Biografia La carriera iniziale Nasce in un minuscolo comune dell'Alvernia, e per tutta la vita conserverà solidi legami con la sua regione. I suoi genitori, Léon Pompidou (1887-1969), e Marie-Louise Chavagnac (1886-1945) sono una coppia d'insegnanti elementari. Il padre diventerà in seguito professore di spagnolo nelle scuole medie, e a ottant'anni deciderà di imparare l'italiano per poter leggere Dante in originale.Frédéric Abadie - Jean-Pierre Corcelette, Georges Pompidou, 1994, pag. 14. Diventò in seguito anche consigliere municipale di Albi ed insignito della Legion d'Onore. Anche la sorella minore Madeleine (1920-2014) e suo cognato Henri Domerg (1922-2015), furono docenti di lettere classiche. Studente brillante, compie gli studi superiori al liceo Lapérouse di Albi. Ottiene il primo premio nella versione di greco al Concorso generale indetto nel 1927 dal Ministero dell'Educazione Nazionale e le classi preparatorie al liceo Pierre-de-Fermat di Tolosa e al liceo Louis-le-Grand di Parigi, completando la sua formazione presso l'École Normale Supérieure e presso l'École libre des sciences politiques (progenitrice dell'attuale Institut d'études politiques de Paris). Partecipa quindi al concorso per l'agrégation in lettere, conquistando il primo posto.Eric Roussel, Georges Pompidou, 2004, pagg. 32-46.

Il 29 ottobre 1935 sposa Claude Cahour (Château Gontier, Mayenne, 13 novembre 1912 - Parigi, 3 luglio 2007). Non avendo figli, la coppia adotta Alain Pompidou (Parigi, 5 aprile 1942), futuro medico e professore universitario e deputato europeo per due legislature.

Georges Pompidou insegna dal 1935 al 1938 presso il liceo Saint-Charles di Marsiglia e dal 1938 al 1944 presso il liceo Henri-IV di Parigi, città nella quale si stabilisce definitivamente nel 1938. All'indomani della Liberazione di Parigi nell'agosto 1944 si mette in contatto con l'entourage di de Gaulle, offrendosi come collaboratore. Lascia quindi l'insegnamento ed entra nel gabinetto di de Gaulle, Presidente del Consiglio dal 10 settembre 1944 al 20 gennaio 1946. Il 30 giugno 1946 entra al Consigliere di Stato, e nell'aprile 1948 è nominato capo di gabinettoChef de cabinet, da non confondersi con il directeur de cabinet, figura corrispondente al capo di gabinetto in Italia. del generale de Gaulle. Pompidou ha l'incarico di gestire in prima persona tutte le questioni politiche che de Gaulle non vuole affidare all'organigramma del RPF, il partito del generale. Tra le sue mansioni, la cura della fondazione Anne de Gaulle.Foccart parle - Entretiens avec Philippe Gaillard - 1 (1995). Nel maggio del 1953 lascia temporaneamente l'attività politica per diventare direttore generale della Banca Rothschild, incarico che manterrà fino al maggio 1958.

Primo ministro

Il 1º giugno 1958 De Gaulle, tornato al potere come Presidente del Consiglio, lo nomina direttore di gabinetto. Rimanendo nell'ombra, Pompidou è uno dei tessitori dell'avvento della Quinta Repubblica francese. Dopo l'insediamento di De Gaulle alla Presidenza della Repubblica l'8 gennaio 1959 torna a lavorare per la Banca Rothschild, e il 5 marzo dello stesso anno è nominato da De Gaulle, membro del Consiglio costituzionale.Dopo l'elezione di De Gaulle, Pompidou aveva preferito defilarsi, non volendo proseguire l'attività politica in un ruolo secondario. La sua aspirazione, infatti, era di diventare Primo Ministro, cosa che si concretizzerà tre anni più tardi. Tant'è che tre mesi prima di ricevere l'incarico, Pompidou rifiuterà il ministero delle Finanze offertogli dall'allora Primo ministro Michel Debré. Su mandato di De Gaulle, entra in contatto con il FLN e partecipa alle discussioni a Neuchâtel e a Lucerna nel corso delle quali vengono predisposti gli accordi di Évian.Trattative tra il governo francese e il governo provvisorio della Repubblica algerina che portarono alla fine della guerra d'Algeria. Il 14 aprile 1962, dopo l'approvazione per via referendaria degli accordi di Évian, è nominato Primo ministro.

