Il Jeet Kune Do (截拳道), abbreviato in JKD, è un'arte marziale basata sull'applicazione di principi non tradizionali, basati sul combattimento "essenziale"Bruce Lee, Manuale pratico del Jeet Kune Do fondata dal celebre shifu Bruce Lee negli anni sessanta. In cantonese Jeet significa "intercettare" e Kune "pugno", mentre dal giapponese Do significa "via"; Jeet Kune Do significa, quindi, "la via del colpo intercettore".

Il Jeet Kune Do di Bruce Lee Il libro “Jeet Kune do” era un progetto di Bruce Lee, realizzato in seguito da sua moglie Linda. È una raccolta di tutti i suoi scritti che elaborò maggiormente in un periodo di grande difficoltà della sua vita, un incidente alla schiena nel 1970 che lo costrinse a letto per sei mesi. Il suo corpo era immobilizzato ma la sua mente rimase in continuo movimento affinando la sua arte. Lo scopo del suo lavoro non era quello di insegnare arti marziali tramite un libro ma quello di far conoscere un’arte derivata da molto studio e molto lavoro. La lettura del libro auspica all’arrivo di una conoscenza profonda di Bruce, ma soprattutto ad una conoscenza profonda di sé stessi, come sottolinea la moglie Linda nell’introduzione del libro.Jeet Kune Do - Il libro segreto di Bruce Lee - Bruce Lee, a cura di Linda Lee, Edizioni Mediterranee - pagina 7 È dunque un percorso di consapevolezza di sé. L’innovazione del pensiero di Bruce Lee sta nel mettere a confronto le arti marziali con la filosofia. Per praticare una buona arte marziale non è di fondamentale importanza la forza e il fisico ma è vincente in un combattimento chi sa comprendere la natura dell’altro che si ha di fronte.Jeet Kune Do - Il libro segreto di Bruce Lee - Bruce Lee, a cura di Linda Lee, Edizioni Mediterranee - pagina 10 L’importanza del pensiero di Bruce Lee sta nella fluidità del pensiero e del movimento, non bisogna rimanere rigidi e chiusi dentro ad uno schema ma sapersi adattare alla situazione perché ogni situazione è diversa. Ciò comporta una profonda spiritualità interiore, una grande forza di concentrazione e di controllo che Bruce aveva.

Origine Il suo fondatore, Bruce Lee, nel 1953 all'età di 13 anni iniziò a praticare il Wing Chun dal maestro Yip Man, rivelandosi particolarmente dotato nelle arti marziali. Quando nel '59 si trasferì a San Francisco, Lee prese a interessarsi anche ad altre arti marziali oltre al Wing Chun. Lesse numerosi libri e studiò diversi modi di combattere, focalizzando il proprio interesse soprattutto sul pugilato. Andando controcorrente, Lee preferì, quindi, appoggiarsi anche alle arti marziali occidentali, nonostante provenisse da un insegnamento orientale. Avendo imparato uno stile di combattimento che sfruttava i colpi da breve o brevissima distanza, Lee risultava evidentemente impreparato nel combattimento a lunga e media distanza e, poiché il Wing Chun non prevede combattimenti a lunga distanza, si sarebbe trovato spiazzato contro un avversario che combattesse in tale modo: di conseguenza approfondì anche quest'ambito del combattimento. Pensava che un buon artista marziale dovesse essere completo: era, quindi, indispensabile saper tirare calci da lontano e da vicino, pugni alti e bassi. Cominciò ad allenarsi modificando il wing chun classico che aveva appreso: apportò modifiche alla posizione di guardia, ad alcuni angoli e aggiunse anche una distanza lunga di tecniche di calci che derivava da studi sugli stili di kung fu del nord. Lee approfondì anche le sue conoscenze scientifiche: chinesiologia, fisiologia, dietistica, ecc.

