Biografia Un neo-Nazista, Secondo le biografie presenti in alcuni siti negazionistiBreve profilo biografico di Mattogno sul sito Revisionist.com avrebbe condotto studi avanzati in latino, greco ed ebraico occupandosi di analisi e tecnica testuale, ma non esistono elementi che provino l'effettiva partecipazione di Mattogno ad alcun percorso di studi in tal senso, né d'altro canto risulta in possesso di alcuna laureaElliot Neaman, Carlo Mattogno by J. W. A student essay from Dr. Elliot Neaman's History 210 class, dal sito phdn.org, 23 novembre 2012.. Dagli anni settanta ha iniziato ad occuparsi della storia dell'Olocausto, aderendo fin dall'inizio alle tesi negazioniste: nel 1985 ha pubblicato Il mito dello sterminio ebraico e Il rapporto Gerstein: anatomia di un falso con la casa editrice "Sentinella d'Italia", della destra radicale italiana.
Mattogno ha quasi sempre pubblicato i suoi testi in lingua italiana per case editrici tra questi le "Edizioni di Ar", di proprietà di Franco FredaSi veda il catalogo all'interno del sito di AR). Altri testi sono stati pubblicati dalla casa editrice neonazista "Effepi" (vedi articolo del 30 marzo 2006 sul Corriere della Sera), oltre ad un testo pubblicato da "Graphos", una casa editrice di negazionisti marxisti di ispirazione bordighiana (vedi pagina sul negazionismo marxista sul sito Olokaustos.org).. Negli stessi anni, Mattogno ha collaborato con la rivista della destra radicale italiana Orion, unitamente al fratello Gian Pio, un cattolico fondamentalista autore di molti libri che esprimono una forte anti-Massoneria e che fanno riferimento a teorie del complotto sugli Ebrei e sulle banche centrali.L. Vianelli, I negazionisti italiani , sul sito Olokaustos.org, dedicato alla storia della shoah. Egli tuttavia si è dichiarato un "democratico" e in passato un elettore del Partito Radicale (di ispirazione liberale). Altre opere di Mattogno sono state invece pubblicate unicamente in internet su siti dedicati al negazionismo e all'area della destra.
Mattogno è stato membro dal 1988 dell'"Editorial Advisory Committee" dell'Institute for Historical Review, un'associazione negazionista (che non svolge ricerca in senso accademico in quanto le sue pubblicazioni non sono sottoposte alla normale pratica del peer reviewvedi quanto segnalato sul sito Nizkor.org .), ha contribuito alla rivista trimestrale dei Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung, sempre di contenuto apertamente negazionista, e a partire dal 1989 ha partecipato come relatore a diverse conferenze internazionali negazioniste.
Nonostante Mattogno si presenti nelle vesti di un ordinario ricercatore storico, egli non ha mai collaborato se non con persone, ambienti o pubblicazioni negazioniste, compreso fra gli altri il noto neonazista tedesco Ernst Zündel, che lo intervistò dopo la pubblicazione di alcuni suoi saggi e .
