Fereclo (in greco antico: Φέρεκλος) è un personaggio dellIliade, il poema omerico incentrato sulla guerra fra Achei e Troiani, scaturita dal rapimento di Elena ad opera di Paride, per il quale costruì le navi che lo condussero a SpartaPseudo-Apollodoro, Biblioteca, epitome 3.2.
Il mito Giovane guerriero troiano figlio dell'Armonide Tettone, venne ucciso in combattimento da Merione, che lo colpì a una natica con la lancia mentre fuggiva.
" Prole del fabbro Armónide, Fereclo Da Merïon fu spento. Era costui Per tutte guise di lavori industri Maraviglioso, e a Pallade Minerva Caramente diletto. Opra fur sua Di Paride le navi, onde principio Ebbe il danno de' Teucri, e di lui stesso, Perché i decreti degli Dei non seppe. L'inseguì, lo raggiunse, lo percosse Nel destro clune Merïone, e sotto L'osso vêr la vescica uscì la punta. Gli mancâr le ginocchia, e guaiolando E cadendo il coprì di morte il velo ".
(Omero, Iliade, V, traduzione di Vincenzo Monti)
Interpretazione Era stato dunque Fereclo a costruire la flotta con cui Paride si recò a Sparta per rapire Elena, nonostante gli oracoli avessero preannunciato la guerra che ne sarebbe scaturita. Si può ritenere che questo personaggio riceva la giusta punizione per aver collaborato a un'impresa scellerata quale era appunto il ratto di Elena: la sua stessa morte ha peraltro ben poco di eroico, in quanto egli viene colpito all'inguine ed emette l'ultimo respiro mentre cade inginocchiato.
Note
Bibliografia Omero, Iliade, V.
Categoria:Troiani Categoria:Partecipanti alla guerra di Troia Categoria:Personaggi dell'Iliade Categoria:architetti immaginari