La sua opera, che comprende lavori di poesia, narrativa, drammaturgia, resoconti e cronache di viaggio, ha conosciuto traduzioni in più di trenta lingue e ha ricevuto riconoscimenti di valore, fra cui più d'una candidatura al Nobel. Come giornalista, ha seguito da testimone tre momenti cruciali del secondo Novecento: l'invasione sovietica di Budapest nel 1956, la contestazione del Maggio francese nel Sessantotto, e la caduta del muro di Berlino nel 1989.
Biografia Infanzia e adolescenza
Cees Nooteboom è nato da Hubertus Nooteboom e da Johanna Pessers. La famiglia comprendeva anche la sorella Hanneke, di un anno più grande di lui, e il fratello Huub, nato nel 1940. Giovanissimo, visse l'esperienza dell'invasione nazista dell'Olanda e i bombardamenti della Luftwaffe sul campo di aviazione di Ypenburg, ai margini meridionali della città dell'Aia. La guerra gli lasciò anche la ferita familiare dovuta all'abbandono del padre, che si risposò nel 1944 ed ebbe un figlio in seconde nozze, Hugo, prima di morire nella primavera dell'anno successivo quale conseguenza delle ferite riportate in un bombardamento tedesco. Finita la guerra, la madre radunò la famiglia e con essa si trasferì a Tilburg.
L'istruzione superiore di Nooteboom fu discontinua, ma nonostante l'irregolarità del percorso il giovane studiò con profitto in particolare le lingue classiche e la storia dell'arte, considerate dallo scrittore determinanti nella sua crescita culturale«Non riesco a immaginare la mia vita senza il Greco e il Latino. Sarei diventato qualcun altro.» . Nooteboom frequentò dapprima il Sint Odulphus Lyceum di Tilburg, poi si spostò a Venray proseguendo la formazione nel convitto di un istituto cattolico gestito dai frati francescani, il Gymnasium Immaculatae Conceptionis, dove seguì il secondo e il terzo anno. Il quarto anno ebbe luogo presso un Liceo Cattolico Romano di Hilversum, città dell'Olanda settentrionale, dove si era trasferito con la madre. Il corso di studi si concluse all'Augustinianum, un monastero agostiniano di Eindhoven.
Maturità
Dopo aver conseguito il diploma, lavorò in banca a Hilversum e svolse altri lavori impiegatizi. Agli inizi degli anni cinquanta viaggiò in autostop girando per la penisola scandinava e visitando la parte meridionale della Francia – vicende che sarebbero state riprese nella sua prima opera di narrativa. Per amore di una ragazza, si arruolò come mozzo su una nave diretta in America meridionale, ulteriore esperienza da cui trasse spunto per le sue cronache di viaggi. Nel 1954 si stabilì ad Amsterdam e tre anni dopo si sposò con Fanny Lichtveld. Esordì nel giornalismo nel 1956, scrivendo sul quotidiano Het Parool dell'ingresso delle truppe sovietiche a Budapest, e in seguito coi suoi scritti collaborò alla rivista Elseviers Weekblad.
Nel decennio successivo lavorò come giornalista e inviato al de Volkskrant, ed ebbe l'opportunità di seguire le evoluzioni sociali del periodo, con particolare riguardo al Maggio francese. L'inquietudine esistenziale lo spinse a scegliere la dimensione del viaggio, che avrebbe seguito per tutta la vita«Per scrivere è necessaria una certa conoscenza del mondo. Per questo ho iniziato a viaggiare.» In . Le esperienze maturate resero così possibili nel tempo i suoi reportage da Iran, Gambia, Germania, Giappone, Inghilterra, Madeira, Malesia, Marocco, India e Tunisia, e lo portarono a determinare l'importanza fondamentale che la cultura araba ha avuto nel superamento del Medioevo, nella fioritura del Rinascimento e perciò nel delineare la fisionomia dell'Europa moderna, e a indicare la necessità di ricomporre il dissidio fra Occidente e mondo arabo«Oggi occidentali e arabi sono sopraffatti dall'ignoranza reciproca. Bisognerebbe imparare a conoscerci di più. Non approvo l'estremismo islamico ma anche noi dovremmo fare più attenzione quando ci autodefiniamo paladini della libertà. Libertà di cosa?» In . Il 1989 lo vide a Berlino, dove lo scrittore entrò in relazione col filosofo Rüdiger Safranski e con una cerchia di artisti fra i quali il pittore Max Neumann. Nei tre decenni tra i Sessanta e gli Ottanta, Nooteboom scrisse anche delle sue avventure di viaggio sui periodici Avenue ed Elsevier.
