I Barattieri sono un'antica famiglia della nobiltà piacentina di cui si hanno le prime notizie nel 1292.

I discendenti dei Barattieri abitano tuttora nell'Italia settentrionale.

Origini , di cui si hanno le prime notizie verso il 1198.Marin Sanudo, Vita dei Dogi

Storia Il 4 novembre 1466 Bianca Maria Visconti, vedova del duca Francesco Sforza e il figlio Galeazzo Maria Sforza, vendettero a Francesco I Barattieri, figlio del giureconsulto Bartolomeo, le entrate dei dazi che si riscuotevano nel territorio di San Pietro in Cerro.Fondo Archivio Barattieri, repertorio generale, f. 62. Il 9 novembre fu così investito del feudo di San Pietro e dei suoi adiacentiFondo Archivio Barattieri, atto del 4 novembre 1466 rog. Giacomo Perego, b.O, vol.I, doc.1, ms.Vittorio Spreti, Enciclopedia Storica Nobiliare Italiana, vol. I, 1928, Milano, p. 498.

A seguito l'odierno comune di San Pietro in Cerro porta nello stemma cittadino parte di quello della famiglia (due bande orizzontali azzurre con incastonati i tre dadi).

Il 17 gennaio 1546 furono riconosciuti Patrizi piacentini dal Duca Pier Luigi Farnese.Memorie storiche della città di Piacenza compilate dal proposto Cristoforo Poggiali, tomo IX, p. 138.

Nel 1674 alcuni membri della famiglia ottennero il titolo comitale dal duca Ferdinando Maria di Baviera.A.S.P., Fondo Archivio Barattieri, atto del 2 ottobre 1674, b.M, vol. I, doc. 21, ms.

Il 28 ottobre 1678 Ercole e Paolo Emilio Barattieri ottennero dal duca Ranuccio II Farnese la dignità comitale per sé e per i propri discendenti legittimi e naturali.A.S.P., Atto del 28 ottobre 1678, fondo Archivio Barattieri, b.M, vol.I, doc. n. 23, ms.

Lo stemma

Lo stemma dei Barattieri trae origine dai motivi della nascita stessa della famiglia.

All'interno dello stemma campeggiano tre dadi; essi ricordano il fatto che Nicolò Barattiero, avendo eretto le due colonne di piazza San Marco, ottenne dal doge di Venezia Sebastiano Ziani di poter tenere banco dei giochi d'azzardo (all'epoca effettuati principalmente con dadi) ai piedi delle stesse.Storia della repubblica di Venezia dalla sua fondazione sine al presente ... - Marc Antoine Laugier - Google Libri

L'orsa presente nello cimiero della famiglia è un omaggio a sant'Orsola, protettrice della famiglia, le cui reliquie giacciono in un sarcofago nella chiesa di San Pietro in Cerro, per volere della famiglia stessa.

Col passare degli anni lo stemma di alcuni rami della famiglia si è discostato da quello originale. Al posto dei tre dadi sono stati sostituiti tre triangoli; il motivo di questo cambiamento è da ricercarsi nella volontà di "rinnegare" le origini poco nobili del famiglia (il gioco d'azzardo) e rivestirle con un'aura di "sacralità" (i tre triangoli richiamano la Trinità).

Blasonatura Scudo sannitico, fasciato di quattro pezzi, nel due caricato di due dadi (faccia quattro e cinque), nel quattro caricato di un dado (faccia sei), entrambe le fasce di colore azzurro e le restanti, compresi i dadi, d'argento. Il capo, d'argento, caricato di una bandiera rossa alla croce d'argento fluttuante a sinistra, attaccata ad un'asta d'oro posta in banda.

Elmo: a cancelli di tre quarti, a destra con medaglia

Svolazzi e cercine: sempre d'azzurro e d'argento

Corona: tra lo scudo e l'elmo, tollerata di Conte. Sopra l'elmo, tollerata di Conte

Cimiero: Orsa, a destra, con lingua di fuori, tenente la bandiera (vedi sopra)

Il motto Sotto lo scudo: Deus et Glaudius ("Dio e Spada"). Su lista bifida e svolazzante azzurra. Il testo in lettere romane minuscole.

