Lumanismo, o umanesimo, è un indirizzo di pensiero comune a diverse filosofie etiche e concezioni della vita, che si appellano a qualità umane universali, come la dignità e il valore di tutte le persone, la capacità di distinguere il giusto da ciò ch'è sbagliato, e particolarmente la razionalità.
È una componente di una varietà di sistemi filosofici più specifici, presente storicamente in diverse scuole religiose di pensiero, dall'antica Grecia a quello rinascimentale. L'umanesimo può essere considerato come un processo attraverso cui la verità e la moralità vengono scoperte attraverso l'investigazione umana. Focalizzandosi sulle capacità di autodeterminazione, l'umanesimo tende a rifiutare giustificazioni trascendentali, soprattutto quello moderno, così come la dipendenza da credenze giudicate non razionali, dal soprannaturale o da testi a cui venga attribuita una provenienza divina.
In tal senso si contrappone alle metafisiche tradizionaliste di Evola, Guenon, Schuon, Burckhardt, Coomaraswamy,Joseph E.B. Lumbard, Seyyed Hossein Nasr on Tradition and Modernity, in Tradition and Modernity: Christian and Muslim Perspectives, a cura di D. Marshall, Georgetown University Press, 2013, pp. 178-9. alle filosofie teocentriche, o all'ontologia heideggeriana, che intendano fondarsi su principi sacri, divini, o comunque di origine non umana, contro la volontà antropocentrica di fare dell'uomo la «misura di tutte le cose».
Gli umanisti sostengono inoltre la moralità universale basata sulla comunanza della condizione umana, suggerendo che le soluzioni a problemi umani sociali e culturali non possono essere campanilistiche. L'umanesimo è conosciuto per adottare i principi dell'etica della reciprocità e di un individualismo non eccessivo, come citato da Oscar Wilde: «L'egoismo non è vivere come uno desidera di vivere, è chiedere agli altri di vivere come uno desidera vivere».
Aspetti Religione
L'umanesimo rifiuta la credenza negli eventi soprannaturali per la risoluzione degli affari umani, ma non necessariamente le credenze di per sé; infatti alcune branche dell'umanesimo sono compatibili con alcune religioni. È generalmente compatibile con il deismo, l'ateismo o l'agnosticismo ma non richiede nessuno dei tre. La parola ignostico o «indifferentista» è a volte applicata all'umanesimo, sul presupposto che l'umanesimo è un processo etico, non un dogma sull'esistenza o sugli dèi. Gli umanisti semplicemente non hanno bisogno di preoccuparsi di tali questioni. L'agnosticismo o l'ateismo d'altra parte non sono necessariamente umanesimo. Filosofie differenti e a volte incompatibili sembrano essere ateistiche in natura. Non c'è un'ideologia o una gamma di comportamenti cui tutti gli atei aderiscono e non tutti sono umanisti.
Siccome l'umanesimo comprende correnti intellettuali che attraversano una vasta gamma di pensieri filosofici e religiosi, molte branche dell'umanesimo permettono di riempire, supplire o soppiantare il ruolo delle religioni e in particolare di abbracciare una completa filosofia di vita. Per approfondire, si veda l'umanesimo come filosofia di vita. In alcuni Paesi, grazie alle leggi che garantiscono i diritti di culto, la filosofia di vita secolare è stata riconosciuta legalmente come equivalente di «religione».Note: The topic of this article has a small initial character as Wikipedia guidelines prescribe for the name of a philosophy. The life stance named Humanism is capitalized as prescribed for the name of a religion. The International Humanist and Ethical Union, coordinating organized Humanist bodies worldwide, has recommended use of the capital H by its affiliates Negli Stati Uniti, la Corte suprema ha riconosciuto l'umanesimo come equivalente della religione, nel senso limitato di permettere agli umanisti di celebrare cerimonie comunemente appannaggio di ministri di culto.
