Le EinsatzgruppenSingolare: ; Nome intero ufficiale: . (letteralmente «unità operative») erano squadroni della morte della Germania nazista, composti da uomini delle SS, che operarono nel corso della seconda guerra mondiale. Le Einsatzgruppen furono sotto il controllo di Reinhard Heydrich, comandante dell'RSHA.
Le Einsatzgruppen furono impiegate prevalentemente in Unione Sovietica, Polonia e Ungheria, dove svolsero un ruolo fondamentale nel processo dell'Olocausto. Il loro compito principale, nella testimonianza resa nel corso del processo di Norimberga da Erich von dem Bach-Zelewski, era «l'annientamento di ebrei, zingari e avversari politici»Citato in: Yale F. Edeiken. An Introduction to the Einsatzgruppen dal sito web «The Holocaust History Project». Riportato il 16 aprile 2007., ottenuto mediante fucilazioni di massa e l'utilizzo di autocarri convertiti in camere a gas (i Gaswagen) e poi nei lager specializzati in sterminio.
Oltre alla criminale brutalità, gli appartenenti a queste formazioni si distinsero per non aver mai affrontato direttamente unità combattenti dell'Armata Rossa o della resistenza partigiana sovietica, limitandosi a colpire obiettivi civili, per lo più donne, bambini ed anziani, essendo il grosso degli uomini giovani impegnato nei ranghi dell'esercito sovietico o unitosi alle formazioni dei partigiani.
Gli storici stimano che che tra il 1941 e il 1945 gli Einsatzgruppen e le agenzie ad essi collegate abbiano ucciso più di due milioni di persone, tra cui 1,3 milioni di ebrei.
Storia Nascita e primi impieghi
Le origini delle Einsatzgruppen possono essere fatte risalire alla creazione di un apposito Einsatzkommando ad opera di Reinhard Heydrich allo scopo di salvaguardare gli edifici governativi e i documenti ivi contenuti durante l'annessione dell'Austria da parte della Germania nel marzo 1938.
Nell'estate 1938, durante i preparativi per l'invasione della Cecoslovacchia prevista per il 1º ottobre 1938, venne nuovamente attivato un reparto con compiti similari ma che mutò il suo nome in Einsatzgruppen. I piani tedeschi prevedevano che l'unità seguisse da vicino l'avanzata dell'esercito tedesco salvaguardando edifici pubblici e documenti e interrogando il personale civile impiegato presso l'amministrazione pubblica cecoslovacca. A differenza dell'originale Einsatzkommando il nuovo reparto era armato e autorizzato ad uccidere per portare a termine la sua missione. L'accordo di Monaco del 1938 prevenne la guerra per la quale le Einsatzgruppen erano state originariamente concepite ma quando le forze tedesche occuparono i Sudeti - regione cecoslovacca a forte maggioranza tedesca - nell'autunno dello stesso anno il reparto venne impiegato per occupare e controllare gli uffici pubblici cecoslovacchi situati nella regione. Dopo l'occupazione integrale della Cecoslovacchia, avvenuta il 15 marzo 1939, le Einsatzgruppen vennero nuovamente attivate per effettuare i compiti di occupazione e controllo ai quali era preposto.
Le operazioni in Polonia ed Europa occidentale Nel maggio 1939 Adolf Hitler decise l'invasione della Polonia - inizialmente pianificata per il 25 agosto di quell'anno, ma poi spostata al 1º settembre. Per la prevista campagna Heydrich formò nuovamente le Einsatzgruppen per seguire l'avanzata delle armate tedesche ma, a differenza delle precedenti operazioni, diede ai comandanti di queste unità carta bianca per uccidere gli appartenenti a quei gruppi che i tedeschi consideravano ostili. Dopo l'invasione della Polonia le Einsatzgruppen iniziarono quella carriera di «squadre della morte» che le rese tristemente famose «decapitando» lintellighenzia polacca e uccidendo politici, studiosi, insegnanti e appartenenti al clero. Tale operazione, attentamente pianificata, rientrava nello schema del programma nazionalsocialista teso a trasformare le popolazioni slave - considerate Untermenschen («subumane») - in una riserva di manodopera schiava da impiegare per le esigenze del Reich tedesco. La missione delle Einsatzgruppen era, di conseguenza, la depoliticizzazione forzata del popolo polacco e l'eliminazione dei gruppi che più chiaramente ne rappresentavano l'identità nazionale nel timore che, in seguito, tali «elementi ostili» potessero guidare una rivolta contro i «padroni» tedeschi.
