La prossemica è la disciplina semiologica che studia i gesti, il comportamento, lo spazio e le distanze all'interno di una comunicazione, sia verbale sia non verbale.

Etimologia Il termine, derivato dal latino prox(imitas) «prossimità», probabilmente composto col suffisso inglese -emics come per phonemics «fonemica» e simili, è stato introdotto e coniato dall'antropologo Edward T. Hall nel 1963 per indicare lo studio delle relazioni di vicinanza nella comunicazione.

Specifiche Hall ha osservato che la distanza relazionale tra le persone è correlata con la distanza fisica, ha definito e misurato quindi quattro "zone" interpersonali:

La distanza intima (0-45 cm). La distanza personale (45–120 cm) per l'interazione tra amici. La distanza sociale (1-2-3-4-5 metri) per la comunicazione tra conoscenti o il rapporto insegnante-allievo. La distanza pubblica (oltre i 3-4-5 metri) per le pubbliche relazioni.

Esempi

Come tutti i linguaggi, anche la prossemica varia da luogo a luogo. Lo stesso Edward T. Hall nel suo libro La dimensione nascosta osservò che la distanza da mantenere, interloquendo con altre persone e attraverso cui ci si sente a proprio agio, dipende dalla propria cultura.

La prossemica ha anche un valore di marcatore sociale: in alcune regioni meridionali dell'India, dove la distanza che gli appartenenti alle diverse caste devono mantenere fra di loro è rigidamente stabilita, quando gli individui della casta più bassa (paria) incontrano i bramini, la casta più elevata, debbono tenersi a una distanza di 39 metri.

Quando l'interlocutore vìola la distanza considerata come "normale" in un certo contesto, chi parla normalmente cerca di allontanarsi o di dirigere il corpo in un'altra direzione o frappone una barriera (una borsa, un giornale, un braccio).

Prossemica e tecnologia

La diffusione delle comunicazioni digitali, in particolare tramite videoconferenze e ambienti virtuali, ha portato a studiare come la gestione dello spazio e della distanza si adatti ai nuovi contesti. La posizione della telecamera, l’inquadratura e la distanza dal dispositivo influenzano la percezione di prossimità o lontananza, simulando distanze intime o sociali anche in ambienti digitali. Questo fenomeno è stato descritto come una forma di “prossemica virtuale”, che ripropone dinamiche simili a quelle delle interazioni faccia a faccia, ma adattate alla mediazione tecnologica.

Note

Bibliografia Edward T. Hall, La dimensione nascosta. Il significato delle distanze tra i soggetti umani, Bompiani, Milano, 1968. Franca Pregnolato Rotta Loria, Antropologia e prossemica, Campanotto Editore, Udine, 1998. Corrado Veneziano, Didattica della comunicazione verbale e non verbale. Sguardi, prossemica, parole, espressività nella scuola primaria, con una introduzione di Maria Serena Veggetti, Besa, Lecce 2014.

Voci correlate Reazione di prestance Semiotica Cinesica Linguaggio del corpo

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Astuzie della natura e richiami etnici: un percorso di ricerca, di Giovanni Monastra

Categoria:Psicologia cognitiva