A.I.M. di Ancona e Puglia di Bari.

Si occupava dei collegamenti merci e passeggeri tra l'Italia e Jugoslavia, Albania, Grecia, Egitto e Turchia, ed inoltre serviva con traghetti e aliscafi anche le Isole Tremiti e la Regione istriana.

Nei primi anni '60 la compagnia, in collaborazione con la greca Hellenic Mediterranean Lines, diede inizio ai collegamenti con navi traghetto Ro-Ro nell'Adriatico, inserendo nel maggio 1961 la nuova Appia sulla linea Brindisi - Igoumenitsa - Corfù - Patrasso insieme alla greca Egnatia.

L'Adriatica aveva sede alle Zattere e come marchio utilizzava il leone di San Marco.

Tutte le navi sono state gradualmente vendute o smantellate, riducendo man mano le linee servite, considerate non necessarie ai fini pubblici. Alcune unità di più recente costruzione sono state cedute alla Tirrenia e all'allora controllata Siremar.

Confluita totalmente in Tirrenia nel novembre 2004, l'Adriatica ne diventa una semplice divisione che, con una flotta di due traghetti tutto merci (Espresso Ravenna ed Espresso Catania) e un traghetto veloce (Isola di Capraia) provenienti dalla forza navigante del gruppo Tirrenia, collega le sole rotte per le isole Tremiti e il collegamento merci tra Ravenna e Catania.

Storia Anni trenta e quaranta L'Adriatica di Navigazione ebbe origine con il Decreto Ministeriale del 21 marzo 1932, con il quale fu decisa la fusione di diverse compagnie di navigazione private che esercitavano collegamenti sovvenzionati nell'Adriatico e verso il Mediterraneo Orientale.. Le compagnie in questione (la Puglia di Bari, la San Marco di Venezia, la Costiera e la Nautica di Fiume, la S.A.I.M. di Ancona e la Zaratina di Zara) confluirono con atto notarile del 4 aprile 1932 nella Compagnia di Navigazione Adriatica, Società Anonima.. La nuova società poteva disporre di una flotta di 33 navi (11 dalla Puglia, 8 dalla San Marco, 8 dalla Costiera e le rimanenti 6 dalle altre tre compagnie), molte delle quali di recente costruzione, ed effettuava servizi sovvenzionati per un totale di circa miglia all'anno, con un contributo annuo da parte dello Stato di Lire.

L'assetto delle compagnie sovvenzionate fu nuovamente modificato già nel 1936, quando con i regi decreti-legge n. 2081 e 2082 del 7 dicembre 1936 il Governo italiano divise le linee da esse servite in quattro gruppi, ciascuno affidato ad una compagnia neocostituita.. L'Adriatica fu liquidata e fu costituita una nuova società per azioni, l'Adriatica Società Anonima di Navigazione, con capitale sociale di Lire versato in maggioranza dalla neonata Finmare; la nuova società rimase assegnataria delle linee in Adriatico e Mediterraneo Orientale, cedendo i servizi costieri in Dalmazia e nel Quarnaro alla Fiumana e incorporando nella propria flotta diverse unità provenienti dal Lloyd Triestino.. Gli anni tra il 1936 e l'entrata in guerra dell'Italia non portarono avvenimenti particolarmente significativi all'Adriatica, che nel 1940 gestiva 29 linee con una flotta di 41 navi, per un tonnellaggio complessivo di tonnellate di stazza lorda..

