Un manifesto è una dichiarazione pubblica (in genere espressa in forma di opera letteraria o lettera aperta o testo programmatico) che definisce ed espone i principi e gli obiettivi di un movimento o di una corrente politica, religiosa, artistica o sociale e di coloro che decidono di aderirvi.
Manifesto politico
Un manifesto può anche contenere un insieme di idee politiche teoriche o elencare i principi generali di un'ideologia: esempi sono il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels e lAppello ai liberi e forti del Partito Popolare Italiano.
Se al contrario un manifesto contiene un insieme di idee politiche di attuazione prettamente pratica o è orientato a un'elezione elettorale specifica (contenendo un insieme di promesse elettorali), allora si parla di programma politico o elettorale: esempi sono il Contratto con gli italiani o il Programma di San Sepolcro.
Manifesto religioso
Antichità: testi sacri come manifesti fondativi
Nelle civiltà antiche, ciò che oggi si chiamerebbe “manifesto” non era separato dal testo sacro o dalla legge divina:
Mesopotamia: il Codice di Hammurabi (XVIII sec. a.C.) è anche un manifesto religioso-politico: il re dichiara di governare per mandato divino e stabilisce l’ordine morale del mondo. Egitto: inni e iscrizioni templari proclamano la Maat (ordine cosmico) come principio centrale. India: testi come le Upaniṣad o la Bhagavadgītā espongono visioni spirituali che funzionano come manifesti filosofico-religiosi. Ebraismo: la torah e i Dieci comandamenti (o decalogo) sono una dichiarazione pubblica di alleanza, legge e identità del popolo.
Età classica: proclamazioni etiche e universali Con l’età assiale (circa 800–200 a.C.) emergono testi più riflessivi e universali:
Buddha: i Sermoni e le quattro nobili verità sono un vero manifesto di liberazione dalla sofferenza. Confucio: i Dialoghi propongono un manifesto etico-sociale basato sull’armonia. Grecia: pur non essendo “religiosi” in senso stretto, testi orfici e filosofici riformulano il rapporto tra uomo, divino e cosmo.
Cristianesimo e Islam: manifesti di rottura e missione
Cristianesimo
Il discorso della montagna (presente nei Vangeli). Per alcuni pensatori, come Lev Tolstoj e Martin Luther King, questo discorso contiene i principali valori della fede cristiana1892 - Il regno di Dio è in voi, Marco Valerio Editore, Torino, 2001 (ISBN 88-88132-34-1). Le lettere di Paolo sono lettere aperte, con obiettivi dottrinali e comunitari.
Islam
Il Corano nasce come proclamazione pubblica e orale: un manifesto di monoteismo. Anche la Costituzione di Medina (VII sec.) è un manifesto religioso-politico.
Medioevo: manifesti come riforma e polemica Nel Medioevo i manifesti religiosi diventano spesso strumenti di riforma interna:
Regole monastiche (es. Regola benedettina): manifesto di vita comunitaria. Trattati teologici: chiariscono l’ortodossia. Predicazioni e sermoni pubblici: mobilitano masse (crociate, movimenti pauperistici).
Età moderna: il manifesto religioso “moderno”
Nasce il manifesto nel senso più vicino a quello attuale.
95 tesi di Lutero. Una lettera pubblica affissa e diffusa: è probabilmente il primo manifesto religioso moderno. Definisce principi, obiettivi e rottura con l’autorità precedente. Riforma e Controriforma producono centinaia di manifesti, confessioni di fede, catechismi.
La stampa rende il manifesto virale.
Età contemporanea: manifesti identitari e spirituali Dal XIX secolo in poi:
Manifesti di nuovi movimenti religiosi (Bahá'í, Scientology, New Thought). Manifesti teologici (es. teologia della liberazione). Lettere e dichiarazioni interreligiose (pace, diritti umani, ambiente). Testi laici-spirituali (es. movimenti New Age). Non si presentano in genere come verità assolute imposte, ma come proposte di senso. Invece di elencare ciò che bisognerebbe credere, questi manifesti parlano di percorsi interiori, pratiche di vita, trasformazioni personali. La fede viene raccontata come cammino, non come sistema chiuso. Per questo spesso il linguaggio è narrativo, poetico o testimoniale, più che normativo. Generalmente non sono esclusivi, ossia non chiedono necessariamente di abbandonare tutto il resto per aderire.
