I Carnesecchi sono un'antica famiglia di Firenze.

« Carnesecchi: Sono molto antichi, e si dissero già dei Duranti. Hanno avuto 49 Priori, 11 Gonfalonieri, ed 8 senatori; oltre ad un Cavaliere di Malta, ed alcuni Cavalieri di San Stefano. Per loro chiamasi il Canto dè Carnesecchi dal Centauro.....»(Padre Giuseppe Maria Mecatti, Storia genealogica della nobiltà e cittadinanza di Firenze, Napoli, 1754, pagg. 40-41)

Storia familiare Il Trecento: da Duranti a Carnesecchi I Carnesecchi compaiono nella storia fiorentina per la prima volta con un taverniere, Durante di Ricovero, Priore nel 1297; quest'uomo ed i suoi figli gestivano probabilmente una serie di taverne nel popolo di Santa Maria Maggiore a Firenze.

Successivamente Durante fondò una compagnia commerciale, attiva nei primi decenni del Trecento.È questa una notizia attualmente scarsamente documentata: fonte dottor Vieri Mazzoni "Il patrimonio fondiario e le strategie insediative della Parte Guelfa di Firenze nel primo Trecento [...] Nei primi tre decenni del Trecento la Parte Guelfa mantiene i tradizionali rapporti finanziari con compagnie commerciali e bancarie e col Comune. I suoi partners, ai quali mutua o deposita cifre valutabili globalmente nell'ordine di alcune decine di migliaia di fiorini d'oro, sono i Frescobaldi, gli Scali, gli Acciaioli, i Pulci, i Biliotti, e, in misura sensibilmente minore, i Peruzzi, gli Spini, i Pazzi, la compagnia di Durante di Ricovero; nessuna transazione pare invece aver concluso con i Bardi.

Durante ebbe vari figli: Matteo, Grazzino, Piero, ecc.

Piero fu un beccaio (macellaio) che fondò probabilmente le fortune politiche della famiglia nonostante sia stato Priore una sola volta nel 1319. Ebbe infatti una vita politica intensa che lo vide assai presente nei consigli. Era chiamato Piero il Carnesecca ed è da lui che i Duranti successivamente presero il nome di Carnesecchi.

Braccino e Filippo, figli di Piero, furono 5 volte Priori e Braccino fu uno di quei Priori che tentò invano di opporsi alle mire del Duca di Atene. Berto di Grazzino di Durante, immatricolato come speziale, fu il primo della famiglia a salire al Gonfalonierato nel 1358.

Dal 1363 scomparvero dalla vita politica del comune per circa quindici anni (ad oggi non se ne conosce la causa); nel frattempo avevano già avuto un gonfaloniere e 8 priori. Nel 1381 un Duranti è nuovamente Priore: Niccolò di Matteo di Durante

Intorno a questi anni (gli anni '80 del Trecento) mutarono definitivamente il cognome da Duranti in Carnesecchi, forse per riallacciarsi al ricordo politico di Piero CarneseccaManoscritto 514 ASFi, notaio Niccolò di Piero Mazzetti da Sesto, 2 aprile 1387: [...] Domina Zabaina filia emancipata Manetti Neri de' Medici, et uxor Zenobi Berti Grazzini de' Carnesecchi, populi Sancte Marie Maioris, donat Bona quondam D.ne Altiere matri sue, et uxori Manetti Neri de' Medici. (fonte dottor Paolo Piccardi).Sito della Brown University, progetto sulle tratte fiorentineGiovanni Battista di Crollalanza:Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane

Il Quattrocento All'inizio del Quattrocento, per questa famiglia assume rilevanza (per l'analisi sociale e politica) la scarsa consistenza di membri maschi adulti, poco meno di una decina, divisi tra i discendenti di Grazzino e di Matteo, mentre la discendenza di Piero sembrava essersi estinta.Sito della Brown University progetto Catasto 1427. Da quel periodo si distinsero politicamente, in particolar modo, i discendenti di Grazzino di Durante.

