La Brigata alpina "Cadore" era una delle cinque brigate alpine dell'Esercito italiano. Stanziata con i suoi reparti nella provincia di Belluno e nella provincia di Vicenza, aveva il quartier generale nella città di Belluno. L'unità fu sciolta nel 1997, quando al comando c'era il generale Primo Gadia.
Storia Le origini La Brigata Alpina "Cadore" riallaccia le proprie origini alle antiche Milizie di Autodifesa del Cadore, formata da montanari e valligiani che volontariamente si riunivano a difesa della loro terra. Nel 1848, guidate dal patriota Pier Fortunato Calvi, le Milizie dimostrarono il loro valore nei combattimenti contro gli austriaci durante l'insurrezione del Cadore.
Con l'annessione al Regno d'Italia, prende sede nel 1872 a Pieve di Cadore la 14ª Compagnia Alpina. In seguito, con l'espansione delle Truppe Alpine, i cadorini e i bellunesi venivano tradizionalmente inquadrati nel 7º Reggimento Alpini e nei suoi storici Battaglioni "Feltre", "Pieve di Cadore", "Belluno", "Val Cismon", "Val Piave", "Val Cordevole", "Monte Pavione", "Monte Pelmo", "Monte Antelao" e "Monte Marmolada" oppure nel Gruppo Artiglieria da Montagna "Belluno" ed in seguito nel 5º Reggimento Artiglieria Alpina (Gruppo "Belluno", "Lanzo", "Val Piave" e "Val Brenta"). Particolarmente violenti furono i combattimenti sulla Marmolada dove gli austriaci avevano approntato appostamenti difensivi anche scavando caverne nei ghiacciai.Luciano Viazzi - Arturo Andreoletti Con gli alpini sulla Marmolada: 1915-1917 Edizioni Mursia ISBN 978-88-425-0868-7.
Inquadrati in tali reparti, le penne nere cadorine parteciparono a tutte le guerre della storia d'Italia, dalle Campagne d'Africa alla Grande Guerra, dalla Guerra d'Etiopia alla II Guerra Mondiale. Al termine dell'ultimo conflitto il 7º Alpini non viene immediatamente ricostituito, ma le tradizioni militari del Cadore sono comunque tenute vive dal Battaglione Alpini "Feltre", alle dipendenze della Brigata alpina "Julia".
Nel 1953, accogliendo le istanze delle popolazioni cadorine che chiedevano la ricostituzione del loro storico reggimento, viene disposta la costituzione della Brigata Alpina "Cadore" con alle proprie dipendenze, oltre al 7º Alpini, il 6º Artiglieria da Montagna, reggimento quest'ultimo che raccoglie le tradizioni degli artiglieri cadorini del vecchio 5º Reggimento.
Dalla costituzione agli anni settanta
Il 1º luglio 1953 si costituisce ufficialmente la Brigata Alpina "Cadore", al comando del generale Carlo Ravnich ma i suoi organici saranno via via completati soltanto nei mesi seguenti. Nel 1954, ancora in fase di formazione, reparti della Brigata sono mobilitati per l'emergenza di Trieste e inviati al confine orientale. Nello stesso anno, con solenne cerimonia in Piazza dei Martiri a Belluno, avviene la consegna delle Bandiere di Guerra ai suoi due reggimenti (7º Alpini e 6º Artiglieria da Montagna).
L'organico definitivo della Brigata prevedeva: Quartier Generale 7º Reggimento alpini (con Cp. Comando, 7ª Cp. Mortai, Battaglioni "Feltre", "Pieve di Cadore", "Belluno") 6º Reggimento Artiglieria da Montagna (con Rep. Comando, Gruppi "Lanzo", "Agordo", "Pieve di Cadore" e Contraerei) Compagnia Genio Pionieri Compagnia Trasmissioni Plotone Alpini Paracadutisti Servizi
Tale organico subirà negli anni numerosi aggiustamenti: nel 1957 viene sciolto il Gr. Artiglieria Contraerei nel 1957 viene costituito il Btg. Alpini da Posizione "Cadore" (poi XIX Alpini da Posizione poi XIX d'Arresto) nel 1957 i servizi sono riuniti nel Raggruppamento Servizi "Cadore" nel 1957 viene costituita la Sezione Aviazione Leggera "Cadore" nel 1963 il XIX Btg. Alpini d'Arresto diventa Btg. Alpini d'Arresto "Val Cismon" nel 1964 il Pl. Paracadutisti viene assorbito dalla costituenda Cp. Alpini Paracadutisti di Bolzano nel 1964 viene sciolta la 7ª Cp. Mortai Reggimentale nel 1966 la Sez. Aviazione Leggera diventa Reparto Aviazione Leggera.
