I Sirfidi (Syrphidae ) sono una vasta e cosmopolita famiglia di insetti dell'ordine dei Ditteri (Brachycera: Cyclorrhapha) comprendente oltre 6000 specie. È caratterizzata da una spiccata eterogeneità, sia nella morfologia di tutti gli stadi, sia nell'etologia degli stadi giovanili.
L'importanza di questa famiglia è dovuta a due distinti aspetti: gli adulti sono tra i più comuni e diffusi insetti impollinatori, secondi per importanza solo agli Imenotteri Apoidei; inoltre, le larve di molte delle sue specie sono predatrici attivissime di insetti fitofagi, in particolare degli Afidi. Nella loro generalità, i Sirfidi rientrano perciò fra gli insetti ausiliari di maggiore importanza. Nell'ambito della famiglia si riscontra una marcata eterogeneità nella biologia delle larve, per quanto l'aspetto accennato sia fondamentalmente il più importante nell'ambito dell'Entomologia applicata.
In inglese sono noti con due differenti nomi comuni. Fra i britannici ricorre il nome di hover flies, dove hover indica il tipico volo stazionario degli elicotteri. Fra gli statunitensi è invece frequente il nome flower flies (flower, "fiore"), che fa riferimento alla frequenza con cui i Sirfidi si rinvegono sui fiori. Le larve delle forme acquatiche sono note, in italiano come "vermi a coda di topo", per il singolare sviluppo del sifone respiratorio.
Morfologia degli adulti
L'adulto ha dimensioni variabili secondo la specie, con corpo lungo da 5 mm a 2,5 cm, di forma tozza o più o meno sottile ed allungata. Il tegumento è spesso ricoperto da una densa peluria. La livrea è l'elemento morfologico più evidente in molte specie, per la presenza di colori anche vivaci, spesso con riflessi iridescenti e metallici e con la frequente pigmentazione dell'addome a bande o macchie gialle o brune alternate a colori più scuri o al nero. L'insieme di questi caratteri rende gli adulti dei Sirfidi fortemente somiglianti alle api e alle vespe, al punto di renderli facilmente confondibili agli occhi dei meno esperti. Il mimetismo batesiano, nell'ambito dei Ditteri, non è però esclusivo dei Sirfidi, in quanto ricorre anche in altre famiglie, come gli Asilidi, i Conopidi e i Bombilidi.
Capo Il capo è relativamente grande, provvisto di tre ocelli e due grandi occhi composti, oloptico nella maggior parte dei maschi, dicoptico nelle femmine. Gli occhi hanno in genere una pigmentazione uniforme, ma non mancano specie con pigmentazione zonale degli occhi, a bande o a macchie irregolari. Del tutto assenti le setole.
Le antenne sono di tipo aristato, a volte inserite su una prominenza frontale che può essere particolarmente lunga (Ceriana). Il loro aspetto può variare sensibilmente nell'ambito della famiglia: lo scapo e il pedicello hanno forma cilindrica e lunghezza variabile; varia è anche la forma del primo flagellomero; l'arista è, infine, relativamente breve, formata da due segmenti, talvolta tre, ed è inserita sul primo flagellomero in posizione dorsale, talvolta subapicale o apicale.
L'apparato boccale è del tipo lambente-succhiante, di lunghezza variabile ma correlata alla lunghezza del cranio.
Torace
Il torace presenta spesso conformazioni di alcuni scleriti specifiche di determinati generi. La chetotassi è varia ed è un importante elemento di determinazione tassonomica. Setole o processi spiniformi possono essere presenti sull'episterno dorsale, sul notopleuron, nella zona posteriore del mesoscuto e sui margini dello scutello. Peli diffusi possono essere presenti sul pronoto, frange di peli differenziati possono essere presenti sul margine anteriore dello scuto (eventualmente una fila trasversa) o sullo scutello (una o più file). La pelosità è sempre presente oppure presente con particolari conformazioni in diversi scleriti delle pleure.
