La Luna nella fantascienza compare fra le mete più antiche dei viaggi immaginari fuori dalla Terra: nella narrativa fantastica e fantascientifica, nel cinema, nel fumetto, nell'animazione e in altri media può essere un mondo abitato, una meta di esplorazione scientifica, una colonia umana, una rovina aliena o una minaccia per la Terra. Il viaggio lunare ha una lunga tradizione letteraria, sviluppatasi dalla satira sociale fino a diventare uno dei temi ricorrenti della fantascienza. La Luna è presente anche in una storia culturale più ampia, che comprende le arti figurative, la musica e la divulgazione scientifica.
Tra Cinquecento e Seicento, con la nuova astronomia e le osservazioni telescopiche, diversi racconti descrissero la Luna anche come un mondo con una superficie osservabile, abitabile o raggiungibile; nell'Ottocento molti racconti portarono i viaggiatori sulla Luna con palloni, cannoni e macchine volanti, fino ai racconti novecenteschi costruiti attorno ai razzi e al volo spaziale.
La missione Apollo 11 del 1969 realizzò il primo allunaggio umano: il viaggio verso la Luna, prima immaginato in libri e film, divenne un fatto storico seguito in televisione. Nelle storie successive di fantascienza, il satellite ospitò basi e colonie, racconti e romanzi di fantascienza hard, cioè attenti alla precisione scientifica e tecnica, trame su reperti extraterrestri, installazioni militari o sfruttamento economico.
Viaggi sulla Luna e primi allunaggi Dalle origini al Seicento
Nella narrativa greca di età imperiale la Luna è già il luogo di avventure fantastiche: Le incredibili meraviglie al di là di Thule (τῶν ὑπὲρ Θούλην ἀπίστων λόγοι κδʹ) di Antonio Diogene è noto solo per testimonianza indiretta, mentre due testi del II secolo d.C. di Luciano di Samosata, lIcaromenippo e La storia vera, usano il viaggio oltre la Terra come parodia dei filosofi, dei geografi e dei racconti meravigliosi. NellIcaromenippo Menippo raggiunge la Luna con ali ricavate da un'aquila e da un avvoltoio e, seduto sul satellite, osserva dall'alto la piccolezza della Terra e la vita degli uomini. Ne La storia vera la nave del narratore è sollevata da un turbine, viaggia per sette giorni nell'aria e approda sulla Luna, dove il re Endimione è in guerra con gli abitanti del Sole per la colonizzazione di Espero, identificato con Venere. Nel Rinascimento italiano la Luna compare anche nel viaggio di Astolfo dellOrlando furioso (1516), dove il personaggio raggiunge la Luna sul carro di Elia per recuperare il senno perduto da Orlando.
Nel primo Cinquecento, il Somnium (1541) di Juan Maldonado riprese dalla Divina Commedia l'idea di un viaggio verso i cieli guidato da una figura femminile e la usò in due racconti latini: il primo descrive una popolazione della Luna, mentre il secondo presenta una società del Nuovo Mondo. Nel racconto il narratore sogna un'ascesa iniziata a Burgos nella notte tra il 14 e il 15 ottobre 1532, mentre attende l'apparizione della cometa di Halley e viene accompagnato da una guida femminile modellata su Beatrice nella Commedia. Sulla Luna la guida critica l'ingiustizia subita dalle figlie nella successione ereditaria e difende la sapienza femminile. Il testo spiega le macchie visibili dalla Terra e presenta la Luna come un mondo abitato da una società propria.