Conoscenza Secondo l'umanesimo è compito degli esseri umani cercare la verità, in opposizione alla ricerca attraverso la rivelazione, il misticismo e la tradizione o qualsiasi cosa non sia compatibile con l'applicazione della logica ai fatti osservabili. Esigendo che gli umani evitino una cieca accettazione di credenze non supportate, l'umanesimo sostiene lo scetticismo e il metodo scientifico, rifiutando l'autoritarismo e lo scetticismo estremo, e ritiene la fede una base inaccettabile per l'azione. Similmente, l'umanesimo asserisce che la conoscenza del giusto o dello sbagliato è basata sulla migliore comprensione degli interessi individuali e comuni, piuttosto che derivata dalla verità trascendentale o da una fonte arbitraria.
Specismo Alcuni hanno interpretato l'umanesimo come una forma di specismo, riguardante gli umani come esseri di maggiore importanza rispetto alle altre specie. Il filosofo Peter Singer, egli stesso un umanista, ha affermato che «nonostante molte eccezioni individuali, gli umanisti sono stati incapaci, nell'interezza, di liberarsi da uno dei più centrali dogma cristiani: il pregiudizio di specismo». Ha fatto appello presso gli umanisti per «ergersi contro… lo sfruttamento scriteriato di altri esseri senzienti» e ha sollevato problemi rispetto alle dichiarazioni contenute nel Secondo Manifesto Umanista, che egli ritiene dare «precedenza agli interessi dei membri della nostra specie». Ha inoltre fatto notare, comunque, che nello stesso Manifesto si afferma che gli umani non hanno «alcun diritto dato o inerente a Dio di sottomettere altri animali» e riconosce che «le organizzazioni che hanno fatto di più per gli animali sono indipendenti dalle religioni».
Benessere L'umanesimo ha un atteggiamento ottimistico verso le capacità delle persone, pur non ritenendo tuttavia che la natura umana sia puramente buona o che tutte le persone possano vivere secondo gli ideali umanisti senza aiuto; piuttosto sostiene che la crescita del potenziale di ognuno sia un lavoro duro che richiede l'assistenza di altri. L'obiettivo finale è la felicità umana, l'eudemonismo, rendendo la vita migliore per tutti gli esseri umani, in quanto specie più conscia, e promuovendo l'interesse per il benessere di altri esseri senzienti. L'attenzione è sul fare bene e vivere bene qui e adesso, lasciando il mondo come un posto migliore per chi verrà in futuro.
Storia Forme di umanesimo possono trovare le loro origini nel Rinascimento e più indietro nell'Età dell'oro islamica, fino all'antica Grecia. L'umanesimo può essere inoltre rintracciato già al tempo di Gautama Buddha e Confucio, sebbene il termine "umanesimo" sia più comunemente riferito ai filosofi occidentali.
Il termine fu infatti coniato nel 1808, basandosi sulla parola cinquecentesca umanista, già usata per designare un insegnante o uno studente di letteratura classica. L'evoluzione di significato della parola umanesimo è pienamente esaminata nel libro di Nicolas Walter Humanism: What's in the Word.Walter, Nicolas, 1997 Humanism What's in the Word, Rationalist Press Association, London, ISBN 0-301-97001-7.
Umanesimo greco
I panteisti greci Talete e Senofonte nel VI secolo a.C. approntarono la via verso il pensiero umanista greco. Talete è ricordato per aver coniato la massima conosci te stesso e Senofonte si rifiutò di riconoscere gli dèi del suo tempo e riservò il divino ai princìpi di unità dell'universo. Più tardi Anassagora, spesso descritto come il primo pensatore libero, contribuì allo sviluppo della scienza come metodo di comprensione dell'universo. Questi greci di area ionica furono i primi pensatori a riconoscere che la natura può essere studiata separatamente da ogni realtà soprannaturale. Pericle, un allievo di Anassagora, influenzò lo sviluppo della democrazia, della libertà di pensiero e dell'indipendenza dalla superstizione. Sebbene poco dei loro lavori sia sopravvissuto, Protagora e Democrito dimostrarono senso agnostico e moralità spirituale non basata sul soprannaturale, così come Epicuro.
Lo storico Tucidide è noto per il suo approccio scientifico e razionale alla storia.
