L'Aquitania storica differisce da quella amministrativa attuale: sotto l'Impero romano si confondeva con la Novem Populani, che aveva come centri principali Narbonne, Tolosa, Auch e Dax e comprendeva tutto il sud ovest della Francia in un territorio compreso tra i Pirenei, il golfo di Biscaglia, il Mar Mediterraneo, includendo, a est, il Massiccio centrale e arrivando, a nord, sino alla Loira.

Regno e ducato di Aquitania sotto i Merovingi La regione storica dell'Aquitania, tutta l'attuale Francia centro-meridionale, incluse la Guascogna e la Settimania, con la dissoluzione dell'impero romano fece parte di un regno visigoto con capitale Tolosa, che nel 507, con la battaglia di Vouillé, venne conquistato, esclusa la Settimania, dai Franchi. Sotto i re merovingi, l'Aquitania fece di volta in volta parte dei regni di Neustria, ovvero di Austrasia, o della Burgundia e fu governata da duchi.

Nel 629, Cariberto II, stipulò un accordo, sancito nel 631 con il fratellastro Dagoberto I, ottenendo al posto della Neustria il nuovo regno d'Aquitania, che comprendeva anche la Guascogna e il tolosano, costituito dai feudi dello zio Brodulfo, che era stato fatto assassinare da Dagoberto. Cariberto venne assassinato a Blaye nel 632, forse per ordine dello stesso Dagoberto, e gli succedette il figlio, Chilperico, anch'egli fatto assassinare pochi mesi dopo. Bertrando, supposto altro figlio di Chilperico, si sottomise a Dagoberto, facendosi in tal modo riconoscere il titolo di duca di Aquitania, assieme a Boggio, anch'egli preteso figlio del re: entrambi erano invece probabilmente nobili aquitani o guasconi che si erano imparentati con i Merovingi. Dagoberto, rimasto padrone di tutto il regno dei Franchi nel 635, dovette affrontare una ribellione di Vasconi, che pare fosse sostenuta da Boggio, il quale riuscì a farsi riconoscere duca d'Aquitania e di Guascogna, e, dopo la morte di Dagoberto I (639), con i suoi successori, i cosiddetti Re fannulloni, il duca Boggio riuscì ad ottenere una certa indipendenza dai re Merovingi.

Dopo il governo dei duchi Felice e Lupo I, nel 715 il duca Oddone I il Grande, probabilmente figlio di Lupo I, approfittando della guerra tra Neustria ed Austrasia, si dichiarò indipendente dal regno dei Franchi e si fece chiamare re. Nel 718 il titolo gli venne riconosciuto dal re Chilperico II di Neustria e dal suo maggiordomo di palazzo, Ragenfrido, in cambio del suo appoggio contro il regno di Austrasia, del quale era maggiordomo di palazzo Carlo Martello. Dopo la battaglia di Soissons del 719 si riappacificò con quest'ultimo, consegnandogli Chilperico II ed i suoi tesori.

Oddone si dedicò quindi a combattere contro i Saraceni provenienti dalla penisola iberica, appena conquistata: questi avevano invaso la Settimania (720), occupato Narbona, e, l'anno dopo, penetrati in Aquitania, avevano posto l'assedio a Tolosa. Il 9 giugno 721 Oddone attaccò all'improvviso il wali (governatore) di al-Andalus, l'emiro Al-Samh ibn Malik al-Khawlani, ottenendo una schiacciante vittoria nella Battaglia di Tolosa. Il papa Gregorio II, per celebrare la vittoria, inviò dei regali direttamente ad Oddone, legittimando quindi la sua indipendenza dal regno dei Franchi. Nel 726 uccise in battaglia anche il nuovo wali di al-Andalus, l'emiro Ambiza che aveva condotto una razzia nei suoi territori.

Nel 731, Carlo Martello, opponendosi all'indipendenza del ducato, attaccò l'Aquitania e il wali di Al Andalus, l'emiro Abd al-Rahman ibn Abd Allah al-Rhafiqilui, ne approfittò per attaccare la Guascogna, ottenendo una schiacciante vittoria nella battaglia della Garonna presso Bordeaux nel 732. Oddone pensò inizialmente di allearsi ai Saraceni per opporsi a Carlo Martello, ma a causa dei saccheggi arabi contro i ricchi monasteri dell'Aquitania, si alleò invece con quest'ultimo contro i Mori, partecipando al suo fianco alla battaglia di Poitiers in quello stesso anno.

