Ronciglione (Ronció in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio.

Geografia fisica Territorio Posizionata sulle alture meridionali dei Monti Cimini, la parte medioevale di Ronciglione sorge su un grosso ciglione tufaceo, posto alla confluenza di due corsi d'acqua, il Rio Vicano, emissario del Lago di Vico, e il Fosso Chianello che, dopo le colmate farnesiane del XVI secolo, ora scorre sotterraneo. Le colmate dei Farnese hanno permesso lo sviluppo rinascimentale e moderno della cittadina su un secondo sperone tufaceo. Sul territorio comunale si erge il monte Fogliano.

Clima

Storia

Cipriano Manente, storico orvietano del XVI secolo, pone come data approssimativa di fondazione (nel caso, si tratterebbe di rifondazione sopra le antiche rovine) l'anno 1045, per intervento dei prefetti di Vico che dominarono la "Valle Tiberina... et il Lago di Vico". Il documento più antico, nel quale si trova citato il nome di Ronciglione, risale al 1103.

Alla primitiva Ronciglione si aveva accesso da Porta Castello, presso Piazza dell'Olmo, e dal Ponte delle Tavole e Porta Pèntoma, sotto la Torre-Campanile della Provvidenza.

Nel 1526 Ronciglione andò in possesso dei Farnese e, sotto la loro avveduta signoria, visse il periodo di maggior sviluppo e splendore durato fino al 1649. Era una contea sotto le dipendenze del ducato di Castro. Nel periodo precedente ai decreti di espulsione, della fine del XVI secolo, Ronciglione fu sede di una piccola comunità ebraica, attestata nel vecchio borgo, dall'indicazione toponomastica, vicolo del ghetto.Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova, 1986..

Fu un centro economicamente avanzato per il vasto apparato manifatturiero: ferriere, ramiere, cartiere, ceramiche, armerie, stamperie ecc. ed ebbe una vivacità culturale legata a varie accademie (Desiderosi, Cimina, Arcadico Cimina, Erculea Cimina etc.) e tipografie dove furono stampati fra l'altro la prima edizione italiana della Secchia Rapita del Tassoni e dell'Aminta del Tasso. Nel 1728 Papa Benedetto XIII eresse Ronciglione a città.

Il secolo XVIII si chiuse drammaticamente con i moti antifrancesi, durante la prima Repubblica romana del 1798-1799: L'incendio, appiccato dalle truppe francesi del Generale Valterre, divampò dal 28 al 30 luglio 1799 e distrusse 174 edifici e tutto l'Archivio Storico.

Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata il 5 giugno 1944, tale evento provocò la morte di 300 persone e numerosi feriti.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del capo del governo del 6 novembre 1937. Lo stemma rappresenta due leoni d'oro affrontati che reggono un roncio, o roncola, d'argento. Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze Medaglia di bronzo al valor civile per il bombardamento del 5 giugno 1944.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santa Maria della Provvidenza

Costruita sul ciglio di un burrone ai margini del borgo medioevale nell'XI secolo, era originariamente conosciuta come Sant'Andrea, acquisì l'attuale nome nel 1742, quando, durante un ingente restauro dovuto al cedimento della rupe su cui poggia, venne ritrovato un importante affresco raffigurante una Madonna con Bambino, poiché, terminati i fondi per il restauro, questo ritrovamento permise al parroco di ricevere nuovi fondi per il continuo dei lavori, venne definito come una provvidenza e posto sull'altare maggiore, diede il nome a tutta la chiesa.

Chiesa di Sant'Eusebio

A un paio di chilometri, lungo la strada per Roma, si intravede la chiesetta romanica di Sant'Eusebio risalente al VII secolo: nell'interno (a tre navate con colonne sormontate da arcaici capitelli) si conservano alcuni affreschi, tra cui lUltima Cena (forse del XII secolo), Redentore benedicente tra gli evangelisti (XIII secolo) e una quattrocentesca Madonna col Bambino tra i santi Eusebio e Stefano (aggiunte nel XVII secolo).

