Biografia Era il figlio di Cielino Pietro Rauti, usciere presso il Ministero della guerra a Roma, e di Rosaria Coscia.

Il gruppo de La Sfida

Giovanissimo volontario nella RSIAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, Mursia, 2008, Milano, pag. 20.Adalberto Baldoni, Storia della destra, Dal postfascismo al Popolo della libertà, Edizioni Vallecchi, 2009, Firenze, pag. 48. fu inquadrato nella Guardia Nazionale RepubblicanaNicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer Editori, 2006, Milano, pag. 20.. Dopo la prigionia nel 1947 si ritrovò a RomaNicola Rao, La fiamma e la celtica, cit., pag. 20. dove militò sia nei FARNicola Rao, La fiamma e la celtica, cit., pag. 27 sia al Fronte giovanile del MSIGiuliana de, Medici, Le origini del M.S.I., ISC, Roma, 1986, pag. 86. (poi Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori). Presto entrò in polemica con la dirigenza del partito e il 17 luglio 1947, in un convegno intitolato "Non siamo socialisti"Antonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 75., contestò le tesi di coloro che vedevano nel fascismo una sorta di "socialismo nazionale" invece che un'ideologia che oltrepassava i classici significati di destra e sinistraAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 76.. Il concetto, poi approfondito da Enzo Erra su "Rivolta Ideale", costituì la base di partenza della concezione "spiritualista" che fu a lungo maggioritaria nel mondo giovanile missinoAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 48.. Spiega Rauti: "Non eravamo una forza conservatrice né un filone del socialismo: avevamo una filosofia specifica e originale, una nostra concezione della vita".

Dal gennaio 1948 Rauti collaborò a La Sfida, la rivista dei giovani missiniAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 87.Federico Gennaccari, Italia tricolore 1946-1989, Fergen, Roma, 2006, pag. 42.. La rivista fu fortemente influenzata dalle tesi del filosofo Massimo Scaligero che in seguito introdusse i giovani missini alla lettura dei testi di Julius EvolaAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 88.. Insieme con Enzo Erra, alla maggior parte del movimento giovanile, al I Congresso missino di Napoli Rauti si schierò in opposizione ai vecchi schieramenti contrapposti tra destra e sinistra o tra Unione Sovietica e Stati Uniti d'America, oppure tra socialismo e capitalismoPiero Ignazi, Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano, Bologna, il Mulino, 1989, pag. 41-42..

Julius Evola e il processo contro i nuovi FAR

Approfondita la conoscenza di Evola, Rauti ed Erra chiudono il giornale La Sfida e nel gennaio 1950 fondano una nuova rivista, ImperiumNicola Rao, La fiamma e la celtica, cit., pag. 53.. Nello stesso anno numerosi furono i dibattiti organizzati dal Partito Comunista Italiano, favoriti da Enrico Berlinguer, all'epoca segretario della FGCI, cui erano invitati i giovani missiniAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 199.. A molti di questi dibattiti fu invitato direttamente Rauti.

