La diocesi di Costanza (in latino: Dioecesis Constantiensis)Talvolta erroneamente riportata come Dioecesis Constantiniensis è una sede soppressa della Chiesa cattolica.
Territorio La diocesi, una delle più vaste dell'Impero tedesco di cui era parte integrante, comprendeva parte degli odierni territori della Svizzera tedesca, del Baden-Württemberg tedesco e del Vorarlberg austriaco. Confinava a nord con le diocesi di Strasburgo, di Spira e di Würzburg; ad est con la diocesi di Augusta; a sud con le diocesi di Coira, di Sion e di Losanna; ad ovest con la diocesi di Basilea e ancora con quella di Strasburgo.
Sede vescovile era la città di Costanza, dove fungeva da cattedrale la chiesa di Nostra Signora.
Nel 1769 la diocesi, che si estendeva su circa 36.000 km², comprendeva 1.254 parrocchie e 918 cappellanie, 243 abbazie, monasteri e conventi, 37 collegiate e 52 capitoli. La popolazione cattolica raggiungeva circa 900.000 abitanti con 3.774 preti secolari, 2.764 monaci e religiosi, 3.147 religiose.Mols, DHGE, col. 526 e 531ss.
Arcidiaconati e decanati Prima della riforma protestante, la diocesi era suddivisa in 10 arcidiaconati e 67 decanati; questa suddivisione risalirebbe almeno al XII secolo. Dopo il XVI secolo, la suddivisione amministrativa della diocesi subì dei cambiamenti per il passaggio di molte parrocchie e decanati al protestantesimo; nel 1769 la diocesi comprendeva 52 decanati, con lo stesso numero di arcidiaconati.Mols, DHGE, coll. 532-533. L'ordine del seguente elenco è quello che si trova nella mappa riportata nella presente pagina. arcidiaconato di Brisgovia: decanati di Friburgo, Endingen, Breisach, Neuenburg e Wiesenthal; arcidiaconato di Kletgau: decanati di Stühlingen, Waldshut e Neukirch; nel 1788 fu eretto un nuovo decanato, quello di St. Blasien, con il territorio dell'abbazia e 9 parrocchie separate dai decanati di Waldshut e di Wiesenthal; arcidiaconato della Foresta Nera: decanati di Stein, Engen, Wurmlingen, Villingen, Rotweil, Ebingen, Haigerloch, Dornstetten, Rotenburg, *Herrenberg, *BöblingenCon l'asterisco sono indicati i decanati soppressi dopo la riforma protestante., Hechingen, Kannstatt, Meßkirch, Stockach e ReichenauIl decanato di Reichenau comprendeva la celebre abbazia e 9 parrocchie, che erano esenti dalla giurisdizione del vescovo.; arcidiaconato di Illergau: decanati di Waldsee, Laupheim, Dietenheim e Biberach; arcidiaconato delle Alpi: decanati di *Esslingen, Trochtelfingen, *Reutlingen, *Urach, *Göppingen, Geislingen, Blaubeuren, Ehingen, Munderkingen, Riedlingen, Mengen, Saulgau, *Münsingen e *Kirchheim; dopo la riforma, in sostituzione dei molti decanati soppressi, fu eretto il nuovo decanato di Neuhausen auf den Fildern che raggruppò alcuni villaggi rimasti cattolici; arcidiaconato di Algovia: decanati di Isny, Lindau, Stiefenhofen, Thüringen, Ravensburg e Linzgau; alla fine del XVIII secolo furono eretti due nuovi decanati, Weiler e Bregenz; quest'ultimo raggruppava tutte le parrocchie del Vorarlberg e dei decanati di Lindau, Stiefenhofen e San Gallo; arcidiaconato di Turgovia: decanati di San Gallo, Wihl, Elgau, *Winterthur e Steckborn; arcidiaconato del gau di Zurigo: decanati di Zurigo, Regensberg e *Wetzikon; dopo la riforma, il decanato di Zurigo non fu soppresso, ma prese il nome di Rapperswil; arcidiaconato di Argovia: decanati di Bremgarten, Mellingen, Hochdorf, Willisau, Lucerna, *Aarau, Ruswil e Burgdorf; arcidiaconato di Burgund: decanati di *Winau, *Aarberg e *Münsingen.