Il matrimonio con Fanny Lichtveld si ruppe nel 1964. Dal 1965 al 1979 Nooteboom intrattenne una relazione sentimentale con la cantante connazionale Liesbeth List, a cui dedicò anche dei versi. Dal 1970 lo scrittore abitò perlopiù nella città vecchia di Amsterdam, in una casa del primo Settecento. Trascorreva lunghi periodi sull'isola spagnola di Minorca.
Carriera artistica Oltre a essersi impegnato alla redazione di articoli in forma di saggi o di cronache su diverse testate olandesi, si è dedicato alla poesia e alla narrativa. L'opera di esordio è del 1955, il romanzo Philip en de anderen, che riprende le impressioni dei suoi primi viaggi. L'essere anteriore di due anni a On the Road di Jack Kerouac, fa del racconto un anticipatore della Beat Generation. Lo scrittore olandese prosegue con una raccolta di poesie nel 1956, De doden zoeken een huis, a cui fa seguire un'altra antologia di versi, Het schwarze gedicht, pubblicata nel 1960, a cui fa seguito, quattro anni dopo, Gesloten gedichten. Nel 1963 si cimenta in un'opera appartenente al filone del nouveau roman, dal titolo De ridder is gestorven.
Il punto di svolta nella carriera si ha nel 1980: la pubblicazione del romanzo Rituelen, poi trasposto in un'opera cinematografica, gli dà fama internazionale e stimola gli studi critici dell'opera. Negli anni ottanta l'artista alterna poesia e narrativa: il romanzo Een lied van schijn en wezen, le liriche di Aas (1982), due anni dopo il romanzo favolistico In Nederland (1984), il lavoro poetico Het gezicht van ten oog (1989); poi, negli anni novanta, la raccolta di versi Rollende stenen (1991), il romanzo Volgende verhaal (1993); e un altro romanzo, Allerzielen (1998), in cui Berlino dà l'occasione per una riflessione sul nesso fra Storia e attualità. Nel frattempo, Nooteboom dà alle stampe reportage riguardanti i suoi giri per il mondo: Een nacht in Tunesie (1965), Een avond in Isfahan: reisverhalen uit Perzie, Gambia, Duitsland, Japan, Engeland, Madeira, en Maleisie (1978), De zucht naar het Westen (1985), Berlijnse notities (1990). La sua conoscenza diretta della Spagna gli offre il modo di cimentarsi in una produzione filmica, un lungometraggio sul pellegrinaggio a Santiago di Compostela, sèguito dalla pubblicazione nel 1992 del libro De omweg naar Santiago.
Anche in questo secolo, Nooteboom ha intervallato opere di natura diversa: dal riflessivo Nootebooms hotel (2002) a Paradijs verloren (2004), romanzo che prende le mosse da alcuni versi di Paradiso perduto di John Milton; Het geluid van Zijn naam. Reizen door de Islamitische wereld (2005), che raccoglie le note dello scrittore durante la sua esperienza nel mondo arabo; ‘s Nachts komen de vossen: verhalen (2009), collezione di otto racconti che si snodano attraverso l'indagine di vecchie foto; Brieven aan Poseidon, saggio in forma epistolare (2012).
Fortuna critica Specie dopo il 1980, la critica ha messo in risalto il valore di Cees Nooteboom, considerandolo uno fra gli scrittori europei di maggiore spessore e versatilità, assieme arguto umorista, filosofo penetrante, storico attento, viaggiatore curioso e appassionato. Paragonato a Borges, Calvino e Nabokov e definito dal New York Times «una delle voci più alte nel coro degli autori contemporanei.», ha riscosso molto successo di critica e di pubblico anche a seguito di lusinghiere presentazioni televisive dei suoi lavori.
