Biografia Figlio di Antonio Fogar, funzionario delle Assicurazioni Generali, e Alma, docente; è il secondo di quattro fratelli. Nato e cresciuto a Milano, si dedica all'avventura fin da giovanissimo; è a Trieste, città natale del padre, che vede per la prima volta il mare. A neanche 18 anni aveva già attraversato per ben due volte le Alpi con gli sci, oltre ad aver intrapreso imprese come scalatore. In questo periodo inoltre si diploma in ragioneria. Tra le competizioni sciistiche più importanti alle quali ha preso parte figurano la Marcialonga in Italia e la Vasaloppet in Svezia, gareggiando sulle distanze di 70 km e 90 km.

Poco più che maggiorenne inizia a praticare il paracadutismo e si dedica in seguito al volo acrobatico. Poco dopo aver terminato il servizio militare di leva, durante il suo 56º lancio un inconveniente tecnico mette a rischio la sua vita: il paracadute non si apre e precipita a 100 km/h: fortunatamente si salva.

In questo periodo, nutrendo interesse per la politica internazionale e la sociologia, frequenta scienze politiche presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC) di Milano. Prende inoltre il brevetto di pilota per piccoli aerei acrobatici; sempre in questi anni lavora anche alla Scala di Milano. Era anche radioamatore, a lui era assegnato il nominativo I2NSF.

Dopo il cielo passa all'esperienza sul mare: tra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70 partecipa a varie regate nel Mediterraneo. Nel 1972 attraversa il Nord-Atlantico in solitaria per quasi tutto il viaggio senza l'uso del timone a causa di un'avaria. La transatlantica in solitario, la OSTAR 1972, lo porterà ad essere uno dei primi due italiani ad aver compiuto questa impresa. Nel 1973 partecipa alla regata Cape2Rio Città del Capo-Rio de Janeiro e alla regata internazionale Siracusa-Malta.

Nel 1973 pubblica per la Bietti Il mio Atlantico; con il libro si aggiudica il premio CONI per la letteratura e l'anno successivo il Premio Bancarella Sport.

Dal 1º novembre 1973 al 7 dicembre 1974, per un totale di 402 giorni, effettua la circumnavigazione del globo in solitaria da est verso ovest, cioè in direzione opposta rispetto alle correnti, con uno sloop, un tipo di barca a vela, chiamato "Surprise". Questo giro del mondo nella direzione opposta ai venti e alle correnti predominanti, iniziato e terminato a Castiglione della Pescaia, nelle acque della Toscana, lo fa di fatto entrare come primo italiano nell'olimpo dei suoi predecessori, quali lo statunitense Joshua Slocum e i britannici sir Francis Chichester e Chay Blyth.

Nel 1974 viene premiato, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), con la Medaglia d'oro al valore atletico per meriti eccezionali in base all'articolo 2 del regolamento della circumnavigazione in solitario in barca a vela. Sempre nel 1974 riceve il Grifone d'oro per aver compituto la circumnavigazione del globo, impresa caratterizzata dalle eccezionali doti di coraggio e perizia, e "dall'esaltazione dei valori dello spirito che possono prevalere sulla materia e dare un senso e un ideale alla vita umana".

Il 13 gennaio 1975 è nominato Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana; nello stesso anno con ilSurprise affianca lo yacht del Presidente dell'Egitto Sadat durante la riapertura del Canale di Suez. Inoltre, nel 1975, pubblica per la Rizzoli il best seller 400 giorni intorno al mondo. Sempre nello stesso anno, il 17 novembre, nasce a Tradate la sua primogenita Francesca, avuta da Maria Teresa Panizzoli.

Nel 1975, ha riceve il "Premio atleta dell'anno".

Negli anni '70, inoltre, è stato il padrino di cresima di Guido Meda.

Nel 1976 è la volta di un'altra transatlantica in solitaria: Fogar affronta la OSTAR 1976. Pubblica il libro Messaggi in bottiglia edito da Landoni.

L'anno successivo decide di esplorare il Triangolo delle Bermude e lo fa insieme a Enzo Maiorca e Uri Geller. Nello stesso anno inoltre, pubblica L'ultima leggenda edito da Rizzoli.

