Man o' War (Lexington, 29 marzo 1917 – Kentucky 1º novembre 1947) è stato un cavallo di razza purosangue inglese, campione negli USA.
Considerato il miglior cavallo da corsa di tutti i tempi, durante la sua carriera – dopo la prima guerra mondiale – si piazzò al primo posto in 20 delle 21 gare a cui prese parte, vincendo un totale di 249.465 dollari. Venne soprannominato "Big Red" (il grande rosso) , per via del colore rossiccio del mantello, arricchito da sfumature gialle e dorate, e per la sua notevole altezza al garrese, superiore alla media dei cavalli dell'epoca. Questo soprannome venne ereditato nel 1972 da Secretariat, altro campione degli Stati Uniti.
Nella classifica dei 100 migliori cavalli da corsa statunitensi del XX secolo è posizionato al n. 1.
La storia Le origini
Man o' War nacque il 29 marzo 1917 presso il Nursery Stud, vicino a Lexington, nel Kentucky. Era un cavallo sauro con una stella e una lista bianca sulla fronte. Suo padre era lo stallone Fair Play, plurivincitore di importanti corse e secondo nel Belmont Stakes e della giumenta Mahubah.
Il proprietario era August Belmont Jr. (1851-1924), celebre figura dell'ippica statunitense. La sua famiglia vantava già una profonda tradizione nel settore: al padre, August Belmont Sr., fu intitolato il Belmont Stakes nel 1867, mentre nel 1905 venne inaugurato l'ippodromo di Belmont Park in omaggio all'eredità familiare.
Poco dopo la nascita del puledro, nell'aprile del 1917, Belmont Jr., all'età di 65 anni, si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti per prestare servizio in Francia durante la Prima guerra mondiale. Mentre si trovava oltreoceano, sua moglie diede al puledro il nome "My Man o' War" (letteralmente il mio uomo di guerra), in onore del marito. Al momento della registrazione ufficiale, tuttavia, la parola "My" venne eliminata e il cavallo fu registrato semplicemente come Man o' War.
Inizialmente i Belmont avevano intenzione di allevare e far correre Man o' War nella propria scuderia. Nell'estate del 1918, però, a causa delle circostanze legate allo sforzo bellico, decisero di liquidare la loro scuderia e vendere i cavalli. Man o' War venne messo all'asta durante la fiera ippica annuale di Saratoga e fu acquistato per 5.000 dollari (equivalente di 107,000 dollari del 2025) da Samuel D. Riddle, che sarebbe stato il suo ultimo proprietario, che lo portò alla sua fattoria Glen Riddle vicino a Berlin in Maryland.
Da adulto, Man o' War raggiunse circa 168 cm al garrese. Aveva un fisico imponente, con groppa alta, ossatura solida e gambe quasi perfette, caratteristiche che trasmise a molti dei suoi discendenti. Con l'età divenne più evidente una lieve insellatura della schiena, uno dei suoi pochi difetti conformazionali. La sua falcata, lunga circa 8,5 metri, è considerata una delle più lunghe mai registrate per un cavallo da corsa.
Secondo anno d'età Allenato da Luis Feustel e montato dal fantino Johnny Loftus, il 6 giugno 1919 Man o' War debuttò al Belmont Park, contea di New York, stupendo il pubblico per la vittoria netta di 6 lunghezze. Tre settimane dopo vinse il Keene Memorial Stakes, seguito da altre vittorie nelle Youthful Stakes, Hudson Stakes e Tremont Stakes e la United States Hotel Stakes arrivando a quattro successi nelle prime diciotto giornate di attività.
Il 13 agosto, sempre a Saratoga, Man o' War disputò nel Sanford Stakes, che sarebbe diventata celebre come l'unica sconfitta della sua carriera. Nei primi del Novecento non utilizzavano ancora i moderni box di partenza: i cavalli venivano infatti allineati dietro il canape, una corda che veniva sganciata per dare il via alla gara. Man o' War ebbe una partenza estremamente difficoltosa e si ritrovò molto distante dagli avversari. Durante la corsa rimase inoltre imbottigliato tra gli altri cavalli, ma riuscì comunque a rimontare fino a sfiorare la vittoria, arrivando al secondo posto. Fu battuto da Upset di circa una lunghezza.