Nel 735 Oddone si ritirò in convento e abdicò a favore del figlio Hunaldo, che continuò a combattere contro Carlo Martello e nel 741, alla sua morte, si dichiarò nuovamente indipendente e si alleò a Odilone di Baviera ed a Grifone, suo figlio naturale. Pipino e Carlomanno nel 744 lo obbligarono quindi ad abdicare a favore del figlio Waifer. Dato che questi perseguiva la politica di indipendenza del padre, Pipino nel 767 ritornò in Aquitania e nel 768 si impadronì di Bordeaux, catturò la madre, la sorella e le nipoti di Waifer e, nello stesso anno, lo fece assassinare.

Ducato e regno d'Aquitania sotto i Carolingi Dopo la morte di Waifer il figlio Hunaldo II gli succedette come duca d'Aquitania e continuò la politica paterna di opposizione al re dei Franchi, Pipino, ma venne affrontato e sconfitto da Carlo Magno e Carlomanno, figli di Pipino il Breve, che si impadronirono del ducato e si proclamarono re rispettivamente dell'Aquitania orientale e occidentale. Hunaldo si rifugiò in Guascogna presso il nonno materno Lupo II, che l'anno successivo (769) fu tuttavia costretto a consegnare il nipote e la sua sposa a Carlo Magno, facendogli atto di sottomissione e ottenendo in cambio la conferma del titolo di duca di Guascogna, il sud dell'Aquitania e parte della Settimania, con il titolo di conte di Tolosa, fu concessa a Torsone, cugino di Hunaldo II, di cui non si hanno notizie certe sulla sua morte e che comunque non lasciò eredi, mentre il resto dell'Aquitania era stato incorporato nel regno dei Franchi.

Dopo la morte di Carlomanno, tutto il regno dei franchi fu governato da Carlo Magno che, nel 781, nominò nuovamente un re d'Aquitania nella persona del figlio, Ludovico il Pio, che avendo solo tre anni ebbe come tutori, con il titolo di duchi d'Aquitania, prima Torsone di Tolosa (nel 788, catturato da Adelrico di Guascogna e destituito) e poi il nuovo conte di Tolosa e duca d'Aquitania, Guglielmo di Gellone, che dovette combattere sia i Baschi che i Mori.

Nel 793 l'emiro di Cordova, Hisham I, figlio e successore del primo emiro omayyade Abd al-Rahman I, proclamò la guerra santa contro i Cristiani del nord; radunò due grandi eserciti che attaccarono contemporaneamente sia le Asturie sia l'Aquitania, dove Guglielmo, nelle vicinanze di Narbona, fu battuto, ma la sua strenua resistenza attenuò la spinta dei Mori. Guglielmo passò all'offensiva e nell'801 partecipò alla conquista di Barcellona, assieme ad Ademaro di Narbona e divenne marchese della Marca di Spagna. Narbona fu liberata dai Mori nell'803.

Nell'814 Pipino I ricevette dal padre, Ludovico il Pio, divenuto imperatore, il regno d'Aquitania da governare e nell'817 ricevette il titolo di re d'Aquitania; chiese al duca di Guascogna Garcia, e poi, alla sua morte nell'818, al suo successore, Lupo III, di riconoscere l'autorità regale dell'Aquitania sulla Guascogna. Al suo rifiuto, nell'819 attaccò la Guascogna, lo sconfisse e lo depose, dando la Guascogna in amministrazione ad uno dei suoi consiglieri, il conte di Tolosa, Berengario il Saggio.

Nell'830, Pipino I si ribellò al padre imperatore, assieme ai fratelli Lotario I e Ludovico II il Germanico e raccolse un esercito di Guasconi e Neustriani e marciò su Parigi. Si scontrò con il padre a Compiègne, lo sconfisse e lo catturò, ma la ribellione fallì per il disaccordo tra i tre fratelli.

Pipino I riprese la ribellione nell'832, presto seguito dal fratello Ludovico, che sollevò la Baviera. Il padre, l'imperatore, Ludovico il Pio, allora avanzò in Aquitania, ma, Pipino I, ripresa l'iniziativa, occupò alcune terre imperiali tra cui Limoges. L'anno seguente Lotario si unì ai fratelli e, nell'833, con l'assistenza dell'arcivescovo di Reims, Ebbo, deposero il padre e, dividendosi i domini dell'impero proclamarono imperatore Lotario. Subito dopo però si manifestarono dissapori tra i fratelli e, nell'834, Ludovico il Pio fu reintegrato sul trono imperiale e Pipino ritornò ad essere solo re d'Aquitania e, alla sua morte, il 13 novembre 838, Ludovico il Pio assegnò il regno d'Aquitania a Carlo il Calvo, figlio della sua seconda moglie, Giuditta di Baviera.

