Fu accreditato all'UEO, all'OCDE e all'OPEC sin dalla loro fondazione e membro dellInternational Institute for Strategic studies di Londra. Ha intervistato i maggiori esponenti militari europei. Dal 1977 risiedé in Francia, a Parigi e a Montigny-sur-Loing. È stato implicato (e, poi, prosciolto) nel presunto golpe bianco, con Edgardo Sogno, e nella vicenda Calvi-Sindona.

Biografia Gli studi e i primi contatti con l'antifascismo Giovanissimo, Luigi Cavallo partecipò alle riunioni, all'Università di Torino o sotto i portici di via Sacchi, di un gruppo di giovani universitari (tra 17 e i 21 anni nel 1937) che, in seguito, presero tutti posizioni antifasciste. Trattavasi di Mario Arnò, Paolo Faraggiana, Antonio Micheletti, Alberto Vergnano, Giuseppe Regis (poi passato all'Università di Roma), Leone Diena, Giorgio Diena, Silvia Pons, Lisetta Giua, Liliana De Benedetti, Natalia Ginzburg, Letterio Savoia, Vito Pandolfi (successivamente professore di Storia del Teatro all'Università di Roma e regista; non era iscritto all'Università, ma frequentava l'ateneo, soprattutto per ascoltare le conferenze di Pastronchi, professore di letteratura italiana) e Giulio Tavernari (successivamente scrittore con lo pseudonimo di Stefano Terra); anche lui non iscritto all'Università. Il gruppo manteneva anche contatti con un analogo gruppo romano di Vezio Crisafulli (diventato successivamente presidente della Corte Costituzionale) e Tullio Vecchietti (poi segretario del PSIUP)Ruggero Zangrandi, Il lungo viaggio attraverso il fascismo: contributo alla storia di una generazione, Feltrinelli, Milano, 1962, pag. 555, n..

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La Resistenza . I 18 mesi di stampa clandestina gli valsero l'iscrizione all'albo dei giornalisti professionisti, nel gennaio 1946Ordine dei giornalisti di Torino, Fascicolo iscrizione Cavallo Luigi.

Nell'aprile 1945, nella Torino ancora occupata dalle truppe tedesche, Cavallo scrisse ed impaginò i primi numeri del quotidiano L'Unità, edizione piemontese, con Giorgio Amendola e Ludovico Geymonat. Il 1º maggio 1945 Amedeo Ugolini assunse la direzione del quotidiano comunista e lo nominò capo-servizio di politica interna. Alla Liberazione gestì, con Camilla Ravera, la scuola di partito a TorinoDocumenti. Congresso provinciale, Torino, novembre 1945..

Con L'Unità a Parigi e a Berlino Dal 2 giugno 1946 al giugno 1949, Cavallo fu l'unico corrispondente de L'Unità per le quattro edizioni nei paesi europei ed inviato speciale (sia ad est che ad ovest) con basi a Parigi e Berlino. Pubblicò inoltre saggi sulla rivista Democratie Nouvelle, diretta da Jacques Duclos; sull'organo del Partito Socialista Unificato di Germania (SED), “Einheit”, controllato da Wilhelm Pieck; su “Action”, allora diretta da Hervé; su Il Politecnico di Vittorini. Tenne due conferenze ai membri del Comitato centrale della SED a Berlino: la prima sul patto di unità d'azione tra comunisti e socialisti; la seconda, sui rapporti tra il PCI e la Lega dei Comunisti di Jugoslavia. Cavallo svolse, dinanzi allo Stato Maggiore dell'esercito di occupazione sovietica in Germania, su richiesta del generale B.S. Kobulov, capo della SMAD (l'amministrazione militare sovietica in Germania), un'analisi della questione jugoslava, commentando la tesi di Rankovic (nº 3 del regime comunista jugoslavo)Sono stati digitalizzati 700 articoli de L'Unità 1945/1949, a firma Luigi Cavallo e N.K., sigla talvolta utilizzata per i “pezzi” redatti da Berlino.. Nel 1948 aveva acquisito copia dell'intera corrispondenza tra Stalin e Tito, stampata dalla segreteria della Lega dei Comunisti di Jugoslavia.

