Tra i più importanti storiografi del primo Basso Medioevo, proveniva da una famiglia mista normanno-anglosassone. Entrò giovanissimo come monaco all'abbazia di Saint-Évroult, rimanendovi per tutta la vita come addetto allo scriptorium, prima semplice amanuense e poi suo responsabile. Date anche le sue origini, si interessò alla storia della Normandia e dell'Inghilterra, redigendo per conto degli abati di Saint-Évroult lHistoria Ecclesiastica, un'opera che descrive in dettaglio la storia dell'Europa e del Mediterraneo dalla nascita di Gesù Cristo fino alla sua epoca. Inizialmente concepita come semplice storia dell'abbazia stessa, la cronaca gradualmente si espanse in una storia universale dal contenuto variegato e approfondito a un livello inconsueto per i testi medievali.
La cronaca di Orderico Vitale rimane una delle più importanti del suo periodo. Il monaco di Saint-Évroult si distingue rispetto agli altri cronisti per l'acutezza della narrazione, per l'indipendenza del suo punto di vista e per i ritratti spesso originali dei grandi personaggi dell'epoca. Orderico Vitale fu inoltre il primo autore a non limitarsi a narrare i soli fatti storici, riportando nel suo lavoro anche usanze, tradizioni, fenomeni di costume, voci popolari, miti e leggende.
Biografia Origini La famiglia di Orderico Vitale
La maggioranza delle informazioni sulla vita del cronista è nota grazie allo stesso Orderico Vitale, che nelle sue opere occasionalmente parla di sé e delle sue esperienze passate. Nacque il 16 febbraio 1075 nel villaggio di Atcham, vicino alla città di Shrewsbury, poco dopo l'avvenuta conquista normanna dell'Inghilterra... L'evento storico era stato determinante per la sua nascita: il padre Odelerio era infatti un chierico normanno di Orléans (almeno è noto che il nonno Costanzo provenisse da lì). che era giunto in Inghilterra al seguito del magnate Ruggero II di Montgomery, di cui era cappellano e confessore....
All'epoca il celibato ecclesiastico era ancora piuttosto lasso e poco rispettato, e Odelerio fu quindi libero di contrarre matrimonio nel reame appena conquistato dai normanni. Il chierico si sposò con una donna anglosassone, la cui identità non è nota, ed ebbe tre figli. Il primogenito dell'unione fu proprio Orderico, seguito poi da due fratelli minori di nome Benedetto ed Everardo, anche loro fattisi monaci. Orderico credeva di possedere il proprio nome perché il monaco che l'aveva battezzato si era chiamato proprio così,. fungendo anche da suo padrino in una cerimonia solennemente celebrata ad Atcham l'11 aprile 1075. Oltre al legame con Ruggero di Montgomery, Odelerio godeva anche della prebenda di una chiesa a Shrewsbury e di un piccolo feudo nel villaggio di Wrockwardine, garanzia per lui di buone entrate economiche.
Infanzia e ingresso a Saint-Évroult
Nel 1080, quando Orderico aveva cinque anni, i suoi genitori lo mandarono a formarsi da un monaco anglosassone di nome Siward, che teneva scuola nell'abbazia di Shrewsbury, dal 1082 ristrutturata e ampliata sotto la direzione di Odelerio e coi finanziamenti del barone Ruggero.. Orderico ricevette da Siward un'educazione di base nella lettura e nella scrittura, nonché nella storia degli anglosassoni, la cui identità e cultura adottò egli stesso. Durante l'infanzia sviluppò le sue lingue madri, in primis l'inglese antico dialettale che si parlava a Shrewsbury e che citò a volte nelle sue opere, ben diverso dalla forma alta che sarebbe divenuta la moderna lingua inglese. In seguito apprese il latino, che conosceva molto bene e usava correntemente, sia grazie agli insegnamenti di Siward sia, probabilmente, per l'uso domestico che ne faceva col padre Odelerio, il quale era madrelingua francese e parlava poco l'anglosassone.. La sua ignoranza del francese testimonia che durante l'infanzia interagì poco coi conquistatori normanni, sebbene il padre fosse proprio uno di loro.