Paolo di Berto di Grazzino ricco mercante, più volte console dell'Arte dei Medici e Speziali, ebbe una vita commerciale e politica assai importante (2 volte Gonfaloniere e 3 volte Priore). Il suo nome è anche collegato ad uno dei primi esempi ricordati di girata su una cambiale (1385)Raymond de Roover, Il banco Medici dalle origini al declino (1397-1494); fonte Antonio Teja: Aspetti della vita economica di Zara. ed è anche legato al rapporto artistico tra Masaccio e Masolino. Infatti il primo ricordo della collaborazione pittorica tra i due artisti si ebbe proprio nella cappella di Paolo Carnesecchi in Santa Maria Maggiore a Firenze (in cui lavorò anche Paolo Uccello) intorno al 1423.Hugh Hudson: Paolo Uccello: Artist of the Florentine Renaissance Republic 2008

Assai importante fu anche il ricco ed influente mercante Bernardo di Cristofano di Berto. Viveva abitualmente a Montpellier e le sue galee facevano la tratta tra Pisa, la Francia, la Spagna, il Portogallo. Nel 1428 compare in un trattato commerciale tra la Repubblica fiorentina e il Regno del Portogallo insieme a Luca degli Albizzi e Piero Vespucci.La lettera è alla Biblioteca Nacional di Madrid, Manus, numero 12.977. Il suo nome è legato anche alla commissione di quello che viene chiamato Tabernacolo Carnesecchi dipinto da Domenico Veneziano per il Canto dei Carnesecchi intorno al 1440 ora alla National Gallery di Londra.

Agli inizi del Quattrocento troviamo dei Carnesecchi a Lione come banchieri e ci sono tracce di loro fino in Lituania, ma i documenti sono scarsi e dispersi.Raymond de Roover, Il banco Medici dalle origini al declino (1397-1494).

Nei primi decenni del XV secolo emersero anche il figlio di Paolo, Simone, e il figlio di Zanobi, Berto.Giovanni Cavalcanti: storie fiorentine

Della generazione successiva fece parte Francesco di Berto, uno degli uomini più ricchi di Firenze dell'epoca, e ne fece parte anche Andrea di Bernardo, che partecipò ad alcune armeggerie famose; non esistono però molte notizie sui loro traffici.

Si distinse poi storicamente la figura di Pierantonio di Francesco Carnesecchi amico di Piero de' Medici, uno dei pochi a armarsi per difenderlo. Protagonista in seguito come commissario della Repubblica in Maremma.Francesco Guicciardini, Niccolò Machiavelli.

In quello stesso periodo Amerigo di Simone commerciava con l'Inghilterra e le sue galere solcavano quei mari.La presenza degli Italiani in Portogallo ai tempi di Colombo Luisa D'Arienzo Ministero per i beni culturali e ambientali

Al tempo del Savonarola emerse la figura poco studiata del seguace Giovanni di Leonardo Carnesecchi, uno degli organizzatori della resistenza armata del convento di San Marco. Altri seguaci il Savonarola trovò in Giovanni di Simone, Zanobi di Francesco, Bernardo di Francesco, Giovanni di Niccolò. Carlo Carnesecchi fu in quei giorni uno dei più influenti cittadini e mercanti fiorentini.Pasquale Villari Gerolamo savonarola e i suoi tempi

Il Cinquecento

Ai tempi dell'assedio di Firenze ambigua ma assai importante fu la figura di Andrea di Paolo CarnesecchiDizionario Biografico degli Italiani voce Carnesecchi Andrea Carnesecchi del dr Michele Luzzati. molto legato al partito mediceo, e padre dell'eretico Pietro Carnesecchi. Il mercante Zanobi di Francesco Carnesecchi, nonostante la sua fede medicea, fu uno dei sette dittatori.Varchi Storia fiorentina

Lorenzo di Zanobi Carnesecchi, "il secondo Ferruccio" compì miracoli di eroismo e di astuzia nella Romagna fiorentina e pose una taglia "cosa non udita mai" sulla testa del pontefice Clemente VII.

Caduta la Repubblica, importante fu la figura di Manzo Carnesecchi il fiero popolano schierato contro il duca Alessandro de' Medici: Giuseppe Revere ne fece uno dei protagonisti del suo dramma storico Lorenzino de' Medici.

Dietro la figura di "Baccio" Carnesecchi, autore di una Storia di Firenze, si nasconde la figura del banchiere e senatore Bartolomeo di Zanobi Carnesecchi. A quell'epoca la banca Carnesecchi-Strozzi fu una delle grandi banche fiorentine una delle maggiori in Europa, prima guidata da Bartolomeo e poi dal figlio Zanobi. Questa fu la più importante delle banche legate ai Carnesecchi ma non fu la sola: vi furono infatti diverse altre banche legate ad altri rami familiari. La banca di Bartolomeo e Zanobi fallì nel 1596 chiudendo un ciclo che forse aveva le sue radici nei primi decenni del Quattrocento.

