I Cure (in inglese The Cure) sono un gruppo musicale inglese formatosi nel 1977 a opera di Robert Smith e Laurence Tolhurst.

Nonostante i numerosi cambi di formazione della band, Robert Smith ne è sempre stato l'elemento fondante e centrale nel corso di tutti gli anni di attività. L'attuale formazione comprende Robert Smith (voce e chitarra), Simon Gallup (basso), Roger O'Donnell (tastiere), Jason Cooper (batteria) e Reeves Gabrels (chitarra).

Il loro album di debutto, Three Imaginary Boys (1979), impose la band tra i capofila negli emergenti movimenti post-punk e new wave, che stavano guadagnando importanza nel Regno Unito.

A partire dal loro secondo album, Seventeen Seconds (1980), la band adottò uno stile diverso, più darkwave, sia dal punto di vista musicale che dell'immagine, che esercitò una forte influenza sulla nascente sottocultura Goth, per poi evolversi, spaziando tra più generi, incluso il pop.

Il gruppo ha raggiunto l'apice del successo commerciale a partire dalla fine degli anni ottanta, con gli album Kiss Me Kiss Me Kiss Me (1987), Disintegration (1989) e Wish (1992) e con una serie di singoli, come Just like Heaven, Lullaby, Pictures Of You e Friday I'm In Love, ottenendo i maggiori riscontri di vendite, oltre che nel Regno Unito, negli Stati Uniti d'America, in Francia e in Germania.

I Cure hanno pubblicato 14 album in studio, diversi EP e raccolte e oltre 40 singoli e hanno venduto più di 30 milioni di album in tutto il mondo; il disco più venduto è l'album Disintegration, in 3 milioni di copie complessive. Tra Regno Unito, Stati Uniti e Italia, i Cure hanno avuto nella Top Ten 13 album (posizioni più alte UK: Wish e Songs of a Lost World, numero 1; USA: Wish, numero 2 e Songs of a Lost World, numero 4; Italia: The Cure e Songs of a Lost World, numero 2) e 11 singoli (posizioni più alte UK: Lullaby, numero 5; USA: Lovesong, numero 2, Italia: High, numero 5).

Nel 2019, i Cure sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.

Storia

1973-1979: i primi anni

Gli inizi Nel 1973, gli allora quattordicenni Robert Smith e Laurence "Lol" Tolhurst, amici d'infanzia e compagni di scuola alla "Notre Dame Middle School" di Crawley, nel West Sussex, formarono la band The Obelisks. Il gruppo diede il suo unico concerto all'interno della scuola stessa, con Robert Smith al pianoforte, Lol Tolhurst alla batteria, Alan Hill al basso, Michael Dempsey e Marc Ceccagno alla chitarra.

Nel gennaio del 1976, quando era alla scuola secondaria "St. Wilfrid's Comprehensive School", Ceccagno formò i Malice, un'altra rock band di cinque elementi, con Smith alla chitarra, Dempsey al basso e altri due compagni di scuola come cantante e batterista. Il gruppo provava soprattutto canzoni di David Bowie, Jimi Hendrix e Alex Harvey in una sala della locale chiesa. Tra il mese di aprile e l'ottobre del 1976, Ceccagno e altri due membri lasciarono il gruppo, venendo rimpiazzati da Martin Creasy (un giornalista del Crawley Observer), Lol Tolhurst e Porl Thompson, che si unirono così a Smith e Dempsey, rispettivamente, come cantante, batterista e chitarrista. Questa formazione si esibì dal vivo, per la prima volta, il 18 dicembre del 1976, alla Worth Abbey di Crawley in un set acustico, con tanto di bonghi. Due giorni dopo suonarono nuovamente, nella loro scuola. Il concerto fu un disastro e spinse il gruppo a cambiare nome.

Nel gennaio 1977, dopo l'abbandono di Creasy e sempre più influenzati dall'emergente punk rock, gli altri membri dei Malice divennero gli Easy Cure, dal titolo di un brano composto da Tolhurst. Dopo aver vinto un concorso per giovani talenti, il 18 maggio 1977 gli Easy Cure firmarono un contratto con l'etichetta discografica tedesca Hansa Records. Nel settembre del 1977, la band fece delle audizioni a diversi cantanti prima che Robert Smith decidesse infine di assumere anche quel ruolo. Il gruppo registrò alcune canzoni per un primo demo presso i SAV Studios di Londra nell'ottobre del 1977. Nessuna di queste fu mai pubblicata.

