La Repubblica Socialista Sovietica Lituana o RSS Lituana (; ) fu una delle Repubbliche dell'Unione Sovietica nel 1940-1941 e dal 1944 al 1990. Conosciuta anche come Lituania sovietica, dopo il 1946 il suo territorio e i suoi confini rispecchiavano quelli dell'attuale Paese baltico, ad eccezione di piccoli adeguamenti del confine con la Bielorussia.
Durante la seconda guerra mondiale, quando l'URSS non partecipava ancora nel conflitto, la Repubblica di Lituania precedentemente indipendente fu occupata dalle truppe dell'Armata Rossa il 16 giugno 1940, in accordo ai termini del patto Molotov-Ribbentrop del 23 agosto 1939 e del trattato di mutua assistenza sovietico-lituano stipulati con i baltici; il 21 fu stabilito un governo fantoccio. Tra il 1941 e il 1944, dopo l'avvio del operazione Barbarossa, ebbe luogo l'occupazione tedesca della Lituania, la quale fu inglobata dai nazisti nel Reichskommissariat Ostland. Quando i nazisti si ritirarono tra il 1944 e il 1945, ebbe luogo la rioccupazione sovietica dei paesi baltici e l'egemonia sovietica fu ristabilita per più di quarant'anni. In virtù di una siffatta situazione, molti paesi occidentali continuarono a riconoscere la Lituania come uno stato sovrano de iure, in sintonia con i principi del diritto internazionale, e poiché le ambasciate attive prima del 1940 continuarono ad operare in varie città estere.
Il 18 maggio 1989, la RSS Lituana si dichiarò uno Stato sovrano, sebbene facesse ancora parte dell'URSS. L'11 marzo 1990, la Repubblica di Lituania ritornò a essere uno Stato indipendente. Il paese venne dapprima riconosciuto dalle nazioni occidentali immediatamente prima della dissoluzione dell'Unione Sovietica e, più tardi, anche da questa'ultima il 6 settembre 1991.
Storia Prima occupazione sovietica
L'11 novembre 1918 fu firmato l'armistizio di Compiègne che sanciva la cessazione delle ostilità dell'Impero tedesco. Le truppe militari ancora presenti nella Prussia Orientale, iniziarono a ritirarsi da quei territori. Il 13 novembre dello stesso anno, l'Unione Sovietica venne meno al trattato di Brest-Litovsk, il quale sanciva l'indipendenza della Lituania. L'Armata Rossa lanciò quindi un'offensiva tra il 1918 e il 1919 al fine di occupare Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Ucraina per raggiungere l'obiettivo politico che Lenin si proponeva, quello della Rivoluzione mondiale: per raggiungere tale scopo occorreva dunque sostituirsi ai governi degli Stati indipendenti confinanti con la Russia. Le forze arrivarono in Lituania nel dicembre del 1918.
Furono queste le condizioni che portarono i sovietici a conquistare una prima volta lo Stato lituano. Seguirà due decenni dopo una nuova occupazione.
Premesse storiche dell'occupazione del 1940
Il 23 agosto 1939, la Germania nazista e l'Unione Sovietica siglarono il patto Molotov-Ribbentrop,. un accordo per la divisione dei territori europei in sfere di influenza: la Lituania sarebbe così appartenuta ai teutonici. Il 28 settembre 1939, l'URSS e la Germania sottoscrissero il c.d. accordo di amicizia e di frontiera sui confini tedeschi-sovietici: con questo accordo segreto si prevedeva la cessione di parte della Polonia da parte dall'URSS in favore della Germania in cambio della Lituania. Il giorno seguente, l'URSS comunicò alla Lituania la volontà di stabilire basi militari sovietiche sul territorio del Paese baltico in cambio di 6.880 km² che facevano parte del Voivodato di Wilno ed erano stati invasi dai sovietici il cui capoluogo era appunto Vilnius. I territori risultarono contesi per circa vent'anni: la rottura delle relazioni diplomatiche tra Polonia e Lituania era infatti avvenuta a seguito della crisi generata dall'ammutinamento di Żeligowski e dalla costituzione dello Stato fantoccio noto come Lituania centrale.. Durante le negoziazioni, l'esitante delegazione lituana fu messa al corrente di questa ripartizione accordata con i tedeschi sulle sfere d'influenza e fu intimato di prendere posizione in quanto, se la Lituania avesse rifiutato, Vilnius sarebbe stata annessa alla Bielorussia. Date le circostanze, fu firmato un patto di assistenza reciproca tra la Lituania e l'URSS a Mosca il 10 ottobre 1939: a ciò seguì la possibilità da parte dei sovietici di spostare i propri soldati in Lituania, a maggior ragione a seguito dello scoppio della seconda guerra mondiale. Un totale di 18.786 truppe dell'Armata Rossa fu inviato in posizioni strategicamente importanti della nazione: Alytus, Prienai, Gaižiūnai e Naujoji Vilnia. Quest'evento mise termine alla Repubblica di Lituania e fece rientrare il Paese baltico nella sfera d'influenza sovietica.
