Il granchio bluCommercialmente ai sensi del Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 la specie assume la denominazione di granchio blu (in fase di muta assume la denominazione di granchio blu da moleca) o granchio reale blu. o granchio nuotatoreCommercialmente ai sensi del Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 la specie assume la denominazione di granchio nuotatore (Callinectes sapidus ) è un crostaceo decapode brachiuro della famiglia Portunidae. tipico di estuari, lagune e altri ambienti salmastri ma presente anche in acque dolci e marine costiere.

È una specie autoctona delle coste atlantiche del continente americano dove rappresenta un importantissimo prodotto della pesca in quanto le sue carni sono molto apprezzate in cucina. Ha un'alimentazione onnivora poco specializzata anche se altamente efficiente nella predazione dei molluschi bivalvi; a livello ambientale è poco esigente e capace di adattarsi a svariate condizioni e ambienti, anche piuttosto compromessi. Le larve planctoniche – che possono svilupparsi solo in acque salate – sono in grado di viaggiare per lunghe distanze in mare. Anche per questi motivi, è stato ampiamente introdotto e acclimatato al di fuori del suo areale naturale, spesso con gravi effetti dannosi sulle comunità biologiche.

È segnalato sulle coste atlantiche europee dall'inizio del Novecento, e nel Mediterraneo orientale dagli anni trenta-quaranta. Si suppone che sia arrivato nel Mare Adriatico negli anni 1940, ma è stato identificato solo nel 1993.

La stabilizzazione, l'aumento particolarmente rapido e invasivo della sua diffusione nel settore occidentale a partire dal secondo decennio del 2000 ha suscitato allarme a causa dei possibili danni ecosistemici e all'industria della pesca, soprattutto sulle popolazioni di molluschi di interesse economico. Questo allarme ha trovato eco anche sui media generalisti.

Distribuzione e habitat Areale nativo

La specie è originaria della parte occidentale dell'oceano Atlantico, dove vive lungo le coste dell'intero continente americano, dalla Nuova Scozia all'Uruguay comprese le Bermuda, l'intero golfo del Messico, il mar dei Caraibi e le piccole e grandi Antille.. Nelle acque nordamericane è storicamente riportata la presenza di popolazioni stabili a nord fino a Capo Cod, in Massachusetts, mentre le segnalazioni in stazioni più settentrionali erano perlopiù riferite a individui o gruppi di individui erratici. presenti solo durante la stagione calda. e non a popolazioni in grado di autosostenersi data l'assenza di femmine ovigere.. Nel 2015 è stata però accertata la presenza di una popolazione stabile nel golfo del Maine, circa più a nord. La distribuzione nella parte sud dell'areale è meno nota: alcune fonti riportano l'Uruguay come limite meridionale,. mentre altre riferiscono la sua presenza nel nord dell'Argentina senza però dare informazioni sulla consistenza e la stabilità delle popolazioni..

Specie introdotta

La specie è stata introdotta in numerose aree esterne al suo areale come il mare del Nord., il mar Baltico., il Mar Nero., il mar Mediterraneo e il Giappone. La via di introduzione più probabile è quella accidentale dovuta a stadi larvali pelagici rilasciati assieme alle acque di zavorra delle navi. Ad ogni modo, sono state prese in considerazione anche altre vie di arrivo della specie, quali rilasci più o meno intenzionali, trasporto passivo sugli scafi o in ammassi di alghe ed espansioni naturali dell'areale. Tuttavia l'abbondante presenza della specie nei pressi di grandi porti negli Stati Uniti e l'ubicazione delle prime colonie in Europa all'interno di aree portuali con traffico transatlantico rendono l'ipotesi del trasporto nelle acque di zavorra quella più probabile e universalmente accettata.. Analisi genetiche sui granchi blu del Mediterraneo hanno mostrato una bassissima diversità genetica dovuta all'effetto del fondatore, risulta dunque che l'intera popolazione mediterranea (e probabilmente europea) deriva da pochissimi effettivi eventi di introduzione..

Le prime segnalazioni per l'Europa risalgono al 1900 sulla costa atlantica settentrionale francese da cui si è diffusa alle acque dei Paesi Bassi, Germania e Danimarca. rimanendo però sporadico con segnalazioni occasionali almeno fino al 1965. Nel mare del Nord, un aumento delle popolazioni si è riscontrato a partire dal 1975,. mostrando comunque abbondanze molto inferiori a quelle riscontrate nel Mediterraneo.. La presenza nel mar Mediterraneo è stata accertata la prima volta nel 1937 nel mar Egeo, quindi in Egitto nel 1940. e un anno dopo nell'Adriatico settentrionale; le prime popolazioni naturalizzate nel mar di Levante e nell'Egeo vengono segnalate solo dal 1959; a partire da questi primi nuclei di colonizzazione si assiste a una rapida diffusione della specie nella parte orientale del Mediterraneo mentre, almeno fino al 2006 le segnalazioni per il Mediterraneo occidentale sono sporadiche, occasionali e senza segni di naturalizzazione.. Nel 2008 la situazione fotografata dall'atlante delle specie aliene del mar Mediterraneo della CIESM. riporta la specie come frequente nel Mediterraneo orientale dall'Egitto alla parte meridionale del mar di Marmara, compresa l'isola di Cipro, e nel golfo di Salonicco, mentre risultava poco comune nell'estremo nord del mare Adriatico. Segnalazioni occasionali erano riportate per il mar Ligure, il golfo del Leone, Malta, il mar Ionio e per entrambe le coste dell'Adriatico centrale. A partire dagli anni 2000 ma soprattutto nel 2016-2023, la diffusione nel Mediterraneo occidentale ha avuto un forte incremento colonizzando tutte le coste del bacino e anche aree esterne allo stretto di Gibilterra come le coste atlantiche della Spagna. e del Marocco. e colonizzando perfino le isole Canarie. Questa espansione ha avuto talvolta velocità esplosiva come nei casi delle foci dei fiumi Neretva. o Ebro.. L'espansione verso il bacino occidentale, più freddo, del mar Mediterraneo potrebbe essere correlata con l'aumento delle temperature medie di questo mare. dato che la presenza di habitat idonei e condizioni ambientali favorevoli appare positivamente correlata con l'aumento delle temperature ambientali..