All'ingresso in guerra dell'Italia, 15 navi dell'Adriatica furono immediatamente requisite dalla Regia Marina, mentre diverse altre furono impiegate nei convogli militari.. I servizi di linea proseguirono con grandi limitazioni: rimasero attivi solo alcuni collegamenti in Adriatico ed Egeo, via via più diradati con l'avanzare della guerra.. Il conflitto ebbe un prezzo altissimo per l'Adriatica, che perse la sua flotta quasi per intero: sopravvissero al conflitto solo i piroscafi Abbazia e Campidoglio, inizialmente requisiti dagli Alleati e poi noleggiati alla Tirrenia per riattivare i collegamenti con la Sardegna, e la turbonave Gerusalemme, trovatasi in Mozambico all'ingresso in guerra dell'Italia, impiegata dagli alleati come nave ospedale e poi noleggiata all'Italia di Navigazione per effettuare i collegamenti con il Sudamerica... A partire dal 1946 l'Adriatica riprese quindi gradualmente i propri servizi con unità noleggiate da società private, alle quali si andarono ad affiancare a settembre il piroscafo Loredan, consegnato dai cantieri Breda di Marghera, e la motonave Giosuè Borsi, noleggiata dalla Tirrenia, con la quale fu riaperta la linea da Genova ad Alessandria d'Egitto. Nel 1947 la linea fu prolungata ad Haifa e Beirut grazie all'entrata in servizio del piroscafo Argentina, noleggiato dalla Tirrenia; sempre nel 1947 fu presa in consegna la turbonave Chioggia, fu recuperato il piroscafo Diana, che riaprì la linea Trieste - Alessandria d'Egitto - Beirut, e fu assegnato all'Adriatica anche il Liberty Assiria..

Nel 1948 fu completato il recupero della motonave Filippo Grimani, vennero acquisite le navi merci di tipo N3 Rovigo (già George W. Brown) e Treviso (già Samuel Samuels) e il piccolo piroscafo Pellestrina e rientrarono dal noleggio alla Tirrenia i piroscafi Campidoglio e Abbazia; grazie all'entrata in servizio di queste unità ne furono restituite alcune prese a noleggio, tra le quali la Giosué Borsi.. Nel 1949 proseguirono le acquisizioni e i recuperi: fu acquistato un terzo piroscafo merci di tipo N3, ribattezzato Belluno, e furono rimesse in servizio le motonavi Barletta ed Ausonia; quest'ultima, di oltre tonnellate di stazza lorda, era stata affondata durante la guerra mentre era in allestimento, e dopo il recupero fu ribattezzata Esperia e destinata alle linee per il Mediterraneo Orientale da Venezia e Trieste..

Al termine del 1949, l'Adriatica aveva completato un primo ciclo di ripristino dei servizi anteguerra, con 13 navi di proprietà in servizio affiancate da alcune unità merci a noleggio e due unità (Assiria e Gerusalemme) noleggiate al Lloyd Triestino.

Anni cinquanta

Nel marzo 1949 il Governo introdusse degli incentivi alla cantieristica con la cosiddetta "legge Saragat". L'Adriatica ne approfittò ordinando due coppie di navi gemelle, due da carico (Udine e Vicenza) che entrarono in servizio già nel 1950 e due passeggeri da circa tonnellate di stazza lorda (Enotria e Messapia), che furono consegnate nel 1951 e 1952 e furono destinate ai collegamenti con Il Pireo, Cipro e Israele con partenze alternate da Trieste e Genova.. Con l'ingresso in servizio di queste unità, l'Esperia rimase in servizio sulla linea espressa Italia - Alessandria d'Egitto - Beirut (con partenze da Genova o Trieste), la motonave Barletta fu destinata al collegamento Trieste - Il Pireo - Istanbul - Izmir e la motonave Filippo Grimani alla linea Genova - Il Pireo - Istanbul - Izmir; si aggiungevano poi i piroscafi Abbazia e Campidoglio in servizio misto merci - passeggeri, altre otto navi in servizio merci (Chioggia, Rovigo, Belluno, Treviso, Loredan, Carso, Udine e Vicenza) e infine il piccolo piroscafo Pellestrina, in attività sui collegamenti da Manfredonia alle Isole Tremiti..

