Le fallacie sono errori nascosti nel ragionamento che comportano la violazione delle regole di un confronto argomentativo corretto.

Caratteristiche

I ragionamenti fallaci appaiono come rigorosi e logici, ma in realtà non sono validi (da non confondere con "veri"):

valido è riferito alla correttezza logica degli argomenti (come le premesse implicano le conclusioni); vero riguarda invece la veridicità delle proposizioni con cui si enunciano gli argomenti. Il termine fallacia deriva dal latino fallere che significa ingannare. Il più delle volte tali ragionamenti vengono costruiti ad hoc da colui o coloro che li propongono, con l'intento di ingannare o anche persuadere l'interlocutore. Diverse definizioni di fallacia sono state proposte da vari autori.

Tutte le definizioni comunque le descrivono come un problema logico linguistico caratterizzato da un paio di aspetti: sembrare qualcosa che non è; avere una forma di erroneità, invalidità o scorrettezza.Mucciarelli G., Celani G., Quando il pensiero sbaglia. La fallacia tra psicologia e scienza, UTET, (2002), ISBN 9788877507648

Classificazione

In letteratura vi è un gran numero di classificazioni e schemi delle fallacie. Non sembra vi sia accordo su come classificarle, ma vi è certamente accordo su quali siano le fallacie. In particolare quasi tutte le trattazioni contemplano una ventina di fallacie ricorrenti. La maggior parte di esse è rintracciabile già nel trattato di Aristotele De sophistici elenchis (Le confutazioni sofistiche).

Le fallacie vengono suddivise tradizionalmente in due gruppi: informali e formali. Le fallacie informali sono «quegli errori del ragionamento nei quali possiamo cadere o per negligenza e disattenzione nei confronti di ciò di cui ci occupiamo, o perché tratti in inganno dalle ambiguità del linguaggio usato per formulare il nostro argomento». Le fallacie formali sono così denominate per somiglianza con i modelli di inferenza tipici della logica formale. Copi suddivide poi le fallacie informali in fallacie di rilevanza e fallacie di ambiguità. WaltonWalton D.N., A Pragmatic Theory of Fallacy, The University of Alabama Press, Tuscaloosa - London (1995), aggiunge un terzo gruppo: le fallacie induttive.

Fallacie della logica aristotelica L’opera principale di Aristotele sulle fallacie logiche è lOrganon, una raccolta di trattati che gettano le basi stesse della logica. L'Organon è composto da sei trattati. Le fallacie logiche vengono discusse principalmente negli Elenchi Sofistici. Aristotele divide le argomentazioni fallaci in due categorie: quelle in dictione (fallacie verbali) e quelle extra dictionem (fallacie non verbali).

Fallacie verbali Questo tipo di fallacie (dette anche "fallacie linguistiche") era definito da Aristotele "fallacie legate all'uso delle parole" poiché sono legate all'uso delle parole e delle forme linguistiche. Sono gli argomenti che nascondono la non-verità sotto i vari significati di una stessa parola o di una stessa espressione linguistica.

Equivocazione Si verifica quando la stessa espressione è usata con due o più significati, di cui uno in premessa e l'altro nella conclusione.

Esempio: "La logica è meglio di niente, niente è meglio della salute…" (La conclusione dipende dal significato che vogliamo dare alla parola 'niente'.)

Anfibologia o ambiguità grammaticale L'anfibologia (dal greco amphibolía, "incertezza", e lógos, "discorso") è un discorso o un'espressione contenente un'ambiguità sintattica e quindi interpretabile in modi diversi a seconda di come viene letta. In genere si parla di anfibolia, cioè di un'ambiguità strutturale che non risiede in una o più parole ma nel modo in cui le parole sono legate fra loro. Ci si trova spesso di fronte ad anfibologie quando sono presenti più quantificatori in una stessa frase.