Ha ricevuto molti premi letterari in patria, fra i quali il Constantijn Huygensprijs e il Premio della letteratura nederlandese. I riconoscimenti sono arrivati anche dalle massime istituzioni di Paesi come Francia, Germania, Cile, Spagna e Belgio. Lo scrittore è stato insignito della Laurea ad honorem da parte delle università di Bruxelles, Berlino e Nijmegen.
Onorificenze
Opere
1955: Philip en de anderen 1956: De doden zoeken een huis 1958: De verliefde gevangene 1959: Koude gedichten 1959: De zwanen van de Theems 1960: Het zwarte gedicht 1963: De ridder is gestorven 1963: Een middag in Bruay 1965: Een nacht in Tunesië 1968: Een ochtend in Bahia 1971: Bitter Bolivia, Maanland Mali 1978: Open als een schelp - dicht als een steen 1978: Een avond in Isfahan 1980: Rituelen 1980: Nooit gebouwd Nederland 1981: Een lied van schijn en wezen 1981: Voorbije passages 1982: Mokusei! Een liefdesverhaal 1982: Aas 1982: Gyges en Kandaules. Een koningsdrama 1983: Waar je gevallen bent, blijf je 1983: In Nederland 1984: Vuurtijd, IJstijd. Gedichten 1955-1983 1985: De zucht naar het Westen 1986: Het Spaanse van Spanje 1986: De Boeddha achter de schutting. Aan de oever van de Chaophraya 1988: De brief 1989: Het gezicht van het oog 1989: De wereld een reiziger
1990: Berlijnse notities 1991: Vreemd water 1991: Het volgende verhaal 1992: Zurbarán & Cees Nooteboom 1992: De omweg naar Santiago 1993: De koning van Suriname 1993: De ontvoering van Europa 1993: Zelfportret van een ander. Dromen van het eiland en de stad van vroeger 1993: De atlas van Cees Nooteboom 1994: Mokusei! & De Boeddha achter de schutting 1995: Van de lente de dauw. Oosterse reizen 1997: De filosoof zonder ogen. Europese reizen 1998: Allerzielen 1999: Zo kon het zijn 2000: Bitterzoet. Honderd gedichten van vroeger en zeventien nieuwe 2002: Nootebooms Hotel 2004: Met andere woorden 2004: Paradijs verloren 2005: Het geluid van Zijn naam. Reizen door de Islamitische wereld 2007: Tumbas. Graven van dichters en denkers 2007: Rode regen 2008: Verleden als eigenschap. Kronieken 1961/1968 2009 ’s Nachts komen de vossen 2009: Berlijn 1989/2009 2009: Raadsel van het licht 2009: Journal de bord. Verre reizen
Traduzioni in italiano
Rituali, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 1993; Mokusei, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 1994; Le montagne dei Paesi Bassi, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 1996; Verso Santiago. Itinerari spagnoli, trad. di Laura Pignatti, Milano, Feltrinelli, 1996; Autoritratto di un altro, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Crocetti, 1998; La storia seguente, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 2000; Il giorno dei morti, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 2001; Philip e gli altri, trad. di David Santoro, Milano, Iperborea, 2005; Perduto il paradiso, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 2006; Le volpi vengono di notte, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 2010; Avevo mille vite e ne ho presa una sola, trad. di Marco Agosta e Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 2011; Il suono del suo nome. Viaggi nel mondo islamico, trad. di Laura Pignatti, Firenze, Ponte alle Grazie, 2012; Lettere a Poseidon, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 2013; Tumbas. Tombe di poeti e pensatori, trad. di Fulvio Ferrari, Iperborea, 2015; Cerchi infiniti, trad. di Laura Pignatti, Milano, Iperborea, 2017; 533 Il libro dei giorni, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 2019; Addio, trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 2020. Venezia, trad. Fulvio Ferrari, Milano, Iperborea, 2021
Note
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