A lui è attribuita l'introduzione dell'organo moderno in Italia.
Biografia
Apprese i primi rudimenti dal padre organista e a 17 anni entrò come apprendista nella bottega dell'organaro William Sweetland di Bath dove imparò l'arte organara con assiduità e perizia. In seguito allievo di Aristide Cavaillé-Coll, Trice apprese da lui le diverse tecniche di produzione in uso in Francia e Inghilterra, ma non praticate in Italia.
Si trasferì a Genova, saltuariamente dal 1876 e definitivamente nel 1880, per motivi di salute e di lavoro, con l'iniziale intenzione di dedicarsi al commercio di carbone, ma su consiglio del suo maestro Sweetland e dell'organologo genovese Remondini iniziò una piccola attività di costruzione di organi la quale crebbe rapidamente e con successo, grazie alla qualità della produzione ed anche alla notorietà internazionale dei suoi innovamenti, cosa che lo portò a instaurare una vera e propria fabbrica a Quarto dei Mille. Il grande fabbricato (tuttora esistente e ristrutturato ad altri usi) ha una struttura architettonica sviluppata in altezza, tutto ad archi, volte e nicchie, ad imitazione dell'interno di una cattedrale, con grandi spazi per l'assemblaggio degli strumenti ma anche per poter provare gli organi in un ambiente il più possibilmente simile a quello per cui erano destinati ed anche in grado anche di ospitare grandi concerti come quello riportato dalle cronache dell'epoca del 3 luglio 1892, con la partecipazione di artisti di fama internazionale quali il violinista Camillo Sivori. Tra gli altri realizza nel 1890 l'organo della Chiesa dell'Immacolata, rivoluzionario nel campo dell'organistica italiana e che contribuì all'avvento della riforma ceciliana, e l'organo della cappella dell'Ospedale Galliera, non più esistente ma noto per essere stato il primo a organo italiano a trasmissione elettrica. Le novità introdotte riguardavano principalmente i somieri a pistoni, che utilizzavano la leva barker, un dispositivo che sfruttava l'aria compressa per il movimento di meccanismi complessi e venne brevettato il 5 maggio 1882 come "Somiere Trice". Di notevole importanza negli organi costruiti da Trice erano anche i registri.
La fiorente attività di Trice a Genova Quarto, e del socio Pietro Anelli subentrato nel 1893, continuò fino al 1897, declinando a causa dell'elevato costo della produzione dovuto alla complessità degli organi realizzati con conseguente calo di commesse a favore degli organi tradizionali italiani, nonché per l'ostracismo di certi ambienti clericali dovuto alla sua fede protestante, infine vendette la fabbrica a Carlo Vegezzi Bossi.
Tra i suoi allievi e collaboratori che effettuarono manutenzione ai suoi pezzi, si può menzionare l'organaro veronese Domenico Farinati.
Note
Bibliografia AA.VV., Enciclopedia Italiana, vol. XXV, Roma, 1935 Corrado Moretti, L'organo italiano, Casa Musicale Eco, Monza Maurizio Tarrini, La fabbrica d'organi di William George Trice a Genova (1881-1897), Savona, Editrice Liguria, 1994.
Collegamenti esterni
Categoria:Archeologia industriale in Liguria