Nel maggio 1940, nel corso dell'invasione di Paesi Bassi, Belgio e Francia, le Einsatzgruppen vennero attivate ancora una volta per seguire l'avanzata della Wehrmacht, ma, a differenza di quanto era avvenuto in Polonia, in questo caso si limitarono al compito originario di salvaguardia degli edifici pubblici e dei documenti. In vista della preventivata invasione dell'Inghilterra - conosciuta con il nome di codice di Operazione Seelöwe - furono preparati piani per la creazione e l'impiego di sei Einsatzgruppen che avrebbero dovuto operare numerosi arresti appena sbarcati sull'isola.Un documento scampato al conflitto e conosciuto come «Libro nero» conteneva i nomi di 2.820 cittadini inglesi da arrestare immediatamente dopo lo sbarco.
Le operazioni in Unione Sovietica Nel corso dell'invasione dell'Unione Sovietica iniziata nel giugno 1941 le Einsatzgruppen uccisero, su scala molto maggiore rispetto a quanto avvenuto in Polonia, ebrei, partigiani e appartenenti al partito comunista.
Per lOperazione Barbarossa furono impiegate quattro Einsatzgruppen totalmente motorizzate e quindi in grado di raggiungere rapidamente ogni area dell'esteso fronte orientale operando nelle aree appena «liberate» dei reparti combattenti dell'esercito. Le aree di competenza erano le seguenti: Einsatzgruppe A impiegata nelle repubbliche Baltiche; Einsatzgruppe B impiegata in Bielorussia e in direzione di Mosca; Einsatzgruppe C impiegata nelle zone settentrionali e centrali dell'Ucraina; Einsatzgruppe D impiegata in Bessarabia, Ucraina meridionale, Crimea e Caucaso.
Ogni Einsatzgruppe, suddivisa in unità operative chiamate Einsatzkommandos e Sonderkommandos,Questi Sonderkommandos non sono da confondere con i Sonderkommandos di internati che operavano all'interno dei campi di concentramento per le operazioni di cremazione. era dipendente logisticamente dai gruppi di armate dell'esercito tedesco ma totalmente svincolato da essi per i «compiti speciali» che le erano affidati dovendo riferire esclusivamente allo SS- und Polizeiführer («Comandante delle SS e della Polizia») dell'area di impiego. Lo SS- und Polizeiführer, suprema autorità operativa sul campo, rispondeva direttamente al Reichssicherheitshauptamt (RSHA, «Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich»)L'RSHA fu comandato da Reinhard Heydrich (fino alla sua morte avvenuta nel giugno 1942), al quale succedette Ernst Kaltenbrunner. delle SS e al suo comandante supremo Heinrich Himmler, che informava direttamente il Führer dei progressi ottenuti dalle Einsatzgruppen.
Il mandato originale di Heydrich (comandante dell'RSHA) per le Einsatzgruppen era quello, già praticato, di sorvegliare edifici statali e requisire documenti segreti sovietici prima che potessero essere distrutti. Le direttive di Heydrich fissavano però una linea di condotta anche in altre direzioni: L'eliminazione dei quadri del partito comunista, dei commissari politici e di coloro che si opponevano alla «liberazione» tedesca. L'istigazione di pogrom contro la locale popolazione di origine ebraica. È da rilevare come l'ideologia nazionalsocialista considerasse il bolscevismo un'emanazione del «giudaismo internazionale» e di conseguenza i chiari paralleli tra le due categorie di «elementi ostili» da eliminare. Le direttive di Heydrich miscelano più volte i due concetti: se erano da eliminare solo gli elementi bolscevichi più «fanatici», gli ebrei andavano eliminati senza distinzione perché certamente a capo delle strutture sovietiche.
