Biografia Dopo essere cresciuto e aver imparato il lavoro di falegname a Cortina d'Ampezzo, sposato e padre di un bambino, a 40 anni Zardini trova una più favorevole opportunità di lavoro come carpentiere in una ditta di Zurigo. In quegli anni la Svizzera ospitava 1 milione e centomila lavoratori stranieri, tra cui circa 560 000 italiani. Zardini lascia la famiglia nel paese natale ed emigra in Svizzera senza conoscere il tedesco, lingua parlata a Zurigo. A causa dell'abbondante immigrazione si facevano strada le idee xenofobe di cittadini e politici che temevano l'inforestierimento della Svizzera e che trovarono il massimo portavoce nella figura di James Schwarzenbach, esponente dell'Azione Nazionale che promosse un'iniziativa popolare (comunque fallita, anche se con una consistente percentuale di voti favorevoli) volta a fissare ad un tetto massimo del 10% la popolazione straniera.
L'aggressione Alle cinque del mattino del 20 marzo 1971 Zardini esce di casa per recarsi ad un appuntamento con il suo futuro datore di retribuzione. Lungo la Langsstrasse si ferma per bere un caffè al Frau Stirnimaa, uno dei pochi locali aperti al mattino presto. A un tavolo siede il manovale Gerhard Schwitzgebel, 35 anni, schedato dalla polizia. Durante il periodo dell'iniziativa promossa da Schwarzenbach per un tetto massimo della popolazione straniera, il manovale aveva militato attivamente nella propaganda contro l'«inforestieramento».
Fra i due sembra che fosse nata una discussione, ma la reticenza della polizia locale e le testimonianze contraddittorie della decina di persone presenti non hanno mai permesso di far luce sulla verità dei fatti. Schwitzgebel, a tutti noto come Geri (o Gerry Dalle fonti in lingua tedesca.), sicuramente ubriaco e forte della sua prestanza fisica (136 kg di peso), affronta Zardini e lo picchia a sangue. Una volta atterrato, il pestaggio continua con calci sul viso e sull'addome fra l'indifferenza degli avventori.Dal sito orda.it di Giannantonio Stella, immagine dei funerali Ormai apparentemente privo di vita, l'italiano viene trasportato fuori dal locale e disteso sul marciapiede, dove rimarrà ancora agonizzante per alcune decine di minuti prima che venga chiamata un'ambulanza. Durante il trasporto in ospedale, Zardini muore per emorragia interna.
La municipalità di Zurigo si limitò a chiudere la vicenda rimborsando le spese di rimpatrio della salma, che intanto erano state pagate dall'associazione di emigrati Fogolâr FurlànConcetto Vecchio, Cacciateli! - Quando i migranti eravamo noi, Feltrinelli, Milano, 2019. ISBN 978-88-07-11152-5.. In quel periodo la stampa svizzera era solita sminuire i casi di xenofobia e la giustizia svizzera spesso infliggeva pene molto ridotte a chi commetteva reati contro gli immigrati.
Il processo e la condanna di Gerry Grazie alle testimonianze reticenti del titolare del locale e degli altri avventori, Gerhard Schwitzgebel scontò nel 1974 una reclusione di soli diciotto mesi per "eccesso colposo di legittima difesa"La grande storia: polenta e macaroni, in onda su Rai 3, 27 agosto 2010Dal sito orda.it di Giannantonio Stella. Il processo si svolse in un'unica udienza, e la condanna incluse anche i reati di furto continuato, violazione della legge sugli stupefacenti e omissione di soccorso. Erano inoltre intestati a suo nome, negli archivi di polizia, 150 verbali per reati violenti.
In Italia vennero sollevate alcune interrogazioni parlamentari che comunque non servirono a distendere le controversie e a ottenere una condanna esemplare per il colpevole.
Ballata Ad Alfredo Zardini ed ai fatti che portarono alla sua morte fu dedicata una ballata da Franco Trincale nel 1979.
Note
Voci correlate Antitalianismo
Collegamenti esterni Storia di Alfredo Zardini su condizioniumane.blogspot Storia di Alfredo Zardini su mclink.it Storia di Alfredo Zardini sul sito della Rai
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