Sempre nel 1977 si prepara per una nuova impresa a bordo del Surprise; si tratta di una traversata transatlantica alla quale partecipa anche Alberto Rudi, cognato di Ambrogio Fogar, marito della sorella di Ambrogio, Maria Grazia. Il 6 gennaio 1978, salpa da Mar del Plata intraprendendo la navigazione verso l'Antartide; il 18 gennaio, al largo delle isole Falkland nel Sud dell'Oceano Atlantico, la sua imbarcazione viene colpita da un branco di orche o balene e affonda in poco tempo. Con lui c'è il suo amico e compagno di viaggio, il giornalista Mauro Mancini. I due, che riescono a portare con loro sulla zattera autogonfiabile di salvataggio solo un po' di zucchero e un pezzo di pancetta e a uccidere a colpi di remi due cormorani nelle settimane successive, sopravviveranno in mare bevendo acqua piovana e nutrendosi di una specie di telline che si attaccava al fondo della zattera. Il 2 aprile, dopo 74 giorni alla deriva, vengono finalmente individuati e soccorsi dal mercantile greco Master Stefanos al comando di Johannis Kukunaris. Sono in gravissime condizioni, i due hanno perso circa 40 chilogrammi ciascuno: due giorni dopo Mauro Mancini muore di polmonite. Solo Ambrogio Fogar riesce a sopravvivere.

Nel 1978 pubblica La zattera, edito da Rizzoli, e Il giro del mondo del Surprise, edito Epipress-Famiglia cristiana; nello stesso anno riceve il Premio Barendson. Nel 1979 vince il Premio Bancarella Sport con il libro La zattera edito da Rizzoli; nello stesso anno viene pubblicato il vinile Ambrogio Fogar - Chi è la mamma del Sole? per la Lotus. Riceve la medaglia d'oro al valore marinaro.

Negli anni '80 Fogar è il direttore della collana Dentro l'avventura pubblicata per Rizzoli Junior. Tra il 23 e il 26 febbraio 1980, sul Pizzo Fornalino delle Alpi Pennine, Ambrogio Fogar, Graziano Bianchi e Ambrogio Veronelli, sulla parete est, aprirono una via d'arrampicata lunga 350 m, fino alla vetta. Nel 1981 partecipa al "Grand Prix", correndo sulla distanza di 20,8 km; la corsa su strada si è sviluppata nei territori del meratese.

Negli anni '80, insieme a Claudio Schranz, effettua due spedizioni polari. Sempre negli anni '80 trascorre due mesi in Alaska per imparare a condurre i cani da slitta, si sposta poi sull'Himalaya e in Groenlandia e trascorre una settimana in un crepaccio sull'Adamello: tutto questo per prepararsi per la sua successiva impresa. Nel 1983 infatti, in compagnia di Armaduk, il suo cane meticcio di Canadian Eskimo Dog, conquista a piedi il Polo nord. L'impresa dura 51 giorni.

Negli anni '80, inoltre, Armaduk viene spesso contattato da un'azienda che produce alimenti per animali e, oltre ad avere il suo nome e la sua immagine sulle confezioni, intraprende anche dei tour promozionali. Sia Ambrogio Fogar sia Armaduk, inoltre, diventano personaggi della LEGO. Armaduk morirà il 24 febbraio 1993 di vecchiaia, all'età di 17 anni; il 4 ottobre 2022, nella Giornata mondiale degli animali, gli sarà dedicata un'area sgambamento cani a Desio.

Nel 1983 pubblica Sulle tracce di Marco Polo, edito da Mondadori, e Verso il Polo con Armaduk, edito da Rizzoli. È il protagonista di Poli Mirabilia - La marcia sul pack e altre meraviglie, radio-documentario presentato al Prix Italia nel 1983 e trasmesso da Rai Radio 1 nel 1984.

Gli anni '80 fanno da sfondo a due importanti momenti sentimentali: avviene la rottura con Maria Teresa Panizzoli e, nello stesso decennio, inizia una relazione con la donna che sarà la sua ultima compagna, l'ungherese Katalin Szijarto.