Le zampe sono generalmente sottili e di moderata lunghezza. Nella generalità della famiglia non si presentano formazioni e conformazioni ricorrenti, ma nell'ambito dei singoli generi si possono riscontrare conformazioni particolari dei singoli segmenti oppure la presenza di speroni, processi spinosi o altre formazioni.
Le ali sono ben sviluppate, ialine o offuscate su tutta la superficie o su specifiche regioni, con membrana glabra o rivestita da una fitta peluria. Lo pterostigma può essere presente o meno e si posiziona lungo il tratto terminale della vena R1 o fra le terminazioni della subcosta e di R1. Il lobo anale e l'alula sono in genere ben sviluppati e nel loro insieme conferiscono all'ala dei Sirfidi un profilo approssimativamente triangolare. In alcune specie, queste regioni possono ridursi più o meno sensibilmente fino ad essere del tutto assenti.
Nervatura alare Ceriana: R4+5 sinuosa e con breve sperone nella prima cellula posterioreEpisyrphus: R4+5 sinuosa, M2 e CuA1 raggiungenti il margineEristalis: R2+3 confluente su R1, R4+5 fortemente sinuosaHelophilus: R2+3 confluente sul margine, R4+5 fortemente sinuosaMerodon: R2+3 confluente sul margine, R4+5 fortemente sinuosa, sc-r presentePipiza: R4+5 diritta, tratti liberi di M2 e CuA1 ridotti a brevi speroniVolucella: R2+3 confluente sul R1, M1 fortemente ricurvaSchemi rappresentativi di alcune nervature alari con gli elementi morfologici variabili ricorrenti nei Sirfidi.Pt: pterostigma.Nervature longitudinali: C: costa; Sc: subcosta; R: radio; M: media; Cu: cubito; A: anale; sv: vena spuria.Nervature trasversali: h: omerale; sc-r: subcostale-radiale (anche 2° ramo della subcosta per alcuni Autori); r-m: radio-mediale; bm-cu: medio-cubitale basale; dm-cu: medio-cubitale discale.Cellule: d: discale; br: 1ª basale; bm: 2ª basale; r4+5: 1ª posteriore; cup: cellula cup. La nervatura alare presenta una marcata variabilità nell'ambito della famiglia e, in generale, una morfologia di non facile interpretazione a causa delle anastomosi terminali nel sistema mediano. Tuttavia si possono individuare due elementi morfologici ricorrenti: Presenza della vena spuria o falsa vena. Assente negli altri Ditteri, questo carattere è presente, tranne poche eccezioni, in tutti i Sirfidi. Si tratta di un leggero ispessimento longitudinale o una plica che si estende per buona parte delle cellule comprese fra il sistema radiale e quello mediano, ovvero attraversa la prima cellula basale (br) e la prima cellula posteriore (r5) e interseca, nel suo percorso, la vena trasversa radio-mediale (r-m). Nel complesso, la vena spuria conferisce alla nervatura dei Sirfidi un aspetto atipico della nervatura, al punto da renderli facilmente identificabili, nell'ambito dei Ditteri, ad un esame mirato. Assenza di terminazioni dei rami della media sul margine posteriore. I rami terminali della media, in generale, non raggiungono il margine posteriore dell'ala, ma deviano convergendo sulla vena antecedente (M1) o sono ridotti a brevi monconi ciechi (M2) che non raggiungono il margine. La regione remigante posteriore presenta perciò, in corrispondenza del sistema mediano, un'unica membrana compresa fra il margine posteriore dell'ala e un sistema composto da due cellule chiuse.
La costa si interrompe in corrispondenza della terminazione R4+5, in corrispondenza dell'apice dell'ala o prima di esso. La subcosta è bene evidente e completa e raggiunge la costa in corrispondenza nel tratto intermedio del margine costale. Talvolta è presente il ramo posteriore della subcosta, indicato in genere come sc-r (vena trasversa subcostale-radiale), in quanto assume la conformazione di una vena trasversa che connette la subcosta al ramo anteriore della radio.
