Nel 1940, all'età di 14 anni Sathya Narayana Raju proclamò di essere la reincarnazione di Sai Baba di Shirdi, assumendone il nome; in seguito si dichiarò un avatāra dell'epoca.
Nella tradizione devozionale sviluppatasi intorno alla sua figura è considerato una manifestazione del divino e, in particolare, dell'amore divino. A Sai Baba sono attribuiti numerosi fenomeni soprannaturali, tra cui guarigioni e materializzazioni di oggetti, in particolare piccoli gioielli, la cenere sacra chiamata vibhūti, e la cosiddetta amṛta («nettare, ambrosia»). Tali manifestazioni rientrano nella nozione di līlā («gioco divino»), termine con cui nella tradizione induista si indica l'azione o manifestazione del divino. Ha milioni di devoti a livello mondiale, molti dei quali facenti parte dell'Organizzazione Sathya Sai.
Biografia Nato in un piccolo villaggio nell'Andra Pradesh (India meridionale) come Sathya Narayana Raju Ratnakaram, all'età di 14 anni affermò di essere la reincarnazione di Sai Baba di Shirdi (e la seconda incarnazione di Kalki, l'avatar del Kali Yuga), prendendo quindi il suo nome.
Nel 1950 a Puttaparthi costruì il suo ashram, Prasanthi Nilayam, che servì da quartier generale per la suddetta organizzazione internazionale. La sua fama si diffuse con un messaggio universale sull'amore divino e l'unità delle religioni, gli sforzi filantropici come la costruzione di scuole e un ospedale, e l'esibizione pubblica di miracoli e guarigioni divine.
Nel 1963 affermò di essere non solo la reincarnazione di Shirdi Sai Baba, ma anche l'avatar (incarnazione) sia del dio Shiva che della sua consorte Shakti. Con la diffusione della fama di Sathya Sai Baba, la sua organizzazione crebbe fino a diventare un impero multimiliardario. Parallelamente alla popolarità per la sua filantropia, il guru scatenò diverse polemiche nate dallo scetticismo sulla veridicità dei suoi “miracoli”.
Dal 2003 ha manifestato evidenti difficoltà deambulatorie, apparendo la maggior parte delle volte su piccoli autoveicoli Jai Sai Ram, Prashanti Musings..., settembre 2003, sul sito SaiBaba. Ivonne Delaflor e Swamini Amenanda, India. The Journey of a Lifetime, Lincoln (Ne), iUniverse, 2005, p. 79. ISBN 0-595-33856-9 (il testo è parzialmente consultabile su Google Libri). o, in altri casi, su una sedia a rotelle. Video Chronicles of Sathya Sai... del 23 luglio 2008. Il 28 marzo 2011 è stato ricoverato in condizioni gravissime nell'ospedale costruito dalla sua stessa associazione a PuttaparthiINDIA: RICOVERATO IN GRAVI CONDIZIONI IL GURU SATHYA SAI BABA e qui è deceduto il 24 aprile.Muore il guru indiano Sai Baba Aveva profetizzato di morire a 93 anni, ma ciò non si è verificato (ne aveva in realtà 84), lasciando confusi i milioni di seguaci che peraltro lo credevano immortale.
Ha lasciato uno dei più grandi imperi economici dell'India, lo Sri Sathya Sai Central Trust, una fondazione di carità pubblica valutata circa 12 miliardi di euro, che già nel 1993 (quando era valutata 2 miliardi di dollari) aveva portato il governo ad indagare sulla provenienza del denaro.
Gli insegnamenti
L'insegnamento di Sathya Sai Baba si fonda sul concetto che l'uomo sia essenzialmente divino e che debba quindi impegnarsi a riscoprire la propria natura divina.
