Magnanimità etimologicamente deriva dal latino e, come anche nel caso del sanscrito mahatma, è una parola composta da magnus, "grande", e anĭmus, "animo": grandezza d'animo.
Nella filosofia greca Per il IV libro dell'Etica Nicomachea di Aristotele, la magnanimità (Megalopsychía) è quella virtù acquistatrice e moderatrice di onori e fama. Magnanimo è colui che si ritiene degno di onori e fama perché ne è veramente degno, senza ricadere nel difetto che è la pusillanimità (Micropsichia), il vizio di chi non si ritiene degno di onori e fama, ma neanche eccedere, per presunzione (chaymotes), cioè aspirare a onori e fama senza esserne degno.
Non deve, inoltre, peccare d'audacia (Megalocindinia) aspirando ad imprese al di fuori delle sue capacità. La magnanimitade è uno dei concetti più rilevanti tra quelli trattati nel Convivio di Dante: esempi di magnanimità sono Saladino o Bertran de Born (Convivio, trattato IV, cap. XI). Di audacia potrebbe essere peccatore l'Ulisse dantesco.
Negli scritti di Natoli Il significato letterale di "magnanimità" è "grandezza d'animo"; al riguardo, occorre tuttavia tenere presente che animo va inteso, prima che come sinonimo di anima, come quella particolare propensione individuale a tendere verso determinati fini, ossia ad essere animati al perseguimento di alcuni obiettivi fondati su propri valori. In questo senso il magnanimo è colui che risulta appunto avere un "grande animo", vale a dire colui che è animato al raggiungimento di grandi traguardi morali volti al bene (il termine magnus ha infatti di per sé una connotazione positiva)come del resto ben spiegato qui di séguito citando la definizione di Salvatore Natoli.
In Parole della filosofia o Dell'arte di meditare (1ª ed. 2004) Salvatore Natoli sostiene che la magnanimità, «grande virtù antica di cui oggi si è perso perfino il nome», non va confusa con la generosità. Il magnanimo, infatti, «è colui che punta a cose grandi e impegnandosi per questo produce cose buone e, se forte abbastanza, una sovrabbondanza di bene che ridonda a vantaggio di tutti». «In questo padroneggiarsi ci si rende, paradossalmente, più disponibili nei confronti degli altri, si diventa indirettamente generosi, dal momento che bonum est diffusivum sui»:Ibidem. «Il magnanimo non guarda gli altri non perché li sottovaluta, ma perché trova nel compito che si è prefisso la propria misura.»Ibidem.
Note
Voci correlate Mahatma Parole della filosofia Virtù Bene (filosofia)
Altri progetti
Categoria:Virtù