Timișoara (AFI: , , o Temeschwar o Temeschburg, , ) è un municipio della Romania di 306 435 abitanti, capoluogo del distretto di Timiș, capitale storica del Banato.

Tutte le varianti del suo nome derivano dal fiume Timiș, che scorre una decina di chilometri a sud-est della città per sfociare così nel Danubio, vicino alla città di Belgrado. Timișoara è una città multiculturale, con influenti minoranze, principalmente tedeschi, ungheresi e serbi, ma anche ebrei, greci e recentemente italiani. Importante centro industriale, fu la prima città europea ad avere lampioni elettrici.

Timișoara è stata scelta per essere capitale europea della cultura nel 2021, insieme alla greca Eleusi e alla serba Novi Sad; a seguito della pandemia di COVID-19 si è deciso di modificare il calendario delle capitali europee della cultura, per cui ha detenuto il titolo nel 2023 insieme a Eleusi e Veszprém.Timişoara 2023, riferimenti del programma Radio România Internaţional

Geografia fisica Territorio La città è attraversata dal canale Bega (alimentato dal fiume Bega) e lambita dal fiume Timiș che scorre una decina di chilometri a sud-est della città.

Clima

Origini del nome Il nome attuale della città è la traduzione rumena dell'originario nome Temesvár, unione del nome del fiume omonimo Timiș, Temes in ungherese, Timiș in rumeno, e della parola ungherese vár (castello, ovvero città fortificata), abbreviazione di város, ovvero della sua traduzione rumena oraș.

Storia Sull'attuale territorio della città sono state trovate tracce di insediamenti umani che risalgono al neolitico; in seguito vi si sono insediati i Geto-Daci e successivamente i Romani.

La prima menzione scritta si ha in un documento storico dell'XI-XII secolo, nel quale la città viene citata usando il nome di Tibiscum o Tibiskos.

Nel 1175 è menzionato il "comitato di Temes", ma le fonti non specificano quale sia il suo centro economico e amministrativo. La prima attestazione documentata del nome Timesvar è incerta (1212 o 1266): in quel momento Timesvar faceva parte del comitato di Temes, una suddivisione amministrativa territoriale del Regno d'Ungheria. Il territorio, conosciuto più tardi come Banato, con centro amministrativo nellUrbis Morisena (poi Cenad), era stato conquistato dai Magiari attorno all'anno 1030.

Collocandosi in una posizione strategica, da dove poteva essere controllata una gran parte della pianura del Banato, sia la città di Timișoara che il titolo di conte di Timiș divennero sempre più importanti. Timișoara conobbe eccezionale sviluppo al tempo del re Carlo Roberto d'Angiò che, dopo la sua visita del 1307, ordinò la costruzione di un palazzo reale e vi trasferì la capitale del regno.

Segnò un nuovo capitolo nella storia della città, nel 1440, la nomina a conte di Temes di János Hunyadi, che sarà conosciuto nell'intera regione per l'importante vittoria di Belgrado del 1456 sui Turchi Ottomani e sarà considerato difensore della cristianità. Il conte trasformò la città in un accampamento militare permanente, trasferendosi qui con la famiglia. La città rimase quindi in possesso del figlio Mattia Corvino fino al 1490.

Episodio importante della storia di Temesvár è rappresentato dall'assedio della città da parte dei contadini insorti guidati da György Dózsa. Gli insorti, romeni e ungheresi, dopo alcune vittorie riportate sulle armate nobiliari, furono sconfitti nei pressi di Timișoara dal conte Ioan Zapolya. Dózsa ispiratore e guida dei rivoltosi, venne catturato e torturato su una sedia di ferroL'esecuzione di Dózsa (il trono rovente era esagerazione), quindi arso vivo nei pressi del castello, attuale Museo del Banato (Muzeul Banatului).