Sathya Sai Baba affermò più volte di non voler fondare una nuova religione, né una setta o un nuovo credo, o di volere raccogliere proseliti; nonostante sia nato in un contesto induista, il suo messaggio era inteso come universale e si rivolgeva indistintamente ai fedeli di tutte le religioni, a cui raccomandava la sincera adorazione di Dio nelle forme e nei mezzi propri di ciascuna religione: cardine del suo insegnamento è infatti l'unità delle religioni e delle discipline spirituali, concepite come strade differenti verso l'unico Dio. Molta importanza è data al canto devozionale (bhajan) e alla preghiera (con la ripetizione dei mantra), al servizio altruistico disinteressato (seva), e allo studio della spiritualità attraverso i testi sacri e spirituali di ogni tradizione o cultura. Il vero scopo della Sua Missione è quello di instaurare la fratellanza degli uomini, l'unità di tutte le creature, quello di stabilire il dovere di amare tutti e servire tutti, ma il significato più profondo è quello di condurre tutti all'acquisizione di una visione unitaria dell'Universo. Il Suo più grande miracolo è la trasformazione dell'animo umano. La Sua forza sta nel condurre gli uomini sulla via del Bene e dell'Amore e nel rivelare il grande mistero della vita e dell'universo: Dio è dentro di Te. Scoprilo!
Ha affermato inoltre che l'essere umano, per potersi definire tale, dovrebbe vivere secondo cinque valori principali, i cosiddetti valori umani, presenti – seppur in modo latente – in ogni individuo: verità, amore, pace, rettitudine e non-violenza; la cui costante e progressiva riscoperta e messa in pratica costituisce la vera essenza della ricerca spirituale.G. Del Vecchio, S. Pitrelli, Occulto Italia, Milano, Rizzoli 2011
Nel 1963 è sorta l'Organizzazione Sathya Sai, organizzazione spirituale non-religiosa e senza fini di lucro o di proselitismo, attualmente attiva in 137 nazioni, fondata con lo scopo di aiutare le persone a «riscoprire la propria natura divina».
Alcune massime di Sathya Sai Baba Ama tutti, servi tutti - Aiuta sempre, non ferire mai (Love all, serve all - Help ever, Hurt never) Dio è dentro di te. Scoprilo! Il servizio reso all'uomo è servizio reso a Dio. Comincia il giorno con Amore, riempi il giorno con Amore, trascorri il giorno con Amore, termina il giorno con Amore: questa è la strada che conduce a Dio. Se le malattie e le sofferenze non fanno distinzione tra ricchi e poveri, perché dovremmo farlo noi? La mia vita è il mio messaggio, il mio messaggio è la mia vita. Amate voi stessi perché incarnate Dio; amate e servite gli altri, perché incarnano Dio che parla ed agisce per mezzo loro. La Pace è il fiore profumato che nasce dal puro amore. Le mani che aiutano sono più sacre delle bocche che pregano
Popolarità
La popolarità di Sathya Sai Baba in Occidente fu dovuta in buona parte all'opera dei mass media e al loro interesse non tanto verso il suo messaggio e le sue opere, quanto verso la presunta sovrannaturalità di numerose azioni, episodi ed eventi, che lo riguardavano in modo più o meno diretto. L'influenza del santone indiano crebbe grazie anche alle simpatie dell'alta società prima indiana, poi internazionale: era infatti considerato il "guru dei Vip" perché molte celebrità (rockstar, politici, attori di Hollywood e campioni sportivi) vennero affascinate dalla sua persona., India, morto Sai Baba: il guru che stregò i vip Dai Beatles a Sarah Ferguson: milioni di adepti, il Giornale.it, 24 aprile 2011 Persino un sacerdote bergamasco, don Mario Mazzoleni (1944-2001), divenne seguace di Sai Baba e per questo fu scomunicato dalla Chiesa CattolicaDon Mario Mazzoleni, Un sacerdote incontra Sai Baba, Milano, Armenia, 1991..
Tomas Milian, attore di origine cubana, naturalizzato Italiano, e noto al pubblico per i suoi film, era un simpatizzante di Sai Baba come da lui dichiarato in un'intervista rilasciata a Domenica in del 1984 all'intervistatore Pippo Baudo.
La līlā Migliaia di testimoni hanno riportato di averlo visto compiere miracoli di varia natura, come levitazioni, apparizioni a distanza e le cosiddette materializzazioni di oggetti di svariate dimensioni, tra cui anelli, collane, immagini, alimenti e la sacra cenere Vibhūti. Tra le manifestazioni maggiormente associate alla sua figura vi è inoltre quella del liṅga durante la festività di Maha Shivaratri, quando, dopo un lungo discorso, era solito farne fuoriuscire dalla bocca uno o più esemplari, costituiti da sfere d'oro o di altri materiali dalla forma ovale. Malgrado l'elevato numero di persone venute a conoscenza di Sai Baba grazie alla popolarità di questi fenomeni, egli sostenne di non dar loro importanza, raccomandando ai devoti di fare altrettanto, e li definì semplici stratagemmi (o «līlā» giochi) per attirare l'attenzione sul reale contenuto del suo messaggio.
