Fusignano (Fusgnã in romagnolo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
È un centro della Bassa Romagna le cui origini risalgono all’alto Medioevo. Sorto attorno alla pieve di San Giovanni Battista, si sviluppò tra XIII e XV secolo sotto diverse signorie locali, tra cui i Conti di Cunio e i Calcagnini, che mantennero il controllo del territorio fino alla fine del XVIII secolo. Entrato successivamente nello Stato Pontificio e poi nel Regno d’Italia, il centro subì gravi danni durante la Seconda guerra mondiale, seguiti da una fase di ricostruzione nel secondo dopoguerra.
Storia Dalla fondazione all'unità d'Italia Il più antico documento che menziona la zona dove sorse Fusignano è una donazione del re longobardo Liutprando (anno 743) al vescovo di Faenza concernente circa 200 ettari di bosco: si tratta della magnum forestum che occupava tutta la zona a nord di Bagnacavallo fino alla valle Padusa (Fusignano e Bagnacavallo si trovano tuttora nella diocesi faentina). La zona dove sorse Fusignano era un'area di confine: qui terminavano i cardini della vecchia centuriazione romana ed iniziavano le aree paludose.
Nel territorio donato alla diocesi di Faenza sorse una pieve denominata San Giovanni Battista in Lyba. Il più antico documento che ne attesta l'esistenza risale al 1019. Il territorio attorno alla pieve era per la gran parte incolto. Vi erano dei porti vallivi che permettevano alle merci di continuare il loro percorso via mare. Lo scalo più importante era quello, appunto, di Lyba, terminale del vecchio canale dei mulini (verrà soppiantato dall'attuale Canale di Lugo e Fusignano). Presso il porto vi era il santuario mariano più importante della zona, la chiesa della Madonna di Runzi (oggi Madonna di Fusignano), testimoniata da una pergamena datata 1071Norino Cani, Santi, guerrieri e contadini, Il Ponte Vecchio, Cesena 2017, pag. 102..
Nel 1213 Azzo V d'Este concedette il fondo Fuscinianus al capitano delle sue milizie, Alessia Canale Altavilla. La fondazione dell'attuale centro abitato risale alla metà del XIII secolo. La famiglia dei conti di Donigallia, probabilmente autoctona, possedeva una vasta area tra le odierne Lugo e Fusignano. Avevano la propria residenza nell'abitato altomedievale di Donigallia-Cocorre, situato a poche centinaia di metri dalla pieve di San Giovanni BattistaNorino Cani, Santi, guerrieri e contadini, Il Ponte Vecchio, Cesena 2017, pag. 95.. Nel 1241 i Conti di Cunio si sostituirono ai Donigallia come signori del contado unendo per matrimonio i loro beni patrimoniali (caso pressoché unico per il casato dei Cunio, i cui membri erano tutti uomini d'armi). Alla metà del XIII secolo una serie di villaggi situati a sud di Lugo di proprietà dei Cunio fu sommersa da una rovinosa inondazione del fiume Senio. Gli abitanti persero le loro case. Nel 1257 i conti di Cunio decisero di trasferirli più a nord, nel nuovo territorio da loro acquistato. Edificarono un castrum nel fondo FuscinianusMario Tabanelli, Romagna medievale. I conti di Cunio e di Barbiano, Longo, Faenza 1972, p. 51.. Successivamente la giurisdizione ecclesiastica della pieve di San Giovanni fu trasferita al nuovo centro abitato. Nel 1359 i Cunio cedettero il territorio di Donigallia a Guido da Polenta. Dopo alterne vicende, il contado, con il fondo Fuscinianus, passò alla Santa Sede.
Nel 1445 papa Eugenio IV cedette Fusignano, con altri castelli della Bassa Romagna, agli Este di Ferrara. Nel 1464 Borso d'Este donò il castello e il territorio di Fusignano a Teofilo Calcagnini, uomo fidato e membro della sua corte. Nel 1469 l'imperatore Federico III d'Asburgo conferì alla famiglia Calcagnini il titolo di conte palatino. Nel 1598, esauritasi la dinastia estense, Fusignano finì, insieme al Ducato di Ferrara, allo Stato Pontificio, inserito nella Legazione di Ferrara. Ai Calcagnini fu confermato il proprio feudo, elevato da Contea a Marchesato nel 1605 da papa Paolo V. Opera significativa dei Calcagnini resta la concessione degli Statuti cittadini.Gli Statuti di Fusignano sono stati ripubblicati in copia anastatica dalla Biblioteca civica.