Tesi Nelle sue numerose pubblicazioni, Mattogno nega che siano state pianificate e poste in essere azioni di sterminio nella Germania nazista, in particolare contro ebrei e zingari: i lager sarebbero stati quindi dei meri luoghi di concentramento, transito, lavoro o soggiorno, funzionali ad una politica di evacuazione di alcune categorie di persone potenzialmente pericolose;La Soluzione finale. Problemi e polemiche, Edizioni di Ar, Padova, dicembre 1991, passim. Per Mattogno i tedeschi desideravano unicamente far emigrare gli ebrei dalla Germania, in quanto gli ebrei stessi sarebbero stati i primi a dichiarare la propria opposizione verso il regime nazistaCarlo Mattogno, Gian Antonio Stella e il revisionismo, 17 febbraio 2010. In questo articolo il negazionsita italiano afferma che la "dichiarazione di guerra" degli ebrei alla Germania nazista - pretesamente precedente alle misure antiebraiche del regime - sia un "fatto indiscutibile".. L'Olocausto non sarebbe altro che un'enorme macchinazione propagandistica, nata negli ambienti dei lager ad opera delle cellule resistenziali ebraiche, sistematizzata in seguito dai Sovietici, imposta da tutti gli Alleati alla fine della guerra grazie ai processi di Norimberga – che egli ritiene in gran parte basati su prove e testimonianze false o falsificate – e definitivamente accettata e ulteriormente propagandata dagli storici e dai principali Stati del mondo. Per evitare qualsiasi dissenso, i governi di svariati paesi avrebbero anche delegato ad una serie di leggi liberticide ed alle aule di giustizia il compito di far calare una definitiva pietra tombale sulla questione. Il movimento negazionista mondiale quindi sarebbe per Mattogno la vittima predestinata di un complotto planetario ordito ai suoi danniCarlo Mattogno, Come gli storici delegano alla giustizia il compito di far tacere i revisionisti, in Orion, nr. 55, agosto 1997, pp. 16-22..
Dopo aver visitato a partire dalla fine degli anni settanta gli ex campi di Auschwitz-Birkenau, Stutthof, Dachau, Gusen, Mauthausen, Gross-Rosen, Buchenwald, Lublino-Majdanek, Płaszów, Bełżec, Treblinka, l'ex-ghetto di Terezin e Sobibór, e aver consultato numerosi archivi, nelle sue prime opere (1985-1995) ha concentrato i suoi interessi sulla critica delle testimonianze relative alle modalità di sterminio degli ebrei tramite camere a gas, le quali presenterebbero, secondo Mattogno, numerose contraddizioni ed inverosimiglianze che ne inficerebbero l'attendibilità. Tutte le testimonianze relative allo sterminio degli ebrei analizzate – sia che si tratti di testimonianze degli internati o degli stessi appartenenti al Sonderkommando (il gruppo di internati che lavorò direttamente nelle camere a gas e nei forni crematori), sia che si tratti delle testimonianze dei tedeschi che visitarono i campi e le loro strutture di sterminio di massa o furono impiegati direttamente nell'esecuzione delle pratiche omicidiarie – risulterebbero secondo Mattogno falseC. Mattogno, Dal vianellismo al visionarismo: i "concreti furori" di Vincenzo Sciacca ..
A partire dal 1995, Mattogno ha frequentato gli archivi moscoviti appena riaperti agli studiosi, in cui ha avuto la possibilità di esaminare numerosi documenti (circa 90.000 pagine) precedentemente sequestrati dai Sovietici: tra questi hanno avuto particolare rilievo nelle sue opere successive quelli relativi alla "Zentralbauleitung" ("Ufficio centrale delle costruzioni") di Auschwitz.
Una delle sue argomentazioni consiste nella pretesa impossibilità fisica dei forni crematori esistenti di eliminare l'enorme massa di cadaveri dei prigionieri uccisi nelle camere di sterminio, per questioni di tipo tecnico e ingegneristico. Allo stesso tempo, vengono considerate fisicamente impossibili – e comunque non avvenute – anche le cremazioni dei cadaveri nelle fosse scavate all'aperto. Tutte le prove in tal senso, testimoniali, documentali e fotografiche, vengono analizzate e respinte da Mattogno.
Fra i temi secondari trattati da Mattogno, è da rilevare un suo saggio nel quale egli afferma che i Protocolli dei Savi di Sion – testo fondamentale dell'antisemitismo degli inizi del XX secolo, utilizzati e propagandati da tutti i regimi e da gran parte dei teorici razzisti – in realtà non avrebbero avuto lo scopo di «catalizzare l'odio verso gli Ebrei» e quindi non avrebbero un contenuto antisemita. Estrapolando e decontestualizzando brani della Bibbia o di altri autori e citando a conforto delle proprie tesi alcuni scritti del fratello Gian Pio, Carlo Mattogno arriva ad affermare quindi che gli ebrei perseguirebbero una sorta di «imperialismo» allo scopo di sottomettere gli altri popoli. In tale quadro, sarebbero stati quindi gli stessi Ebrei la causa - almeno in parte - dei propri maliCarlo Mattogno, Scopo e significato dei "Protocolli dei Savi anziani di Sion", 30 maggio 2010.Carlo Mattogno, "Il mistero dei protocolli di Sion", Edizioni della Lanterna, Pordenone (2014). Qua la recensione dell'editore Edoardo Longo.