XXI secolo Manifesti religiosi circolano come documenti pubblici, siti web, video, post e spesso sono ibridi tra religione, politica, ecologia e identità. Puntano generalmente più a convincere che a imporre regole.
Manifesto artistico
Prima del XX secolo il manifesto era quasi esclusivamente utilizzato con scopi politici. Gli artisti adottarono questa forma per impiegare l’arte come uno strumento politico o culturale, con due obiettivi principali: definire e criticare un paradigma nell’arte o nella cultura contemporanea e definire un insieme di valori estetici che contrastino quel paradigma.
Molti manifesti aspirano ad essere a loro volta opere d’arte, e alcuni possono essere apprezzati non solo come testi scritti ma anche dal design visivo.
XIX secolo Nel 1855 Gustave Courbet scrisse un manifesto realista per l’introduzione al catalogo di una sua mostra personale indipendente, in cui affermava il suo obiettivo di “tradurre i costumi, le idee e l’aspetto della mia epoca secondo la mia stima personale”.
Inizio del XX secolo (1909–1945)
Il manifesto è stato uno strumento molto utilizzato dalla avanguardie artistiche. Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica sul quotidiano francese Le Figaro il manifesto di fondazione del futurismo. Del 1917 è il manifesto dell'avanguardia russa ad opera di El Lissitskij.
In questo periodo nacquero molti altri manifesti fondamentali che influenzarono la storia dell’arte moderna:
Manifesto cubista – Du «Cubisme» è un libro-manifesto scritto da Albert Gleizes e Jean Metzinger nel 1912. Questo fu il primo testo importante sul cubismo, precedente a Les Peintres Cubistes di Guillaume Apollinaire (1913). L'arte dei rumori (1913) – di Luigi Russolo Manifesto vorticista (1914) – di Wyndham Lewis pubblicato sulla rivista Blast Manifesto suprematista (1915) di Kazimir S. Malevič Manifesti Dada (il primo del 1918 scritto da Tristan Tzara) – In totale, tra 100 e 150 manifesti Dada furono pubblicati dai dadaisti. Sette Manifesti Dada è un libro in cui Tristan Tzara raccolse sette manifesti Dada nel 1924, come indica il titolo. Manifesto De Stijl (1918) – di Theo van Doesburg Realistic Manifesto (1920) – di Naum Gabo e Anton Pevsner, fondamento del Costruttivismo"The Realistic Manifesto." In Art in Theory, 1900-2000, edited by Charles Harrison and Paul Wood, 299. Malden: Blackwell, 2003. Après le Cubisme (1920–1925) di Amédée Ozenfant e Le Corbusier Manifesto surrealista (1924) di André Breton Art Concret (1930) di Theo van Doesbourg Manifesto di Pittura Murale (1933) di Mario Sironi Verso un’arte rivoluzionaria libera (1938) – scritto da André Breton e Lev Trotsky come reazione contro l’arte ufficiale nell’Unione Sovietica
Dopoguerra (1946–1959) Dopo la seconda guerra mondiale emersero numerosi manifesti post-bellici:
Manifesto Blanco (1946) di Lucio Fontana Manifesto CO.BR.A. (1948) di Christian Dotremont Refus global (1948) – manifesto anti-establishment dei Les Automatistes di Montreal Manifesto Eaismo (1948) di Voltolino Fontani Sculptors’ First Manifesto (1949) di René Iché Manifesto Mistico (1951) di Salvador Dalí Manifesto Pittura nucleare (1951) di Enrico Baj Un Art Autre (1952) di Michel Tapié Gutai Manifesto (1956) – di Jiro Yoshihara Auto-Destructive Art Manifesto (1959) di Gustav Metzger Neo-Concrete Manifesto (1959) di Ferreira Gullar Manifesto della Pittura Industriale: Per un'arte applicata unitaria (1959) di Giuseppe Gallizio
Controcultura e anni ’60–’70 Negli anni ’60 e ’70, i manifesti riflettevano la crescita della controcultura e nuovi movimenti artistici:
