Dreissena polymorpha (), conosciuta anche come cozza zebrata dalle caratteristiche linee scure che scorrono sull'esterno delle sue valve, è un mollusco bivalve della famiglia Dreissenidae.
Habitat e distribuzione Originario del Mar Nero e della zona del Mar Caspio, oggi è ampiamente diffuso in gran parte dell'Europa, inclusi i bacini dell'Europa centrale, occidentale e orientale, e presente anche in diversi laghi e corsi d'acqua dell'Italia settentrionale. La specie è stata segnalata per la prima volta nei Grandi Laghi alla fine degli anni Ottanta del XX secolo, probabilmente attraverso le acque di zavorra delle navi provenienti dall'Europa. Da allora si è diffusa rapidamente in numerosi fiumi e laghi degli Stati Uniti e del Canada, diventando uno dei più noti esempi di invasione biologica in ambienti d'acqua dolce. Ulteriori introduzioni e popolazioni localizzate sono state osservate anche in altri bacini eurasiatici e in sistemi idrici artificiali al di fuori dell'areale originario.
Descrizione Sono organismi filtratori. Aspirano acqua attraverso un sifone inalante, ne filtrano le particelle di cibo presenti in sospensione, e la espellono tramite un sifone esalante. Presenta una conchiglia triangolare o a forma di D, generalmente di colore variabile dal giallastro al marrone scuro, spesso caratterizzata da striature a bande irregolari chiare e scure, da cui deriva il nome comune "cozza zebrata". Può raggiungere le dimensioni massime di 5 centimetri.
Ciclo vitale e riproduzione Dreissena polymorpha è una specie gonocorica a fecondazione esterna. La riproduzione avviene generalmente durante la stagione calda, quando la temperatura dell'acqua supera i . Le femmine rilasciano nell'acqua grandi quantità di uova, che vengono fecondate dagli spermatozoi emessi dai maschi. Una femmina adulta può produrre da 30.000 a 40.000 uova in ogni ciclo riproduttivo e oltre 1 milione ogni anno. Dopo la schiusa, le larve planctoniche (veliger) rimangono in sospensione nella colonna d'acqua per diverse settimane prima di fissarsi stabilmente a un substrato mediante filamenti bissali. L'elevata fecondità contribuisce al successo invasivo della specie: una singola femmina può produrre centinaia di migliaia di uova per stagione riproduttiva, favorendo una rapida colonizzazione dei nuovi ambienti.
Predatori Nonostante la robusta conchiglia, Dreissena polymorpha è predato da diverse specie di pesci, uccelli acquatici e crostacei. Tra i principali predatori figurano alcuni pesci bentivori, come ciprinidi e persici, che possono consumare individui giovani o di piccole dimensioni, oltre ad anatre tuffatrici e altri uccelli acquatici specializzati nella ricerca di organismi bentonici. Anche alcuni invertebrati predatori, come crostacei decapodi e grossi gasteropodi carnivori, possono contribuire alla mortalità della specie, soprattutto negli stadi giovanili. Tuttavia, nei territori invasi i predatori locali spesso non esercitano una pressione predatoria sufficiente a limitarne efficacemente la crescita demografica, sia per l'assenza di predatori altamente specializzati sia per la rapidità del ciclo riproduttivo e l'elevata densità delle colonie, che rendono la specie difficilmente controllabile attraverso la sola predazione naturale.
Usi Nei Paesi Bassi la capacità filtrante di Dreissena polymorpha è stata oggetto di studi e applicazioni sperimentali finalizzati al miglioramento della qualità delle acque. La specie è infatti in grado di rimuovere dall'acqua grandi quantità di fitoplancton, particelle sospese e nutrienti associati, contribuendo in alcuni contesti ad aumentare la trasparenza delle acque e a contrastare fenomeni di eutrofizzazione. Tuttavia, tali benefici devono essere valutati alla luce dei potenziali impatti ecologici associati alla diffusione della specie. Questo fenomeno modifica infatti la disponibilità di nutrienti e può determinare cambiamenti nella struttura delle comunità biologiche presenti nell'ecosistema.
Le cozze zebrate sono impiegate come bioindicatori per il monitoraggio della qualità ambientale e per la valutazione dei rischi associati all'inquinamento delle acque. Studi sperimentali hanno dimostrato che l'esposizione delle cellule branchiali di Dreissena polymorpha a contaminanti rappresentativi dell'inquinamento idrico può causare danni al DNA, evidenziati dalla formazione di 8-oxodG e da rotture dei filamenti di DNA.
Impatto ecologico Sebbene l'attività filtrante della specie possa aumentare la trasparenza delle acque e produrre effetti ritenuti vantaggiosi in alcuni contesti, la comunità scientifica la considera generalmente una delle specie invasive più problematiche a causa delle profonde alterazioni che può causare agli ecosistemi acquatici. È inserito infatti nell'elenco delle 100 specie invasive più dannose al mondo.
Le sue dense colonie possono ricoprire il fondale e le superfici sommerse, alterando profondamente gli ecosistemi acquatici. La specie compete con i molluschi bivalvi autoctoni per il cibo e lo spazio disponibile, contribuendo in alcuni casi alla diminuzione delle popolazioni indigene.
Impatto economico La colonizzazione di condotte, prese d'acqua, impianti industriali e centrali idroelettriche rappresenta uno degli effetti economici più rilevanti associati alla diffusione di Dreissena polymorpha. Gli individui si aggregano formando incrostazioni che possono ridurre il flusso dell'acqua e richiedere costosi interventi di manutenzione e pulizia.
I costi sostenuti per il controllo e la gestione della specie invasiva sono stati stimati in centinaia di milioni di dollari in Nord America, dove la cozza zebrata si è diffusa rapidamente a partire dalla fine degli anni ottanta del XX secolo.
Prevenzione La diffusione di Dreissena polymorpha è favorita dal trasporto involontario degli individui adulti e delle larve attraverso imbarcazioni, rimorchi, attrezzature da pesca e altri materiali entrati in contatto con acque infestate. Gli esemplari adulti possono infatti aderire saldamente alle superfici mediante filamenti bissali e sopravvivere fuori dall'acqua per diversi giorni mantenendo chiuse le valve.
Per limitare la dispersione della specie, numerosi programmi di gestione prevedono procedure di decontaminazione delle imbarcazioni e delle attrezzature acquatiche, basate sull'ispezione, la rimozione di organismi e materiali biologici aderenti, il drenaggio delle acque residue e l'impiego di trattamenti termici o chimici. Un ulteriore vettore di diffusione è rappresentato dal commercio di organismi acquatici destinati all'acquariofilia. Nel 2021, ad esempio, esemplari di cozza zebrata sono stati rinvenuti associati a colonie di alghe Aegagropila linnaei, determinando campagne di richiamo e decontaminazione in diversi Paesi.
Le misure di controllo comprendono inoltre il monitoraggio precoce delle infestazioni, la limitazione del trasporto accidentale della specie e l'adozione di sistemi di prevenzione nelle infrastrutture idriche maggiormente esposte alla colonizzazione. Studi condotti in alcuni bacini idrici hanno evidenziato che particolari caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua possono ostacolare l'insediamento e la riproduzione della specie. La comprensione dei fattori ambientali che ne limitano la diffusione è considerata uno strumento utile per la protezione degli ecosistemi acquatici vulnerabili.
Galleria d'immagini
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Myida Categoria:Taxa classificati da Peter Simon Pallas Categoria:Taxa descritti nel 1771