Nel marzo del 1978, dopo l'ascolto delle registrazioni di Plastic Passion e Killing an Arab, l'Hansa ritenne che "nemmeno le persone in prigione l'avrebbero apprezzato", e richiese al gruppo di registrare delle cover da pubblicare; a seguito del rifiuto della band, l'etichetta ruppe il contratto.

Nascono i The Cure

Nel mese di aprile del 1978, dopo l'abbandono di Porl Thompson, insoddisfatto della direzione minimalista delle composizioni, inadatta al suo stile psichedelico e da virtuoso della chitarra, i restanti tre componenti degli Easy Cure decisero di cambiare il loro nome in The Cure. Nello stesso mese di aprile, la band registrò le sue prime session come trio, ai Chestnut Studios nel Sussex, producendo un demo tape da inviare ad una dozzina di importanti etichette discografiche. Nel settembre del 1978, una copia del demo arrivò nelle mani di un talent scout e produttore della Polydor Records, Chris Parry, che fece firmare ai Cure un contratto per la sua neonata etichetta, la Fiction Records, distribuita dalla Polydor.

I Cure pubblicarono il loro singolo di debutto, Killing an Arab, nel dicembre del 1978 con l'etichetta Small Wonder, in attesa che la Fiction finalizzasse gli accordi di distribuzione con la Polydor. Il testo trae ispirazione dal romanzo Lo straniero, di Albert Camus, ed il titolo venne preso da un passaggio del libro in cui il personaggio principale pensa al vuoto della vita dopo aver ucciso un uomo su una spiaggia per ragioni che non riesce a spiegare. Il brano raccolse consensi ma anche polemiche, soprattutto per il titolo. Più volte la band fu costretta a rilasciare dichiarazioni ufficiali, negando qualsiasi connotazione razzista o violenta. Nonostante questo, il brano venne poi bandito dalle radio statunitensi, nel periodo post 11 settembre e gli stessi Cure, forse per evitare polemiche, non l'hanno più suonato dal vivo. La canzone è stata ripresa solo nel 2005, quando la band l'ha eseguita in diversi festival europei, ma con il testo cambiato da Killing an Arab a Kissing an Arab.

Il primo album

L'album d'esordio, Three Imaginary Boys, venne pubblicato dalla Fiction Records l'8 maggio del 1979. A causa dell'inesperienza della band in studio, il produttore Chris Parry e il fonico Mike Hedges presero il controllo della registrazione. La casa discografica decise quali canzoni mettere nell'album e in quale ordine, così come per la scelta della copertina: un frigorifero, un aspirapolvere e un paralume e simboli al posto dei titoli delle canzoni. Il tutto avvenne senza il consenso della band, in particolare di Robert Smith. I Cure, che non ebbero alcuna voce in capitolo, odiarono la cover, così come detestavano l'album che, secondo loro, Parry e Hedges avevano reso troppo vario e pop, in completo contrasto con il loro intento più dark.

Nonostante le perplessità della band, Three Imaginary Boys riuscì a piazzarsi per tre settimane di fila nelle classifiche inglesi, arrivando alla posizione numero 44. Nel 1979, la band partì per un tour promozionale di più di 100 concerti. Nel corso di questo periodo, il rapporto con Michael Dempsey cominciò a deteriorarsi: lui e Smith non erano mai stati davvero amici e la vita in tour mise in luce i problemi di convivenza all'interno della band. Il 12 giugno 1979, i Cure pubblicarono il loro secondo singolo, Boys Don't Cry. Inizialmente non incluso in nessun album, venne poi aggiunto nella versione statunitense dell'album d'esordio, che prese lo stesso titolo. Scritta da Dempsey, Smith e Tolhurst, il testo narra la storia di un uomo che ha rinunciato a cercare di riconquistare l'amore perduto e cerca di nascondere il suo vero stato emotivo. Considerata una delle migliori canzoni dei Cure, nel 2019, la rivista Billboard ha posizionato Boys Don't Cry al quarto posto nella sua lista delle 40 migliori canzoni dei Cure.