I nobili di Aquitania che volevano mantenere l'indipendenza del regno, però elessero re il figlio di Pipino I, Pipino II. Ma, nell'839, l'imperatore, Ludovico il Pio, diseredò Pipino II e chiese agli Aquitani di inviarlo ad Aquisgrana, presso la corte imperiale; ma gli Aquitani rifiutarono, così Pipino mantenne il controllo dell'Aquitania, mentre Carlo continuò ad essere solo il re nominale.

Nell'841 Pipino si schierò con il nuovo imperatore, lo zio, Lotario I contro gli altri due zii Ludovico II il Germanico e Carlo il Calvo. Lo scontro avvenne a Fontaney, dove le truppe di Ludovico II ebbero la meglio sull'esercito imperiale, e nonostante che i Guasconi, condotti dal duca, Sancho IISancho II era stato eletto duca di Guascogna, nell'836, alla morte il fratello, Aznar I Sánchez contro il parere del re d'Aquitania, Pipino I., avessero battuto il contingente di Carlo il Calvo. Pipino II dovette ritirarsi in Aquitania e continuare la lotta contro lo zio Carlo il Calvo, che attaccò l'Aquitania e depose il conte di Tolosa, Bernardo di Settimania, che passò dalla parte di Pipino II.

Però dopo la pace (trattato di Verdun 843), che assegnava l'Aquitania, Tolosa e la Settimania al re dei Franchi Occidentali, Carlo il Calvo, quest'ultimo attaccò (844) la contea di Tolosa e fu posto l'assedio alla città di Tolosa, durante il quale Bernardo di Settimania fu catturato. Nello stesso anno Pipino II si era alleato con i Normanni, che, guidati da Jarl Oscar, arrivarono a Tolosa, la saccheggiarono ma non riuscirono a liberare Bernardo che fu condannato alla decapitazione, per tradimento e fu giustiziato dagli uomini di Carlo il Calvo.

Nell'845 Pipino II convinse il conte di Bordeaux Simone II a cambiare di campo, nominandolo duca di Guascogna, in contrapposizione al conte della Guascogna Citeriore Sancho II, che ora era fedele a Carlo il Calvo. Simone nel tentativo di rientrare a Bordeaux venne catturato e giustiziato dai fedeli di Carlo.

Nell'847 Bordeaux venne riconquistata dalle truppe di Pipino II e fu affidata a Jarl Oscar; la consegna della più grande città dell'Aquitania nelle mani di un pirata avventuriero gli alienò le simpatie degli Aquitani che lo appoggiavano e nel giro di un anno tutta la nobiltà lo abbandonò e, nell'848 i nobili aquitani appoggiarono l'elezione di Carlo il Calvo a re di Francia e di Aquitania. Pipino II con i suoi alleati Normanni riuscirono a rientrare in Bordeaux, che era stata perdutaSancho II, nell'848, prese possesso di Bordeaux dopo averla liberata dai Normanni, alleati di Pipino ed a liberare il suo alleato, conte di Tolosa Guglielmo di Settimania, che era spodestato della contea di Tolosa, che, nell'849 Carlo il Calvo assegnò a Fredelone di Rouergue, mentre Guglielmo conquistava Barcellona e Pipino II portava la guerra in Settimania.

Ma dopo la sconfitta e l'esecuzione di Guglielmo a Barcellona, Pipino II, tra l'851 e l'852 si rifugiò in Guascogna, dove venne fatto prigioniero e poi consegnato a Carlo il Calvo da Sancho II di Guascogna, che così riottenne il titolo di duca di Guascognalo anziché conte di Guascogna Citeriore.

Dopo che Carlo il Calvo, nell'852, rinchiuse Pipino II di Aquitania in un monastero, i nobili aquitani, che non gradivano come re Carlo il Calvo, nell'853, inviarono messaggeri a Ludovico II il Germanico, per offrirgli la corona d'Aquitania, minacciando che se avesse rifiutato si sarebbero rivolti ai Vichinghi o ai Saraceni. Ludovico il Germanico designò, come re d'Aquitania, il figlio, Ludovico il Giovane, che attaccò Carlo il Calvo e, nell'855, arrivò sino a Limoges. Lo spodestato re d'Aquitania, Pipino II di Aquitania ne approfittò per lasciare il monastero in cui era stato rinchiuso e raccogliere intorno a lui molti nobili che abbandonarono Ludovico il Giovane, che rientrò in Baviera.