Duomo (Santi Pietro e Caterina)

Il duomo, dedicato ai santi Pietro e Caterina, grande e maestoso, fu costruito nel 1671 su disegno del Rainaldi. In esso sono custodite numerose opere d'arte tra le quali spicca l'altare sinistro, realizzato con marmi policromi e ornato da una pala di Giuseppe Ghezzi raffigurante la Madonna del Rosario. Pregevole, infine, un trittico quattrocentesco di Gabriele di Francesco raffigurante il Santo Salvatore benedicente e posto sull'altare destro.

Chiesa di Sant'Andrea

Realizzata, probabilmente sulla base di un'antica chiesa detta San Leonardo, nel XII secolo in stile gotico, attualmente rimangono visibili solo dei frammenti di colonne e capitelli marmorei, la struttura esterna e il campanile fatto erigere dal conte Everso degli Anguillara nel 1436 per mano del maestro Galasto. È composto da piani con finestre in successione monofore, bifore e trifore e da un ultimo piano a pianta ottagonale, sulla porzione di facciata della chiesa ancora presente, composta da pietre a vista, è visibile lo stemma degli Anguillara.

Chiesa di Santa Maria della Pace Iniziata nel 1581 su richiesta del Cardinale Alessandro Farnese costruita dal Vignola. Ospita la parrocchia di Sant'Andrea, all'interno, a navata unica, si trovano il quattrocentesco affresco con la Madonna col Bambino e il tabernacolo in marmo bianco.

Architetture civili La Rocca ("I Torrioni")

Eretta nel medioevo dai Prefetti di Vico a guardia dell'unico accesso naturale alla città, nei secoli successivi mutò spesso proprietà, destinazione e forma. Fu appannaggio dei Conti degli Anguillara, dei Della Rovere e dei Farnese dal 1526 al 1649, sotto la proprietà dei Della Rovere la rocca subì i maggiori cambiamenti, in particolare tra il 1475 e il 1480 con la ristrutturazione voluta da papa Sisto IV ed affidata all'architetto fiorentino Giovanni Dolci che vi aggiunse il mastio circolare e le quattro torri fortificate agli angoli, che tra l'altro diedero al castello l'attuale nome popolare "I Torrioni".

Vi soggiornarono eminentissimi personaggi tra i quali papa Sisto IV e papa Paolo III, ma andò poi, nel 1649, in mano alla Santa Sede, che la cedette nel 1756 al genovese Girolamo Marè, il quale, pur impegnandosi alla sua conservazione ed all'abbellimento, la lasciò allo stato di abbandono.

Palazzo Comunale Terminato nel 1552, nel 1744 venne ristrutturato e vi fu aggiunto un orologio disegnato dall'architetto Sebastiano Cipriani, dal 1816 è sede dell'amministrazione comunale, che precedentemente trovava spazio in un palazzo medioevale. Al suo interno vi è custodito un sarcofago romano.

Fontana Grande o degli Unicorni Attribuita popolarmente al Vignola (architetto del Palazzo Farnese della vicina Caprarola, in realtà fu anch'essa commissionata dal cardinale Alessandro Farnese, che fece erigere anche il Palazzo Farnese), ma all'architetto Antonio Gentili da Faenza.

Costruita in pietra arenaria, presenta tre unicorni (spesso chiamati "cavalli marini") dalla cui bocca sgorga l'acqua che va a riempire le due vasche sottostanti.

Porta Romana

Costruita nel 1618 per volontà del cardinale Odoardo Farnese dal Vignola attualmente divide il centro storico della cittadina dalla zona sud, è stata spesso oggetto di modifiche, nel 1857 ad esempio venne aggiunta sulla sommità una torretta munita di orologio che venne poi rimossa nel 1954 per alleggerire il carico sulla struttura.