Nel 1963, in seguito al disastro del Vajont, la Brigata interviene per prima a Longarone in soccorso alla popolazione colpita. Per l'impegno dimostrato durante tutte le operazioni di soccorso i reggimenti della "Cadore" vengono decorati con Medaglia d'Oro al Valor Civile. L'intervento della Brigata in pubbliche calamità si ripete nel 1966, in occasione delle violente alluvioni nel bellunese.
Per tutti gli anni sessanta, oltre alla normale attività addestrativa, la Brigata partecipa regolarmente alle operazioni di ordine pubblico in Alto Adige funestato dal terrorismo separatista.
Nel 1975, alla vigilia della ristrutturazione, la Brigata aveva la seguente struttura organica (tra parentesi le sedi stanziali dei reparti):
Quartier generale (Belluno) 7º Reggimento alpini (Belluno) Compagnia comando (Belluno) Battaglione alpini "Feltre" (Feltre e Strigno) Battaglione alpini "Pieve di Cadore" (Tai di Cadore e Pieve di Cadore) Battaglione alpini "Belluno" (Belluno e Agordo) Battaglione alpini d'arresto "Val Cismon" (Santo Stefano di Cadore) 6º Reggimento artiglieria da montagna (Belluno) Reparto comando (Belluno) Gruppo artiglieria da montagna "Lanzo" (Belluno) Gruppo artiglieria da montagna "Agordo" (Feltre) Gruppo artiglieria da montagna "Pieve di Cadore" (Bassano) Compagnia genio pionieri (Belluno) Compagnia trasmissioni (Belluno) Reparto aviazione leggera (Belluno) Raggruppamento servizi (Belluno) Compagnia comando (Belluno) Autoreparto (Belluno) Reparto rifornimenti recuperi e riparazioni (Belluno) Battaglione sanità (Belluno) Compagnia sussistenza (Belluno)
La ristrutturazione del 1975, gli anni ottanta
Nel 1975 l'Esercito Italiano è interessato da una profonda ristrutturazione, che prevede tra l'altro l'abolizione del livello reggimentale. Si assiste perciò al doloroso scioglimento del 7º Alpini e del 6º Artiglieria da Montagna, le cui Bandiere di Guerra vengono consegnate rispettivamente al Battaglione "Feltre" e al Gruppo "Lanzo".
Ulteriori provvedimenti che riguardano la Brigata sono la soppressione del Gruppo "Pieve di Cadore", il passaggio del RAL al costituendo 4º Raggr. ALE "Altair", la trasformazione del Raggr. Servizi in Battaglione Logistico, la costituzione della Compagnia Controcarri e la costituzione del Reparto Comando e Trasmissioni, che ingloba il Quartier Generale e la Cp. Trasmissioni. Il Btg. "Belluno" da reparto operativo diventa un Centro Addestramento Reclute. Il Btg. "Val Cismon" viene dapprima contratto a Compagnia autonoma e successivamente passa al Btg. "Val Brenta" della "Tridentina".
Al termine della ristrutturazione, l'organico della Brigata è quindi il seguente (tra parentesi la sede dei reparti): Rep. Comando e Trasmissioni "Cadore" (Belluno e Arabba) Btg. Alpini "Feltre" (Feltre e Strigno) Btg. Alpini "Pieve di Cadore" (Tai, Pieve e S.to Stefano di Cadore) Btg. Alpini "Belluno" BAR (Belluno) Gr. Artiglieria da Montagna "Lanzo" (Belluno) Gr. Artiglieria da Montagna "Agordo" (Bassano del Grappa) Cp. Controcarri "Cadore" (Belluno) Cp. Genio Pionieri "Cadore" (Belluno) Btg. Logistico "Cadore" (Belluno)
Nel 1976 la Brigata interviene in Friuli in soccorso delle popolazioni colpite dal terremoto, partecipando anche alla successiva opera di ricostruzione delle strutture. Ulteriori operazioni di soccorso si hanno nel 1980 in occasione del terremoto in Irpinia e in Basilicata e nel 1985 in seguito alla catastrofe della Val di Stava.
Gli anni novanta, lo scioglimento
Nel 1991 inizia un'altra ristrutturazione dell'Esercito, che porta ad un'ulteriore riduzione dei reparti e alla ricomparsa dei reggimenti, articolati però su un solo battaglione. Nell'ambito della "Cadore" vengono dapprima sciolti la Cp. Controcarri e il Gruppo "Agordo", quindi il Btg. "Belluno" viene trasformato in via sperimentale in 16º Reggimento "Belluno".