È il primo caso nella storia della Quinta Repubblica francese di nomina di un Primo ministro che non è mai stato parlamentare (i successivi saranno quello di Raymond Barre nel 1976 e quello di Dominique de Villepin nel 2005). Mantenendo l'incarico ininterrottamente fino al 10 luglio 1968, è stato anche il Primo Ministro rimasto più a lungo al potere (sei anni e tre mesi), venendo riconfermato da De Gaulle dopo le elezioni legislative del 1962 e del 1967. Alle elezioni legislative del marzo 1967 e a quelle anticipate del giugno 1968 è eletto deputato all'Assemblée Nationale per il collegio del Cantal.

Il "Maggio francese" e lo sciopero generale Padroneggia la situazione durante i moti studenteschi del maggio 1968. A differenza di De Gaulle, ritiene inopportuna una repressione violenta della contestazione studentesca, prevedendo - a ragione - che l'ondata di protesta si sarebbe esaurita nel giro di pochi giorni: di qui la decisione di accettare le rivendicazioni degli studenti, facendo riaprire la Sorbona e mettere in libertà i ragazzi arrestati. Per far uscire la Francia dalla paralisi causata dagli scioperi in massa proclamati in conseguenza della protesta studentesca, il 26 maggio 1968, dopo una discussione durata ininterrottamente 48 ore, conclude con le principali organizzazioni sindacali gli "accordi di Grenelle" (tra i collaboratori che lo affiancheranno durante le trattative sfiancanti ci furono Édouard Balladur e Jacques Chirac) che hanno l'obiettivo - non raggiunto a causa del dissenso della base sindacale che respinge l'accordo - di riportare la pace sociale nel paese.

In assenza di De Gaulle, che il 29 maggio si reca di nascosto a Baden Baden con l'intenzione - presto rientrata - di abbandonare la Francia (secondo il generale Alain de Boissieu, genero di de Gaulle, quest'ultimo avrebbe preso in considerazione varie ipotesi, fra cui quella di trasferire il governo a Strasburgo o a Metz, al confine con la Germania OvestDall'intervista rilasciata nel corso della trasmissione Dècisions sécrets - L'étrange voyage du général de Gaulle, andata in onda su TF1 l'11 agosto 1994; secondo Jacques Foccart, invece, de Gaulle si sarebbe recato a Baden Baden al solo scopo di conferire con il generale Jacques Massu allora di stanza nello Stato tedescoFoccart parle - Entretiens avec Philippe Gaillard, 1995, pagg. 409 e segg.), per alcune ore Pompidou ha interamente nelle sue mani il governo del paese. Il 31 maggio, all'indomani del rientro di De Gaulle a Parigi, promuove una manifestazione gollista di massa sull'avenue des Champs-Élysées.

Il 24 maggio De Gaulle aveva annunciato l'indizione di un referendum che avrebbe attribuito al governo il potere di introdurre la partecipazione sociale. Ma mettendo sul piatto della bilancia le sue dimissioni, il 30 maggio Pompidou lo convinse a rinunciare alla consultazione popolare e a sciogliere l'Assemblée nationale eletta l'anno precedente, nella quale il movimento gollista insieme ai partiti alleati aveva la maggioranza per un solo voto. La determinazione del Primo ministro viene premiata dai francesi, giacché alle elezioni anticipate del giugno 1968 il movimento gollista conquista una maggioranza schiacciante all'Assemblée nationale. Il voto appare chiaramente come un'adesione in massa alla linea del Primo ministro, tuttavia Pompidou - che come consuetudine dopo la ricostituzione dell'Assemblée nationale ha rassegnato le dimissioni - è costretto a cedere il posto di capo del governo a Maurice Couve de Murville: per Alain Peyrefitte, prima ancora del maggio 1968 tra De Gaulle e Pompidou erano sorte delle divergenze, delle quali quest'ultimo non faceva mistero con il suo entourage.