La rivista Imperium vide la pubblicazione di soli quattro numeri e fu sospesa nel dicembre 1950Nicola Rao, La fiamma e la celtica, cit., pag. 59. per l'arresto di Rauti, De Perini, Lucci Chiarissi, Serpieri, Brandi, Pozzo ed Erra che facevano parte del gruppo di redattori in relazione alle indagini sui nuovi FAR.Adalberto Baldoni, cit. pag. 48. Gli arrestati furono accusati, da una fonte che restò sempre anonimaAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 200., di due attentati dinamitardi avvenuti il 16 novembre 1950 contro il PRI e il PSU, i due partiti che avevano proposto lo scioglimento del MSI. In realtà, in relazione agli attentati non emerse mai nulla ma il rinvenimento dello statuto dei FAR in casa di De Perini e di una lettera in possesso di Rauti indirizzò le indagini principalmente sull'accusa di ricostituzione del disciolto Partito Fascista. Pur incarcerato Rauti continuò a far uscire articoli per la rivista Asso di bastoni, facendoli uscire dal carcere con l'aiuto del cappellanoAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 227.. Il 12 marzo 1951, in piena questione triestinaNicola Rao, Il sangue e la celtica, Sperling & Kupfer Editori, 2008, Milano, pag. 22.Nicola Rao, La fiamma e la celtica, cit., pag. 59-60., gli attentati proseguirono nonostante gli arresti di Rauti e di Erra e a Roma furono fatte brillare bombe contro il Ministero degli Esteri, l'ambasciata statunitense e la sede della delegazione jugoslava il 12 marzo 1951Nicola Rao, Il sangue e la celtica, cit., pag. 22.. Ai primi di maggio, fu fatta uscire una edizione apocrifa di Imperium, preparata stavolta da Fausto Gianfranceschi e Clemente GrazianiAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 222. e il 24 maggio 1951 scattarono numerosi gli arresti fra cui quelli di Fausto Gianfranceschi, Clemente Graziani, Franco Petronio, Egidio Sterpa e Franco Dragoni. La retata scattò dopo che l'ufficio politico di Federico Umberto D'Amato della questura di Roma aveva scoperto che l'ultimo numero di Imperium era stato stampato nella stessa tipografia in cui erano stati stampati i volantini di rivendicazione firmati "Legione Nera"Antonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 223.Nicola Rao, Il sangue e la celtica, cit., pag. 23.. Il 6 luglio diversi arrestati, tra cui Egidio Sterpa, furono rilasciatiAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 229..

Tra gli arrestati anche il filosofo Julius Evola, considerato l'ispiratore del gruppo, che fu prelevato e portato a Regina Coeli. Il processo si aprì il 10 ottobre ma le scarse prove raccolte indebolirono l'accusa al processo e lo stesso pubblico ministero Vincenzo Sangiorgi ammise che non vi erano legami tra la rivista Imperium e l'organizzazione dei FAR-Legione NeraAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 243-244..

Il 20 novembre 1951 la corte d'assise stabilì che anche la semplice appartenenza ai FAR implicava il reato di ricostituzione del disciolto Partito Fascista oltre a considerare anche le singole posizioni degli imputatiAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 245., pertanto tutti coloro per cui non fu assodata la militanza nei FAR furono scagionati: Graziani, Gianfranceschi e Dragoni furono condannati a un anno e undici mesi e altri dieci imputati a pene minori. Tutti gli altri furono assolti. Tra loro Rauti, Erra ed Evola, che fu difeso gratuitamente dall'avvocato Francesco Carnelutti. Con la fine del processo si concluse definitivamente anche l'adozione della sigla FARTedeschi, M. (1950) Fascisti dopo Mussolini, Roma, Edizioni Arnia. La vicenda fu mitizzata dai giovani di destraAntonio Carioti, Gli orfani di Salò, cit., pag. 247. e provocò un maggiore afflusso alle riunioni che già si tenevano a casa di EvolaNicola Rao, Il sangue e la celtica, Sperling & Kupfer Editori, 2008, Milano, pag. 27..

Rauti partecipò al III Congresso missino a L'Aquila nel 1952, la corrente evoliana fu per l'occasione battezzata con l'ironico soprannome di "Figli del Sole"Antonio Carioti, I ragazzi della fiamma, Mursia, 2011, Milano, pag. 61. che li indicava come giovani caratterizzati per la "loro intransigenza dottrinale"Gennaccari, cit., pag. 76.. Dopo il congresso il sodalizio con Enzo Erra cominciò a incrinarsi per la scelta di quest'ultimo di avvicinarsi alla corrente moderata di Augusto De Marsanich e di Arturo MicheliniAntonio Carioti, I ragazzi della fiamma, cit., pag. 32-33.. La rottura si consumò il 5 luglio 1953 quando i due giovani missini si trovarono a votare in Comitato centrale due diversi ordini del giorno, Erra a favore della segreteria di Marsanich e Rauti uno contrarioAntonio Carioti, I ragazzi della fiamma, cit., pag. 102-103..

La fondazione del Centro Studi Ordine Nuovo

Il 14 novembre 1953 Rauti si dimise dal suo incarico in seno al comitato centrale e il 15 novembre tenne la prima riunione del gruppo di "Ordine nuovo"Antonio Carioti, I ragazzi della fiamma, cit., pag. 113-114. strutturata come una componente interna del MSI.