Al 2023 il granchio blu risulta presente e naturalizzato in tutto il Mediterraneo.

In Grecia Il C. sapidus è stato avvistato nelle acque greche sin dalla fine degli anni 1940. e risulta particolarmente abbondante nella parte settentrionale dell'Egeo. La sua presenza si è però stabilita nello Ionio solo negli anni 2000, sia in acque greche che nelle vicine Croazia, Albania e Montenegro, e ciò malgrado che lo Ionio offra un habitat più adatto alla specie, con estuari o lagune costiere, al contrario dell'Egeo. La ragione risiede nella temperatura dell'acqua, più elevata nell'Egeo e che quindi favorisce lo sviluppo larvale dei granchi..

Il consumo dei granchi è minore sulle coste ioniche. Di contro, nel nord dell'Egeo, il C. sapidus viene pescato e venduto al mercato di Salonicco. e pescato in Turchia con delle nasse..

In Francia Benché la presenza del granchio blu sia stata registrata sin dai primi del Novecento sulle coste atlantiche francesi, la sua comparsa su quelle mediterranee è avvenuta solo successivamente, con le prime notizie relative ad essa risalenti al 1962, quando furono pescati alcuni esemplari nella laguna di Berre.. A partire dal 2016, la sua presenza si è diffusa in molte lagune della costa mediterranea francese e della Corsica.. In Corsica in particolare, le prime notizie della specie risalgono al 1933, ma è a partire dal 2019 che si è rapidamente diffusa lungo le coste dell'isola. Nel 2020 è stata confermata la riproduzione del granchio blu nelle acque corse..

Col fine di combattere la diffusione invasiva della specie, sono stati sviluppati e testati diversi strumenti di pesca specializzati, in particolare in Francia. Sebbene i risultati in ambiente controllato siano stati positivi, la loro applicazione in ambito naturale non ha portato i frutti sperati.. Le esche non vengono attaccate dai granchi probabilmente a cause dell'abbondanza di cibo in natura. Le nasse con inganni a maglie rafforzate hanno dato i risultati migliori per la cattura dei granchi blu..

In Italia

In Italia le prime segnalazioni ufficiali riguardano Marina di Grado e la Laguna di Venezia e datano, rispettivamente, 1949 e 1951; poi, in ordine di tempo, ci sono le segnalazioni per il porto di Genova (1965) e per la Sicilia (1970);. la specie però non pare costituire popolazioni riproduttive almeno fino ai primi anni novanta del XX secolo, tanto che dopo le prime segnalazioni non si sono più avuti riscontri fino al 1991 nella Laguna di Venezia. A partire dal nuovo millennio la colonizzazione delle acque italiane procede in maniera rapida: nel 2016 appare nel Golfo di Trieste. in seguito compare nel resto del mar Adriatico... compreso il delta del Po,. nel mar Ionio,. nel mar Ligure,. in Sardegna,.. in Sicilia.. e per ultimo viene colonizzato il mar Tirreno,.. bacino nel quale ancora nel 2019 la specie era considerata molto rara..

Nel 2021 risulta presente in tutti gli ambienti idonei dei mari italiani. spingendosi anche all'interno dei fiumi.. fino a oltre , e nell’agosto del 2026 si è verifica di risalita della specie dalla delta del Po fino a Cremona, ciò vorrebbe dire fino a circa 300 km dalla foce.

In Spagna

Sulle coste spagnole, Callinectes sapidus è presente dal 2003, con prime osservazioni sporadiche nelle lagune della regione dell'Albufera, vicino Valencia.. Il 6 dicembre 2014, un esemplare intrappolato in reti da pesca fu catturato all'imboccatura del fiume Segura, nel sud-est della Spagna.. In seguito, la presenza di larve di granchio blu è stata registrata nelle isole Baleari..

Nel Paese, il granchio blu è sfruttato come risorsa commerciale: femmine gravide vengono rilasciate in mare. e i granchi sono pescati ed esportati verso i mercati cinesi e coreani..

In Tunisia Nel Mediterraneo spicca il caso di studio della Tunisia, Paese in cui la specie è segnalata a partire dal 2021.. L'export tunisino di granchio blu, che però comprende anche specie lessepsiane del complesso Portunus pelagicus, ha raggiunto le tonnellate, per un valore di 24 milioni di dollari, cifra raddoppiata rispetto al 2020. Questo è stato possibile anche grazie al progetto Bleu-Adapt,. attuato dalla Tunisia per la conservazione degli habitat marini, che ha ottenuto un premio dal progetto WestMED 2023 organizzato dall'Union pour la Méditerranée col sostegno della Commissione Europea..... Analoghi modelli di gestione sono stati attuati in Grecia e Spagna.

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