Il complotto ai suoi danni L'affaire Marković Dopo le dimissioni da Primo ministro, Georges Pompidou deve affrontare una violentissima campagna diffamatoria orchestrata ai suoi danni fin dall'ottobre 1968 da alcuni esponenti del movimento gollista, con la complicità accertata di elementi dei servizi segreti francesi dell'epoca. Si tratta del ritrovamento, avvenuto proprio nell'ottobre di quell'anno, del cadavere di Stevan Marković, un giovane guardaspalle del noto attore Alain Delon, legato alla malavita. Nel corso delle indagini, furono messe in circolazione delle voci e dei fotomontaggi volti a coinvolgere suo malgrado la moglie di Pompidou in un giro di festini erotici.

L'estraneità di Claude Pompidou fu ampiamente dimostrataLe vicende del caso Markovic sono ripercorse in dettaglio e con ricchezza di documentazione nelle due principali biografie dello statista: Eric Roussel, Georges Pompidou (in particolare al capitolo La rupture et le montage) e Frédéric Abadie-Jean-Pierre Corcelette, Georges Pompidou (in particolare al capitolo La vengeance et le complot). Ad anni di distanza, in occasione di numerose interviste e di alcune trasmissioni televisive i protagonisti della vicenda, primo fra tutti il maggiore indagato, il noto gangster François Marcantoni (1920-2010), hanno insistito nel sostenere la tesi del complotto ai danni di Pompidou., ma il responsabile dell'omicidio e il movente del medesimo non saranno mai accertati. In quel frangente, i rapporti con De Gaulle e con il suo entourage subiscono un'ulteriore incrinatura: Pompidou proverà un forte scoramento per via dello scarso sostegno ricevuto dal generale nei giorni dellaffaire Markovic; dal suo canto, De Gaulle si risentirà per una dichiarazione rilasciata a Roma dall'ex Primo ministro nel gennaio 1969 a proposito di una sua eventuale candidatura all'Eliseo.

Conseguenze: le norme sulla privacy Una volta eletto presidente della Repubblica, affida ad Alexandre de Marenches il compito di bonificare i servizi segreti allontanando i personaggi di dubbia reputazione. Nel 1970 promuove l'emanazione di una normativa che dà ampi e straordinari poteri al giudice nel reprimere qualsiasi violazione della privacy. Da allora, sono previste forti pene pecuniarie e detentive (oggi fino ad un anno di carcere) per chi attenta alla vita privata delle persone pubblicando, senza il consenso dell'interessato, frasi pronunciate in contesti privati e confidenziali e/o registrando immagini e conversazioni avvenute in luogo privato. Il commercio e la detenzione di materiale atto ad effettuare registrazioni di suoni o riprese d'immagini a distanza sono assoggettate ad autorizzazione ministeriale.Bruno Vespa, Donne di cuori, Milano, Ed. Mondatori, 2009. ISBN 978-88-04-59362-1. p. 195

Presidente della Repubblica Dopo le dimissioni rassegnate da De Gaulle il 28 aprile 1969 in conseguenza del risultato del referendum sulla riforma del Senato e delle Regioni, Pompidou si presenta alle elezioni presidenziali. A sostenere la sua candidatura, oltre al partito gollista, i Repubblicani Indipendenti di Valéry Giscard d'Estaing e alcuni esponenti centristi come René Pleven, Joseph Fontanet e Jacques Duhamel. Al primo turno, che ha luogo il 1º giugno 1969, arriva in testa con voti (44,5 %) davanti al presidente del Senato Alain Poher (23,3 %) e al segretario del PCF Jacques Duclos (21,3 %). Il candidato socialista, Gaston Defferre, ottiene solo voti (5,01 %). Il 15 giugno 1969, al secondo turno, Georges Pompidou è eletto presidente della Repubblica con voti (58,21 %), battendo Poher che ne ottiene (41,79 %). Il 20 giugno s'insedia alla presidenza della Repubblica e l'indomani nomina Primo ministro Jacques Chaban-Delmas, rappresentante l'ala riformista del gollismo.

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