È curioso come il nome dei Carnesecchi si leghi ai giardini delle Tuileries a Parigi, che furono per incarico di Caterina de' Medici inizialmente progettati di un non meglio identificato Bernardo Carnesecchi (Bernardo era un nome assai ricorrente nella famiglia).Bernardo, gentilhomme servant de la reine-mere, etait en 1570 intendant des plans du jardin des Tuileries ( Leon de Laborde Comptes des batiments du roi II 1880 p-348; Boislisle, dans les Memoires de la Societe de l'histoire de Paris III 1876 p.254

Pietro di Andrea Carnesecchi fu l'umanista condannato a morte come eretico da Pio V. Tradito da Cosimo I sotto la cui protezione si era rifugiato, venne consegnato all'Inquisizione. Il sangue di Pietro Carnesecchi fu anche il prezzo che Cosimo I de' Medici pagò per la corona granducale di Toscana.

Giovambattista di Gherardo Carnesecchi di sentimenti antimedicei combatté contro Cosimo per la libertà di Siena e poi se ne andò a morire in Francia combattendo contro gli Ugonotti.Ademollo Marietta dei Ricci vd. note del PasseriniLamorte del capitano Battista Carnesecchi è così descritta:……….Essendo Monsignor D'Angiò andato intorno di un castello tenuto dalle forze dell'Ammiraglio chiamato Musidan, il conte di Brisac, giovane di valore e di fede sincera alla Corona, andando intorno per riconoscere il luogo fu da un moschetto di quei di dentro ucciso, insieme con altri gentiluomini Franzesi e Italiani. E principalmente Fiorentini, il Capitano Battista Carnesecchi, Luigi Alamanni e altri: dolse molto questo danno al Generale, e adirato, prendendosi il castello per forza, non volle si perdonasse ad alcuno, e vi furono tutti uccisi. Istoria dei suoi tempi di Giovanni Battista Adriani. p. 232

Una linea importante di Carnesecchi è quella derivata da Ridolfo Carnesecchi: i suoi discendenti furono importanti funzionari medicei in Versilia e di fatto diedero vita ad imprese minerarie importanti, inventando procedimenti nuovi per l'estrazione e lo sfruttamento di ferro ed argento.

Il Sei e Settecento Agli inizi del Seicento troviamo ancora i Carnesecchi coinvolti in imprese commerciali anche in Sicilia e nel napoletano. La baronia di Grottarossa in Sicilia è relativa a questo periodo.Nuove effemeridi siciliane serie III vol INobiliario di Sicilia" del Dott. A. Mango di Casalgerardo

Uno dei Carnesecchi, cavaliere di Santo Stefano e comandante di galera, si distinse particolarmente nelle lotte della Marina stefaniana. Fra i Carnesecchi vi furono anche quattro canonici della cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze.Catalogo cronologico dei Canonici della chiesa Metropolitana fiorentina" opera di Salvino Salvini del 1751. Nel 1691 morì l'ultimo senatore Carnesecchi. Nel 1705 un ramo dei Carnesecchi era ancora in possesso di un castello, il castello di Santa Maria Novella a Fiano, ma in generale le linee aristocratiche a inizio Settecento erano in via di estinzione.

All'istituzione dei libri della nobiltà, intorno alla metà del Settecento, i Carnesecchi fiorentini furono ammessi al patriziato di quella città con Ridolfo di Francesco. I Carnesecchi di Prato furono ammessi alla nobiltà fiorentina e successivamente a quella di Prato col capitano Sebastiano di Lorenzo CarnesecchiBruno Casini, I libri d'oro della nobiltà fiorentina e fiesolana, Arnaud editore, Firenze 1993..

L'Ottocento Altri Carnesecchi fecero parlare di sé. Di questi al momento non è possibile stabilire se esista un legame coi Carnesecchi fiorentini. Molti Carnesecchi, vissuti nell'ombra e in povertà, furono protagonisti nel Settecento e nell'Ottocento di forti migrazioni dal pistoiese, dal fiorentino e dal senese verso la Liguria, verso Livorno e verso la Maremma in cerca di lavoro.