Nel 1552 un'armata ottomana di uomini sotto il comando del pascià Sokollu Mehmed attaccò e conquistò la città, trasformandola in capitale dell'Eyalet ottomano, guidato da un "Wali" o "beylerbey". Per quasi 200 anni Timișoara si trovò sotto la dominazione ottomana, sotto il controllo diretto del sultano, godendo di uno statuto speciale come le città di Belgrado e Buda. In questo periodo la città conobbe diverse trasformazioni: le chiese furono trasformate in moschee, numerosi musulmani si trasferirono qui e la cittadella fu trasformata secondo le necessità strategiche ottomane. Nonostante tutto l'occupazione turca coincise con un periodo di relativa pace essendo la città utilizzata dai turchi soprattutto come punto strategico di partenza per le campagne militari del nord-ovest.

Nel 1716, dopo ripetuti tentativi, Eugenio di Savoia conquistò la città, aprendo la via alla dominazione austro-ungarica per più di 200 anni.Solo nel 1920, dopo la sconfitta austro-ungherese nella prima guerra mondiale, il Banato si unì alla Romania e a Timișoara venne instaurata l'amministrazione romena, dopo un'effimera indipendenza come Repubblica del Banato, di cui era la capitale.

Il 16 dicembre 1989 scoppiò a Timișoara la rivoluzione che avrebbe portato alla caduta di Nicolae Ceaușescu e del regime comunista rumeno. Tutto ebbe inizio con la protesta dei parrocchiani contro il trasferimento forzato del pastore calvinista László Tőkés; ai fedeli che manifestavano davanti alla parrocchia si unirono i passanti e in breve tempo la protesta si estese, raccogliendo nel centro della città decine di migliaia di persone. In seguito a scontri sanguinosi, ci furono 73 morti e 253 feriti il 20 dicembre 1989. Gli avvenimenti di Timișoara portarono una settimana più tardi alla caduta del regime di Ceaușescu. L'11 marzo 1990 gli stessi gruppi che avevano contribuito alla riuscita della rivoluzione presentarono anche il documento programmatico della Proclamazione di Timișoara, che fu di ispirazione anche per altri movimenti civici, politici e culturali.

Monumenti e luoghi d'interesse Timișoara detiene il più ampio numero di edifici storici della Romania, costituito dagli insiemi architettonici urbani dei quartieri Cetate, Iosefin e Fabric. La varietà architettonica, le influenze del barocco viennese e il gran numero di parchi hanno valso a Timișoara il soprannome di "Piccola Vienna" e di "Città dei parchi". Alcune delle più importanti attrazioni turistiche sono:

Piazze

Piața Unirii (Piazza dell'Unione) Piața Victoriei (Piazza della Vittoria) Piața Libertății (Piazza della Libertà) Piața Maria (Il luogo dove ebbe inizio la Rivoluzione del 1989) Piața Traian (centro del quartiere storico Fabric)

Architetture civili

Palazzo Dicasteriale Palazzo Barocco Teatro Nazionale Bagni Pubblici Neptun Palazzo Lloyd

Architetture religiose

Cattedrale ortodossa Cattedrale cattolica di San Giorgio Chiesa del Millennio Chiesa episcopale serba Sinagoga del quartiere Cetate Sinagoga Fabric

Architetture militari Castello Huniade

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Statistica NazionalitàAnnoPopolazione (capi)RumeniTedeschiMagiariSerbiEbreiRomSlovacchiBulgariUcrainiAltri / non dichiaranti 1880 n. d. n. d. 416 n. d. 29 1890 n. d. n. d. 332 n. d. 27 1900 n. d. – 288 n. d. 13 1920 n. d. – n. d. n. d. n. d. 1930 379 652 279 56 1941 n. d. n. d. n. d. n. d. n. d. n. d. 1956 122 575 280 56 1966 120 490 475 71 1977 404 942 299 1992 549 675 756 903 2002 367 570 762 2011 176 385 859 556 Abitanti:

I tedeschi costituivano, fino alla seconda guerra mondiale, il gruppo etnico più numeroso, ma nel corso del XX secolo la comunità si è drasticamente ridotta passando dal 54,6% della popolazione cittadina del 1880 all'1,3% del 2011.

La comunità ucraina sta attualmente crescendo, in parte anche grazie alle agevolazioni di insegnamento in lingua ucraina.