Humanitas latina Nella filosofia latina si sviluppò il concetto di humanitas nell'ambito del Circolo degli Scipioni, ricevendo la sua implicita formulazione nell'opera letteraria di Terenzio, che si rifaceva alla tradizione menandrea:
Umanesimo islamico Molti pensatori islamici medievali hanno argomentato discorsi umanistici, razionalistici e scientifici nella loro ricerca della conoscenza, del significato e dei valori. Una larga gamma di scritti islamici sulla poesia d'amore, la storia e la teologia filosofica dimostrano che il pensiero medievale islamico era aperto alle idee umanistiche di individualismo, occasionalmente secolarismo, scetticismo e liberalismo.Lenn Evan Goodman, Islamic Humanism, p. 155, Oxford University Press, 2003, ISBN 0-19-513580-6. Certi aspetti dell'umanesimo rinascimentale si fondano a partire dal mondo islamico medievale, comprensivi dell'«arte del dettato, chiamata in latino, ars dictaminis», e l'«attitudine umanistica nei confronti del linguaggio classico», in questo caso l'arabo classico.
Umanesimo rinascimentale
L'umanesimo rinascimentale fu un movimento che influenzò il panorama culturale, politico, sociale e letterario dell'Europa. Partendo da Firenze nell'ultimo decennio del Trecento, l'umanesimo portò nuova linfa allo studio del latino e del greco, con la conseguente rinascita delle scienze, della filosofia, dell'arte e della poesia dell'antichità classica. La rinascita si basò sull'interpretazione di testi latini e greci che, ponendo enfasi sulle arti e sui sensi, segnarono un cambiamento che intendeva cogliere i segni della bellezza divina anche nel mondo e non solo nella dimensione ultraterrena. Oltre ai testi biblici, anche le humanae litterae furono da allora ritenuti strumento di elevazione.
In taluni casi, la riscoperta dei testi ermetici dell'antichità portò a intravedere la possibilità di compiere un cammino di salvezza e liberazione anche senza l'intermediazione della Chiesa, laddove questa riteneva invece come la grazia divina fosse indispensabile, e che dunque l'uomo non potesse fare affidamento solo sulle proprie forze.La divergenza dell'umanesimo dall'ortodossia cristiana può essere identificata con la condanna del Pelagianesimo da parte di Gerolamo e Agostino. Come gli umanisti, Pelagio considerava gli esseri umani come possessori di un'innata capacità di migliorarsi le qualità che la Chiesa percepiva come necessariamente da considerarsi un dono di grazia da Dio. Pelagio rifiutò la dottrina del peccato originale. Gli umanisti inoltre rifiutano la predestinazione calvinista, attirando l'ostilità dei fondamentalisti protestanti, per l'esaltazione della libertà umana come capacità di diventare arbitri del proprio destino, sia nel bene che nel male.
Il nuovo ideale di homo faber, detentore di un sapere non più soltanto contemplativo, cioè fine a se stesso, ma che racchiudeva un potere funzionale all'azione, portò a valorizzare la creatività, sicché gli umanisti rinascimentali credevano che le arti liberali (musica, arte, grammatica, retorica, oratoria, storia, poesia, testi classici e studio di questi) dovessero essere praticate da ogni ceto.
Umanisti degni di nota di questo periodo sono il teologo olandese Erasmo da Rotterdam, l'autore inglese e santo Tommaso Moro, lo scrittore francese François Rabelais, il poeta italiano Francesco Petrarca e gli accademici italiani Marsilio Ficino e Giovanni Pico della Mirandola.
Età moderna L'umanesimo rinacque con l'età del razionalismo (empirismo, illuminismo) tra il XVII e il XVIII secolo, proseguendo nel XIX. Uno dei primi precursori delle organizzazioni umaniste contemporanee fu l'Associazione religiosa umanista fondata nel 1853 a Londra. Questo primo gruppo era organizzato democraticamente, con membri maschili e femminili partecipanti alle elezioni del direttivo e promosse la conoscenza di scienze, filosofia e delle arti.