Non facevano parte della suddivisione amministrativa diocesana i territori sottoposti all'autorità diretta del principe-vescovo (ossia il principato vescovile), la città di Costanza, le collegiate il cui capitolo era esente dalla giurisdizione episcopale, le abbazie territoriali presenti nel territorio diocesano (le più importanti erano quelle di Reichenau e di Mehrerau).
Abbazie, conventi e monasteri Innumerevoli furono gli istituti religiosi o monastici presenti nella diocesi di Costanza. Nel Medioevo divennero dei centri importanti di irradiamento spirituale e culturale: le biblioteche e gli scriptoria di San Gallo e di Reichenau e i pellegrinaggi mariani ad Einsiedeln ebbero una notorietà in tutta Europa. I monasteri nella Foresta Nera contribuirono allo sviluppo agricolo e pastorizio della regione. I movimenti di riforma monastica di Hirsau e di Cluny ebbero largo influsso nei monasteri della diocesi e decine furono i monasteri affiliati (o priorati) a questi due centri di riforma. Oltre una decina furono le abbazie elevate alla dignità di abbazie imperiali. Largo successo ebbero pure i monasteri degli ordini mendicanti, che si svilupparono nelle più importanti città e nelle campagne.
In due occasioni, i monasteri e le abbazie della diocesi ebbero a soffrire. La prima quando si diffuse e si affermò la riforma protestante (XVI secolo), che portò alla sparizione di diversi edifici religiosi o per abbandono o per confisca o semplicemente perché passati al protestantesimo. La seconda con la secolarizzazione dell'inizio Ottocento, che portò alla soppressione della quasi totalità dei conventi monastici.
Tra le diverse abbazie, conventi e monasteri, si ricordano:Mols, DHGE, coll. 574-580. l'abbazia di San Gallo, dell'ordine benedettino, fondata verso il 612, soppressa tra il 1798 e il 1805; la chiesa abbaziale è oggi cattedrale della diocesi di San Gallo; l'abbazia di Reichenau, dell'ordine benedettino, fondata nel 724 da san Pirmino, incorporata nei possedimenti dei vescovi di Costanza nel 1510, secolarizzata nel 1803; l'abbazia di Einsiedeln, dell'ordine benedettino, fondata nel 934 da sant'Everardo, su una precedente cappella eretta verso l'831/838 da san Meinrado; è ancora oggi sede di una abbazia territoriale; l'abbazia benedettina di Mehrerau, fondata nell'XI secolo, passata in seguito ai Cistercensi, è ancora oggi sede di una abbazia territoriale; l'abbazia di Fischingen, dell'ordine benedettino, fondata come abbazia doppia nel 1138 dal vescovo di Costanza Ulrico di Castell, soppressa nel 1848, restaurata come priorato nel 1973; l'abbazia di Petershausen, dell'ordine benedettino, fondata nel 983 dal vescovo Gebardo di Costanza, e soppressa nel 1802; l'abbazia di Engelberg, dell'ordine benedettino, fondata prima del 1120, tuttora esistente; l'abbazia di San Giorgio di Stein am Rhein nel canton Sciaffusa, fondata a Hohentwiel nel 960 circa e trasferita a Stein nel 1007, soppressa nel 1525; l'abbazia imperiale di San Giorgio a Isny im Allgäu, fondata nel 1042 e soppressa nel 1803; l'abbazia di San Biagio nella Foresta Nera, dell'ordine benedettino, fondata nel 943 e soppressa nel 1807; da questa abbazia dipendevano diverse filiali erette nella Foresta Nera; l'abbazia di San Pietro nella Foresta Nera, fondata a Weilheim an der Teck nel 1073 e trasferita a Sankt Peter nel 1090, centro di diffusione della riforma di Hirsau, soppressa nel 1806; l'abbazia di San Giorgio nella Foresta Nera, fondata tra il 1083 e il 1084, abbandonata durante la riforma protestante, trasferita a Villingen nel XVII secolo, soppressa nel 1806; l'abbazia maschile benedettina dei Santi Felice e Regola, chiamata Grossmünster, a Zurigo, fondata attorno all'853 assieme all'abbazia femminile, detta Fraumünster; entrambi gli edifici oggi appartengono alla Chiesa cristiana evangelica riformata; l'abbazia di Ochsenhausen, dell'ordine benedettino, fondata nel 1093 come filiale di San Biagio, autonoma dal 1391 circa, soppressa nel 1803; l'abbazia di Wiblingen, dell'ordine benedettino, fondata nel 1093, soppressa nel 