Il Burkina Faso (AFI: ), fino al 1984 Alto Volta (), è uno Stato indipendente dell'Africa occidentale privo di sbocchi sul mare. Ha una superficie di e confina con il Mali a nord, il Niger a est, il Benin a sud-est, il Togo e il Ghana a sud e la Costa d'Avorio a sud-ovest. La sua capitale è Ouagadougou e la sua forma di governo è una repubblica semipresidenziale il cui capo dello Stato, eletto ogni cinque anni, è anche responsabile dell'esecutivo. I suoi abitanti si chiamano burkinabé, in italiano termine invariato in genere e numero. La popolazione totale stimata è di poco più di 21,5 milioni di persone.

Ex colonia francese fino al 1960, in tale anno ottenne l'indipendenza assumendo il nome di Alto Volta, dal nome dell'omonimo fiume il cui corso superiore attraversa il Paese. Il 2 agosto 1984 Thomas Sankara cambiò il nome dell'Alto Volta in Burkina Faso che significa "la terra degli uomini integri" in more e in bambara, parlate rispettivamente dall'etnia mossi e dall'etnia dioula che vivono nel Paese. Il decreto presidenziale venne confermato dall'Assemblea Nazionale due giorni dopo.

Il gruppo etnico più numeroso del Paese è quello dei Mossi, che si insediarono nella zona tra l'XI e il XIII secolo. I Mossi fondarono regni potenti come quello di Ouagadougou, Tenkodogo e Yatenga. Nel 1896 fu colonizzata dai francesi, entrando a far parte dell'Africa Occidentale Francese; nel 1958 l'Alto Volta divenne una colonia autonoma all'interno della Comunità francese. Nel 1960 ottenne la piena indipendenza con Maurice Yaméogo come presidente. Seguendo le sorti di altri Paesi africani decolonizzati, il Burkina Faso è stato caratterizzato per buona parte della sua storia indipendente da vari colpi di Stato e dittature esplicite o de facto: un primo rovesciamento di regime si ebbe nel 1966, cui fece seguito un periodo dittatoriale fino al 1978; un secondo avvenne nel 1980 con un governo poi esautorato nel 1980; successivamente, fu instaurato il governo di Thomas Sankara. Questo governo fu ricordato per aver lanciato un ambizioso programma socioeconomico che comprendeva una campagna di alfabetizzazione a livello nazionale, la ridistribuzione delle terre ai contadini, la costruzione di ferrovie e strade e la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili, dei matrimoni forzati e della poligamia. Sankara fu successivamente ucciso nel colpo di Stato del 1987 guidato da Blaise Compaoré che tenne il potere dal 1987 al 2014; da tale data il Burkina Faso fu guidato da governi civili. Recentemente il Paese è stato soggetto ad un colpo di Stato, il 24 gennaio 2022, con l’annuncio da parte dei militari di aver preso il controllo del Paese e del governo e di aver posto agli arresti il Presidente. Il 30 settembre 2022, tuttavia, a meno di un anno dalla loro ascesa, i golpisti subiscono un contro-golpe e vengono destituiti da un'altra fazione dell’esercito che, conseguentemente, prende il potere nel paese, annunciando, come di consueto, lo scioglimento del governo, la sospensione della costituzione e di tutte le attività politiche, l’introduzione di un coprifuoco notturno e la chiusura dei confini e degli spazi aerei nazionali.

Dal 2018 si sono inoltre progressivamente intensificate le attività di gruppi estremisti islamici che sono giunti a controllare gran parte del nord-est della nazione, in particolare quelle di Al-Qaida nel Maghreb islamico e dello Stato Islamico del Grande Sahara.

La valuta del Burkina Faso è il franco CFA dell'UEMOA, moneta condivisa con Paesi della stessa area africana come Benin, Costa d'Avorio, Niger e Senegal. Inoltre, Burkina Faso, Mali e Niger hanno annunciato la formazione della Alleanza degli Stati del Sahel, che raggruppa i tre paesi per scopi militari, economici e di sicurezza.