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Alla Conferenza della Pace (1947), Cavallo accompagnò Togliatti, in veste di tecnico delle questioni geografiche, economiche, demografiche e linguistiche relative ai confini italo-jugoslaviParis Conference Verbatim Records, 1947., in incontri all'Ambasciata sovietica di Parigi in rue de Grenelle con Molotov e Manuilskij, e con il diplomatico moscovita Vidiassov.

Nel 1947 e nel 1948, insieme ad Aldo Lampredi, Cavallo organizzò i primi grandi scioperi degli ex prigionieri di guerra e dei minatori polacchi e italiani nei dipartimenti del Passo di Calais e del Nord contro il Piano Marshall, in base alle direttive del CominformCentre des archives contemporaines de France, fascicolo: Ministero degli Interni.

La revisione ideologica Nel 1948 e 1949, a seguito di una meditata e radicale revisione ed autocritica sul piano ideologico e politico, Cavallo fu a commentare e a criticare pubblicamente gli errori strategici, politici ed ideologici del Cominform, facente capo a Stalin, e, quindi, a troncare i rapporti e i legami disciplinari con il PCI. La rottura ufficiale avvenne a Roma a conclusione di una serie di riunioni tempestose protratte per tre mesi, che si svolsero nell'ufficio quadri in via delle Botteghe Oscure, con la partecipazione di Lampredi, Audisio e D'Onofrio.

Il periodo negli Stati Uniti d'America, il rientro in Europa e la prima collaborazione con Edgardo Sogno Il 17 novembre 1949, a Le Havre, Cavallo si imbarcò per New York e si trasferì negli Stati Uniti, accreditato dalla «Ligue Jugoslavija» come giornalista e traduttore presso l'ONU, e come corrispondente a New York di riviste e giornali italiani. Dopo la rottura con il PCI, Cavallo collaborò con Vlado Dedijer nella missione affidatagli da Tito negli USA nel 1950 documentando lo sfruttamento sovietico dell'economia jugoslava nel periodo 1946-49.

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Giunto a Parigi, fu condotto nella notte stessa alla frontiera italiana in quanto “agente sovietico”, organizzatore degli scioperi insurrezionali del 1947-1948 ed anche dei disordini del maggio 1952 in occasione della nomina del generale Matthew Ridgway alla testa delle forze alleate, sebbene Cavallo non fosse nemmeno presente sul territorio francese, non avendo ancora lasciato gli Stati Uniti. La sede del Partito Comunista Francese era stata perquisita e il fascicolo di Luigi Cavallo sequestrato dalla polizia.

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Dopo la pubblicazione delle critiche al Centralismo democratico ed ai metodi di gestione del partito da parte dei membri della direzione del PCI, denunciò lo scandalo INGIC (Istituto nazionale gestione imposte di consumo). Quindi segnalò presunte interferenze dell'ex ministro della giustizia ed ex vicepresidente del Consiglio dei ministri, Palmiro Togliatti, il quale su l'Unità gli dedicò un famoso editoriale intitolato Del non dare querela.... Oltre alla questione OVRA, Cavallo discusse le presunte conseguenze dei finanziamenti sovietici al PCI. Per vent'anni lavorò tra Berlino e l'Italia.

Luigi Cavallo e il colonnello Renzo Rocca I rapporti tra Cavallo e il colonnello Renzo Rocca, responsabile del controspionaggio industriale e tecnologico del SIFAR, risalivano alla sua infanzia. . Successivamente i contatti di Luigi Cavallo con il colonnello Rocca riguardarono i lavori al COCOM (Coordinating Committee for Multilateral Export Controls), il comitato di coordinamento per il controllo multilaterale degli scambi Est/Ovest creato a Parigi. Il COCOM raggruppava 17 paesi membri della NATO (salvo l'Islanda), il Giappone e l'Australia. La missione del COCOM consisteva nel controllare le vendite delle tecnologie verso l'Est nel quadro della guerra fredda. Renzo Rocca fu trovato morto nei suoi uffici di via Barberini a Roma, il 27 giugno 1968.