Occupazione e annessione
Mentre i tedeschi stavano procedendo nella campagna di Francia nel maggio e nel giugno del 1940, l'URSS invase tutti e tre i Paesi baltici.. Il 14 giugno 1940, la Repubblica lituana fu chiamata a rispondere, in tempi strettissimi, della presunta scomparsa di alcuni soldati russi. Alla scadenza di tale ultimatum, l'URSS avrebbe provveduto (e così fu) a rimuovere dagli incarichi politici perché incompatibili il ministero dell'interno e il comandante del dipartimento di sicurezza nazionale, il governo stesso e concedere la presenza illimitata di truppe russe nell'area.. L'accettazione delle condizioni imposte dai russi, rese la Lituania, di fatto, uno Stato fantoccio: a dimostrazione di ciò, vale la pena citare le righe scritte qualche giorno dopo dal Ministro degli Esteri sovietico Vjačeslav Molotov, il quale dichiarò al corrispondente lituano Juozas Urbšys che l'Unione Sovietica avrebbe occupato la Lituania a prescindere da quale fosse stata la risposta del governo dello Stato baltico.. Questa situazione fu una chiara violazione di un accordo di diritto internazionale precedentemente stipulato da entrambe le parti sui poteri degli Stati sovrani..
Gli ultimi giorni in cui operò il governo della Repubblica di Lituania riguardarono la discussione sull'ultimatum:. molti membri, come anticipato, accettarono. Il 15 giugno, il presidente Antanas Smetona, favorevole a costituire una resistenza almeno simbolica, partì per lasciare il Paese, immaginando un ritorno nel momento in cui la situazione geopolitica fosse mutata. Lasciò il governo in mano a Antanas Merkys. Nel frattempo, l'8ª e l'11ª armata dell'esercito russo, assieme a un totale di 15 divisioni, valicarono i confini. Squadre aeree presero possesso degli aeroporti di Kaunas, Radviliškis e Šiauliai. I reggimenti dell'Armata Rossa smilitarizzarono l'esercito lituano assumendo il controllo degli armamenti di cui erano in possesso con la complicità dei simpatizzanti comunisti del luogo.
Sotto la spinta di Mosca, il 17 giugno 1940, Merkys nominò Justas Paleckis Primo Ministro. Paleckis assunse più tardi le funzioni presidenziali e Vincas Krėvė-Mickevičius fu nominato Primo Ministro.. Il Partito Comunista della Lituania fu di nuovo ammesso a partecipare alla vita politica e si attivò subito per produrre stampe e incentivi per supportare il nuovo governo. Fu vietata l'opposizione, così come i giornali non allineati al regime e furono tagliate le relazioni estere. Il 14 e il 15 luglio, ebbero luogo le elezioni del Parlamento del Popolo.. Unico contendente fu il Partito dei Lavoratori Lituani, fondato da ex membri di partiti radicali e comunisti. I cittadini furono chiamati a votare, ma era evidente che i risultati sarebbero stati falsati e a seguito della prima riunione del neoeletto Parlamento, il 21 luglio, emerse la "richiesta" inviata all'URSS da parte della Lituania di essere annessa come repubblica sovietica.. Subito a seguito di questo evento, si approvarono programmi di sovietizzazione statali. Il 3 agosto, una delegazione formata da membri di spicco dell'esecutivo lituano fu inviata a Mosca per firmare l'annessione e renderla poco tempo dopo ufficiale... Il 25 agosto 1940, una riunione straordinaria del Parlamento Popolare ratificò la Costituzione della Repubblica Socialista Sovietica, simile per forma e contenuti alla Costituzione sovietica del 1936.