La sconfitta non ne intaccò la reputazione: Man o' War ebbe infatti la possibilità di affrontare nuovamente Upset in diverse occasioni e lo sconfisse quattro volte su cinque. Il 23 agosto si prese la rivincita nelle Grand Union Hotel Stakes, battendo Upset di due lunghezze. Una settimana più tardi vinse anche la prestigiosa Hopeful Stakes, imponendosi con sei lunghezze nonostante una partenza nuovamente complicata.
Il 14 settembre tornò al Belmont Park per le Futurity Stakes, dove Man o' War prese il comando e si impose con tre lunghezze di vantaggio. Concluse così la sua stagione da puledro di due anni con 9 vittorie in 10 corse e guadagni per 82.275 dollari. Fu nominato American Champion Two-Year-Old Colt del 1919 e considerato già allora uno dei migliori cavalli americani della sua generazione.
Terzo anno d'età Nel 1920 a Johnny Loftus fu negato il rinnovo della licenza da fantino, circostanza che lo spinse al ritiro e alla carriera da allenatore. Fu sostituito in sella da Clarence Kummer. Durante la sosta invernale, Man o' War conobbe un notevole sviluppo fisico, raggiungendo l'altezza di 168 cm al garrese e un peso di circa 520 kg.Edward L. Bowen (2000), Man o' War: Thoroughbred Legends, Eclipse Press, USA, page 83, : states "he filled out to 1,150...height reached 16.2 hands".
Nella primavera di quell'anno, il proprietario Samuel D. Riddle scelse di non iscrivere il cavallo al Kentucky Derby, ritenendo la corsa collocata troppo precocemente nel calendario stagionale per un puledro di tre anni e giudicando eccessiva la distanza di un miglio e un quarto. La rinuncia gli impedì di concorrere per la Triple Crown, titolo che l'anno precedente era stato conquistato da Sir Barton, un altro campione di razza. Il debutto stagionale avvenne il 18 maggio nel Preakness Stakes a Baltimora, Maryland, dove Man o' War s'impose su Upset di una lunghezza e mezza. Il 29 maggio tornò a Belmont Park per il Withers Stakes, dove davanti a 25.000 spettatori si impose su Wildair e David Harum: nonostante venne trattenuto dal fantino nel finale, vinse di due lunghezze fissando il record americano sul miglio in 1:35. Il 12 giugno si aggiudicò il Belmont Stakes e, nell'occasione staccò di ben venti lunghezze l'unico avversario Donnaconna e stabilì il record mondiale con il tempo di 2:14.
La stagione proseguì con una serie di successi consecutivi. Il 22 giugno vinse nello Stuyvesant Handicap, il 10 luglio si aggiudicò le Dwyer Stakes mentre nel mese di agosto trionfò a Saratoga nel Miller Stakes e nel Travers Stakes (21 agosto). Il 4 settembre, vista la rinuncia di quasi tutti gli avversari nelle Lawrence Realization Stakes, affrontò il suo unico concorrente, lo stallone Hoodwink, superandolo di 100 lunghezze e stabilendo il record mondiale con il tempo di 2:40, un primato rimasto imbattuto fino al 1956. Infine, tra il 12 e il 18 settembre, conquistò la Jockey Club Gold Cup e il Potomac Handicap, riportando tuttavia un leggero gonfiore al tendine dell'arto anteriore destro.
L'ultima corsa della sua carriera si tenne il 12 ottobre 1920 presso l'ippodromo di Kenilworth Park in Ontario, Canada, nella Kenilworth Park Gold Cup. La prova, organizzata come uno scontro diretto contro il celebre Sir Barton, fu la prima gara ippica a venire integralmente ripresa dalle telecamere per la successiva proiezione cinematografica. Nonostante una partenza incerta, Man o' War prese rapidamente velocità staccando Sir Barton già nel primo furlong. Il fantino Kummer ne controllò l'andatura mantenendo due lunghezze di vantaggio lungo la retta opposta e, sull'ultima curva, Man o' War portò il distacco a cinque lunghezze, per poi proseguire così fino al traguardo, dove vinse per sette lunghezze con estrema facilità. La vittoria contro il primo campione della Triple Crown fruttò un premio che rese Man o' War il cavallo più redditizio della storia dell'ippica statunitense fino a quel momento. Il trofeo d'oro consegnato durante la premiazione, realizzato da Tiffany & Co., venne in seguito donato all'ippodromo di Saratoga, diventando il trofeo ufficiale del Travers Stakes.