Etimologia del nome Un tempo conosciuta come Repubblica dell'Alto Volta, il Paese è stato ribattezzato "Burkina Faso" il 4 agosto 1984 dall'allora presidente Thomas Sankara. Le parole "Burkina" e "Faso" derivano da lingue diverse parlate nel Paese: "Burkina" deriva dalla lingua mossi e significa "retto", a dimostrazione di come la popolazione sia orgogliosa della propria integrità, mentre "Faso" deriva dalla lingua dioula (come scritto in N'Ko: ߝߊ߬ߛߏ߫ faso) e significa "patria" (letteralmente, "casa del padre"). Il suffisso "-bé" aggiunto a "Burkina" per formare il demonimo "Burkinabé" deriva dalla lingua fula e significa "donne o uomini"; dunque l'etimologia può essere riassunta come "terra degli uomini onesti (incorruttibili)".

La colonia francese dell'Alto Volta fu chiamata così per la sua posizione sui corsi superiori del fiume Volta (Volta nero, rosso e bianco).

Storia

Preistoria Come tutta l'Africa occidentale la regione del Burkina Faso fu abitata fin dall'antichità (dai ai anni prima dell'era volgare) da popolazioni di cacciatori-raccoglitori; strumenti di pietra di questo periodo sono stati ritrovati a partire dal 1973. I primi insediamenti agricoli apparvero fra il 3600 e il 2600 a.C. Di quell'epoca risalgono i resti della cultura di Bura, una civiltà dell'età del ferro che era situata nella parte sud-occidentale dell'odierno Niger e nella parte sud-orientale dell'attuale Burkina Faso. Fra il XV e il X secolo a.C. si sviluppò l'uso del ferro, della ceramica e della pietra levigata; a questo periodo risalgono anche i primi ritrovamenti che testimoniano riti funebri. La lavorazione del ferro, nella fusione e nella forgiatura di utensili e armi, si era sviluppata nell'Africa subsahariana già nel 1200 a.C. Ad oggi, le più antiche testimonianze di fusione del ferro rinvenute in Burkina Faso risalgono all'800-700 a.C. e fanno parte dei siti della Ancient Ferrous Metallurgy, facenti parte del patrimonio dell'umanità.

Età moderna

Ad oggi si discute sulle date esatte in cui i numerosi gruppi etnici del Burkina Faso arrivarono nella regione. I Proto-Mossi arrivarono nella parte orientale dell'attuale Burkina Faso tra l'VIII e l'XI secolo, i Samo arrivarono intorno al XV secolo, i Dogon vissero nelle regioni settentrionali e nordoccidentali del Burkina Faso fino al XV o XVI secolo, in seguito migrati verso Bandiagara. Molti degli altri gruppi etnici che compongono la popolazione del Paese arrivarono nella regione in questo periodo. Altre popolazioni non ancora identificate costruirono alte mura nel sudovest e in Costa d'Avorio.

Durante il Medioevo, i Mossi fondarono diversi regni separati, tra cui quelli di Tenkodogo, Yatenga, Zandoma e Ouagadougou. La tradizione vuole che questi regni furono fondati dalla principessa Yennenga e dalla sua discendenza. Tra il 1328 e il 1338 i guerrieri Mossi fecero incursioni a Timbuctù, ma furono sconfitti da Sonni Ali di Songhai nella battaglia di Kobi, in Mali, nel 1483.

Agli inizi del XVI secolo i Soghai condussero numerose incursioni per catturare schiavi nelle regioni dell'odierno Paese. Fra il XV e il XVI secolo d.C. la regione del Burkina Faso fu uno dei centri economici più importanti dell'Impero Songhai.

Età contemporanea A partire dall'inizio degli anni novanta dell'Ottocento, durante la spartizione dell'Africa, una serie di ufficiali militari europei tentò di rivendicare parti dell'attuale Burkina Faso. A volte questi colonialisti e i loro eserciti combatterono le popolazioni locali; a volte strinsero alleanze con loro e stipularono trattati. Anche gli ufficiali colonialisti e i loro governi di origine stipularono trattati tra di loro. I francesi iniziarono la colonizzazione della regione del Burkina Faso nel 1896, sottomettendo il regno dei Mossi di Ouagadougou. Le regioni orientali e occidentali, dove uno stallo contro le forze del potente sovrano Samory Turé complicò la situazione, passarono sotto l'occupazione francese nel 1897. Il regno divenne un protettorato, e nel 1898 l'intera regione passò sotto il controllo francese, anche se in alcune regioni il controllo francese rimaneva incerto.

