Bil e Hjúki sono due personaggi della mitologia norrena, figli di Viðfinnr. Vengono descritti come due servitori di Máni, il dio della Luna. Vengono citati nel Gylfaginning, la prima parte dell'Edda in prosa scritta dallo storico islandese Snorri Sturluson:
Una dea di nome Bil è ricordata da Snorri in Gylfaginning 35, definita come ásynjur, e pare identica alla fanciulla citata nel passo precedente. Il suo nome significa forse "istante", "attimo" e va presumibilmente connesso alla scansione astrale del tempo o a una particolare forza sovrannaturale che si manifesta in momenti prestabiliti, come forse la ciclicità della forza lunare. Il nome del fratello pare invece significare "sano" o "[colui che] si prende cura". Bil e Hjúki potrebbero rappresentare le macchie lunari mentre il loro gesto di attingere l'acqua potrebbe far riferimento alle maree.Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici, pag 78 nota 19
L'etimologia del nome del loro padre è alquanto oscura: significa forse "mago del bosco".
Note
Bibliografia Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici, Longanesi, Milano, 1991 ISBN 8830410314
Categoria:Mitologia norrena