La radio si divide sempre in tre rami, R1, R2+3 e R4+5. La loro conformazione può tuttavia variare notevolmente. Il ramo anteriore (R1) può terminare sul margine costale poco dopo la terminazione della subcosta, ma spesso assume nel tratto terminale un percorso parallelo al margine e confluisce in una posizione nettamente più distale, in corrispondenza della curvatura distale del margine costale. Il primo ramo del settore radiale, R2+3, tende a curvare in avanti, in corrispondenza del tratto terminale, e a divergere perciò dal secondo ramo, confluendo sul margine costale, a breve distanza da R1 o, addirittura, su R1, chiudendo in quest'ultimo caso la cellula marginale (r1). Il secondo ramo del settore radiale, R4+5, può avere anch'esso differenti conformazioni, ma raggiunge sempre il margine dell'ala, in corrispondenza della terminazione della costa. Il suo percorso può essere più o meno diritto, ma spesso forma una convessità più o meno profonda, che si incunea nella prima cellula posteriore, come avviene ad esempio in diversi Eristalini. Al posto di questa convessità può essere presente una leggera curvatura o un'angolazione, da cui parte un breve moncone (Ceriana) verso la prima cellula posteriore.
L'origine del settore radiale è in posizione nettamente più distale rispetto alla vena omerale e la sua biforcazione si posiziona a circa metà della lunghezza dell'ala. Conseguenza di questa conformazione è la posizione della radio-mediale, che in genere ricade nella metà distale dell'ala.
La media si divide in due rami, M1 e M2, oppure è indivisa, per l'assenza di M2. La conformazione della parte terminale dei rami della media definisce molte peculiarità proprie della nervatura alare dei Sirfidi: la biforcazione M1+2 ha una posizione più distale rispetto al vertice della cellula discale e si trova in prossimità del margine; il ramo M1 si posiziona parallelamente al margine posteriore oppure ha un andamento ricurvo, più o meno convesso rispetto al margine posteriore. In ogni caso, si dirige in avanti e confluisce nel tratto terminale di R4+5, chiudendo perciò la prima cellula posteriore; a volte produce un breve moncone, diretto verso il margine posteriore; il ramo M2, quando è presente, è ridotto ad un breve moncone e non raggiunge il margine dell'ala; il tratto distale M1+2 è relativamente breve e spesso si raccorda armonicamente con M1 formando una curvatura che rende poco evidente la biforcazione M1+2, soprattutto quando M2 scompare del tutto;
La cubito e la prima anale sono ben conformate. Il secondo ramo della cubito (CuA2) si fonde con l'anale in un breve tratto comune in prossimità del margine dell'ala, chiudendo ad angolo acuto la cellula cup. Il tratto comune A1+CuA1, in genere, raggiunge il margine dell'ala, ma può anche essere incompleto o debolissimo. Il tratto libero di CuA1 può essere ridotto ad un breve moncone oppure è evanescente o manca del tutto, perciò non raggiunge il margine dell'ala; spesso si raccorda con la medio-cubitale discale (dm-cu) rendendo curvilineo il vertice distale posteriore della cellula discale. Nell'insieme, queste conformazioni della regione remigante posteriore conferiscono un aspetto particolare alla nervatura alare dei Sirfidi, che in genere mostra due vene anastomizzanti ad andamento curvilineo e approssimativamente parallelo al margine posteriore.
L'insieme delle cellule chiuse, nei Sirfidi, è rappresentato dalle due cellule basali (br e bm), dalla cellula cup, dalla prima posteriore (r5 o r4+5) e dalla cellula discale. Le prime tre si dispongono, in ordine antero-posteriore, nella metà basale dell'ala, le altre due nella metà distale. A queste si aggiunge eventualmente la cellula marginale (r1) nei generi in cui la vena r2+3 confluisce sul ramo anteriore della radio.