Invasione tedesca e seconda occupazione sovietica
Il 22 giugno 1941, la Wehrmacht invase nel giro di un mese circa la Lituania come previsto dall'operazione Barbarossa.. Il Fronte Attivista Lituano (in lituano Lietuvos Aktyvistų Frontas, acronimo LAF), un gruppo di guerriglieri creato dal governo provvisorio e guidato da Kazys Škirpa con l'obiettivo di liberare la Lituania e ristabilire l'indipendenza, cooperò con i tedeschi. Il LAF si macchiò di diversi crimini, primo fra tutti l'uccisione di molte comunità ebraiche lituane durante i primi giorni di Olocausto in Lituania:. vale la pena citare i casi di Kurkliai e Alanta. Škirpa fu nominato Primo Ministro del Governo Provvisorio di Lituania. A seguire però, i tedeschi lo misero agli arresti domiciliari e sciolsero il LAF il 5 agosto 1941. Durante l'occupazione nazista, la Lituania divenne parte del Reichskommissariat Ostland. Tra il luglio e l'ottobre del 1944, l'Armata Rossa tornò ad occupare i territori dei Paesi baltici e iniziò la seconda occupazione sovietica. Le prime elezioni che seguirono al conflitto si tennero nell'inverno del 1946, al fine di eleggere 35 membri del Consiglio Supremo della RSS lituana. I risultati furono nuovamente poco trasparenti (affluenza superiore al 90%) e la vittoria dei candidati del Partito Comunista fu schiacciante. Il Consiglio Supremo era formalmente in mano di autorità locali e sostanzialmente gestito dal primo segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista, Antanas Sniečkus fino al 1974.
Crimini dei sovietici
Riacquisito il controllo della Lituania, l'Armata Rossa mise in atto alcuni crimini di guerra nei confronti della popolazione locale. La situazione divenne così incandescente che persino il segretario del Partito Comunista Sniečkus segnalò la questione a Lavrentij Pavlovič Berija il 23 luglio 1945 affermando: "Se tali violenze e rapine continueranno ad essere perpetrate nei dintorni di Kaunas, verranno meno ogni nostro apprezzamento per l'Armata Rossa". Berija riferì il contenuto di tale lettera a Iosif Stalin in persona.
In un rapporto effettuato al Ministero della sicurezza dello Stato, relativo nello specifico la situazione del distretto di Memel, si legge:
Nello stesso rapporto, si riportano rapimenti di diverse donne lituane nella regione di Klaipėda e Šilutė:
Nella regione di Klaipeda furono arrestati e deportati diversi uomini tra i 17 e i 48 anni. Nel dicembre 1944, il comandante del KGB di Priekulė Kazakov scrisse al ministro dell'interno della RSS Lituana Josifas Bertašiūnas che, a causa della violenza dei soldati, molte abitazioni di Priekulė erano divenute inabitabili: finestre distrutte, caminetti pressoché distrutti, strumenti agricoli trafugati o divenuti inutilizzabili. Molti soldati dell'Armata Rossa si sono macchiati di furti, rapimenti, assassinii e i lituani che vedevano soldati russi aggirarsi attorno alle proprie abitazioni di notte, preferivano scappare a gambe levate o barricarsi in casa. Alcune regioni soffrirono maggiormente la presenza dei sovietici anche a causa delle repressioni effettuate contro i Fratelli della foresta.
Un'altra testimonianza riguardo alla giovane età delle vittime è la seguente: "La notte del 20 ottobre, il maggiore dell'aeronautica M. Kapylov, nel tentativo di vendicarsi sulla 14enne Marija Drulaitė che rifiutò di consumare un rapporto sessuale, uccise lei, sua madre e lo zio Juozas, oltre a ferire seriamente un giovane di 12 anni".