Fiat S.p.A., nota anche come Gruppo Fiat, è stata la più grande impresa industriale italiana e contemporaneamente una tra le aziende più antiche dell'industria automobilistica europea. Il quartier generale della società era a Torino, ma il Gruppo con i suoi 188 stabilimenti, in cui erano occupati più di 190 000 dipendenti, era presente in 50 paesi del mondo e intratteneva rapporti commerciali con clienti in oltre 190 nazioni.

Il core business della società era focalizzato sul settore automotoristico: nel 2009, ultimo anno fatturato, il gruppo ha prodotto più di due milioni di automobili e veicoli commerciali, più di 100 000 veicoli industriali e migliaia di macchine per l’agricoltura e le costruzioni, per un fatturato che ha raggiunto i 50,1 miliardi di euro.

Il 1º gennaio 2011 è avvenuta la riorganizzazione dei settori motoristici con lo scorporo parziale da Fiat della produzione di macchine agricole e industriali, cosa che ha portato alla formazione di Fiat Industrial.

Il 12 ottobre 2014, a seguito del completamento dell'acquisizione di Chrysler Group da parte del Gruppo Fiat, nasce Fiat Chrysler Automobiles (FCA).

Storia Fondazione della Fabbrica Italiana Automobili Torino

L'11 luglio del 1899 a Torino e con capitale di 890.000 lire fu fondata la Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili – Torino per iniziativa, fra gli altri, del conte Biscaretti di Ruffia, del marchese Alfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia, del conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, degli avvocati Cesare Goria Gatti, Lodovico Scarfiotti e del cavalier Giovanni Agnelli, uniti dalla comune passione per i motori che riuscirono a convincere una trentina di notabili e aristocratici piemontesi a rilevare la "Ceirano", una piccola azienda artigianale che aveva realizzato una "vetturella a motore" di notevole livello tecnico, per trasformare quell'idea in un'impresa industriale. La notizia della fondazione della nuova azienda automobilistica fu ripresa il giorno dopo dal quotidiano torinese La Stampa che, fra le altre cose, scriveva in un articolo premonitore che «parecchie ordinazioni sono già pervenute alla Società e l'industria sembra destinata ad un grande sviluppo ed a un fiorente avvenire».

Qualche mese più tardi, su suggerimento dello stesso Goria-Gatti, la ragione sociale venne modificata in Fabbrica Italiana Automobili Torino per dar vita alla sigla Fiat, parola in lingua latina dal benaugurante significato «che sia!»Dal fondo di Cesare Goria Gatti su L'Automobile del 15 ottobre 1899: «...oltre a racchiudere le iniziali della ragione sociale e della città che ne è sede, suona buon augurio di questo meccanismo che si presenta sotto così buoni auspici e con tali ottime prove...».

Nel 1900 venne inaugurato il primo stabilimento, in cui lavoravano 35 operai e si producevano 24 vetture l'anno. Nel 1902 Giovanni Agnelli diventa amministratore delegato e arriva la prima affermazione della casa nelle competizioni sportive in una gara locale. L'anno successivo la Fiat viene quotata in Borsa. Dopo la prima automobile, la 4 HP, escono la 8, 10 e 12 HP, la 24 HP Corsa, la 60 HP (disponibile anche con sette posti), la 100 HP e la 130 HP capace di raggiungere i 160 chilometri l'ora. Fiat avvia anche la produzione di autocarri, autobus, tram, battelli, motori marini e aeronautici e le esportazioni di automobili raggiungono la Francia, la Gran Bretagna, l'Austria, l'America e l'Australia.