Diventa conduttore televisivo e abile divulgatore, mettendo a frutto le proprie capacità di esploratore, con il fortunato programma d'avventura Jonathan - Dimensione avventura da lui creato e trasmesso su Canale 5 dal 1984 al 1986 e successivamente su Italia 1 dal 1986 al 1991. Per realizzare il programma Ambrogio Fogar ha girato il mondo con la sua troupe, realizzando immagini di rara bellezza e spesso in condizioni di estremo pericolo. Parallelamente, trasmesso sulle stesse reti negli stessi anni, Ambrogio Fogar conduce anche Antologia di Jonathan. Nel 1985 con Jonathan - Dimensione avventura vince il Gran Premio Internazionale dello Spettacolo e riceve quindi il Telegatto.

Nel frattempo, tra il 1987 e il 1988 co-conduce Parliamone, il talk di Buongiorno Italia, su Canale 5. Nel 1988 fonda una casa di produzione. Tra il 1989 e il 1991 conduce Campo base - Il mondo dell'avventura e Speciale campo base, programmi andati in onda per la televisione slovena su TV Koper-Capodistria e per la televisione italiana su Canale 5 e dal 1990 anche su TELE+2.

Pubblica sulle pagine del Corriere dei ragazzi la storia delle sue imprese e diventa anche direttore della rivista "Molto interessante", edita dalla Peruzzo. Dopo il mare è la volta del deserto e Ambrogio Fogar partecipa a tre edizioni del Rally Dakar (in quegli anni noto con il nome Parigi-Dakar) e a tre edizioni del Rally dei Faraoni, a bordo di veicoli, fuoristrada, Land Rover o Suzuki. Durante la sua vita, ha praticato vari sport tra cui anche la corsa: in particolare ha disputato delle maratone e ha corso anche distanze superiori ai 42 km, quali quelle sui 100 km. Nel 1990 riceve il Premio Panathlon International.

Il 31 luglio 1991 nasce a Milano la sua secondogenita Rachele, avuta dall'ungherese Katalin Szijarto. Di professione modella, ha ereditato dal padre la passione per le sfide e gli sport estremi; ha inoltre anche il brevetto di paracadutismo e alcune patenti tra cui quella nautica. Partecipa anche a vari reality, come per esempio Pechino Express 7 - Avventura in Africa o Calzedonia Ocean Girls, ad alcuni dei quali ha partecipato insieme all'amica e collega Linda Morselli.

Il 12 settembre 1992 Ambrogio Fogar è vittima di un gravissimo incidente in Turkmenistan, durante l'ottava tappa del rally Pechino-Mosca-Parigi nel quale compone un equipaggio con Giacomo Vismara. Il fuoristrada, un Range Rover, si ribalta per via di una grossa pietra situata sotto la sabbia; il suo compagno esce miracolosamente illeso, ma Fogar subisce la frattura della seconda vertebra cervicale e rimane quasi completamente paralizzato. Questa disgrazia non riesce però a domare il suo spirito d'avventura e di divulgatore.

Dal 1996 al 2005 prende parte a Galapagos, programma televisivo trasmesso su Canale 5, in cui cura e conduce in particolare la rubrica Ritorno di un amico. Nel 1997, su una sedia a rotelle basculante, partecipa al giro d'Italia in barca a vela. Non smettendo mai di lottare e non arrendendosi alla malattia, dice: «Io resisto perché spero un giorno di riprendere a camminare, di alzarmi da questo letto con le mie gambe e di guardare il cielo…». Sempre nel 1997 pubblica il libro Solo. La forza di vivere, edito da Mondadori. L'anno successivo è protagonista del documentario-fiction Ambrogio Fogar - Il viaggio trasmesso da Italia 1.

In questo periodo è testimonial per la campagna di raccolta fondi dell'associazione miolesi e per la crociata di Greenpeace contro la caccia alle balene. Collabora, inoltre, con La Gazzetta dello Sport e No Limits World. Negli anni le sue avventure sono state raccontate anche tramite fumetto. Inoltre Ambrogio Fogar è stato spesso testimonial pubblicitario; con la Bayer, oltre al ruolo di testimonial, narra in brevi racconti all'interno delle pubblicità sue esperienze di vita che si traducono in insegnamenti.

Nel 2001 viene insignito del Premio Cantello e l'anno successivo della cittadinanza onoraria di Cantello.

Nel 2005 pubblica Contro vento. La mia avventura più grande, edito da Rizzoli, che riscuote molto successo e ha ben tre edizioni in tre mesi. L'anno successivo viene pubblicato il suo ultimo libro Quando c'era Superman. L'ultima avventura di una vita controvento, edito da Piemme. Morte