1803; l'abbazia di Blaubeuren, fondata verso il 1085/1090 come monastero doppio (fino al 1348), riformata nel XVI secolo, soppressa nel 1648; l'abbazia di Weingarten, sorto come monastero femminile attorno al 900, divenuta abbazia benedettina nel 1057, soppressa nel 1802 e ristabilita nel 1922; l'abbazia benedettina di Alpirsbach, fondata nel 1095, riformata nel 1534-1629, soppressa nel 1648; l'abbazia di Beuron, sorta come abbazia agostiniana verso il 1077, soppressa nel 1803 e rifondata come abbazia benedettina nel 1863; l'abbazia certosina di Thorberg (comune di Krauchthal nel canton Berna), documentata per la prima volta nel 1175, soppressa nel 1528, oggi sede di un carcere; la certosa di Ittingen nel canton Turgovia, fondata nel 1150 dagli Agostiniani, passata ai Certosini nel 1461, devastata nel 1521 e poi rifondata, soppressa definitivamente nel 1848; l'abbazia di Säckingen, la più antica abbazia femminile della diocesi, fondata secondo la leggenda verso la fine del V secolo da san Fridolino, attestata storicamente dall'878, trasformata in un capitolo di canonichesse prima dell'XI secolo, e come tale sussistette fino al 1806; l'abbazia femminile di Buchau, fondata prima dell'850, trasformata nel XIII secolo in un monastero di canonichesse, soppresso nel 1803.
Storia
Le origini Restano ancora oggi incerte e avvolte nell'oscurità le origini della diocesi di Costanza. La tesi tradizionale, difesa da storici tedeschi ed elvetici a partire dal XVI secolo, sostiene che la diocesi abbia avuto origine dal trasferimento della sede di Vindonissa, l'odierna Windisch, a Costanza. Gli studi di Marius Besson, di Louis Duchesne e di altri studiosi alla fine dell'Ottocento e gli inizi del NovecentoVedere bibliografia nella voce: diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo. hanno smontato questa tesi, dimostrando la continuità nelle cronotassi dei vescovi di Avenches e di Windisch con quelli di Losanna.Mols, DHGE, col. 540.
Costanza sarebbe perciò sorta: o come creazione ex novo nell'ottica di un avamposto cristiano nella terra occupata dagli Alemanni, ancora pagani; o come smembramento dell'antica civitas Helvetiorum, con l'assegnazione della parte romanizzata alla diocesi di Losanna e della parte occupata dagli Alemanni a Costanza, territorio quest'ultimo che si spingeva a nord ben oltre il vecchio limes romano. Questa tesi è quella oggi maggiormente adottata dagli storici e sostenuta dagli autori di Helvetia Sacra, di Germania Sacra e del Dizionario storico della Svizzera.
Incerto è anche il periodo in cui sarebbe sorta la diocesi di Costanza. La tesi tradizionale, riconoscendo come primo vescovo Bubulco di Windisch (517), ammetteva un'origine tardo-antica, tra la fine del V secolo e l'inizio del VI, della diocesi di Vindonissa e il suo trasferimento a Costanza nel terzo quarto del VI secolo. Oggi si ammette la fondazione della diocesi di Costanza tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo, con l'affermarsi dei confini definitivi tra le varie tribù germaniche.Mols, DHGE, coll. 540-541. La Series episcoporum Constantiensium, redatta nel XII secolo, riporta un elenco iniziale di vescovi non documentabili con certezza; il primo vescovo storicamente documentato è Auduino, morto nel 736. Dall'VIII secolo la diocesi entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Magonza.
L'epoca medievale e moderna A partire solamente dall'epoca carolingia la diocesi assunse quella fisionomia che manterrà fino alla sua soppressione. In quest'epoca, essa fu governata da eminenti pastori, due dei quali furono canonizzati, san Corrado, patrono della diocesi, e san Gebardo. Tra i vescovi si distinsero: Salomone I († 871), che riconobbe l'esenzione dell'abbazia di San Gallo e fu incaricato di diverse missioni diplomatiche da Ludovico il Germanico; e il nipote Salomone III († 920), che intervenne con energia nelle competizioni politiche del suo tempo, edificò le mura di Costanza che resistettero nel 926 all'assalto degli Ungari, e fece costruire diverse chiese e una nuova residenza episcopale.