Le origini di quello che Bruce Lee chiamava jeet kune do si hanno nel 1965, quando il campione di arti marziali gestiva una palestra a Oakland. Allenandosi con James Lee, Bruce continuò a modificare il wing chun fino a renderlo differente e denominandolo successivamente Jun Fan Gung Fu, il kung fu di Jun Fan (Jun Fan perché da piccolo i genitori gli hanno dato diversi soprannomi [jun fan, xiao long, xiao lao ecc.], pensando che ciò lo potesse salvare dalla "maledizione" della loro famiglia: è per questo motivo che Bruce Lee all'anagrafe è registrato con un nome femminile), un'arte ancora molto simile al wing chun. Lo scontro tra Bruce Lee e Wong Jack-man si rivelò un punto di svolta per lo sviluppo del Jeet Kune Do. Lee concluse dal combattimento che la stretta aderenza al sistema di forme del Wing Chun classico era limitativa in situazioni di combattimento reale. Egli decise quindi di studiare altre arti marziali, vale a dire judo, ju jitsu, karate, taekwondo, savate, muay thai, aikido, silat, tai chi, panantukan, svariati stili di kung fu; addirittura, prese in considerazione la scherma occidentale, assorbendo ciò che risultava utile e scartando ciò che non era necessario. Il termine ufficiale fu scelto da Lee nel 1967 dopo un'intensa sessione di allenamento con Dan Inosanto. Il continuo processo di evoluzione del JKD culminò quando nel 1970, costretto a letto a seguito di un incidente, Lee avviò un'intensa attività di elaborazione filosofica e metodologica. Di conseguenza, si completò la sua filosofia/metodo di stile senza stile, nessun metodo come metodo.

Descrizione Il JKD è un'arte, scienza e filosofia del combattimento ideata da Bruce Lee attraverso un processo di semplificazione, modificazione e aggiornamento di tecniche e principi combattivi appartenenti sia alle arti marziali orientali che agli sport da combattimento occidentali.

Il JKD promuove il concetto di semplicità, efficacia ed economia delle energie ed esclude la distinzione in scuole e stili.

Inoltre, accoglie al suo interno alcuni principi filosofici del Taoismo, Buddhismo Zen, del Maestro indiano Krishnamurti e del Pragmatismo.

Per quanto riguarda il bagaglio tecnico-tattico, Lee analizzò molti sistemi di combattimento tra i quali Judo, Ju Jitsu, Karate, Taekwondo, Kendō, Muay Thai, Aikidō, Silat, Tai Chi, Panantukan e svariati stili di kung fu, ma le arti marziali e gli sport da combattimento che ispirarono maggiormente Bruce Lee nel processo di sintesi e intuizione del JKD sono il Pugilato e la Scherma (il riferimento a queste discipline è costante nelle migliaia di pagine di scritti di Bruce Lee, laddove gli altri metodi vengono esauriti in poche righe, in cui si limita ad elencarne punti deboli e punti forti), e in minor misura il Wing Chun ed alcune tecniche di gamba appartenenti agli stili di Kung Fu della Cina del Nordhttp://federazioneitalianajeetkunedo.com/?p=253 intervista a Tim Tackett e alla Savate francese.

Di notevole supporto per Lee fu lo studio delle teorie e metodologie dell'allenamento, nonché della fisiologia e biomeccanica del corpo umano, in quanto influirono positivamente nell'elaborazione del JKD tanto quanto l'analisi dei vari stili di combattimento.

Ogni tecnica del Jeet Kune Do è stata sviluppata dal suo stesso creatore: Bruce Lee. Il principio dell'economia della linea diretta e di combattimento ridotto all'essenziale, nonché gli esercizi per lo sviluppo dell'equilibrio e della sensibilità (chi-sao), vengono direttamente dal Wing Chun. La posizione, il footwork, e altre strategie di movimento del JKD vengono assorbite dalla scherma. Anche il principio di base del JKD di intercettare l'avversario, infatti, è un atteggiamento tipico della scherma. Ed è proprio questo principio che dà il nome al Jeet Kune Do. Secondo Aldo Nadi e Julio Martinez Castello, due schermidori citati ampiamente negli scritti di Lee, l'idea centrale della scherma è poter sistemare il proprio avversario in modo da poterlo intercettare e colpirlo in un suo punto debole. Per i movimenti e la generazione massima di forza, Lee s'ispirò a pugili come Dempsey, Haislet, Driscoll. Anche costoro sono stati ampiamente citati negli scritti di Lee. Il jab verticale del JKD, il corretto allineamento, il modo di colpire un corpo, la rotazione del bacino e altre tecniche ancora derivano tutte dal pugilato. Sembra inoltre che abbia visto e rivisto moltissimi incontri di Muhammad Alihttp://www.dmax.it/video/programmi/io-sono-bruce-lee/ nel documentario parla prettamente di come Lee osservava il modo di combattere di Ali, sia per imparare da lui, sia per potersi adattare in un loro eventuale incontro e Joe Louis, in quanto stimava entrambi i loro stili pugilistici. Le tecniche di gamba sono sempre ispirate dai principi del pugilato e della scherma occidentale e in minor misura dalla Savate francese e dagli stili di kung fu della Cina del nord.