Casa museo della venerabile Mariangela Virgili

Si tratta della casa, ora trasformata in museo dai fedeli di Mariangela Virgili, terziaria carmelitana dell'Antica Osservanza, sulla cui persona è in corso un processo di beatificazione.

Il palazzo dei Virgili, posto nell'angolo più caratteristico di piazza degli Angeli, nel borgo medioevale, con lo stemma gentilizio sul frontale del portone d'ingresso, con il finestrone rinascimentale, i residui più antichi di una bifora e di una scalea, è uno dei monumenti più interessanti del centro storico di Ronciglione. Nel Seicento la famiglia Virgili era decaduta e il secondo piano del palazzo era abitato dalla famiglia della venerabile. Esiste ancora la cella (= recinto di legno) dove essa visse e morì. Nella sua casa le pareti sono ricoperte di un'insolita tappezzeria: si possono, infatti, ammirare svariate centinaia di ex voto in argento che rappresentano cuori, occhi ed altre parti anatomiche; poi tavolette e tele votive, album con fotografie di gente comune e di soldati di tutte le guerre, compresi quelli degli attuali contingenti in missione di pace. Dei numerosi registri, con le firme e le dediche dei visitatori, per alcune vicissitudini oggi ne rimangono solo cinque. Il più antico risale all'anno 1910.

Museo della vecchia ferriera

Museo a tema ambientato nella più vecchia ferriera del paese.

Museo della Tipografia e Stampa

Aree naturali Lago di Vico

Di grande interesse naturalistico, posizionato a nord di Ronciglione, il lago di Vico è probabilmente il meglio conservato tra i grandi laghi italiani di origine vulcanica, oltre ad essere il più alto d'Italia sul livello del mare. Incluso tra le aree di particolare valore naturalistico del Lazio, tra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale in Italia e parte della Riserva naturale del lago di Vico, consente lo sviluppo della vita di numerose e rare specie animali.

Formatosi dal riempimento di un cratere vulcanico si è vista dimezzata la superficie in epoca etrusca con la costruzione di un canale sotterraneo che, attraversando la montagna e gettando le acque del lago nel vallone formando il rio Vicano, ha permesso di rendere fertile un grande territorio.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2022 la popolazione straniera è di abitanti, pari all'11,25% dei residenti.

Tradizioni e folclore Carnevale di Ronciglione

Nato dalla tradizione del carnevale romano rinascimentale e barocco, il carnevale di Ronciglione rievoca nei suoi spettacoli gran parte della storia e della tradizione della cittadina. Dal teatro tradizionale alla cavalcata degli ussari che rivive una storica cavalcata dei soldati francesi del XIX secolo per le vie del paese.

Viene considerato tra i 10 carnevali più belli d'Italia.

Corse a Vuoto A Ronciglione viene corso annualmente il Palio Città di Ronciglione. Questa manifestazione viene anche comunemente chiamata corsa a vuoto, ovvero senza fantino.

Analogamente al Palio di Siena, le corse assumono il carattere di una disputa stracittadina. I nove rioni della città presentano ciascuno due cavalli, che si contendono il palio in due giorni di corse. Il primo giorno i diciotto cavalli corrono in tre "carriere" (batterie) separate, da sei cavalli ciascuna: i primi due di ogni batteria si sfideranno il secondo giorno, nella batteria finale da sei cavalli, il terzo e il quarto classificato di ogni batteria, daranno vita alla finale di consolazione.

I cavalli corrono scossi, ossia senza fantino, lungo le vie rinascimentali del paese, su un percorso in terra battuta, a norma con le leggi vigenti di tutela degli animali, oltrepassando una stretta porta, la curva del Gricio, considerata particolarmente spettacolare, e la faticosa salita di Montecavallo. I cavalli vengono allenati per tutto l'anno dai nove Rioni rivali.

La festa paesana si svolge in estate, in prossimità della festa del Santo Patrono, alle volte viene anticipata per necessità organizzative.

Festa di Santa Maria della Provvidenza