Manifesto situazionista (1960) di Guy Debord The Chelsea Hotel Manifesto (1961) di Yves Klein I Am For An Art... Manifesto (1961) di Claes Oldenburg Fluxus Manifesto (1963) di George Maciunas SCUM Manifesto (1967) di Valerie Solanas Maintenance Art Manifesto (1969) di Mierle Laderman Ukeles The Romantic Manifesto (1969) – raccolta di saggi di Ayn Rand AfriCobra Manifesto (1970) di Jeff Donaldson WAR Manifestos (anni ’70) di Nancy Spero Women’s Art: A Manifesto (1972) di Valie Export Collectif d’Art Sociologique manifesto (1974) di Fred Forest, Jean-Paul Thénote e Hervé Fischere, pubblicato sul quotidiano Le Monde Body art Manifesto (1975) di François Pluchart A Manifesto on Lyrical Conceptualism (1975) di Paul Hartal
Manifesti punk e cyber (1976–1998) Con l’arrivo del punk e dell’era digitale, si diffusero molti manifesti radicali e underground:
Crude Art Manifesto (1978) di Charles Thomson Smile Manifestos (1982) di Stewart Home Cheap Art Manifesto (1984) di Elka e Peter Schumann (Bread and Puppet Theater) Manifesto cyborg (1985) di Donna Haraway What our art means (1986) di Gilbert e George Post Porn Modernist Manifesto (c.1989) di Veronica Vera A Cyberfeminist Manifesto for the 21st Century (1991) di VNS Matrix The ____________ Manifesto (1996) di Michael Betancourt New Ink Art manifesto (1996) di Alfred Freddy Krupa Group Hangman (1997) di Billy Childish E-Mail-Art & Internet art Manifesto (1997) di Guy Bleus Extropic Art Manifesto (1997) di Natasha Vita-More
Era di Internet (1999–oggi)
Con la diffusione del web, nuovi manifesti artistici sono emersi globalmente:
Manifesto di The Stuckists (1999) di Billy Childish e Charles Thomson The Resurrection of Beauty: manifesto per il futuro dell’arte 2002–10 di Mark Miremont The Remodernist Film Manifesto (2008) di Jesse Richards The Metamodernist Manifesto (2011) di Luke Turner Manifesto: Association of Musical Marxists (2011) di Andy Wilson e Ben Watson The Excessivism Manifesto (2014) di Kaloust GuedelDowntown News, Excessivism Manifesto, September 28, 2015, pag. 10 New Manifesto of Arts/Empathism (2019–2020) di Menotti Lerro e Antonello Pelliccia Against Interaction Design (2022) di Tim Murray-Browne
Manifesti sociali e civili Un manifesto sociale o civile è:
un documento pubblico con obiettivi chiari e dichiarati una critica di uno stato di cose ingiusto o disfunzionale una proposta di azione o trasformazione spesso firmato da gruppi, reti, movimenti o coalizioni
Esempi
Manifesto femminista e per i diritti delle donne Sono documenti che chiedono uguaglianza di genere, rispetto, combattimento delle discriminazioni e delle violenze.
The Woman-Identified Woman: manifesto del movimento femminista radicale del 1970 che ridefinisce la donna come soggetto politico oltre che identitarioFaderman, Lillian (2015). The Gay Revolution: The Story of the Struggle. Simon & Schuster.Weiss, Penny (2018). Feminist Manifestos : A Global Documentary Reader (1 ed.). New York University Press. pp. 221–222. ISBN 9781479805419.. Manifesto femminista e transfemminista: considera la violenza di genere una questione pubblica ed è una denuncia strutturale della violenza maschile contro le donne e richiama a un cambiamento sociale profondo.
Manifesto per i diritti delle donne africane Il Women’s Manifesto for Ghana è un documento di attiviste ghanesi che individua temi come uguaglianza politica, empowerment economico, accesso ai servizi sanitari e uguaglianza legale, con l’obiettivo di influenzare leggi e politiche.
Manifesti globali e sociali contemporanei Esistono anche manifesti che cercano di affrontare tematiche globali come giustizia economica, ambiente, diritti umani e democrazia.
Manifesto di Porto Alegre (2005) propone 12 punti per un’altra visione del mondo su economia, giustizia, democrazia e ambiente, invitando movimenti di tutto il mondo a confrontarsi sulle proposte. Dichiarazioni e manifesti legati alla Social Quality affrontano sviluppo urbano sostenibile, diritti sociali, equità, qualità della vita e sistemi sociali ecologici.