Personaggi illustri

Nicolò (?-1181), ingegnere. Eresse le colonne in Piazza San Marco a Venezia e il primo Ponte di Rialto sempre a Venezia Guido, consigliere del podestà di Bologna Oberto Visconti nel 1206. Podestà di Milano dal 1207 al 1209.Memorie storiche della città di Piacenza ,Cristoforo Poggiali, Tomo V, pag. 76 Guido, figlio di Alberto, canonico di Bruges, nel 1342 nominato procuratore presso la corte pontificia ad AvignoneL. Mensi, Dizionario biografico piacentino, Piacenza 1899, p. 55.. Istituì un giuspatronato nella chiesa piacentina dei Santi Nazario e Celso, dove fece edificare una cappella dedicata a Sant'Orsola. Alberico, nipote di Guido, anch'egli giureconsulto presso la curia papale ad Avignone. Nell'agosto del 1342 venne incaricato insieme allo zio Guido Barattieri e a un altro piacentino, Filippo da Cassano, di sostenere le ragioni del vescovo di Piacenza Rogerio presso la corte pontificia. Traiano (o Travagnino o Travanino), giureconsulto. Antonio I, figlio di Traiano, giureconsulto, insegnò dal 1398 in poi presso l'università di Piacenza. Nel 1417 fu podestà di CremonaL.Mensi, Dizionario biografico, pp.53-54Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza Tomo VII, pag.144. Sposò Caterina Anguissola e in seconde nozze Antonia Dulzani. Bartolomeo I, figlio di Antonio I, giureconsulto, dal 1439 al 1448 fu lettore del Sesto e delle Clementine e successivamente ordinario di diritto civile. Fu insignito del titolo di consigliere ducale a MilanoS.Fermi, Un giureconsulto piacentino: Bartolomeo Barattieri, in Storico Piacentino, anno XVIII (1923), pp38-39. Autore del trattato di diritto feudale intitolato De feudis e dedicato al duca Filippo Maria Visconti. Bartolomeo II, figlio di Francesco I, figlio di Bartolomeo I, giureconsulto, nel 1489 fu ascritto al Collegio dei Dottori e Giudici di Piacenza, nel 1512 inviato a Roma come ambasciatore della comunità presso il papa Giulio II della Rovere e da egli nominato Cavaliere.Corona della Nobiltà Italiana - Crescenzio Giopietro - 1639. Morto il 13 settembre 1514L.Tettoni-F.Saladini, Teatro Araldico, Lodi-Milano 1841-48Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza, 1760, Tomo VIII, p. 205.. Francesco II, figlio di Bartolomeo II, podestà di Milano nel 1542,A.S.P., Atti del 14 settembre 1541 e del 13 settembre 1542, Fondo Archivio Barattieri, b.M, vol.I, doc. n.2, ms. nel 1559 ambasciatore del duca Ottavio Farnese a Venezia. Nel 1541 ottenne dall'imperatore Carlo V la cittadinanza di Milano per sé e per i propri discendenti. Divenne poi arciprete di Monza, dove morì nel 1575. Giovanni Battista (Codogno 1601 - Parma 1677), Ingegnere Camerale del Comune di Lodi, scrisse il famoso trattato "Architettura d'Acque" nel 1656. Carlo Antonio, (Piacenza 1738 - Milano 1806), fratello di Gianfrancesco, fisico, autore di vari trattati tra i quali "Conghiettura sulla superfluità della materia colorata: o de' colori nella luce",:File:Conghiettura sulla superfluità della materia colorata, o de' colori nella luce - e del supposto intrinseco suo splendore (IA b3189558x).pdf "Scoperte sul gran fenomeno della colorazione", "De' colori dissertazione". Ercole Giovanni Battista, conte, patr. di Piacenza tenente generale d'artiglieria e maresciallo in campo degli eserciti di S.M. Cattolica, re di Spagna, e successivamente comandante della città e castello di Piacenza nel 1751. Dionigi (n. Pinerolo 25 luglio 1855 - m. Piacenza 3 febbraio 1930), conte, patr. di Piacenza, cavaliere di onore e devozione del S.M. Ordine di Malta, Cav. di Gr. Croce, ingegnere, storico, genealogistaBollettino Ufficiale della Consulta Araldica, Vol. IX, n.41, maggio 1931, pagg.197,198,199, figlio di Vittorio, commissario di S.M. alla Regia Consulta Araldica. Ha creato una preziosa collezione di carrozze d'epoca ora esposta nei Musei di Palazzo Farnese a Piacenza. Fondatore del Museo del Risorgimento. Gianfrancesco (11 luglio 1743 – 16 gennaio 1802) conte, patr. di Piacenza, matematico, fisico, meccanico, astronomo, musico, architetto,Francesco Giarelli, Storia di Piacenza dalle origini ai nostri giorni, volume 2, p. 142. ideatore dell'orologio solare e calendario perpetuo nel 1793 ancora presenti sulla facciata del Palazzo del Governatore a Piacenza, in piazza Cavalli. Eletto principe dell'Accademia degli Scelti il 25 giugno 1762. Vittorio, (Piacenza 15 dicembre 1819, Milano 21 maggio 1887), conte, patr. di Piacenza, figlio di Paolo Emilio III, maggior generale durante la seconda e la terza guerra di indipendenza nazionale. Comandò, con il grado di Colonnello, il reggimento Genova Cavalleria nella Battaglia di Custoza del 24 maggio 1866Gottardo Garollo, Dizionario Biografico Universale, 1907, p.188.. Fu decorato della Legione d'Onore di Francia da Napoleone III (1869)Vittorio Spreti, Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana, Appendice parte I, p. 499. Warmondo (Lodi, 28 marzo 1866 – Torino, 26 aprile 1937) Generale di Corpo d'Armata, M.A.V.M durante la battaglia di Cassala 1894, Cavaliere dell'Ordine militare di Malta

Albero Genealogico

Note

Bibliografia Fondo Archivio Barattieri, repertorio generale, f.62 Fondo Archivio Barattieri, atto del 4 novembre 1466 rog. Giacomo Perego, b.O, vol.I, doc.1, ms. Fondo Archivio Barattieri, atto del 28 ottobre 1678, b.M, vol.I, doc. n. 23. Fondo Archivio Barattieri, atto del 2 ottobre 1674, b.M, vol.I, doc.21, ms. Luigi Mensi, Dizionario biografico piacentino, Piacenza 1899, pp. 53–55. S. Fermi, Un giureconsulto piacentino: Bartolomeo Barattieri, in Storico Piacentino, anno XVIII (1923), pp. 38–39. L.Tettoni e F. Saladini, Teatro Araldico, Lodi-Milano, 1841-48. .

Voci correlate San Pietro in Cerro Bartolomeo Barattieri Nicolò Barattiero

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