Al COCOM con Luigi Cavallo, in qualità di giornalista per le inchieste a Berlino, collaborò anche William Mazzocco, nel 1953, rappresentante degli Stati Uniti e facente parte dello staff dell'Ambasciatrice Clare Boothe Luce. Mazzocco fu Alto Commissario degli Stati Uniti a Saigon per gli aiuti civili alle popolazioni vietnamite; nel settembre 1979 a Washington fu un esponente del "Washington Forum", un'organizzazione di consulenza per le più importanti istituzioni finanziarie del mondo, che valutava il rischio-Paese e il tasso d'interesse da applicare ai prestiti richiesti da governi o da grandi istituti di credito. Nel 1979 Mazzocco testimoniò in favore di Luigi Cavallo, quando, su informazioni dell'italo-americano Philip Guarino e del giornalista Giorgio Pisanò, Cavallo venne fermato dall'FBI a New York, dove si trovava insieme al giornalista Romano Cantore per un'inchiesta per la rivista Panorama nel quadro del rapimento di Michele SindonaFascicolo del giudice americano Tendy di New York..

Le campagne giornalistiche ed elettorali in Italia (1953-1976)

Nel 1953 Luigi Cavallo condusse campagne in favore dei sindacati UIL (e CISL in alcuni periodi)Rettifiche, in: La Repubblica, 24 aprile 1988, e: Panorama, 17 dicembre 1984..

Nel 1954 condusse l'inchiesta sull'INGIC, che si trasformò in un processo che durò sedici anni sino alla prescrizione, e nel quale furono implicati numerosi deputati, sindaci e ministri appartenenti a tutti i partiti politici. Seguirono altre denunce: la svendita al gruppo Agnelli della storica sede della Camera del Lavoro di Torino; i traffici dell'Eridania Zuccheri; i finanziamenti di Sindona alla DC nel 1972; e l'affare I.T.T. di Enrico Cuccia, con presunta colossale evasione fiscale, nel 1974.

Nel 1960 fondò l'«Agenzia A» per allargare l'attività con la pubblicazione di inchieste, come quelle riguardanti il coinvolgimento dei servizi segreti italiani nella gestione del terrorismo e nelle stragi che insanguinarono l'Italia per diversi anni e quelle sui grandi scandali finanziari e politici.

Cavallo condusse numerose campagne elettorali per i socialisti Cesare Bensi, Giacomo Mancini, Aldo Aniasi, Giuseppe Lupis ed altri, e per il liberale Antonio Baslini. In accordo con Vittorio Valletta, si spese per le presidenziali in favore di Giuseppe Saragat, che, il 28 dicembre 1964, venne eletto Presidente della Repubblica con il voto dei parlamentari comunisti. Cavallo collaborò con Giacomo Brodolini alla prima bozza dello Statuto dei Lavoratori, che fu redatta e stampata negli uffici e nella tipografia di Cavallo di via del Corso a Roma; organizzò la campagna per la nazionalizzazione dell'energia elettrica promossa da Enrico Mattei e da Vittorio Valletta, con il concorso dei socialisti e dei comunisti.

Nel dossier "S.I.R." (1973), Cavallo denunciò la connivenza dello Stato italiano con Nino Rovelli, proprietario dell'azienda petrolchimica, per i finanziamenti a fondo perduto della Cassa del Mezzogiorno, dell'I.M.I. e del Credito Industriale Sardo per la realizzazione del complesso di Porto Torres e l'acquisizione del gruppo Rumianca.

Il presunto Golpe bianco con Edgardo Sogno

Il 5 maggio 1976 il giudice Luciano Violante emise mandato di arresto per tentativo di “sovvertimento delle Istituzioni” contro Luigi Cavallo ed Edgardo Sogno; i due furono incarcerati per quaranta giorni alla vigilia delle elezioni politiche e successivamente prosciolti in istruttoria perché il “fatto non sussiste”.

Come lo stesso avvocato Vittorino Chiusano dichiarò ai magistrati, Edgardo Sogno, alle soglie della pensione, desiderava entrare in politica presentandosi nelle liste del Partito Liberale Italiano con l'intenzione di recuperare i voti congelati a destra nel MSI-DN, per una possibile coalizione governativa di centro. Un legittimo quadro di discussione politica fu condotta da Luigi Cavallo sulle riforme del potere giudiziario, della difesa, delle Forze armate e dei Servizi segreti, contro la corruzione dilagante e gli sperperi e sugli illeciti finanziamenti ai partiti.

Luigi Cavallo in quel periodo conduceva la campagna per il socialista Aldo Aniasi, sindaco di Milano e per il liberale Antonio Baslini. I documenti e gli scritti e le proposte redatte da Luigi Cavallo in merito a tali riforme sono elencate nei suoi archivi.

Rapporti con Roberto Calvi e Michele Sindona