Il padre Odelerio decise almeno fin dal 1082, durante un pellegrinaggio a Roma,. di consacrare il primogenito alla carriera ecclesiastica, e nel 1085 inviò quindi Orderico all'abbazia di Saint-Évroult, in Normandia, dove inizialmente entrò come oblato, affinché fosse educato.. Come lascia intendere lo stesso Orderico, ciò avvenne solo per l'imposizione della volontà paterna, e per questo il cronista fa trasparire un certo astio contro il genitore, che non rivide mai più. (pur dedicandogli a volte degli elogi per il suo fervore religioso).. Orderico invece non rammentò mai la madre nei suoi scritti, della quale non si sa nemmeno il nome, segno che anche con lei il rapporto era tutt'altro che positivo. La scelta cadde sull'abbazia di Saint-Évroult a causa dei complessi rapporti che la legavano a Ruggero II di Montgomery, padrone di Odelerio e della sua famiglia. Il barone normanno aveva infatti avuto in precedenza una faida con l'abbazia, specialmente a causa della sua prima moglie Mabel di Bellême, che per lungo tempo era stata impegnata a razziare tutte le terre vicine alle sue per contrasti con l'aristocrazia locale, depredando anche l'abbazia assieme al marito e occupandola per diversi periodi. La nobildonna era poi stata assassinata il 2 dicembre 1079 a Bures dai numerosi nemici che si era fatta con la sua condotta sanguinaria; nei suoi ultimi anni, pentito delle proprie azioni, Ruggero cercava allora di fare ammenda riempiendo l'abbazia di doni, tra cui anche nuovi monaci per rimetterla in sesto. I genitori di Orderico pagarono trenta marchi per l'ammissione del figlio a Saint-Évroult, e Orderico ricorda che il padre pianse al momento dell'addio. Il padre Odelerio doveva essere animato da sincero e potente fervore religioso, poiché poco dopo rinunciò a molti dei suoi beni donandoli all'abbazia di Shrewsbury, dove entrò come monaco assieme all'altro figlio Benedetto.
Complice la sua totale ignoranza del francese, per qualche tempo e come egli stesso afferma, Orderico rimase isolato e alienato. Il suo libro, sebbene scritto molti anni dopo, svela che non perse mai la sua mentalità anglosassone e il suo attaccamento al paese natale, con ciò dimostrando che mal si adattò al contesto franco-normanno. Egli era inoltre convinto di essere stato inviato sul continente, in una realtà molto diversa dalla natia Inghilterra, proprio per privarlo di possibili appoggi fuori del monastero, ed impedirgli così fughe e stili di vita alternativi.. Sebbene non ancora ordinato, ricevette la tonsura il 21 settembre 1085, appena arrivato all'abbazia, per volontà dell'allora abate Mainiero. Quando Orderico raggiunse l'età di pronunciare i suoi voti di monaco benedettino, col consenso dei superiori decise di cambiare nome in Vitale, un soprannome attribuitogli dai confratelli in onore di san Vitale, un cristiano della mitica legione tebana, per sostituire l'originario "Orderico", considerato difficile da pronunciare in francese. Privatamente il monaco non abbandonò mai il suo vecchio nome, affiancandolo a quello nuovo. Inoltre, nel titolo della sua grande cronaca egli si aggiunse al nome, con orgoglio, l'epiteto Angligena ("l'anglosassone" o "l'inglese")..
A capo dello scriptorium Prime nomine ed esordi
Orderico divenne suddiacono il 15 marzo 1091 dietro nomina di Gilbert Maminot, vescovo di Lisieux. Fu poi elevato a diacono il 26 marzo 1093 da Serlone, vescovo di Séez, e poi ancora sacerdote il 21 dicembre 1107 dall'arcivescovo di Rouen Guglielmo Bona Anima. Dimostrò subito una grande affinità con i libri e la letteratura, e l'abate Ruggero di Sap lo assegnò quindi allo scriptorium dell'abbazia, dove trascorreva la maggior parte del suo tempo. Entro il 1109 svolgeva già l'attività di amanuense e in tale periodo curò la trascrizione del Gesta Normannorum Ducum di Guglielmo di Jumièges, contribuendo ad abbellirlo e ad ampliarlo in alcuni punti.