Nel giro di breve tempo le Einsatzgruppen vennero sempre più coinvolte nell'uccisione di massa diretta - l'organizzazione di pogrom «spontanei» non aveva dato i risultati sperati - di cittadini sovietici ebrei. Inizialmente gli uomini delle Einsatzgruppen si astennero dall'uccidere donne e bambini ma i richiami di Himmler a una maggiore «durezza» fecero cambiare rapidamente le cose e, a partire dal luglio-agosto 1941, i massacri si estesero anche a queste categorie.
La più efficiente delle Einsatzgruppen impegnate in Unione Sovietica fu la Einsatzgruppe A che operò nelle repubbliche baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia) occupate dai sovietici nel 1939 in base al Patto Molotov-Ribbentrop. L'unità fu la prima Einsatzgruppe che portò a termine il compito previsto di eliminare tutti gli ebrei della sua area di competenza rendendola judenfrei ("libera da ebrei"). Dopo il dicembre 1941 le altre tre Einsatzgruppen iniziarono quella che lo storico Raul Hilberg ha definito la «seconda spazzata», terminata nell'estate 1942, cercando di raggiungere i risultati ottenuti dalla Einsatzgruppe A.
Si stima che le Einsatzgruppen abbiano ucciso in Unione Sovietica circa 1.500.000 persone: ebrei, comunisti, prigionieri di guerra e zingari. Oltre che ai compiti di sterminio le Einsatzgruppen vennero anche largamente impiegate nella guerra antipartigiana.
Le origini della «soluzione finale»
Le «operazioni» delle Einsatzgruppen in Unione Sovietica rappresentano le primissime fasi di quella che le autorità nazionalsocialiste definirono come «soluzione finale della questione ebraica» - lo sterminio del popolo ebraico. Fino ad allora Hitler e i vertici dello stato nazista avevano elaborato numerosi piani per rendere judenfrei la Germania e le aree ad essa sottomesse, senza prevedere necessariamente lo sterminio fisico: l'emigrazione «volontaria» degli ebrei, il reinsediamento in Madagascar, la creazione di una «riserva ebraica» in Polonia oppure in Unione Sovietica.
A partire dal luglio 1941 la situazione cambiò e i massacri sistematici delle Einsatzgruppen dimostrano che era stata presa una decisione radicale e definitiva, seppur inizialmente limitata ai soli ebrei sovietici. La successiva creazione dei campi di sterminio fu solamente un miglioramento tecnico per alleggerire il compito delle Einsatzgruppen rendendo il metodo di uccisione impersonale e meno gravoso per coloro che vi erano impegnati. La formalizzazione delle direttive per la «soluzione finale» giunse in seguito, nel gennaio 1942 nel corso della conferenza di Wannsee, ma esistono chiare evidenze che Hitler aveva già deciso in precedenza il destino del popolo ebraico.
Metodi di uccisione Le Einsatzgruppen seguivano da vicino l'avanzata delle forze armate tedesche e realizzavano di preferenza le loro operazioni nelle città e nei villaggi ove vivevano consistenti comunità ebraiche. Appena giunte nella città provvedevano a emanare dei decreti che ordinavano a tutti i cittadini ebrei di presentarsi in un punto di raduno dal quale sarebbero stati «reinsediati» in altre località per effettuare un servizio di lavoro obbligatorio. Gli ordini affissi per le strade chiarivano inequivocabilmente che chi non si fosse presentato sarebbe stato passato per le armi. Da rimarcare che, almeno nel primo periodo, gli ebrei sovietici non erano a conoscenza delle terribili condizioni dei loro correligionari polacchi rinchiusi nei ghetti perché fino allo scoppio del conflitto. Per questo motivo gli ebrei erano facilmente ingannati dalla menzogna del «reinsediamento», soprattutto viste le fatali conseguenze che avrebbe provocato il non eseguire l'ordine delle autorità di occupazione.
Le fucilazioni di massa