Le teorie astronomiche di Copernico, Tycho Brahe e Galileo Galilei ispirarono, nel Seicento, racconti sulla Luna che mostrarono anche la Terra vista dal satellite. Nel Somnium (1634) di Giovanni Keplero, il viaggio avviene in sogno e il protagonista è portato sulla Luna da demoni; dalla Luna la Terra e il cielo appaiono diversi da come li vede un osservatore terrestre. In The Man in the Moone (1638) di Francis Godwin, il protagonista è trasportato verso la Luna da uccelli; dalla Luna osserva la rotazione terrestre e incontra una società abitata da cristiani, guidata da un sovrano e organizzata con leggi e costumi propri. Le osservazioni telescopiche del Sidereus nuncius (1610) di Galileo mostrarono montagne e irregolarità sulla superficie della Luna e diedero forza all'idea che il satellite potesse essere abitabile, anche se lo scienziato non sostenne l'esistenza di vita sulla Luna. The Discovery of a World in the Moone (1638) di John Wilkins presentò la Luna come un mondo probabilmente abitabile; nell'appendice dell'edizione ampliata del 1640 Wilkins suggerì che un uomo potesse essere portato sulla Luna da un grande uccello oppure da una macchina volante. In L'altro mondo ovvero Stati e imperi della Luna (L'autre monde ou Les états et empires de la lune, 1657) di Savinien Cyrano de Bergerac, il narratore tenta più volte di salire verso la Luna e vi giunge dopo un lancio accidentale da una macchina fornita di razzi; sulla Luna gli abitanti lo considerano un animale e presentano costumi e credenze diversi da quelli europei. Iter lunare (1703) di David Russen propose invece come mezzo di trasporto una molla gigantesca.
Dal viaggio satirico al romanzo scientifico
Nel Settecento numerosi autori usarono il viaggio sulla Luna per ambientarvi satire politiche e sociali e descrissero con maggiore attenzione i mezzi usati per arrivarci. The Consolidator (1705) di Daniel Defoe descrive un veicolo volante meccanico, piumato e mosso da ali, costruito in Cina con la consulenza degli abitanti della Luna; le invenzioni descritte nel testo sono usate nella satira politica del racconto. A Voyage to Cacklogallinia (1727) di Samuel Brunt porta il protagonista prima in un'isola dei Caraibi abitata da grandi uccelli parlanti e poi sulla Luna, dove le anime degli esseri umani attendono un ulteriore passaggio verso il divino; il racconto fa satira su politica, commercio e cultura britannica. A Trip to the Moon (1728) di Murtagh McDermot presenta il viaggio sulla Luna come descrizione delle leggi, dei costumi e dei comportamenti degli abitanti del satellite. Nella tradizione delle avventure del Barone di Münchhausen, il viaggio sulla Luna entrò nelle edizioni inglesi ampliate a partire dalla quarta edizione di Gulliver Revived (1786), che aggiunse materiale non attribuito a Rudolf Erich Raspe e un Account of a Voyage into the Moon; gli episodi sulla Luna ripresero motivi di Luciano, tra cui gli abitanti della Luna, la vita nel ventre di una balena e l'isola di formaggio.
Nel 1793 A Voyage to the Moon, Strongly Recommended to All Lovers of Real Freedom, pubblicato con lo pseudonimo Aratus, fu stampato a Londra e usò il viaggio in pallone per una satira politica della Gran Bretagna: il narratore raggiunge l'isola di Barsilia sulla Luna, abitata da serpenti eretti, divisa in gerarchie e governata dal Grande Serpente. Nella letteratura russa settecentesca Novejšee putešestvie, sočinennoe v gorode Beleve ("Il nuovissimo viaggio composto nella città di Belev", 1784) di Vasilij Alekseevič Levšin fu pubblicato nel 1784 ed è un racconto satirico con una società della Luna e la prima descrizione russa nota di un viaggio alla Luna. Il testo descrive un protagonista che immagina una macchina capace di navigare nell'aria, costruisce in sogno un apparato alato e dirige il viaggio verso la Luna. Nel primo Ottocento, Zemlja Bezglavcev ("La terra degli Acefali", 1824) di Wilhelm Küchelbecker, pubblicato nel 1824, colloca sulla Luna il paese degli Acefali, raggiunto mediante un pallone aerostatico.