Durante la prima guerra mondiale

Nel 1910 nascono sei nuovi modelli, la produzione cresce, si diversifica e l'azienda ha bisogno di nuovi spazi: nel 1916 inizia la costruzione della fabbrica del Lingotto, la più grande d'Europa per l'epoca, che entrerà in funzione nel 1923. In quegli anni Fiat amplia le proprie attività nel settore siderurgico, ferroviario e in quello elettrico. Viene aperta una succursale in Russia e presentata la Fiat Zero 12-15 HP, prima vettura di cilindrata ridotta costruita in serie: oltre duemila esemplari. Si moltiplicano, inoltre, le vittorie sportive: oltre al record di velocità stabilito dalla S 76, le auto Fiat trionfano nel Gran Premio d'America e nella 500 Miglia di Indianapolis. La Grande Guerra, però, costringe l'azienda a convertire parte della produzione alle esigenze belliche, ma nel ’19, appena terminato il conflitto, vengono lanciati vari nuovi modelli di autovetture: vengono presentate l'utilitaria 501, la 505, la 510 e il primo trattore, il 702.

Anni venti

Nel 1920 Giovanni Agnelli diventa presidente della Fiat e nel 1923 viene inaugurata la fabbrica del Lingotto, in cui compare la linea di montaggio, simbolo dell'avvio della produzione di massa. Nel 1925 la Fiat dà vita alla SAVA, società di credito al consumo, con lo scopo di favorire la vendita rateale delle automobili. Dallo stabilimento del Lingotto la Fiat inizia a sfornare tanti nuovi modelli: dalla "Super Fiat", unica vettura con motore 12 cilindri a V costruita dall'azienda, alla "519", una sei cilindri di gran lusso. Nel ’25 è la volta della "509", poi la "503" con la carrozzeria mista in legno e metallo. Nel ’27 la "520" propone la guida a sinistra e nel ’28, prima al mondo, l'azienda adotta di serie la testa cilindri in alluminio sui motori per auto. Nel 1929 arrivano le utilitarie "514" e "525" ed esordisce il furgoncino "1014", sei ruote e doppia trasmissione. Per tutto il decennio continua l'impegno di Fiat anche negli altri settori: nasce l'autocarro "505 F" e il biplano AL, primo aereo civile Fiat che riceve il battesimo dell'aria nel 1922. Importanti anche le novità societarie: nasce l'IFI (Istituto Finanziario Industriale) e nel 1926 viene acquistato il quotidiano La Stampa. Sono attivate le prime iniziative sociali per i dipendenti che vanno dall'assistenza sanitaria alle colonie per le vacanze dei bimbi.

Anche la produzione di autobus e filobus vede un forte incremento, che porta Fiat alla costituzione di società di scopo per l'esercizio di reti urbane ed extraurbane come la Società Trasporti Urbani (STU) di Milano, del 1935 e la Società Italiana Trasporti Automobilistici (SITA) di Firenze, del 1912.

Anni trenta

Negli anni trenta subiscono un notevole sviluppo tecnologico gli autocarri e i veicoli industriali. Crescono il settore aereo e quello ferroviario. Questo decennio è contrassegnato da una forte espansione all'estero: le vetture Fiat sono costruite su licenza in Francia, Spagna e Polonia e iniziano a nascere centri di assistenza e officine in vari paesi del mondo.

La spinta internazionale è rallentata dall'ascesa di Mussolini ma l'azienda, grazie a una serie di acquisizioni in Italia, riesce a rafforzare la propria struttura industriale. Sul fronte dei prodotti, sono commercializzate altre 15 vetture, alcune delle quali sono pietre miliari nella storia dell'automobilismo: dalla popolare Balilla, alla lussuosa 518, alla 500 Topolino, la più piccola utilitaria al mondo e la 1100 “musone”.