Esempio: "Tutti i ragazzi amano una ragazza." (Può significare: "C'è una ragazza che tutti i ragazzi amano", oppure "Ciascun ragazzo ama una diversa ragazza")

Fallacia di composizione La Fallacia di composizione avviene quando ci si inferisce erroneamente alla qualità complessiva di un oggetto sulla base della qualità delle sue componenti.

Esempio: "Il ristorante è ottimo perché tutti gli ingredienti sono di prima qualità." (Qui si suppone che la bontà di un ristorante dipenda solo dalla qualità degli ingredienti, ignorando altri fattori come la preparazione dei piatti, il servizio, l'ambiente, ecc.)

Fallacia della divisione La Fallacia della divisione è l'inverso della precedente. Si ha quando il tutto ha determinate caratteristiche e le stesse caratteristiche vengono attribuite alle parti che lo compongono.

Esempio: "Gianni lavora all'università, quindi è una persona colta e istruita." (Si suppone che il fatto di lavorare in un'istituzione accademica renda automaticamente colti e istruiti, ignorando che Gianni potrebbe svolgere mansioni non legate all'istruzione o alla ricerca)

Fallacia di accento La Fallacia di accento consiste nell'essere portati a conclusioni non dovute in base allo spostamento di accento da una parola all'altra.

Esempio: "La regina non può che essere lodata." (Possono esserci due diverse letture: Se l'accento è posto sulla parola 'regina', allora non siamo liberi di criticarla. Se l'accento è posto sulla parola 'lodata', è perché realmente stiamo facendo una lode alla regina)

Fallacie non verbali

Fallacia dell'Accidente Si verifica quando si applica una regola generale a un caso particolare al quale la regola non si applica a causa di un attributo accidentale.

Esempio: "Tutti gli uccelli possono volare" (Questo non tiene conto del fatto che alcune specie di uccelli, come il pinguino, non possono volare)

Fallacia di Secundum Quid Implica una confusione tra forme qualificate e non qualificate di una frase.

Esempio: "Lui corre velocemente in pista, quindi deve correre velocemente ovunque." (Questo ignora il contesto specifico in cui la persona corre velocemente)

Ignoranza della Confutazione È un errore riguardante ciò che deve essere precisamente provato o confutato in un argomento.

Esempio: "Se non puoi dimostrare che ho torto, allora devo avere ragione." (Questo ignora la possibilità che l'argomento non sia stato ancora adeguatamente esplorato)

Fallacia della Petizione di Principio Si verifica quando l'argomento si basa su una premessa che richiede la stessa conclusione che si sta cercando di dimostrare.

Esempio: "La lettura è un buon passatempo perché è utile per passare il tempo." (La conclusione è presupposta nella premessa)

Fallacia dell'affermazione del conseguente Fallacia formale che consiste nel pretendere che, dato un condizionale vero e dato il verificarsi del suo conseguente, allora sia vero anche l'antecedente.

Esempio: Se l'economia è in ripresa, l'inflazione scende; l'inflazione scende, quindi l'economia è in ripresa. (Invalido: l'inflazione potrebbe scendere per una grave recessione e crollo dei consumi, non per una ripresa).

Ignoratio elenchi La fallacia della conclusione irrilevante si manifesta quando le premesse sostengono una conclusione diversa da quella che compare nella formulazione dell'argomentazione.

Esempio: Il tasso di inflazione scende dal 10% al 7%, quindi l'economia è in ripresa (le premesse dimostrano solo che l'inflazione scende, non che l'intera economia sia sana).

Fallacia della Falsa Causa Si verifica quando si stabilisce una relazione causale senza sufficiente prova o quando si confonde la correlazione con la causalità.

Esempio: "Dopo che il gallo canta, sorge il sole. Quindi, il canto del gallo causa l'alba." (Questo confonde la correlazione con la causalità)

Fallacia dell'Argomento Circolare Questa fallacia si verifica quando le conclusioni dell'argomento sono presupposte nelle premesse.