In A History of New York (1809) Washington Irving immaginò una conquista della Terra da parte di abitanti della Luna arrivati su navi che scendono lungo i raggi della Luna; la scena riprende la colonizzazione delle Americhe dal punto di vista degli abitanti invasi. A Flight to the Moon; or, The Vision of Randalthus (1813) di George Fowler porta il protagonista sulla Luna in una nube eterea; il narratore incontra abitanti ai quali presenta conoscenze terrestri di scienza, politica, religione e società. A Voyage to the Moon (1827) di Joseph Atterley, pseudonimo di George Tucker, descrive il "lunarium" (primo metallo antigravitazionale della letteratura) e una macchina costruita con quel metallo, con cui Atterley e un eremita brahmano raggiungono la Luna in tre giorni; il viaggio introduce la società di Morosofia sulla Luna e ne descrive costumi, scienza e filosofia.
Nel XIX secolo molti racconti diedero più spazio al mezzo di trasporto: palloni, macchine volanti, cannoni e proiettili abitati. L'incomparabile avventura di un certo Hans Pfaall (Hans Phaall: A Tale, 1835) di Edgar Allan Poe unì satira comica, calcoli e spiegazioni scientifiche, immaginando un viaggio in pallone verso la Luna e descrivendo in dettaglio il mezzo aerostatico usato dal protagonista. Nello stesso periodo Recollections of Six Days' Journey in the Moon (1844), pubblicato nel Southern Literary Messenger, riprese il viaggio attraverso il cielo in una storia di sei giorni sulla Luna.
Nell'Italia di metà Ottocento Ernesto Capocci di Belmonte pubblicò nel 1857 Relazione del primo viaggio alla Luna fatto da una donna nell'anno di grazia 2057, nel quale la protagonista compie il viaggio a bordo di una navicella sparata verso la Luna da un cannone gigantesco. Il romanzo di Capocci precedette di otto anni Dalla Terra alla Luna (De la Terre à la Lune, 1865) di Jules Verne e introdusse una donna astronauta, il rischio di impatto con meteoriti e l'"eterizzazione" dell'equipaggio, cioè un sonno indotto usato per risparmiare viveri e ossigeno durante il viaggio. Con Dalla Terra alla Luna (De la Terre à la Lune, 1865) e Intorno alla Luna (Autour de la Lune, 1870) Verne descrisse il viaggio sulla Luna come impresa balistica organizzata dal Baltimore Gun Club attorno alla costruzione del cannone Columbiad e al lancio di un proiettile abitato. На Луне ("Sulla Luna", 1893) di Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij descrive il risveglio improvviso sulla Luna, la gravità ridotta a un sesto, il cielo nero, l'assenza di aria, acqua e vegetazione e la durata del giorno sul satellite. I primi uomini sulla Luna (The First Men in the Moon, 1901) di H. G. Wells conserva un espediente narrativo fantastico, la cavorite, una sostanza capace di schermare la gravità; dopo la traversata, i protagonisti entrano all'interno della Luna e incontrano la società sotterranea dei Seleniti.
Dal razzo al periodo Apollo
Il cinema riprese fin dai suoi primordi la tradizione letteraria del viaggio sulla Luna. Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la Lune, 1902) di Georges Méliès raffigura il viaggio sulla Luna come una breve avventura comica fatta di scenografie e trucchi di montaggio: gli astronomi partono in una navicella sparata da un cannone, incontrano i Seleniti e tornano sulla Terra; la discesa del proiettile nell'occhio della Luna divenne una delle immagini più riconoscibili del cinema fantastico. Una donna nella luna (Frau im Mond, 1929) di Fritz Lang raccontò una spedizione in razzo verso una Luna dove si cercano miniere d'oro; il film mostrò la preparazione del decollo, il conto alla rovescia e l'interno del razzo. Uomini sulla Luna (Destination Moon, 1950) presentò il primo allunaggio come un'impresa finanziata da privati e fu scritto anche da Robert A. Heinlein, con materiale tratto da Razzo G.2 (Rocket Ship Galileo, 1947).