La Chiesa evangelica libera italiana (o "Chiesa cristiana libera", o semplicemente "Chiesa libera"), è una denominazione cristiana evangelica italiana.
In passato, è stato un tentativo ottocentesco di creare una chiesa protestante interamente italiana sulla scia ideale del Risorgimento politico di istanze anticlericali e garibaldine. Fra i suoi promotori principali vi era l'ex sacerdote cattolico barnabita Alessandro Gavazzi e venne costituita nel 1850 a Londra fra esuli italiani.
Storia Le origini e lo scioglimento La costituzione della Chiesa libera in Italia avviene a Genova nel 1852. L'idea è quella di unire tutti i protestanti italiani in un'unica chiesa evangelica italiana. L'approccio alla Chiesa valdese fallisce per divergenze di natura ecclesiologica e politica. A differenza dalla Chiesa valdese, infatti, essi ritenevano che la santa cena non dovesse essere presieduta da un pastore (consacrato) come l'unico che avesse il diritto di farlo ma dovesse essere libera per tutti i fratelli. Le divergenze di natura politica vertevano sul fatto che i primi fossero liberali e democratici mentre i Valdesi vedevano di buon occhio il governo del conte di Cavour e la monarchia dei Savoia. Così nel 1854 avviene una rottura definitiva con i valdesi. Nello stesso anno è fondata la Chiesa evangelica cristiana alla quale aderiscono Luigi Desanctis e Bonaventura Mazzarella.
Gli esponenti della Chiesa libera però si dividono anche fra di loro in politicizzati e spirituali. Ciò li porterà ad una spaccatura definitiva a Milano il 22 giugno 1870 in occasione della fondazione della Chiesa Cristiana libera in Italia (alla quale aderiscono 23 comunità delle 60 esistenti) fondata dai primi che, ispirati da Alessandro Gavazzi e Francesco Lagomarsino, propendevano per un modo di essere chiesa più simile al presbiterianesimo riformato; gli altri, ispirati alle idee del conte Piero Guicciardini e di Teodorico Pietrocola Rossetti, formano il raggruppamento Chiese cristiane libere. Queste conservano il nome fino al 1880, quando aggiungono il termine “dei fratelli”. Successivamente perdono l'aggettivo “libere” e diventano Chiesa cristiana evangelica dei fratelli e come tali sono conosciute ancora oggi.
Diverso fra i due gruppi era il modo di intendere l'impegno civile e politico che per Rossetti e Guicciardini dovevano passare in seconda linea rispetto alla predicazione del Vangelo ma non così per Gavazzi e gli altri. Vi era poi un diverso modo di intendere l'organizzazione della chiesa: secondo Guicciardini doveva rimanere di tipo congregazionalista mentre Gavazzi mirava ad un sistema di tipo presbiteriano. In terzo luogo era anche in discussione se avere un credo/confessione di fede oppure se il credo dovesse essere solo la Bibbia come affermavano Rossetti e Guicciardini.
A sostegno della linea di Gavazzi interviene un'organizzazione interdenominazionale americana (AFCU) che manda in Italia un suo rappresentante, William Clark. Egli non condivide il radicalismo di Rossetti e Guicciardini e fonda a Milano una scuola per evangelisti con l'intenzione di formare dei predicatori italiani sulla linea di Gavazzi. Questo intervento era soprattutto teso a qualificare seriamente i pastori a livello teologico, cosa avversata dagli spirituali che tendevano al biblicismo e vedevano di mal occhio la formazione di una "casta sacerdotale" che si ponesse al di sopra dei "semplici credenti". Altra cosa che gli spirituali avversavano era la centralizzazione della direzione della chiesa. Gli americani incoraggiano così un "Comitato centrale di Evangelizzazione", formato da sette membri di cui tre stranieri: il pastore Mc Dougall e gli americani William Clark e Abraham Rynier Van Nest. Nel 1872 Gavazzi fa un viaggio negli USA per raccogliere fondi per la sua chiesa e nel 1878 riesce a coinvolgere temporaneamente nel suo movimento il patriota, politico e letterato Bonaventura Mazzarella, che però più tardi passerà ai guicciardiniani.
La Chiesa Cristiana libera però non sopravvive molto al suo fondatore, morto nel 1889. Per alcuni anni viene guidata dal pastore Saverio Fera e nel 1904 la chiesa, che aveva assunto il nome di Chiesa Evangelica Italiana, confluisce ufficialmente nelle Chiese metodiste italiane. Diversi suoi membri sono assorbiti anche dai battisti e da altri raggruppamenti evangelici. Nello stesso anno il pastore Vincenzo Notarbartolo riorganizza la Chiesa Evangelica Italiana con le comunità che non avevano aderito ai due rami del metodismo (episcopale e wesleyano). Si pubblica la rivista La Vedetta Cristiana, diretta da Luigi Maria Galassi, ex pastore battista e libero. Nel 1929 Notarbartolo scioglie questa organizzazione e la riorganizza con la denominazione Chiesa Nazionale d’Italia Protestante Presbiteriana e il suo organo di stampa è La Riforma Italiana. Fino al 1931 vi sono comunità a Palermo, Livorno, Bologna e Roma. Ancora oggi sopravvivono piccole realtà domestiche che portano avanti l'eredità di questa testimonianza, mantenendone viva la tradizione e la presenza sul territorio.
La Comunione di Chiese Libere in Italia Tra il 1965 e il 1969, il professore e pastore Domenico Maselli sperimenta un progetto di rinascita delle Chiese Libere ottocentesche, tentando di raggruppare comunità di diverso tipo. Queste ultime aderiranno alla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia definendo sé stesse come Comunione di Chiese Libere in Italia. Questa comunione nasce dopo un convegno avvenuto a Napoli il 20-21 settembre del 1969. Fu sottoscritto il documento che delineava le linee fondamentali tra cui: la fedeltà alla Scrittura, l'evangelizzazione e la necessità della conversione. Viene inoltre ribadito che la Comunione non è emanazione di alcun organizzazione o ente denominazionale.Documento originale in copia unica firmato da tutti gli aderenti.Chiese libere oggi - Chiesa evangelica libera di Volla
Negli ultimi anni la Comunione continua nelle sue attività principalmente in alcune comunità della provincia di Napoli.
Nel 2025 la Chiesa Nazionale d'Italia Protestante Presbiteriana ha adottato anche la denominazione Chiesa Libera Unita, aderendo alla Comunione di Chiese Libere in Italia. Inoltre, nello stesso anno ha aderito all'organismo ecumenico congregazionalista noto come International Congregational Fellowship.
Note
Bibliografia Giorgio Spini, Risorgimento e protestanti, Il Saggiatore, Milano, 1989 (Claudiana, Torino 2008). Domenico Maselli, Tra risveglio e millennio, Claudiana, Torino. Giorgio Spini, L'evangelo e il Berretto Frigio, Claudiana, Torino, 1971.
Voci correlate Riforma protestante in Italia Protestantesimo in Italia Chiese protestanti in Italia Pietismo Libera Chiesa
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