Nel mese di agosto del 1979, i Cure presero parte al Join Hands Tour come band di supporto ai Siouxsie and the Banshees, impegnandosi in diversi concerti in Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia e Galles. Prima del concerto ad Aberdeen, la sera del 7 settembre 1979, il batterista Kenny Morris e il chitarrista John McKay lasciarono inaspettatamente i Banshees, poche ore prima che la band salisse sul palco. Robert Smith si offrì, allora, di suonare la chitarra per loro fino alla fine del tour, che così lo vide impegnato ad esibirsi con entrambi i gruppi in tutti i rimanenti concerti. L'evento rafforzò l'amicizia personale e il sodalizio creativo fra Smith, Siouxsie Sioux e Steven Severin, bassista dei Siouxsie and the Banshees. Questa esperienza musicale ebbe un forte impatto sul leader dei Cure:

Il 20 novembre del 1979 venne pubblicato il terzo singolo dei Cure, Jumping Someone Else's Train. Sebbene non accreditata, Siouxsie Sioux collaborò cantando i cori nel brano del lato B, intitolato I'm Cold. Verso la fine del 1979, Robert Smith decise di dedicarsi ad altri progetti, prendendosi una pausa dalla sua band principale. Produsse così uno split single stampato in 100 copie dalla sua neonata etichetta, la "Dance Fools Dance", con brani degli Obtainers (un gruppo di giovanissimi, che suonava senza strumenti, utilizzando solo utensili da cucina) e dei Mag/Spys, band punk in cui militavano il tastierista Matthieu Hartley e il bassista Simon Gallup.

Nel mese di dicembre del 1979, Smith chiese a Gallup di partecipare ad un progetto parallelo chiamato Cult Hero, assieme a Frank Bell (un postino di Horley, raffigurato anche sulla copertina del singolo), come cantante, e alle sorelle di Smith, Margaret e Janet (quest'ultima avrebbe poi sposato uno dei chitarristi dei Cure, Porl Thompson) ai cori. La band, in realtà, fu creata soprattutto per testare la collaborazione tra Smith e Gallup, in considerazione di una possibile sostituzione di Michael Dempsey, da parte di Gallup, nel ruolo di bassista nei Cure. Col passare del tempo, il rapporto tra Smith e Dempsey, si era infatti deteriorato. La causa è molto probabilmente rintracciabile nelle divergenze musicali tra i due, oltre che dalla fredda accoglienza, da parte di Dempsey, del materiale che Smith stava scrivendo per l'album successivo.

Con il progetto Cult Hero, Smith pubblicò un singolo contenente due canzoni dalle atmosfere new wave/disco: I'm a Cult Hero e I Dig You. Il disco ebbe un buon successo in Canada, dove vendette copie. Dopo la registrazione del singolo, sia Gallup che Hartley lasciarono i Mag/Spys e si unirono ai Cure, mentre Dempsey venne definitivamente estromesso dalla band.

1980-1982: la trilogia dark

Seventeen Seconds

A differenza della produzione del loro primo album, Smith esercitò un maggiore controllo nelle fasi di registrazione del loro secondo album, Seventeen Seconds, che co-produsse con Mike Hedges, già fonico nel precedente Three Imaginary Boys. Le sessioni si svolsero a Londra, presso i Morgan Studios, nel mese di gennaio del 1980, con budget (meno di 3.000 sterline) e tempo limitati.

L'idea che Smith aveva in mente, riguardo alla direzione musicale da far prendere alla band, era quella di includere anche tastiere e synth (ma limitando Hartley a suonare principalmente parti monocorde e raramente accordi), che avrebbero fornito atmosfere più post-punk e ricercate, segnando così una cesura netta con Three Imaginary Boys. Smith scrisse i testi e la musica della maggior parte del disco a casa dei suoi genitori, su un organo Hammond con registratore incorporato. Nella fase di produzione, Hedges e Smith prestarono particolare attenzione a rendere il suono scarno e introspettivo, raggiungendo una semplicità minimale ma densa, diversa da qualsiasi altra cosa i Cure avessero sperimentato prima. Il risultato volutamente cupo di Seventeen Seconds venne poi catturato perfettamente dalla copertina sfocata, anonima, di un pomeriggio piovoso, creata dal fotografo Andrew Douglas.