La Convenzione franco-britannica del 14 giugno 1898 creò i confini moderni del Paese. Nel territorio francese, una guerra di conquista contro le comunità locali e i poteri politici continuò per circa cinque anni. Nel 1904, i territori del bacino del Volta, in gran parte pacificati, furono integrati alle colonie degli odierni Senegal e del Niger all'interno dell'Africa Occidentale Francese, nell'ambito della riorganizzazione dell'impero coloniale francese dell'Africa occidentale. La colonia aveva la sua capitale a Bamako. La lingua dell'amministrazione coloniale e della scuola divenne il francese. Il sistema di istruzione rimase molto scadente durante il periodo coloniale; per molti anni era possibile ricevere un'istruzione avanzata solo a Dakar. La popolazione indigena era fortemente discriminata. Ad esempio, i bambini africani non potevano andare in bicicletta o raccogliere frutta dagli alberi, "privilegi" riservati ai figli dei coloni. La violazione di queste norme poteva portare i genitori in prigione.

I burkinabé parteciparono alla prima guerra mondiale all'interno della fanteria senegalese (tirailleurs sénégalais). Tra il 1915 e il 1916, in protesta contro l'arruolamento forzato e le forti tasse i distretti della parte occidentale dell'attuale Burkina Faso e della confinante frangia orientale del Mali insorsero, diventando teatro di una delle più importanti opposizioni armate al governo coloniale: la guerra del Volta-Bani. Il governo francese riuscì infine a reprimere il movimento, ma solo dopo aver subito delle sconfitte. Dovette anche organizzare la più grande forza di spedizione della sua storia coloniale da inviare nel paese per reprimere l'insurrezione. L'opposizione armata sconvolse il nord saheliano quando i Tuareg e i gruppi alleati della regione di Dori posero fine alla loro tregua con il governo.

I francesi temevano il ripetersi di rivolte armate e avevano considerazioni economiche correlate. Per rafforzare la propria amministrazione, il governo coloniale separò l'attuale territorio del Burkina Faso dall'Alto Senegal e dal Niger. Così nel 1919 il Burkina Faso divenne una colonia separata (con il nome di Alto Volta); il primo governatore fu François Charles Alexis Édouard Hesling. Hesling avviò un ambizioso programma di costruzione di strade per migliorare le infrastrutture e promosse la crescita del cotone per l'esportazione. La politica del cotone, basata sulla coercizione, fallì e le entrate generate dalla colonia ristagnarono. Il 5 settembre 1932 la colonia fu smembrata e suddivisa fra Costa d'Avorio, Mali e Niger. La Francia ritornò sui suoi passi dopo la seconda guerra mondiale, con il diffondersi di sentimenti anticoloniali. La colonia fu quindi ricostituita il 4 settembre 1947 con gli stessi confini che aveva in precedenza.

Indipendenza

L'Alto Volta ottenne l'autogoverno l'11 dicembre 1958, diventando una repubblica membro della Comunità Franco-Africana (La Communauté Franco-Africaine). Due anni dopo la Francia concesse l'indipendenza. La bandiera dello Stato rappresentava i tre affluenti del fiume Volta, che sono rispettivamente chiamati Volta Bianco, Nero e Rosso.

Come per molti altri stati africani, il periodo successivo all'indipendenza fu caratterizzato da una forte instabilità politica. Il primo presidente, Maurice Yaméogo, era il leader dell'Unione Democratica Voltaica (UDV). La costituzione del 1960 prevedeva l'elezione a suffragio universale di un presidente e di un'assemblea nazionale per un mandato di cinque anni. Subito dopo essere salito al potere, Yaméogo mise al bando tutti i partiti politici diversi dall'UDV. Il governo durò fino al 1966. Dopo molti disordini, tra cui dimostrazioni di massa e scioperi di studenti, sindacati e dipendenti pubblici, intervennero i militari.

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