La dinastia Calcagnini dominò Fusignano per tre secoli: dal Cinquecento alla fine del Settecento. I loro principali rivali furono i Corelli, la cui presenza in paese è più antica, risalendo al XIII secolo. Nel 1632 (ovvero 21 anni prima della nascita di Arcangelo Corelli) si scatenò una faida tra le due famiglie: i Corelli, guidati dal capofamiglia Rodolfo, tentarono di uccidere il marchese Mario Calcagnini, cioè colui che possedeva il feudo di Fusignano. L'agguato fu teso la sera del 2 aprile, ma non andò a segno: il Calcagnini si salvò. Ne seguì una spietata repressione, con la condanna a morte di Rodolfo Corelli per decapitazione. Del corpo fu poi fatto scempio: venne squartato. Seguì la distruzione del palazzo di famiglia, poi il suolo fu arato e vi fu sparso il sale a eterna ignominia. Da allora, il luogo in cui era stata abbattuta la casa dei Corelli fu chiamato Guasto Calcagnini o Spianata dei CorelliEraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, Misteri e curiosità della Bassa Romagna, Il Ponte Vecchio, Cesena 2017, pp. 74-76.. Il marchese Mario Calcagnini, due anni dopo il famoso "guasto", lasciò comunque Fusignano e si ritirò nell'altro feudo della famiglia, quello di Formigine, scambiandolo a vantaggio dei cugini Francesco e Borso, figli di Cesare I Calcagnini. Solo un secolo dopo si poté costruire sulla Spianata: nel 1753 i Corelli donarono il terreno alla parrocchia affinché venisse costruita una chiesa, l'attuale Chiesa del Suffragio. All'interno fecero costruire una cappella per la propria famiglia e una per i Calcagnini, a testimonianza dell'avvenuta pacificazione tra i due casati.
Nel 1796 l'invasione dell'esercito francese rivoluzionario determinò la fine del marchesato Calcagnini. I francesi, infatti, abolirono i diritti feudali. I Calcagnini continuarono a risiedere nel proprio castello a Fusignano fino al 1944, quando l'edificio fu completamente distrutto dai bombardamenti.Oggi i discendenti della famiglia risiedono a Bologna ma mantengono un rapporto stretto con la cittadinanza fusignanese.
Nel 1788 erano state aperte le prime scuole pubbliche, nel 1796 fu inaugurato il nuovo ospedale civile trasformando il vecchio ospedale voluto dai Corelli nel Cinquecento. In quegli anni Fusignano contava circa abitanti.
Con l'annessione delle Legazioni pontificie al Regno di Sardegna (1859), Fusignano passò alla provincia di Ravenna.
XX secolo
Alle prime elezioni comunali dopo la prima guerra mondiale, nel 1920, i socialisti ottennero il 73,6% dei voti. Fu eletto sindaco Battista Emaldi, che rimase in carica fino al 1922. Le elezioni del 17 dicembre 1922 furono invece vinte dai fascisti che, un mese dopo, il 12 gennaio 1923 assassinarono Emaldi. Nel 1924 fu costruito l'attuale ponte sul fiume Senio, il corso d'acqua che lambisce il centro abitato, in cemento armato, in sostituzione del precedente che era stato travolto da una piena.
Durante la seconda guerra mondiale l'avanzata degli Alleati fu arrestata per quattro mesi sul Senio. I combattimenti con i tedeschi furono asperrimi, riducendo Fusignano ad un cumulo di macerie e quasi azzerandone il patrimonio artistico. Il 23 aprile 1944 fu teatro dell'eccidio del Palazzone, condotto da più di cento tra fascisti e tedeschi dotati di armi automatiche e di un mortaio e costato 11 morti tra partigiani e coloni del PalazzonePer l'episodio si veda in La storia di Fusignano cit., pagg. 180-182, e Fusignano (RA), gli scontri del Palazzone .. Fusignano fu liberata il 10 aprile 1945 dal Gruppo di Combattimento "Cremona".