A maggio del 1939 viene inaugurato a Torino l'apertura dello stabilimento Mirafiori, che occupa 22 000 dipendenti su due turni. Entrano in produzione anche nuovi autocarri come il 621 e il 634. Nel 1930, nasce la Littorina, prima automotrice realizzata nel mondo. Nel ’32 è la volta del trattore 700C e nel ’39 del 40 Boghetto, dotato di motore che può funzionare con carburanti diversi: nafta, petrolio, benzina, metano e alcool. Il decennio si chiude con l'assunzione da parte di Vittorio Valletta dell'incarico di amministratore delegato, ufficio che gestirà in solido con il senatore Agnelli fino al 23 febbraio 1943, giorno in cui l'anziano fondatore inizierà il suo graduale ritiro dall'azienda, conservando la sola presidenza e inserendo nel consiglio d'amministrazione il nipote Gianni.Alberto Mazzuca, Giancarlo Mazzuca, La FIAT da Giovanni a Luca: un secolo di storia sotto la dinastia Agnelli, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2004, pag.135

La ripresa dopo la seconda guerra mondiale

Con l'entrata in guerra dell'Italia, la Fiat deve convertire la sua produzione per fini bellici: si riduce drasticamente il numero delle auto costruite, da 53 000 del '39 a 3.700 del ’45 e cresce di cinque volte quello dei camion. A cui si aggiungono mezzi corazzati, aeroplani e motori marini. Nel corso del conflitto gli stabilimenti subiscono gravi danni, ma la produzione non si ferma. Per far fronte al difficile momento, la Fiat distribuisce ai dipendenti fino a centomila pasti al giorno e procura scarpe, vestiti e legna da ardere. Nonostante le difficoltà, l'azienda guarda al futuro: nel 1940 l'autotreno ATR 016 con motore diesel conquista, a 160 chilometri l'ora, il record mondiale di velocità nella categoria. Due anni dopo nasce il trattore 700D a ruote e, nel ’44, il modello 50 a cingoli. Il prototipo di quest'ultimo si salva dalla requisizione tedesca perché viene nascosto sotto terra, vicino allo stabilimento di Modena. Nell'aprile del '45 arriva la pace. Nello stesso anno muore il senatore Agnelli e Vittorio Valletta diventa presidente. La Fiat riprende l'attività, dagli stabilimenti escono la "500B" berlinetta e giardinetta, le rinnovate 1100 e 1500 e la sportiva 1100 S. Continua anche la produzione di nuovi autocarri e autobus, potenti trattori, automotrici, aeroplani e grandi motori navali. I dipendenti sono ormai 71 000. Gli utili, azzerati dopo il '43, ricominciano a crescere. La Fiat diventa uno degli attori principali della ricostruzione del paese.

La ricostruzione e il boom economico

Negli anni del miracolo economico italiano, l'industria automobilistica è uno dei principali motori di sviluppo: nel 1949 c'è una vettura ogni 96 abitanti, che diventa una ogni 11 nel ’63. In dieci anni (1949-1959) i dipendenti dell'azienda torinese arrivano a 85 000 e la produzione di automobili cresce di sei volte: da 71 000 a 425 000 unità l'anno. Nel 1953 esce la 1400, prima vettura diesel italiana, nel 1955 viene presentata la Fiat 600, utilitaria di cui saranno costruite oltre 4 milioni di unità e due anni dopo sarà la volta della nuova 500. Molto ammirate anche le auto ad alte prestazioni, come la 8V che raggiunge i 200 chilometri l'ora e il prototipo a turbina di due anni dopo che sfiora i 250 chilometri orari: una novità assoluta in Europa. Tante le novità anche negli altri settori: nel 1951 entra in servizio il transatlantico Giulio Cesare con motore Fiat e nello stesso anno viene realizzato il primo velivolo militare italiano a reazione, il G 80. Nel ’56 il caccia tattico G 91 vince il concorso NATO e l'anno successivo viene presentato l'elicottero 7002. Fiat comincia a costruire anche macchine movimento terra e aumenta di tredici volte la produzione di trattori: da poco più di 1.800 a 22.600 esemplari l'anno. Entra in produzione un nuovo modello di camion 682 N che sarà fabbricato per un quarto di secolo.

Il rafforzamento della struttura industriale