Nel gennaio 1954 nel corso del IV Congresso di Viareggio ad Augusto De Marsanich succedette a segretario di Arturo Michelini. Nel corso del Congresso, Rauti, Nicosia e Erra, che erano tra i più noti rappresentanti del gruppo giovanile, proposero lo spostamento del partito su posizioni più intransigenti e la rivisitazione del Fascismo in chiave più criticaAdalberto Baldoni, cit., pag. 63, ricollegandosi soprattutto all'impostazione tradizionalista-spiritualista di Evola e in particolare al saggio Orientamenti, pubblicato per la prima volta nel 1950 dalla rivista ImperiumIn nota, Piero Ignazi, Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano, Bologna, il Mulino, 1989, p. 77.. Dopo il Congresso di Viareggio Rauti si pose su posizioni estremamente critiche verso la nuova classe dirigente ritenendo che il partito avesse perso ogni aspirazione rivoluzionariaAdalberto Baldoni, cit. pag. 64.

Nel novembre 1956, Arturo Michelini al V Congresso di Milano fu nuovamente, seppur di stretta misura, riconfermato segretario. Al fine di contrastarne l'elezione la corrente spiritualista, che ormai ha assunto il nome di "Ordine Nuovo", si presentò alleata con la sinistra missina ma inutilmenteAntonio Carioti, I ragazzi della fiamma, cit., pag. 209. Rauti non accettandone ideologicamente la strategia dell'inserimentoAdalberto Baldoni, cit., pag. 70-71., alla guida della corrente "spiritualista"Piero Ignazi, Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano, Bologna, il Mulino, 1989, p. 87-88. di Ordine Nuovo uscì dal MSIAdalberto Baldoni, cit., pag. 34.. Il 14 gennaio 1957 i dirigenti di Ordine Nuovo inviarono una dura lettera al segretario nazionale missino, contestandone la linea e di fatto dando il via alla scissioneAntonio Carioti, I ragazzi della fiamma, cit., pag. 222-223.. Il gruppo scissionista, guidato da Rauti, in cui figuravano Clemente Graziani, Paolo Signorelli, Stefano delle Chiaie, Giuliano Bracci e Marcello Perina, fondò ufficialmente il Centro Studi Ordine Nuovo.

Ordine Nuovo aprì in breve tempo diverse sedi in Italia, che nel 1966 arrivò ad avere 3.500 iscrittiAntonio Carioti, I ragazzi della fiamma, cit., pag. 251., utilizzando come simbolo l'ascia bipenne. Il Centro Studi Ordine Nuovo si impegnò in attività esclusivamente culturale tenendosi anche lontano dalle competizioni elettoraliAntonio Carioti, I ragazzi della fiamma, cit., pag. 250.. Unica concessione fu fatta ai giovani guidati da Delle Chiaie che per le elezioni politiche del 1958 lanciò la campagna, per primo in ItaliaMario_Caprara e Gianluca_Semprini, Neri, la storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Edizioni tascabili Newton, Roma 2011, pag. 208., a favore della scheda bianca, ma senza utilizzare la sigla di "Ordine Nuovo". Nel 1959 Delle Chiaie, in polemica con Rauti che non voleva impostare il Centro Studi come un movimento politico, uscì con il proprio gruppo denominato "Avanguardia Nazionale Giovanile".

L'impostazione data al gruppo da Rauti si discostò totalmente dalla tradizione missina, ricercando nuovi autori di riferimento anche in figure allora più marginali dell'estremismo di destra o dei "fascismi sconosciuti" come Corneliu Codreanu, Giuseppe Tucci, Pio Filippani Ronconi e René GuénonNicola Rao, La fiamma e la celtica, cit., pag. 84. e cominciando a immaginare, contrapposta alla dicotomia USA-URSS, una "Europa Nazione". In breve tempo l'influenza culturale di Ordine Nuovo, con la sua visione eroica e aristocratica di impostazione evoliana esercitò una forte influenza sui giovani militanti di destra rimasti nel MSIPiero Ignazi, Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano, Bologna, il Mulino, 1989, p. 122-123. che non rinunciarono a richiederne la partecipazione ufficiale ai Convegni del movimento giovanile come quello di Perugia del gennaio 1967 organizzato dal FUANPiero Ignazi, Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano, Bologna, il Mulino, 1989, pag. 130..