Nello stesso anno, durante la Guerra del Golfo, reparti della Brigata vengono schierati in Veneto e Puglia a presidio di obiettivi sensibili.
L'anno successivo viene ricostituito il 7º Rgt. Alpini (su base Btg. "Feltre"), il 12º Rgt. Alpini (su base Btg. "Pieve di Cadore") e il 6º Rgt. Artiglieria da Montagna (su base Gr. "Lanzo"). Nel 1993 la Cp. Genio Guastatori confluisce nel Rep. Comando e Trasmissioni, che diventa Rep. Comando e Supporti Tattici.
Dal punto di vista operativo gli anni '90 sono caratterizzati dalla partecipazione a numerose operazioni di ordine pubblico e controllo del territorio: "Vespri Siciliani" in Sicilia, "Riace" in Calabria e "Forza Paris" in Sardegna. Continuano anche gli interventi di soccorso per pubbliche calamità, in particolare nel 1994 nel Piemonte alluvionato.
Nel 1995, con lo scioglimento del 6º Rgt. Artiglieria da Montagna, iniziano a farsi sentire le prime avvisaglie di un prossimo scioglimento della Brigata. Nel frattempo viene contratto a quadro il 12º Rgt. Alpini e sottoalimentati gli altri reparti.
Dopo una solenne cerimonia tenutasi il 31 gennaio 1997 in Piazza dei Martiri a Belluno, il 31 gennaio viene sancito ufficialmente lo scioglimento della Brigata Alpina "Cadore" e contestualmente del suo Rep. Comando, del Btg. Logistico e del 12º Alpini. Rimangono in vita il 7º Alpini e il 16º "Belluno", che passano alle dipendenze della Brigata Alpina "Julia".
Nel 2004 anche il 16º "Belluno" viene soppresso. Rimane in vita ad oggi il solo 7º Alpini, che trasferitosi nella storica sede di Belluno, continua a tramandare le tradizioni della disciolta Brigata Alpina "Cadore".
Sedi e distaccamenti La Brigata Alpina "Cadore" aveva il comando a Belluno ed i reparti di stanza nella provincia e nelle zone limitrofe, in particolare nel Cadore, regione storica da cui la Brigata prende il nome.
Di seguito un elenco indicativo delle località e delle caserme che hanno ospitato nel corso degli anni reparti della Cadore, nonché delle aree addestrative, polveriere e altri siti che, pur non essendo di esclusiva pertinenza della Brigata, venivano spesso utilizzati dalla stessa
in provincia di Belluno: Valle del Mis Belluno - caserma "Fantuzzi", Rep. guastatori Cadore Belluno - caserma "Salsa" Belluno - caserma "D'Angelo" Belluno - caserma "Toigo" Belluno - caserma "Piave" Belluno - aerocampo "Dall'Oro" Agordo - caserma "22 marzo 1848" Arabba - caserma "Gioppi" Danta di Cadore - deposito munizioni e esplosivi "Piani di Danta"2 Domegge di Cadore - deposito materiali del genio militare Feltre - caserma "Zannettelli" Feltre - deposito munizioni e esplosivi "San Silvestro" Laggio di Cadore - deposito munizioni e esplosivi "Col Piccolo" Passo di Monte Croce di Comelico - casermetta di confine e fortificazioni permanenti dello sbarramento passo monte Croce Comelico Passo San Pellegrino - poligono addestrativo Pian Cansiglio - caserma "Bianchin" (area addestrativa ex base missilistica AM) Pieve di Cadore - caserma "Buffa di Perrero" Santo Stefano di Cadore - caserma "Calbo" Tai di Cadore - caserma "Calvi" Tai di Cadore - deposito munizioni e esplosivi "Monte Zucco" Tai di Cadore - deposito carburanti media capacità "Nebbiu" Val Gallina - poligono addestrativo e palestra di roccia Valle di Schievenin - palestra di roccia Valle del Mis - poligono addestrativo Val d'Oten - poligono addestrativo
in provincia di Vicenza: Bassano del Grappa - caserma "Monte Grappa" Cassola - caserma "San Zeno" Valle Santa Felicita - poligono addestrativo e palestra di roccia
in provincia di Trento: Strigno - caserma "Degol"
in provincia di Bolzano: Braies - casermetta di confine e fortificazioni permanenti dello sbarramento di Braies Passo Cimabanche - deposito munizioni e esplosivi "Rio Freddo" Landro - casermetta di confine e fortificazioni permanenti dello sbarramento della Val di Landro
Reparti appartenuti alla Brigata Il Reparto Comando
Il Centro Addestramento Reclute