Della biblioteca originaria di Saint-Évroult sono sopravvissuti numerosi codici, una ventina dei quali presentano la stessa grafia del Gesta Normannorum Ducum copiato da Orderico Vitale, che ne sarebbe quindi sempre l'autore. Tra questi testi, si ricordano lHistoria ecclesiastica gentis Anglorum di Beda il Venerabile, la Vita sancti Willibrordi di Alcuino di York e una Vita di sant'Etelvoldo scritta da Vulstano di Worcester.
L'Historia Ecclesiastica, i viaggi e la morte Notata la sua abilità come amanuense, l'abate Ruggero cominciò a riservargli lavori sempre più impegnativi, finché non lo mise a capo dello scriptorium e gli chiese di redigere una storia dell'abbazia stessa. LHistoria Ecclesiastica fu quindi cominciata all'incirca nel 1110 (certamente prima del 1115), e inizialmente era limitata ai soli fatti storici riguardanti l'abbazia di Saint-Évroult. Capendo tuttavia la potenziale portata dell'opera e incoraggiato dal nuovo abate Guerino des Essarts, verso il 1120 Orderico decise di espanderla e di renderla una storia universale, concentrandosi maggiormente sulla Normandia e sull'Inghilterra, i paesi che maggiormente conosceva e ammirava.
Orderico Vitale risiedette a Saint-Évroult per tutta la vita, impegnato com'era nell'ambiziosa stesura dellHistoria. Non era tuttavia un monaco di clausura, e negli anni effettuò numerosi viaggi, spesso per documentarsi. Lui stesso nei suoi scritti afferma di aver visitato Croyland nel 1116 (dove fu ospite dell'abate Goffredo, un suo vecchio compagno a Saint-Évroult), poi Worcester, Cambrai e l'abbazia di Cluny, quest'ultima visitata in occasione della grande assemblea dei monaci francesi che vi si tenne il 20 marzo 1132. In totale visitò l'Inghilterra almeno tre o quattro volte. Il 3 giugno 1110 morì il padre Odelerio nella natia Shrewsbury, ma non pare che Orderico si sia recato al suo capezzale, né a visitare la sua tomba. Forse era presente al concilio di Reims del 1119 in rappresentanza della sua abbazia, ma il fatto non è certo. L'ultimo suo spostamento noto è del 9 agosto 1134, quando nella cittadina di Le Merlerault, non lontano dalla sua abbazia, fu sorpreso da una violenta tempesta.
Orderico Vitale lavorò alla sua Historia in maniera assidua per il resto della vita. Mise mano all'opera per l'ultima volta nell'estate 1141, quando è certo che fosse ancora in vita. Dopo quella data lHistoria Ecclesiastica fu modificata solo da persone diverse dall'autore e in maniera marginale, e gli storici ritengono che Orderico Vitale sia morto tra la fine del 1141 e l'inizio del 1142. Sul rotulo mortuario di Saint-Évroult viene citata la morte di un monaco di nome Vitale il 3 febbraio 1142, e non è improbabile che si trattasse proprio del cronista, ma manca la certezza assoluta della sua identità. È comunque con sicurezza possibile ipotizzare che spirò entro il 1143.
Stile Redatti in lingua latina, nei suoi scritti Orderico Vitale si dimostra un autore sagace e raffinato, esprimendo un acuto spirito di osservazione e una comprensione non comune delle dinamiche sociopolitiche del tempo. L'interesse di Orderico si concentrava sui fatti a lui contemporanei o di poco precedenti, a cui era dedicato un notevole livello di approfondimento, a discapito della storia antica, riportata invece in misura limitata e quasi verbatim da fonti classiche.
Lo stile di scrittura di Orderico è stato giudicato in maniera mista dai critici. L'aspetto più peculiare dell'opera di Orderico è l'assenza di un ordine cronologico preciso, a cui si associa una frequente consecutio temporum maldestra della narrazione, foriera di un certo senso di confusione. Inoltre, il latino impiegato da Orderico Vitale non è particolarmente elegante e sfocia spesso nella pedanteria. Grazie al suo ampio uso di digressioni, l'autore riesce comunque a raggiungere un alto grado di approfondimento, circostanza inconsueta per le fonti coeve. Ha inoltre il vezzo di attribuire titoli risalenti alla civiltà romana, e quindi anacronistici, alle figure storiche del suo tempo, allo scopo di conferire loro prestigio e importanza.