La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, a Biasca, suggestivamente collocata su un'altura che domina il paese ed avente per sfondo una conca segnata da ripidi rilievi montuosi; Chiesa madre delle Tre valli ambrosiane (Leventina, Blenio e Riviera) rappresenta uno degli esempi più rilevanti di architettura in stile romanico del Canton Ticino e della Svizzera, raggiungibile a piedi mediante due scalinate ad acciottolato

La storia e le opere d'arte La costruzione

Nata forse come chiesa battesimale sin dal secolo IX ma attestata solo dall'anno 830, essa fu ricostruita come chiesa a tre navate tra il XII ed il XIII secolo. Venne trasformata verso la metà del Seicento quando venne realizzata la sopraelevazione del pavimento in lastre di pietra, la gradinata d'accesso e la costruzione della volta sulla navata maggiore; una modifica successive portò alla costruzione del protiro in facciata. I diversi cambiamenti tuttavia non compromisero (anche grazie ai citati restauri) la sua uniformità stilistica.

All'esterno la chiesa palesa - con la sua struttura muraria in pietra - una sobria eleganza e testimonia una tecnica costruttiva alquanto raffinata (particolarmente sapiente è l'utilizzo dei conci in pietra nella realizzazione delle parti decorative).

L'ornamentazione interna

All'interno della chiesa colpisce la pendenza della pavimentazione in pietra, dovuta al fatto che il basamento che sostiene l'edificio non compensa interamente il dislivello naturale del declivio granitico sul quale esso è costruito.

Troviamo nella chiesa cicli di affreschi di notevole interesse storico ed artistico. Quelli più antichi, posti nelle vele delle volte a crociera che sovrastano il transetto, risalgono al XIII secolo: particolarmente suggestiva è la loro visione d'insieme con le decorazioni geometriche bianche e nere nelle quali si inseriscono figure allegoriche zoomorfe. Il significato proposto per gli affreschi sarebbe la rappresentazione allegorica dei vari momenti della vita dell'uomo.

Lungo le pareti della chiesa e sui pilastri trovano spazio molteplici figure di santi venerati dalla religiosità popolare (nella ricca collezione iconografica riconosciamo San Maurizio, Santa Dorotea e Santa Tecla di Iconio e molti altri santi); esse furono eseguite nella seconda metà del XV secolo. Alcuni affreschi presenti sono verosimilmente da ricondurre alla scuola di Nicolao da Seregno. Nel presbiterio si osserva soprattutto il grande affresco che occupa interamente il catino dell'abside raffigurante Cristo pantocratore circondato dai quattro Evangelisti; si è avanzata dubitativamente l'ipotesi che il suo autore possa essere Antonio da Tradate, che tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo tenne bottega a Locarno.

Sono visibili anche opere più tarde realizzate in epoca barocca. Subito dopo l'entrata, sulla destra, si trova la cappella del Rosario fatta costruire dal cavalier G. B. Pellanda. Più oltre, sulla parete della navata destra troviamo un ciclo di affreschi con la Vita di San Carlo Borromeo: sono opera di Alessandro Gorla eseguita nel 1620.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Pietro e Paolo Categoria:Chiese romaniche della Svizzera Biasca Categoria:Pittura romanica in Svizzera Categoria:Inventario svizzero dei beni culturali di importanza nazionale del Canton Ticino Pietro e Paolo