Negli anni recenti, gli investimenti di compagnie italiane hanno stimolato la creazione e la crescita di una comunità italiana (stimati tra le e le persone in tutto il distretto), nonché alla nascita di un Centro Culturale Italiano.Università dell’Ovest di Timisoara italiana.esteri.it Religione Timișoara è una città con una delle più diversificate strutture confessionali della Romania. Questo si deve in gran parte alla tradizione multietnica e multiconfessionale della città; tuttavia la tendenza a partire dal XX secolo è stata nettamente a favore della religione ortodossa. A oggi circa l'80% degli abitanti si dichiara ortodosso mentre il 10% cattolico di rito romano. Seguono la religione pentecostale con fedeli (2,6%), riformata, con fedeli (approssimativamente 2%), battista con e greco-cattolica con fedeli. Sono presenti anche diverse altre comunità più piccole, come quella ebraica, con una storia di 450 anni, adesso solo di circa 300 membri, per la maggior parte anziani. 359 residenti si dichiarano atei.

Economia Timișoara si affermò come importante centro economico nel XVIII secolo, con l'insediarsi dell'amministrazione asburgica. La colonizzazione con popolazioni tedesche, la diversificazione etnica e religiosa, la ricostruzione della cittadella ma anche il sistema legislativo favorevole alla proprietà privata, determinarono il formarsi di un fitto tessuto di artigiani e commercianti. Questo tessuto di artigiani ha costituito per ben più di 200 anni il segreto dello sviluppo economico della città. Quando la Rivoluzione industriale iniziò a manifestare i propri effetti, Timișoara presentava tutti i requisiti per la sua affermazione. Un po' per volta furono introdotte tutte le più moderne innovazioni del tempo. Le piccole botteghe artigiane lasciarono il posto a piccole e medie industrie. Altro grande vantaggio fu la realizzazione del Canale Bega. Questo permise un notevole sviluppo del commercio, permettendo il trasporto di merci via acqua; collegato al Danubio, permise il commercio tanto verso l'Europa, quanto verso il resto del mondo attraverso i porti sul Mar Nero. Nel 1857 a Timișoara arrivò la ferrovia, completando così tutte le premesse necessarie ad uno sviluppo economico industriale moderno. Questo modello economico, sviluppatosi in modo organico per quasi 250 anni, ebbe fine nel 1948 con la nazionalizzazione, con la soppressione della proprietà privata e l'instaurazione di un'economia di stato pianificata. Timișoara fu successivamente industrializzata in modo massiccio, seguendo tuttavia criteri ben diversi dallo sviluppo degli anni precedenti. Furono creati colossi industriali in diversi settori produttivi, in particolare nel settore dell'industria chimica e meccanica, la cui manodopera era assicurata attraverso la massiccia immigrazione in città della popolazione rurale della zona e del resto del paese.

Dopo la caduta del regime comunista, nonostante il declino di alcuni settori economici tradizionali, sostituiti da attività industriali più moderne, il settore industriale di Timișoara continua ad assicurare più del 3% della produzione industriale nazionale. Caratteristico delle economie di mercato avanzate, il terziario ricopre una percentuale sempre maggiore dell'economia della città.

Negli ultimi anni l'economia di Timișoara ha conosciuto una crescita economica significativa, dovuta agli investimenti stranieri, in modo particolare nel settore dell'high tech. In un articolo del 2005 la rivista francese L'Expansion ha definito Timișoara "vetrina economica della Romania", riferendosi al gran numero di investimenti stranieri, considerati come una "seconda rivoluzione" che la città sta vivendo.

I capitali stranieri investiti a Timișoara provengono principalmente da Germania, Italia - il suo distretto è detto "l'ottava provincia veneta" per l'alto numero di imprese regionali che qui hanno delocalizzato la produzione - e Stati Uniti. Fra le maggiori industrie presenti si possono citare il produttore di pneumatici Continental, la compagnia statunitense Solectron (telefonia, elettronica), Dräxlmaier (componenti auto per BMW e Audi), Linde AG (gas industriali), Procter & Gamble (detergenti), Nestlé, Siemens e molte altre.

Infrastrutture e trasporti Strade