Il 26 novembre 1949 il Senio in piena esondò. Il paese venne interamente allagato. Occorsero otto giorni di lavoro per ripristinare l'argine e tornare alla normalità. Fu l'ultima volta che il fiume causò seri danni al paese. Gli anni cinquanta videro una veloce ricostruzione che non tenne nel dovuto conto il patrimonio storico della città: furono abbattuti i ruderi sia del palazzo Piancastelli sia della chiesa arcipretale, dall'enorme cupolone. Inoltre, l'area su cui sorgeva il castello con il giardino all'inglese dei Calcagnini fu lottizzata per lasciare il posto a case popolari.
Gli anni sessanta hanno visto un febbrile sviluppo economico, basato soprattutto sul settore calzaturiero. Significativa l'azione dell'arciprete, mons. Mario Vantangoli, amico personale di Papa Giovanni XXIII e capace di dialogare politicamente con l'amministrazione di sinistra.
Gli ultimi decenni del XX secolo e i primi del nuovo secolo vedono un progressivo declino della vita economica ed una progressiva emarginazione del paese, dovuti in parte alla lontananza dalle grandi vie di comunicazione.
Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con DCG del 4 luglio 1928.
Il fuso è un'arma parlante e si trova in stampe risalenti al XVII secolo. Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze Fusignano è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale ed è membro dell'Istituto Nazionale del Nastro Azzurro che raggruppa tutti i combattenti decorati al valor militare:
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Giovanni Battista: è la chiesa parrocchiale di Fusignano. Di origine altomedievale, fu riedificata nel XIII secolo. I bombardamenti della Seconda guerra mondiale la rasero al suolo. La chiesa attuale è stata costruita nei primi anni 1950. Vi è esposta un'opera del XVI secolo, attribuita ai fratelli Dossi (Dosso e Battista), che rappresenta Giovanni che battezza Gesù; da segnalare pure la "Via Crucis", dello scultore fusignanese Raoul Vistoli, e una tela del Cinquecento raffigurante la Madonna Patrona Fusiniani, opera di Francesco Acquaviva; Chiesa del Suffragio (o Tempio dei Caduti): conserva tre opere attribuite a Benedetto dal Buono: due ovali, rappresentanti Il transito di S.Giuseppe e La Vergine col bambino che appare ad un'inferma, ed una pala d'altare intitolata Madonna del Buon Consiglio, S. Andrea, S. Teresa d'Avila, S. Luigi Gonzaga e S. Vincenzo Ferrer; Chiesa parrocchiale di Maiano Monti: contiene un ciclo pittorico dell'artista ravennate Luigi Bergamini (1921-1992), singolare figura di artista che morì a Fusignano. Alcune sue opere sono state esposte a Siena nel 2009 nella mostra "Arte, Genio e Follia" ideata da Vittorio Sgarbi; Chiesa parrocchiale di San Savino: vi si può ammirare un sarcofago bizantino del V o VI secolo. Nel Basso Medioevo si affermò presso i fedeli fusignanesi la credenza secondo cui San Savino avrebbe predicato nella zona. Fu edificata una chiesa intitolata al santo, attorno alla quale nacque il centro abitato. Secondo la tradizione il sarcofago avrebbe accolto le spoglie del santo. Tale tradizione non ha mai trovato conferma nelle fonti storiche. Alla metà del XV secolo i resti in esso contenuti furono traslati nel Duomo di Faenza, dove sono tuttora conservati. Nel 1927 l'Ispettorato dei Monumenti di Ravenna fece aprire il sarcofago e lo trovò senza fondo e completamente vuotoEraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, op.cit., pp. 9-11..
Architetture civili Casa di Vincenzo Monti, edificata nel 1737. Sita nella frazione Maiano, fu di proprietà del poeta, che vi soggiornava nei periodi estivi e vi riceveva gli amici del bel mondo milanese; Monumento alla pietà, opera del ceramista Angelo Biancini posta nella facciata dell'ospedale S. Rocco; Salone "Casa Giovanni XXIII": sede di spettacoli teatrali; Ospedale «San Rocco»: felice esempio di architettura tardoneoclassica, possiede un magnifico scalone dal quale si accede ad un maestoso atrio antistante due ampie sale dove si tengono concerti di musica classica, conferenze e mostre d'arte;