Esempio: "Sono affidabile perché dico la verità. Dico la verità perché sono affidabile." (Le premesse e la conclusione si presuppongono a vicenda)

Altre fallacie linguistiche

Pensiero doppio Il pensiero doppio avviene quando ciascun enunciato annulla l'altro e quindi si dice tutto e nulla.

Esempio: "I bambini sono buoni e cattivi." (Non viene delineata una posizione definitiva) Vaghezza Vaghezza si riferisce a quella forma di indeterminatezza che si manifesta non tanto nella presenza di significati molteplici, quanto piuttosto nell'assenza di criteri rigorosi per l'uso corretto di una parola.

Esempio: “Le persone anziane necessitano di attenzioni particolari.” (Questo enunciato è vago perché non specifica cosa si intende per “anziane” né quali sarebbero le “attenzioni particolari”)

Generalizzazione indebita

Vi cadiamo quando traiamo una conclusione riguardante un'intera classe di oggetti a partire dalle informazioni su uno solo o su alcuni dei suoi componenti.

Esempio: "Ho conosciuto un mendicante disonesto. Quindi tutti i mendicanti sono disonesti." (Basandosi su ununica o poche esperienze personali si commette l'errore di attribuire a un intero gruppo, in questo caso i mendicanti, una caratteristica nella realtà presente in minoranza)

Generalizzazione statistica È il ragionamento pseudo-induttivo che si basa su una campionatura numericamente insufficiente, mentre pretende di avere una conclusione generale.

Esempio: "Su un campione di 50 studenti, il 70% ha ammesso di copiare durante gli esami. Dunque il 70% degli studenti copia durante gli esami." (Un campione di 50 studenti non è rappresentativo di tutta la popolazione studentesca specie se presi da un'unica scuola, bisogna anche considerare altri fattori come se la scuola è pubblica o privata, se gli studenti intervistati hanno in media voti alti o voti bassi ecc... Eliminando quindi fattori di confondimento e ampliando il campione statistico)

Fallacia del giocatore La fallacia del giocatore o dello scommettitore ha la seguente forma: "È da molto che non si verifica l'evento X, perciò si verificherà presto".

Esempio: "È da molto che non estraggono il numero 13; dunque il numero 13 uscirà presto." (Ogni estrazione è un evento indipendente, la probabilità di uscita di un numero non aumenta con il passare del tempo)

Fallacia dell'evidenza soppressa La fallacia dell'evidenza soppressa avviene quando colui che propone una tesi tace una premessa nascosta. Ne nasce un ragionamento circolare, per il quale la tesi appare vera. Ma se le informazioni contenute nella premessa emergessero, invaliderebbero la conclusione.

Esempio: "Marco è un bravo studente, ottiene sempre buoni voti. Quindi è probabile che supererà l'esame." (Se si omette il fatto che Marco non ha studiato per quell'esame specifico, la conclusione diventa infondata)

Fallacia dell'ignoranza invincibile La fallacia dell'ignoranza invincibile consiste nel rifiuto totale di credere a un'idea, ignorando ogni prova contraria e evitando la discussione.

Esempio: "Non importa quante prove scientifiche mi mostrerai, io non crederò mai nella teoria dell'evoluzione perché va contro i miei principi religiosi." (In questo caso, la persona rifiuta categoricamente di considerare le evidenze a favore dell'evoluzione, chiudendosi ad ogni possibile discussione sull'argomento)

Fallacie di presupposizione Siamo in presenza di tali fallacie quando in un'argomentazione le premesse contengono già quello che la conclusione vuole dirci. Si assume una premessa ad hoc, specificamente orientata a portare verso la conclusione predeterminata.

Fallacia patetica, un'espressione coniata dal poeta britannico John Ruskin che consiste nell'attribuire l'emozione e la condotta umane a cose che si trovano in natura, cioè che non sono umane. È alla base di alcuni metodi di divinazione.

Esempio: (in fisica) "L'aria odia essere compressa, perciò contrasta la pressione che le si impone". Oppure: "La natura rifiuta il vuoto".