Nel 1954 furono riattivati i collegamenti con la Jugoslavia, con l'apertura di una linea stagionale con scali a Venezia, in Dalmazia e in Grecia fino a Heraklion, alla quale fu destinato inizialmente il piroscafo noleggiato Valfiorita e poi la motonave noleggiata dalla Tirrenia Civitavecchia. Sempre nel 1954 continuò il rinnovamento della flotta, con l'ordine ai Cantieri San Marco di Trieste di due unità gemelle (San Marco e San Giorgio) destinate alla linea celere per Grecia e Turchia, e di un'unità di dimensioni maggiori (Ausonia, di tonnellate di stazza lorda) da affiancare allEsperia.. Le prime due entrarono in servizio nel 1956, mentre lAusonia fu consegnata nell'ottobre 1957, diventando la nave più grande in servizio nel Mediterraneo.. L'opera di rinnovo della flotta proseguì nel 1956 con l'ordine di tre unità miste, Bernina, Brennero e Stelvio, destinate a effettuare un innovativo servizio di tipo turistico / commerciale su una linea con scali a Trieste, Venezia, Bari, Alessandria d'Egitto, Port Said, Beirut, Famagosta, Lattakia, Mersin, Rodi, Izmir, Il Pireo, Napoli, Marsiglia, Genova, Livorno e Catania... Le tre motonavi erano caratterizzate da sistemazioni per passeggeri meno lussuose rispetto a quelle delle unità di linea, avendo l'obiettivo di attirare una vasta clientela turistica.

Anni sessanta

Nel 1958 l'Adriatica si accordò con la greca Hellenic Mediterranean Lines per collaborare a un innovativo collegamento tra Brindisi, Corfù e Igoumenitsa, che sarebbe stato esercitato da delle navi traghetto, in grado di trasportare passeggeri e autoveicoli al loro seguito. Nel 1960 entrò in servizio la Egnatia per la compagnia greca, mentre il 27 maggio 1961 fu la volta dellAppia; si trattò del primo servizio di navi traghetto su rotte d'altura in Italia. Nel 1962 entrò poi in servizio la motonave Illiria, che sostituì la vecchia motonave Barletta sulla linea Italia - Dalmazia - Grecia.. Nel giugno 1962 ebbero termine le convenzioni ventennali con lo Stato italiano, iniziate nel 1936 con scadenza 31 dicembre 1956 e prorogate prima al 30 giugno 1957 e poi al 30 giugno 1962; ne furono definite delle nuove, di durata ventennale, che furono però sottoscritte solo nel gennaio 1965.. Le nuove convenzioni non prevedevano più un'integrazione del bilancio delle società partecipate dalla Finmare, tale da garantire un utile annuo di circa il 4% del capitale sociale, ma una sovvenzione di importo fisso, da ridiscutere ogni due anni. Nella stessa occasione il capitale sociale fu portato dagli iniziali a 3 miliardi di Lire..

Tra il 1961 ed il 1963 furono poste in disarmo e alienate le tre unità di tipo N3, mentre entrò in servizio la motonave merci Palladio, destinata ai collegamenti con Grecia e Turchia. Tra il 1964 e il 1965 fu rinnovato il naviglio impiegato nei collegamenti con le Tremiti, con l'ingresso in linea della nuova motonave Daunia e dell'aliscafo Nibbio, costruito dai cantieri navali Rodriquez di Messina.. Nel 1967 e nel 1968 le tensioni politiche nel Mediterraneo Orientale, sfociate nella guerra dei sei giorni e nella chiusura del Canale di Suez, impattarono pesantemente sui traffici della società, che per la prima volta presentò dei bilanci negativi.. La situazione fu ulteriormente complicata dalla perdita di competitività dei trasporti marittimi di linea nei confronti del trasporto aereo e dalla concorrenza di diverse compagnie rivali. Per contrastare il declino dei trasporti di linea, l'Adriatica tentò di inserirsi nel mercato crocieristico, aggiungendo scali in porti turistici al servizio di linea e organizzando vere e proprie crociere nel Mar Nero; queste iniziative furono però osteggiate dagli armatori privati, già attivi nel settore dal dopoguerra..

Anni settanta