Nella tradizione induista, il termine līlā indica l'azione o manifestazione del divino concepita come un «gioco», attraverso il quale la realtà divina si manifesta nel mondo. Nel caso di Sathya Sai Baba, il termine è associato alle manifestazioni straordinarie attribuitegli, tra cui le materializzazioni ma anche guarigioni e altri fenomeni ritenuti dai devoti espressione della sua natura divina. Le fonti agiografiche relative a Sathya Sai Baba collegano tali manifestazioni alla sua identità di avatāra, in continuità con quelle di Sai Baba di Shirdi. Nel caso di Sathya Sai Baba, la līlā presenta un carattere particolarmente evidente, dal momento che le manifestazioni attribuitegli furono spesso compiute pubblicamente e documentate attraverso filmati e fotografie, oltre a essere oggetto di numerose testimonianze. I fenomeni furono tuttavia oggetto di controversia e, secondo le critiche rivolte a Sathya Sai Baba, non esistevano prove della loro origine soprannaturale. Il prestigiatore e divulgatore indiano Basava Premanand ha dimostrato come realizzare tali miracoli attraverso trucchi di prestidigitazione.
Lo studioso Antonio Rigopoulos ha rilevato una scansione in tre fasi della sua attività avatārica: la bālalīlā («gioco infantile») nei primi sedici anni, i mahiman («miracoli») nei sedici anni successivi e l'upadeśa («insegnamento») a partire dai trentadue anni.
Le opere sociali
L'impegno di Sathya Sai Baba nel campo del sociale si è concretizzato in numerosi progetti di natura umanitaria e filantropica in India, ispirati o portati avanti da lui stessoTutti i progetti di servizio portati avanti in India da Sai Baba.. Questi progetti (definiti, a seconda della tipologia, SocioCare, EduCare e MediCare) includono: la costruzione di campi medici e ospedali (tra cui il policlinico Puttaparthi Super Speciality Hospital), in cui gli interventi vengono eseguiti gratuitamente; il “progetto acqua potabile”: un sistema di filtraggio, depurazione e distribuzione dell'acqua ad oltre 1000 villaggi rurali (circa due milioni di persone servite); il progetto Sathya Sai Gange, un grande canale artificiale per portare acqua nella regione di Madras, caratterizzata dalla siccità; l'apertura di numerosi istituti scolastici gratuiti, da elementari a università; altre iniziative analoghe portate avanti dall'Organizzazione Sathya Sai in tutto il mondo.
Sviluppi successivi
Dopo la morte di Sathya Sai Baba, avvenuta nel 2011, l'ex studente e devoto Madhusudan Naidu iniziò a sostenere che Sathya Sai Baba comunicasse attraverso di lui e, tra il 2011 e il 2012, si impose come suo «messaggero». Alla fine del 2011 si trasferì a Muddenahalli, nel distretto di Chikballapur (Karnataka), dove si sviluppò il nuovo ashram di Sathya Sai Grama.
Nel 2012 Madhusudan Sai iniziò a sviluppare attività nei settori dell'istruzione, della nutrizione e dell'assistenza sanitaria gratuite, successivamente organizzate nell'ambito della One World One Family Mission, una rete internazionale di organizzazioni umanitarie attiva in diversi paesi. Tra le istituzioni sviluppatesi in questo ambito figura la Sri Sathya Sai University for Human Excellence, della quale Madhusudan Sai è fondatore e cancelliere.
Valori umani e educazione Sathya Sai Baba identificò cinque valori umani principali (amore, verità, pace, rettitudine, non-violenza), cardini da cui scaturiscono tutti gli altri. Secondo l'insegnamento di Sai Baba, la costante e progressiva messa in pratica di questi valori nella vita quotidiana costituisce la vera essenza della spiritualità.