Opinioni su Mattogno e polemiche L'Institut für Zeitgeschichte (Istituto di storia contemporanea) di Monaco in un saggio sulle fonti relative ad Auschwitz ha inserito nella propria bibliografia lo studio di Mattogno sulla Zentralbauleitung (l'Ufficio Centrale delle Costruzioni) del campo, avendolo citato in una nota a piè di pagina nell'introduzione del libroStandort- und Kommandanturbefehle des Konzentrationslagers Auschwitz 1940-1945, a cura di Norbert Frei, Thomas Grotum, Jan Parcer, Sybille Steinbacher und Bernd C. Wagner, Institut für Zeitgeschichte, K. G. Saur, Monaco, 2000. La nota è all'introduzione a p. VII. L'opera di Mattogno è invece indicata a p. 570.: questa singola citazione è spesso riportata dai siti negazionisti come "prova" della veridicità delle tesi di MattognoSi veda la biografia di Mattogno all'interno del sito negazionista The Barnes Review..
Lo storico tedesco Ernst Nolte in una sua opera ha definito Mattogno "scienziato serio"Silvio Zamorani, Dall'antigiudaismo all'antisemitismo: vol. 2, l'antisemitismo moderno e contemporaneo. Atti della 28. giornata di studio, venezia 30 novembre 2003, Centro di studi ebraici, Comunità Ebraica di Venezia, Torino, 2008, pag. 94. anche perché a suo avviso:
Anche questa affermazione è utilizzata dai negazionisti per rafforzare l'idea della serietà degli studi di MattognoSi rimanda ancora al sito The Barnes Review.. È da notare che in un altro punto dello stesso testo, Nolte però afferma che:
Anche Jean-Claude Pressac, pur negando radicalmente la validità delle teorie di Mattogno, ne riconosce la maggiore qualità nell'ambito degli scritti negazionistiSecondo Pressac, "un italiano come Carlo Mattogno è diventato incontestabilmente il migliore ricercatore di parte revisionistica" ("Entretien avec Jean-Claude Pressac", in Valérie Igounet, Histoire du négationnisme en France, Parigi 2000, p. 642)..
Carlo Mattogno, secondo i metodi propri del negazionismo, ha polemizzato con tutti gli studiosi della Shoah da lui affrontati, accusandoli fra l'altro di malafede, dilettantismo, falsificazione della storia, improvvisazione e ignoranza.Articoli vari di Carlo Mattogno (specificamente il saggio Olocausto: dilettanti allo sbaraglio), all'interno dei quali polemizza con Valentina Pisanty, John C. Zimmerman, Pierre Vidal-Naquet, Georges Wellers, Deborah Lipstadt, Till Bastian, Florent Brayard ed altri studiosi. Esemplare tra queste diatribe è quella suscitata dalla tesi di dottorato in semiotica di Valentina Pisanty (in seguito divenuta docente universitaria), che sottopose ad analisi la metodologia distorsiva di analisi dei testi e di approccio alla materia di studio da parte di Mattogno e di vari altri negazionisti.
Sulla stessa falsariga, Carlo Mattogno afferma di "(essere) il revisionismo storico in Italia" e di aver "gettato nella costernazione i santoni della nuova religione olocaustica", che si imporrebbe però nel mondo tramite una "nuova Santa Inquisizione Olocaustica"C. Mattogno, Una legge contro il revisionismo storico italiano? , 25 gennaio 2007, su www.vho.org..