A differenza degli stili orientali, da cui proveniva Lee, nel Jeet Kune Do si riscontra la totale assenza di kata. Secondo Lee, infatti, gli insegnamenti proposti dai kata non potevano risultare efficaci nei combattimenti reali. A proposito degli insegnamenti delle arti marziali classiche, Lee sosteneva che: Nonostante abbia avuto forti influenze dalla scherma e dal pugilato, mantenendo anche alcune tecniche ed esercizi provenienti dal Wing Chun e dagli altri stili cinesi, è importante precisare che il JKD non è pugilato, non è scherma e non è wing chun. Ogni singola tecnica è stata oggetto di analisi scientifiche, è stata modificata e adattata per funzionare in situazioni reali di combattimento.

Bruce Lee riteneva importante conoscere le caratteristiche dei vari sistemi in quanto adattarsi a tutti i metodi significava poter affrontare combattenti esperti in discipline diverse , adattandosi comunque al loro modo di combattere senza che essi potessero portarlo, combattivamente parlando, nel campo e nella distanza a loro congeniale o comunque ad attuare tecniche e strategie vincenti. Bruce Lee sviluppò il Jeet Kune Do, con l'essenzialità del suo approccio tecnico e dei suoi principi, proprio per non avere bisogno d'altro.

D'altronde, come egli disse:

«».

È importante sottolineare che il processo di analisi dei vari stili combattimento è una fase prettamente precedente al 1967. Una volta costituito il Jeet Kune Do , Bruce Lee, anche se continuò ad affinare la sua arte al fine di renderla sempre più efficace, migliorando anche l'adattamento alle altre arti marziali, non infranse né diluì i principi cardine del suo jeet kune do, come la semplicità, non telegraficità ed economia dei movimenti, azione diretta e non classica, lato più forte avanti con uso predominante del braccio e della gamba avanzata, arma più lunga verso il bersaglio più vicino e singola scelta di reazione. C'è da dire inoltre che il Jeet Kune Do,pur essendo un'arte marziale che tratta tutte le distanze di combattimento , è un’arte principalmente offensiva basata sull'attacco e sul contrattacco, che mette al primo posto il principio di intercettazione.

Principi pratici Bruce Lee lasciò una grande quantità di consigli, studi, scritti, appunti personali e pubblici riguardo al JKD.

Scuole di JKD Molte scuole di JKD nacquero a seguito della morte del suo creatore, nonostante egli avesse detto ai suoi discepoli in USA di cessare di insegnare dato che non voleva la commercializzazione della sua arte. Ma dopo la sua prematura morte alcune scuole furono originate direttamente dai suoi allievi, altre di seconda generazione, diverse senza nessun legame e infine, altre che usano il nome JKD solo per pubblicizzare il proprio stile.

Le due principali scuole in quest'ambito sono: Jeet Kune Do Original - Jeet Kune Do Concepts. Nessuna delle due aveva però l'imprimatur di Lee essendo sorte dopo la sua scomparsa.

Nel Jeet Kune Do Original o Jun Fan Jeet Kune Do si studia solo ciò che Bruce Lee aveva elaborato ed insegnato tra il 1967 e il 1973 cercando di tramandarlo il più fedelmente possibile. Tra gli allievi di prima generazione atti a preservare e diffondere l'originale arte del jeet kune do vanno inclusi Ted Wong, Daniel Lee, Bob Breemer, Jerry Poteet, Steve Golden.