Al termine della stagione 1920, con appena due anni di attività alle spalle, Man o' War venne ritirato dalle competizioni. Il suo bilancio di carriera fu eccezionale: 20 vittorie su 21 gare disputate, affiancate da tre record mondiali, due nazionali e tre di pista. La stampa specializzata lo consacrò informalmente come il miglior cavallo da corsa dell'anno e tra i più grandi della storia dell'ippica.
Nel tracciare il bilancio dell'annata sportiva, il The New York Times scrisse: "Un superuomo (Babe Ruth) e un supercavallo: sono stati questi i più grandi contributi dello sport alla storia dell'anno che sta per chiudersi. Alcuni potrebbero considerare il supercavallo, Man o' War, come la figura di maggior rilievo tra le due, poiché ha ormai abbandonato i campi di gara lasciando una storia di successi che potrebbe non essere mai superata".
Generazioni di campioni
Dopo una stagione da tre anni conclusa da imbattuto, Man o' War fu ritirato dalle corse nel 1920 e destinato alla riproduzione a Lexington. Inizialmente fu trasferito alla Hinata Farm e, nel maggio 1922, alla Faraway Farm, dove iniziò la sua carriera come stallone.
Durante il periodo di attività come stallone, la sua celebrità richiamò un flusso costante di visitatori: oltre 500.000 persone firmarono il registro degli ospiti della Faraway Farm, per una stima complessiva di circa 1,5 milioni di visitatori. Lo storico stalliere Will Harbut era solito mostrare il cavallo al pubblico ripercorrendone le imprese sportive. La coppia fu anche ritratta sulla copertina del "Saturday Evening Post" nel 1941, immagine da cui l'artista Fred Stone trasse l'opera celebrativa Forever Friends.
Come stallone, Man o' War si impose tra i principali riproduttori della sua epoca, risultando il primo stallone in Nord America per somme vinte dalla prole nel 1926 e piazzandosi al secondo posto nel 1928, 1929 e 1937. Secondo i dati del Jockey Club, da un totale di 381 puledri registrati nacquero 62 vincitori di corse e decine di campioni in diverse categorie ippiche.
Tra la sua discendenza diretta figurano celebri fuoriclasse come War Admiral, vincitore della Triple Crown nel 1937, Battleship, che vinse nel 1938 l'English Grand National, e Hard Tack, padre del leggendario Seabiscuit. L'impatto genetico di Man o' War fu tale che la sua linea di sangue figura ancora oggi nella genealogia di numerosi campioni dell'ippica moderna.
Man o' War morì nel 1947 alla veneranda età di 30 anni. La causa della sua morte fu attribuita ad un attacco di cuore e questo avvenne ad una distanza molto breve dalla morte del suo stalliere di lunga data, Will Harbut. Alla sepoltura di Man o' War furono presenti più di duemila persone e divenne un evento seguito da una radiocronaca e da articoli sui giornali di tutto il mondo. Originariamente fu deposto alla Faraway Farm, luogo in cui trascorse i suoi ultimi anni, ma nel 1970 i suoi resti furono spostati in un nuovo sito al Kentucky Horse Park, dove come lapide venne deposta una statua raffigurante il grande campione, realizzata dallo scultore Herbert Haseltine.
Durante la vita di Man o' War, il proprietario Samuel D. Riddle ricevette numerose richieste di vendita del purosangue, ma rifiutò sempre di concludere l'affare sia per il talento che per l'affetto che lo legava al suo campione. Di seguito, la risposta all'offerta fattagli dal milionario W.P.Waggoner:
Man o' War è presente nell'elenco della Hall of Fame dei cavalli da corsa dal 1957. In suo onore è stata istituita la Man o' War Stakes, gara che si corre sull'erba nel circuito del Belmont Park a New York. È presente al primo posto nella classifica dei 100 migliori cavalli da corsa americani del XX secolo, istituita dal periodico Blood Horse Magazine.
Maggiori gare vinte
Tremont Stakes (1919) Grand Union Hotel Stakes (1919) Sanford Stakes (1919) United States Hotel Stakes (1919) Hopeful Stakes (1919) Futurity Stakes (1919)